mercoledì 28 novembre 2012

Agorafobia francese

Vivendo in Francia ci si abitua ad un sacco di cose.
A lavarsi di meno.
A rispettare i codici a botte di decine e decine di "bonjour".
A non usare l'ombrello qualsiasi cosa accada.

Ma soprattutto, ci si abitua ai parchetti angusti.


Quando stavamo cercando casa, avevo un sogno: vivere davanti al Luxembourg. Mi immaginavo passeggiare spingendo la carrozzina sotto il tiepido sole d'inverno, circondata da giovani artisti, pittori spiantati e musicisti talentuosi e sfortunati.

Poi ho aperto gli occhi, sbattendo contro i costi degli affitti della zona.

E vabbeh, spostiamoci un po'. Mica troppo, sono bastati dieci minuti a piedi, ma insomma, adieu Luxembourg. Mi sono detta, ci sarà un cavolo di parchetto intorno. Guarda, marito, vedi sulla cartina?, c'è un pezzo verde, è di sicuro un bel giardino!

Ma. Non avevo considerato due cose fondamentali:
1. Le distanze sulla mappa non sono veritiere
2. Il nostro e il loro concetto di giardino non coincidono

Le caratteristiche tipiche del parchetto locale (da non confondere con gli jardins, tipo il Luxembourg, dove i bimbi al massimo possono rotolarsi nel terriccio accanto ai poneys perché sul prato è vietato camminare) sono:
- metratura massima di 10mtq, in genere riempita da passeggini doppi, tripli, quadrupli
- presenza dell'inconfondibile bac à sable, quello in cui le mamme lasciano che i figli paciughino con l'acqua e tu riporti tua figlia a casa completamente zuppa di fango (maledette, MALEDETTE)
- le panchine, quando presenti, sono tutte occupate dalle tate. Di colore. Molto grosse. E io non ho niente contro le tate di colore, ma voi non siete mai stati al parchetto con loro: urlano così tanto per parlare tra di loro che tu non senti la tua stessa voce, figuriamoci quella di tuo figlio che ti urla "mamma, aiutooooo, mi strooooozzaaaa"
- le suddette tate non cagano di striscio i bimbi. Ma zero, non se li filano. E tu vedi questi bambini di cinque anni che si spenzolano da un albero, si lanciano dal tetto del castelletto, buttano giù dallo scivolo tuo figlio di due anni; spesso si picchiano violentemente, ma nessuno interviene; mangiano la sabbia, la merendina dell'amico caduta sopra le cacche dei piccioni, le ciocche di capelli dei barboni, ma niente
- c'è una nota positiva: i bambini posso osservare gli animali da vicino; in genere sono topi e piccioni, di cui mia figlia, parigina DOC, va pazza, ma potrebbero anche farsi vivi pantegane e serpenti, on ne sait jamais
- le poche mamme presenti non ti rivolgeranno mai la parola; non è come da noi, "quanti anni ha il suo?", "oh, mi scusi, mio figlio ha preso la palettina del suo", "viene spesso qui?", insomma, qualsiasi cosa pur di attaccare bottone; macché, qui sei trasparente, e te ne fai una ragione
- se hai appena comprato l'attrezzatura da spiaggia, ricordati che verrà risucchiata dal bac à sable, o ingurgitata da uno dei bimbi affidati alle tate di cui sopra, o usata come pitale da un clochard 

Insomma, io detesto i parchetti parigini. Quando proprio sono obbligata ad andarci, mi armo di santa pazienza, metto a mia figlia i peggiori vestiti che ha, resto in piedi tutto il tempo a controllare che non venga uccisa, mangiata, assalita da una pantegana. Poi, anche volessi sedermi, i posti sono occupati (vedi sopra). 

Altrimenti, come per il cibo, mi affido alla scuola. Non ho avuto l'appartamento vista Luxembourg, ma la scuola sì. E ce li portano pure. Cosa volere di più?

12 commenti:

  1. come distruggere la poesia di una città!!
    altro che ville de l'amour, ville de la "Pantegan"!

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  2. Mi hai fatto morir da ridere. Conosco bene Parigi e a certe scene ho assistito anch'io. Però Parigi è sempre Parigi

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  3. Parchetti di paesino battono Parigi 1 a zero, per il resto.....

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  4. Ahah Anya hai descritto la cosa alla perfezione!!! Evviva gli square parigini! :-))) troppo ridere...il bac a sable poi è un classico, ci mancherà un sacco al rientro in Italia (vuoi mettere trovare sabbia di dubbia provenienza nelle mutande e in altri anfratti della casa in ogni periodo dell'anno? Fa molto esotico) anche i bambini lasciati a pascolare dalle tate sono imperdibili...una vera scuola di vita!!!!

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  5. Vedi vedi, e io che onvidiavo tanto quelle elle sabbiere viste nei parchi dei film... non avevo considerato i contro, c'è sempre da imparare :-)
    'Ste mamme parigine però sembrano antipatiche un bel po' eh?!

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  6. Bellissimi les jardins de Luxemburg!!! Io e MM ce ne siamo innamorati!!! ^_^

    Mi hai dato una visione della Ville Lumière però che non conoscevo... ;-) c'è sempre da imparare!!!

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  7. Paese che vai usanze che trovi, ma vivere in un Paese diverso è tutt'altra cosa che una leggera e spensierata permanenza vacanziera! Sono convinta però he avrai modo di scoprire anche lati positivi che questa città meravigliosa offre! :)

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  8. Anch'io sono una mamma in Francia, a Nizza per fortuna e capisco benissimo te. Qui parchi nella mia zona non ne trovi!
    A differenza tua non riuscirei a vivere a Parigi è troppo per me, poi senza mare non vivo! Ho fatto qualche mese a Lille e sono letteralmente scappata.

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  9. Le ciocche dei capelli dei barboni nooooo! :-@

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  10. maddai! Le pantegane al Lussemburgo proprio no! Va bene le tate ma non ci sono i topi su non esageriamo...!

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  11. E invece ci sono eccome, in tutti i parchi parigini... almeno, in quelli che ho visitato io!

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