venerdì 28 settembre 2012

L'amore ai tempi della nano-era

Esiste l'amore tra bambini
No, non credo.

Eppure...

Gli psicologi e i neuropsichiatri infantili sostengono di no.
Almeno, quelli di cui ho letto qualcosa in proposito.

Gli adulti trovano le manifestazioni di, chiamiamolo amore-infantile?, ridicole o, nel migliore dei casi, molto divertenti. Esilaranti, direi.

Eppure cos'è che fa dire a Leonardo, l'ultimo giorno di nido: "Mamma, sono triste!".
"Perchè amore, che c'é?"
"Mi manca già...mi manca già tanto mamma!"
"Chi? Cosa, tesoro?"

Annalisa

giovedì 27 settembre 2012

Funambolismo

Dal dizionario Hoepli on line. 
"Funambolismo": s.m. arte, destrezza del funambolo. Sinonimo: equilibrismo
"Funambolo":  s.m. artista, specialmente del circo, che fa giochi di equilibrismo su una fune tesa.
Acc, non ne veniamo fuori...
non cerco nemmeno equilibrismo, mi rimanderebbe ad equilibrio...ho capito l'antifona...
"Equilibrio": s.m. stato di quiete di un corpo.


Lunedì, alle 16:05, in mutande, armata di aspirapolvere, mentre la stampante in salotto 
sfornava documenti che avrei dovuto leggere nel tragitto in metro' casa-centro (so' multitasking o no?), riflettevo sul cosa infilarmi addosso in 5 minuti netti per poi catapultarmi fuori dalla porta, cercavo di ricordarmi se fossi truccata (sì, l'ho fatto stamattina), pettinata (no, pace, raccolgo, un bel fermaglio con strass, che fa un po' meno casalinga...che, poi...le casalinghe sono molto più in tiro di me che corro da mane a sera, ma questa è un'altra storia...) e mi dicevo: 
se ti vedesse qualcuno, che figura di m...
no, cioè sì, ma non volevo dirvi questo..
dicevo...mi dicevo:
è puro funambolismo.

mercoledì 26 settembre 2012

Incastri millesimali, super poteri e molta fatica

Nella vita di ogni madre capita prima o poi di confrontarsi con gli INCASTRI MILLESIMALI.
E sì, ci sono delle volte che è davvero una fatica.
Tipo oggi.
Oggi che al lavoro era un casino ma ho dovuto mollare tutto alle 5 con i colleghi che mi rincorrevano per dirmi cose urgenti.
E io, che calcolo sempre i tempi al secondo, ogni volta sgarro e rischio di tardare (con conseguente ansia, batticuore, tensione, patimento... altro??) per colpa di qualche NON genitore. Anzi, a dirla tutta, spesso è il mio socio, che è un padre, e in quanto tale non ha la minima idea di cosa siano gli INCASTRI MILLESIMALI. Sul perché siano prerogativa materna sarà bene dedicare un apposito post più avanti.
Il fatto è che io entro le 5.30 devo "prelevare " due figli in 3 posti diversi a 15 km dal lavoro. 
Si, ho detto tre. 

La rentrée a... Milano!

Sì, ok, via quella faccia... noi qui non abbiamo la meravigliosa imponenza delle Alpi, non abbiamo panorami da urlo, non siamo nell'incantevole e très chic Parigi, noi qui siamo nientepopodimeno che (non fatelo, ho già controllato io sul dizionario: si scrive tutto attaccato) ... a Milano!

Il rientro a casa, dopo un viaggio tanto bello quanto stancante (perché, voi in vacanza, da quando siete nanomunite, vi riposate?!), quest'anno ci ha regalato l'inserimento all'asilo... ehm... no... alla scuola mat... no... a quella che ora si chiama Scuola d'Infanzia.

Che le avran anche cambiato nome, ma ha sempre la dote di venire incontro alla mamma che lavora.

martedì 25 settembre 2012

Di inserimenti, mamme mostro e mamme chioccia

Anche qui alle pendici delle Alpi, il rientro ha portato novità.
Il piccoletto infatti, dopo quasi un anno di cure amorevoli da parte della baby sitter moldava (e anche della mamma, ovvio, mica son mostro fino a questo punto), ha fatto il suo ingresso nella comunità dei nani semi-indipendenti.
Il nido (comunale) è molto bello e accogliente, e guarda caso ricorda un po' casa nostra, lo stesso pavimento in cotto e le porte di legno chiaro.
L'inserimento è piuttosto lungo, la prima settimana si stava solo un'ora, e solo il terzo giorno c'era il primo, brevissimo distacco. Il "grosso" del lavoro c'è stato la seconda settimana, dove si è fatto il pranzo, la nanna e pure la merenda post nanna.
E' andato tutto benissimo, ma era facilmente immaginabile che il povero unenne, abbandonato a sé stesso da quando ha meno di tre mesi (ok ok, non a sé stesso, alle cure diurne ed amorevoli della suddetta babysitter moldava) (si inizia a capire il perché del mamma mostro?) se la sarebbe cavata egregiamente "da solo".
E' sereno e felice, felice di arrivare, triste il giusto di vedermi andar via, e altrettanto felice di rivedermi il (tardo) pomeriggio.
Nessuna crisi ricollegabile al nido (ancora).
Nessun grosso problema invece per il quattrenne, che rientra alla materna da "medio". Non molto entusiasta, ma nemmeno del tutto disperato.
Si è discusso abbastanza di inserimenti, ultimamente.

lunedì 24 settembre 2012

La rentrée parigina

Mais oui, c'est la rentrée! Macarons champagne et baguette!

Se noi siamo pizza e mandolino e mafia, loro possono anche essere peggio. Con questa rentrée che comincia ad inquietare già da luglio. Tu non sei ancora partito, non hai ancora visto il sole, sei del colore degli A4 della stampante eppure devi sorbirti 'sta storia della rentrée. Poi torni davvero, e dappertutto te lo ricordano che "yuppìììììì, c'est la rentrée".

Il primo anno era una rentrée felice. Oh, come mi è mancata Parigi!

Il secondo anno era una rentrée misteriosa. Oh, andrò all'università e non farò la mamma a tempo pieno!

Il terzo anno (questo), è una rentrée carica di significati.

Significato numero uno: rientro con due P e sono sola. Ma sola eh.
Significato numero due: la P1 entrerà alla materna.
Significato numero tre: la P2 entrerà al nido.
E la mamma? La mamma si becca il significato numero quattro: trovarsi un lavoro.

E quindi siamo sbarcati dopo due mesi di oh sole mio, pizza, mare e schiamazzi (voi avrete anche le escargots, ma noi siamo abbronzati e molto simpatici) nella grigia e fredda ville lumière, carichi di speranze, curiosità, aspettative e voglia di libertà.
E quindi viviamola, questa rentrée, con tutti i suoi significati, i suoi pains au chocolat appena sfornati e la sua aria tanto snob a ricordarti che tu sei uno che prima o poi, volente o nolente, si sentirà dire "può abbassare la voce, per favore?".

domenica 23 settembre 2012

Storie di mamme: Morna

Mi chiamo Morna. Che poi non è il mio nome, ma è il nome con cui mi conoscono le mie due amiche qui a fianco e tante altre che hanno letto di me e dei miei figli.
Perché Morna? Semplicemente perché, nel momento in cui tanti anni orsono ho dovuto scegliere il classico nickname da forum, ho scelto il titolo di una canzone che amo.
Mi sono sempre considerata mamma un po' per caso e un po' per sbaglio (forse al 50%, nel senso per caso il primo e per sbaglio il secondo!!), ma sto iniziando a capire che nulla accade per caso, e certo non per sbaglio.

Storie di mamme: Anya



Storie di mamme: Klarissa

Non ci sono storie poetiche dietro la scelta di questo nome.

Semplicemente, nel cercare un nick per iscrivermi all'ormai famigerato forum dove ci siamo conosciute tutte e tre, storpiavo il mio nome, aggiungi, togli, leva, infila 'na kappa che non sta mai male e fa sempre tanto giovane... Il forum mi dice che non esistono utenti con questo nick (etttecredo! aggiungerei io...) e così... Ecco qui Klarissa.
Ho scoperto solo poi che esiste un'altra Klarissa, in ambienti decisamente diversi da quelli materni... ma ormai ero Klarissa da anni!


Non ho mai amato i bambini, non sapevo niente di bambini, guardavo le famiglie con pargoli in viaggio o al ristorante o in pizzeria... insomma, in giro... sempre con un duplice sentimento: da una parte guardavo i genitori con una certa compassione, pensando che chissà che vitaccia! E nemmeno possono rilassarsi un attimo o dirsi due parole, con 'sti mostri urlanti e pretenziosi tra i piedi!; dall'altra... lo confesso, fuggivo: cambiavo posto, ristorante, pizzeria, locale, giardino, parco, strada, piazza, per stare in santa pace. 





martedì 4 settembre 2012

Primo post: noi tre e molte sfumature di mamma

Ed eccoci qui, siamo finalmente arrivate, dopo una lunga gestazione, al nostro primo post. E sarà forse il più difficile, perché c'è la classica sindrome da foglio bianco, perché è un po' come presentarsi al primo giorno di scuola e perché sarà, sostanzialmente, a tre mani.

Tre, perché chi scrive questo blog sono tre mamme, che poi saremmo noi: Anya, Klarissa e Morna.
Le basi di questo blog risalgono ad anni orsono, perché, nonostante viviamo tutte e tre lontane, e addirittura non ci siamo nemmeno mai incontrate tutte di persona, ci conosciamo oramai da anni. Perché chi l'ha detto che per conoscersi ed essere amiche bisogna frequentarsi di persona? Noi ci siamo frequentate virtualmente, prima per organizzare i nostri matrimoni, poi per parlare di gravidanza, e infine per parlare dei nostri figli.

E avendo sempre meno tempo per essere attive nel sito che ci ha visto nascere mamme, abbiamo deciso di spostarci qui, sia per restare in contatto, sia perché tutto quello che scriviamo possa "restare" invece che perdersi nei meandri di un forum, ma anche perché speriamo di avere qualcosa di interessante da dire, ovviamente.

E allora, presentiamoci!

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