mercoledì 31 ottobre 2012

Come sopravvivere al primogenito

Quando ho portato il Tortoro a casa dall'ospedale, Mirtillo si deve essere dato una missione: farlo fuori, possibilmente in tempi rapidi.

Ricordo come se fosse ieri quando guardavo estasiata il neonatino sdraiato sul lettone, aveva 3, dico TRE, giorni di vita, quando arriva la Belva treenne, fa un triplo carpiato sul letto e centra col ginocchio la testina santa (e molliccia)  del mio nano nuovo di zecca.

C'è mancato poco che non mi avventassi sul grande con un randello (mera licenza narrativa. Nessun minore è stato oggetto di violenze nella redazione di questo post).

L'ha salvato il piccino, che era così disperato che ho dovuto occuparmi di lui e capire se Mirtillo era riuscito a farlo fuori, così, il primo giorno a casa.

Quello è stato solo il primo tentativo di una lunga serie di attentati.

Accompagnati da una serie di piacevoli aspetti collaterali: ritorno dei capricci indomabili, pessimo umore, scene di isteria, insolenza: insomma, antipatia allo stato puro. Avete presente quei bambini che quando li vedevate "prima" vi facevano dire "io figli mai"? Ecco. Insopportabile.

martedì 30 ottobre 2012

Il Cerchio di Monk

Bambino amplificato: dicesi bambino amplificato o spirited quello di cui qui .

In sostanza, si tratta di un bambino mooooolto vivace, di quelli che non si stancano mai, che vi sfiniscono e sfiniscono persino i loro coetanei, che non sanno tenere il suo passo, ma che, allo stesso tempo, ha una sensibilità più accentuata al rumore, agli stimoli, ai cambiamenti.
Io non credo che L. sia amplificato, pur avendo ottenuto un punteggio ragguardevole al test di cui sopra: è molto vivace, ci sfinisce, sfinisce spesso anche i suoi coetanei, ma, ad esempio, adora il nuovo e i cambiamenti, adora viaggiare, spostarsi, gli ambienti nuovi, Il Nuovo in generale.

Quello che ha sempre avuto, fin dal primo giorno in cui è venuto al mondo, è una ipersensibilità verso tutto ciò che è rumore, caos, confusione.


lunedì 29 ottobre 2012

Fenomenologia della mamma: la Mamma Lavoratrice

E siccome ve lo avevamo promesso, eccola qui, lei, quella mamma perennemente in ritardo, che si cambia le scarpe poco prima di entrare in ufficio (su, dai, diccelo che tieni il tacco 12 in ufficio, tanto a casa... chettelodicoaffa'?), che rifila pasta tutte le sere e magari il sabato McDonald's, che ha sempre la testa incasinata da mille cose, cento ne pensa, una ne fa. 

E siccome noi siamo delle grandi simpaticone e quello che sappiamo fare meglio è prenderci in giro, a scrivere questo post è qualcuno che come mamma non ha mai lavorato. Perché su, troppo facile prendersi in giro da sole, molto meglio quando a farlo sono le amiche (e se queste amiche sono pure socie in un progetto tanto bello...). 

Insomma, dimostriamo che abbiamo senso dell'umorismo (e dopo questa, Klarissa e Morna cambiarono segretamente tutte le password cancellando ogni mia traccia di passaggio).

domenica 28 ottobre 2012

Il linguaggio segreto del Tortoro

Ora che ci conosciamo un po' e siamo entrati in confidenza, ve lo posso anche dire, il mio secondogenito si chiama Tortoro.
Ok, non all'anagrafe, ma da mò lo chiamiamo tutti Tortoro perchè sin da quando ha iniziato a lallare ad oggi, che dovrebbe quasi fare frasi con i congiuntivi ma ancora continua (solo) a lallare, il suo suono predominante è un Trrr Trrr Trrr, che fa un po' verso del piccione in amore (dicesi tubare).
Ok, avremmo dovuto chiamarlo Piccione, ma per una questione, diciamo, onomatopeica, ci è venuto Tortoro. Che poi, scrivendo questo post, leggo su Wikipedia che anche la tortora tuba (o gruga). Quindi ci siamo. Quante cose vi insegno, eh.

Vabbè, con questo post voglio farvi un po' conoscere il Tortoro.

venerdì 26 ottobre 2012

In nome del padre

Si sa che dietro una grande mamma c'è sempre un grande papà... O era diversa? 

Ad ogni modo, dietro tre Mamme Mostro ci sono altrettanti papà (ehm... Mostro? Difficile identificarli), e da oggi uno di loro condividerà con noi il suo punto di vista di altra metà della mela, o piuttosto del patrimonio genetico, o insomma quel che l'è. Vediamo cosa ne viene fuori...

A tra pochissimo su questi canali con "In nome del padre"!

giovedì 25 ottobre 2012

Dove si nasconde il lupo cattivo?

Perché prima o poi arriva il momento.
Un papà viene da me e mi dice: "Devo chiederti un favore. Posso prenotare tuo figlio un'oretta, la sera? Sai, mio figlio Attila non socializza, mi dicono che è un bambino con problemi...".
Bene, il primo invito ad andare a giocare da un amichetto.
E no, non proviene dall'angelico e pacioso Abele, riccioli biondi e sorriso perenne, della casa a fianco.
No, giustamente è di Attila, caratteraccio, capricci infiniti, urla isteriche e palesemente disturbato.
Insomma, l'amico che ogni madre sogna per il proprio figlio.
Come se non bastasse, ciò significa che devo abituarmi all'idea che mio figlio vada, da solo, a casa di persone che conosco di vista da un anno almeno, ma di cui so, di fatto, poco o nulla.
Che ne so che non siano psicopatici, ladri di bambini, venditori di organi o esseri comunque riprovevoli?
Come faccio a essere sicura che non facciano del male a mio figlio?
Tanto più che il pargolo che necessita di compagnia non è esattamente un bimbo che trasuda serenità e benessere.
La sola idea mi terrorizzava, quindi l'unica decisione possibile era, semplicemente, stare li anch'io (un no lo trovavo francamente poco carino, tanto più che siamo piuttosto vicini di casa). Il che vuol dire sviluppare un altro po' di quei super poteri di cui qui.

mercoledì 24 ottobre 2012

Quando la mamma non c'è: Pregunta

"Pregunta", si sa, in spagnolo significa "domanda".

Pregunta è entrata nella nostra vita tramite un annuncio su bakeka.it.

C'è un mezzo peggiore per reclutare una tata? io non credo.
Una persona sana di mente cercherebbe una tata su internet? io non credo.
Sono sana di mente?
sillogismo dall'esito infausto per la sottoscritta.
era Socrate quello del sillogismo, no? 
sarà mica stato condannato a bere la cicuta per niente, no?

ma andiamo avanti.

Dicevo...Pregunta è stata reclutata su internet.


martedì 23 ottobre 2012

A tavola! Ho detto a tavolaaaa!

Noi siamo Mamme Mostro, si sa. Niente di nuovo.
Eppure a volte l'intento ce l'abbiamo eh. Prendete l'alimentazione. Chi di noi tre non era partita coi migliori intenti? Cioè, che fosse svezzamento classico, autosvezzamento o metodi alternatvi, avevamo tutte un principio: cibi sani, niente schifezze, ogni cosa a suo tempo, bla bla bla.


Perché poi il pasto dovrebbe essere un momento sereno, conviviale, rilassato, il momento clou della giornata. Suvvia, lo sappiamo tutti.



Mio figlio non mangerà cioccolata fino ai cinque anni.

Peccato che impari a prendersela da sola molto, ma molto prima. (pure a rubarla, se necessario)
Mio figlio non mangerà mai davanti alla tivù.
Peccato che ti pianti una bizza tremenda perché alla stessa ora del tg c'è pure Peppa Pig, e tu vuoi mangiare in pace, vero?
Mio figlio mangerà solo cose bio.
Peccato che costino un botto e tu non abbia tempo di andare al mercato, e quando fai la spesa alle 19 di sera ci sono rimaste solo le mele bacate.

lunedì 22 ottobre 2012

Fenomenologia della mamma - La Marsupiale

Quando sei una Mamma Mostro che già in sala parto si chiede quando potrà uscire a cena da sola con suo marito senza apparire disdicevole, l'incontro con la Mamma Marsupiale ha all'incirca lo stesso effetto di un bicchiere d'acqua fredda buttato in una pentola di olio bollente.

La Marsupiale è quella mamma che
.... ha nostalgia del pancione "perché allora mio figlio era solo mio" (ogesugiuseppemaria! l'unica nostalgia che potrei avere del pancione io, è perché lì dentro non scassava non scocciava come fuori!);
....il figlio è nella fascia 24 ore al giorno (anche se fuori ci sono 55 gradi all'ombra e batte un sole che manco in Namibia) perché "il piccolo vuole mantenere il contatto, del resto Africa i bimbi vengono portati 24 ore e piangono meno";
....la prima uscita col nano è per comunicare al datore di lavoro che prenderà tutta la facoltativa più le ferie, più permessi vari, retribuiti ma anche no "ora non è importante, mio figlio è l'unica cosa che mi interessa",  in modo da non rientrare in ufficio prima di 16/18 mesi;
.... appena è uscita dal suddetto colloquio già si dispera: "oddio, come farò a lasciarlo tre ore al nido ad  un ANNO E MEZZO??? E' così piccolo!!!"


domenica 21 ottobre 2012

Il post della domenica

Ed eccoci all'appuntamento con il post della domenica!
Cosa si sono inventati questa settimana i vostri bimbi? Vi hanno fatto domande imbarazzanti sull'autobus pieno nell'ora di punta? Vi state ancora chiedendo dove possa aver sentito proprio quella parola? Non smette di mangiarsi le caccole in pubblico ed esclama pure "mmmm, booooone mamma!"?

Ecco qui le frasi più simpatiche!

venerdì 19 ottobre 2012

Figlio mio, ma quanto mi contagi?

C'era una volta una giovane donna superfiga che girellava a -30° con un cappottino scollato. 
C'era una volta una giovane donna superfiga che mangiava kiwi a colazione, aveva borse di dimensioni adatte al trasporto di un solo kleenex (generalmente usato durante un film strappalacrime), non saltava un'ora di lavoro e la mattina si svegliava sempre riposata. 


Poi successe qualcosa. Iniziò a mettere la sciarpina anche d'estate (che si sa, nei negozi l'aria condizionata è tremenda), a comprare borse abbastanza capienti per ospitare rotoloni maxi di asciugatutto, mangiare riso in bianco un giorno sì e l'altro pure, a svegliarsi col torcicollo e, per quanto riguarda il lavoro... beh, passiamo oltre.


mercoledì 17 ottobre 2012

TeleNanela

Non era mia intenzione proporvi questo oggi, tuttavia i fatti che si sono verificati nelle ultime ore, non possono essere taciuti. 
Reclamano a gran voce di essere raccontati e io...
chi sono io per oppormi a volontà celesti? 
chi sono io per non assecondare il volere degli dei? per oppormi al Destino? al Fato? ai disegni di esseri superiori?

...ok, la smetto

E così, dopo la prima puntata di questa saga, quella in cui mi sono interrogata, con voi, sulla possibilità dell'esistenza dell'amore ai tempi della Nano Era (per chi se la fosse persa, questa qui), non posso non rendervi partecipi degli sviluppi non tanto delle mie riflessioni, quanto degli accadimenti che hanno avuto come attori i nostri tre Nano-Protagonisti, Vittima (Giada), Carnefice  (mio figlio) e NanaAngelicata (Beatr...ehm..no, mi son fatta prendere la mano...Annalisa).

Vi confesso che inizialmente, ai tempi della Nano Era, non avevo pensato di fare del bieco gossip alle spalle di mio figlio, però...ecco...che devo fare, ditemelo voi?

Dovrei forse mantenere una certa riservatezza sulle vicende amorose di mio figlio?
Sì, dovrei.
Sono forse capace di farlo?
No, non ne sono capace.

Di feste di compleanno, pagliacci ed altre catastrofi

Arriva l'autunno, riaprono le scuole... e ricominciano, oltre che le malattie, le famigerate feste di compleanno (non le ho accoppiate a  caso).
Non so come funzioni da voi, qui ci si trova il temuto bigliettino nella tasca delle comunicazioni, all'asilo. Visto che non ci sono praticamente momenti di incontro tra genitori, gli inviti prevengono da completi sconosciuti, che è tanto se hai sentito nominare il festeggiato da tuo figlio.
Ovviamente, per la gioia della madre lavoratrice, sono generalmente il venerdì alle 3 (ma lavoro solo io al mondo???).
Al primo bigliettino pervenuto, visto che sono la mamma mostro e devo riabilitarmi (ai miei occhi, ovviamente), stoicamente accetto ed incastrando mille cose, saltando il già brevissimo pranzo (davanti al pc ovviamente), correndo di qui, stringendo di là, riesco a partire con solo un'ora di ritardo.
Nel frattempo sono pure riuscita ad andare in un negozio strafico di giocattoli e prendere quella che mi sembra una genialata per un prezzo che ritengo lì per lì accessibile, e mi avvio felice, sentendomi per un attimo la Mamma Perfetta.
Almeno fino a che moltiplico mentalmente il prezzo che ritenevo accettabile per il numero medio di feste cui dovrò partecipare e mi rendo conto che è una rata del mutuo.. e mi sento un po' meno perfetta e un po' più cojona.


martedì 16 ottobre 2012

Sono arrivato secondo.

Se avete un solo figlio e ogni tanto vi capita di pensare al secondo so già cosa vi passa per la testa: come potrò amarlo tanto quanto il primo? Impossibile.
Uè, bellina, non sei affatto originale. Non conosco nessuna mamma (forse quella perfetta? non saprei) che non l'abbia pensato.
Che non sia stata divorata dai sensi di colpa.
Prima, perché desiderava un altro figlio nonostante ne avesse già uno così perfetto. 
Poi, perché stava così bene e aveva paura di rompere chissà quali strani equilibri.
Poi, perché "mio figlio è così sensibile, un fratellino lo turberà". 
Poi, perché "dovrò rientrare in ufficio e avrò ancora meno tempo".
E continua...

lunedì 15 ottobre 2012

Fenomenologia della mamma. La mamma ciofeca

Ora, tiriamoci su.
Che diceva Rossella O'Hara (Dio, Rossella O'Hara...!)?
Domani è un altro giorno?


Bene, e oggi è lunedì.

E ogni lunedì che si rispetti prevede che qui si sforni una fenomenologia della mamma.


E quindi, dopo la Mamma Perfetta, passiamo ora al suo opposto, la Mamma Ciofeca.



Premessa doverosa: 

ogni caratteristica della Mamma Ciofeca verrà preceduta e contrassegnata da un numero.

Alla fine del post, io per prima vi confesserò, facendone un elenco, quanti di questi comportamenti ho assunto almeno una volta nella mia vita da mamma e quante di queste azioni ho compiuto.

Vi prego di fare altrettanto, perché lo so, lo so che anche voi, come me, in fondo in fondo, un po' - o molto - Mamme Ciofeche lo siete!
E così, alla fine, ci sentiremo tutte meno snaturate.

È un gruppo d'auto-aiuto, insomma, sì.
Però è gratis.
L'analisi costa, invece.
Quindi, partecipiamo, su! Coraggio!

domenica 14 ottobre 2012

A una mamma speciale

Sappiamo che oggi è domenica e che ci si aspetterebbe la leggerezza del "post della domenica".

E sappiamo anche che il clima cazzaro che normalmente regna sovrano in questo blog è stato messo da parte da qualche giorno per una ragione speciale.

E... ecco, oggi è un altro giorno speciale.

Un altro giorno tristemente speciale.

Perché non ci sono solo bambini che non riescono a vedere la luce o che restano il tempo d'un attimo con la loro mamma e con il loro papà.

Ci sono anche mamme che lo sono per un attimo, per un soffio e che poi resteranno madri per sempre da lassù e nei cuori dei loro bambini.
Ci sono mamme che hanno dato la loro vita per metterne al mondo un'altra.

E ci sono mamme - c'è una mamma - che mentre svolge una delle sue attività preferite - fare shopping! - comprando tutto azzurro per il bebè in arrivo, scopre che dovrà fare nascere alla svelta il suo piccolo ometto.

C'è una mamma che si prepara ad un evento festoso, alla gioia più grande e che scopre guardando il suo piccolino nella pancia attraverso un monitor, che non è solo lui a crescere nel suo corpo, ma anche un male, tremendo, e che, forse, chissà, si potrebbe curare, forse no, ma bisogna fare alla svelta.

venerdì 12 ottobre 2012

Un'onda di luce perché....

... Nessun piede è troppo piccolo per lasciare un'impronta in questo mondo 



Ottobre è il mese della consapevolezza sulla morte perinatale.

E' un argomento di cui si parla troppo poco in confronto ai tanti, troppi genitori che hanno subito questa tragedia.

Alcuni non sanno nemmeno di cosa si tratta. 
L'organizzazione mondiale della sanità definisce "morte intrauterina" la perdita del bambino dopo la 20ma settimana di gestazione. Se ne parla poco, ma è un problema di grande rilevanza clinica e sociale. Ogni anno, nei Paesi industrializzati, Italia compresa, una gravidanza su 300 si conclude con la morte del bambino nell'ultimo trimestre o subito dopo il parto, spesso senza una causa apparente. Questo significa che ogni anno in Italia, ben 2500 famiglie si trovano ad affrontare questa disgrazia , 6 famiglie ogni giorno.  
E ancora, con questi numeri, molti, troppi, non sanno, o non vedono.
Quando magari è successo alla mamma che incontriamo tutti i giorni all'asilo, o alla vicina di casa, o alla compagna di corso preparto a cui vengono gli occhi lucidi quando chiediamo se sia la prima gravidanza.
E' necessaria più consapevolezza e sensibilità: anche a questo scopo sono nate diverse associazioni che offrono sostegno e conforto alle famiglie, ma anche a famigliari e amici che soffrono e non sanno come stare vicino ai genitori in lutto. Citiamo la più conosciuta ed attiva, ciaolapo onlus.

Per essere vicini a queste famiglie, partecipiamo tutti all'iniziativa un'Onda di luce (dalla terra al cielo).
Alle 19 del 15 ottobre, accendiamo una candela.

Per celebrare questo mese, vorrei riportare una lettera scritta a mio figlio diverso tempo fa, e che molte amiche che mi seguono qui hanno già letto.

Caro amore, la vita non è una scala di cristallo, ti accorgerai presto che non è possibile avere tutto quello che si desidera, che a volte le cose vanno male, che ci sono anche momenti della vita dolorosi e tragici. Naturalmente spero e prego affinché tu possa essere felice il più possibile, e che abbia a vivere pochi di questi momenti dolorosi.

Che ci sono, nelle nostre vite, o in quelle delle persone a cui vogliamo bene, anche a volte senza conoscerle.

giovedì 11 ottobre 2012

L., piccolo Monk...

Non so se conosciate tutti la serie televisiva "Detective Monk ".

Il protagonista è, appunto, tale Adrian Monk, che soffre di una serie infinita di turbe d'ogni tipo sul genere ossessivo-compulsivo, e annovera fobie quali la paura dell'altezza, degli spazi aperti e/o affollati, del sangue e, soprattutto, dei germi.


Bene. Che c'entra Monk? 
Ora ci arriviamo.

mercoledì 10 ottobre 2012

Sorprese

Perché ci sono delle volte che la vita ti sorprende.
In male, quando per caso ti trovi un nodulo al seno e ti crolla il mondo sotto ai piedi.
Quando sei a casa da sola, e ti chiedi cosa si deve fare in casi come questo (visto che se ne parla, se mai vi capitasse, telefonate al vostro medico di base  che vi prenoterà un'ecografia o mammografia, a seconda dell'età, presso il centro di senologia della vostra città).
Quando guardi i tuoi figli e pensi che potresti non vederli crescere. Ma ti rendi conto che l'unica cosa che desideri è che siano felici, con o senza di te.

martedì 9 ottobre 2012

La riunione di scuola

(il titolo va letto alla Fantozzi)

Ore 18.30, prevista riunione a scuola P1. Quella che credevo fosse lunedì scorso. 
Luogo: 6ème arrondissement, dove noi NON abitiamo, ma ci siamo molto vicini. 
Tipo di scuola: privata, molto privata. Montessoriana, molto montessoriana. Di quelle che accettano tutti, basta che paghino molto e possibilmente siano strani. Beh, noi un po' strani lo siamo. E ci tocca pure pagare. 
Per carità, son contenta che la P1 vada in una scuola di questo tipo, dove sono al massimo 16 bimbi con due o anche tre educatrici. E' che proprio non avevamo scelta. Nel pubblico niente posto fino all'anno prossimo (la fregatura di esser nati a gennaio) e di farle fare un altro anno di nido... Quindi ci siamo messi una mano sul c... portafogli, et voilà, la scapestrata P1 in mezzo ai bimbi bon-chic-bon-genre.

lunedì 8 ottobre 2012

Fenomenologia della mamma. La mamma perfetta

Atto secondo.

La mamma perfetta

Non potevamo che cominciare da Lei: la Mamma Perfetta.

Quella che quando la vedete vi viene voglia di cambiare marciapiede, piazza, città, Stato, pianeta, sistema solare...

Quella che quando entrate il primo giorno d'asilo c'ha l'ansia... l'ansia di far vedere che Lei ha tutto quello che c'è sulla lista che le è stata fornita... no, anzi, sulla lista che Lei si è premurosamente preoccupata di procurarsi anzitempo... e che chiede all'educatrice/maestra/dada (come diavolo le chiamano da voi?!) dove deve mettere la busta, il sacchetto, la scatola, il raccoglitore ad anelli contenente n. 100 pagine, perché non si sa mai, in altrettante cartelline trasparenti, occupate già per la metà con foto in ordine cronologico di mamma, papà, figlio/a, dei nonni, dei parenti fino all'ultimo grado riconosciuto dalla legge, ma anche oltre, che non si sa mai... e degli amici più intimi. Ah! che smemorata! Non gliel'ho detto, le ho messe in ordine alfabetico, così per voi è più facile trovare quel che cercate.
Lenzuolino, sacchetta e bavaglino portano il nome e cognome del bambino, come richiesto, ricamato da me...
Oh! No, non esageri! Troppo buona! Non sono poi così brava!
E gongola... eccome se gongola!
I cambi? Sì, ci stavo arrivando... li ho tutti contrassegnati con etichetta con nome e cognome.
No, non di quelle che s'attaccano stirandoci sopra... no... quelle poi, prima o poi si staccano. E vi potrebbero mettere in difficoltà... lo capisco. Quindi io le ho cucite.
Una ad una.
A mano.

domenica 7 ottobre 2012

Il post della domenica


La domenica è un giorno particolare.

Ci sono modi di dire legati a questa giornata, proverbi, malesseri, stati d'animo, film, libri, racconti...

Per le mamme, da sempre, da che mondo è mondo, la domenica ha un sapore particolare: 
sa di pasta fatta in casa, di profumo di torta appena sfornata, di lasagne, di ragù che va sul fuoco basso per ore, di arrosto e di patate al forno.

Sa di "è prontoooooooooooo!".
E di corse a chi arriva a tavola per primo.

Sa di famiglia finalmente riunita attorno al tavolo apparecchiato con la tovaglia buona...
e di...

Ok, la finiamo. 

venerdì 5 ottobre 2012

Fenomenologia della Mamma. Atto primo


Fenomenologia della Mamma

Atto Primo


Non stiamo proponendo niente di innovativo, ne siamo perfettamente consce.

Pensiamo, però, che, tutto sommato, possa essere un modo di prenderci un po' tutte in giro: il nostro è un mestiere difficile e terribilmente serio (?!). 

Almeno questi 5 minuti per pigliarci per i fondelli da sole e, perchè no?,  a vicenda, non ce li vogliamo concedere?

Scommettiamo che, come noi, nella vostra breve o lunga vita da mamma, avete ormai incontrato un certo numero di genitrici che siete in grado di ricondurre alla tal categoria di madre dopo un'osservazione di... ehm... 10 secondi? O, tutt'al più, se vostro figlio vi ha svegliato alle 2 del mattino perché aveva sete, non le riconoscerete al primo sguardo, ma di sicuro dopo la (s)ventura di aver con loro scambiato 2 battute... ok, famo 4 se il nano/la nana vi ha anche chiesto il latte alle 4 del mattino?

Scommettiamo che avete elaborato una serie di categorie, dalla Mamma Perfetta alla Mamma Esaurita, dalla Mamma Bifronte (Montessori davanti/Ciofeca dietro) alla Mamma Figlia (quella che gira a sua volta munita di madre. Oh! Sempre, eh!), dalla Mamma Ultimominutista (quella che quando suona la campana dell'uscita dell'asilo sta sgommando nel parcheggio inchiodando e scende dalla macchina prima che questa si sia del tutto fermata) alla Mamma Gnocca-Son-Ancora-Gnocca (che gongola-e-quanto-gongola quando le dicono: tu?! sei mamma?! e di due?! noooooooooo, con quel fisico?!)... senza contare la categorizzazione più qualunquista e generalista al mondo: quella geografica. Via, allora, anche alla Mamma Parigina, alla Mamma d'Alpeggio e alla Mamma Milanese.

Fenomenologia della Mamma arriverà sui vostri schermi a partire da...

lunedì! 

E sarà un appuntamento settimanale, che ritroverete, se vi andrà (ma sììììì che vi andràà!), fino ad esaurimento fantasia.

P.s. Se voleste suggerirci altre categorie materne, promettiamo sin d'ora che ci impegneremo a fondo per trattarle in modo esaurito  esauriente e, soprattutto, sincero.

Come sempre.

giovedì 4 ottobre 2012

dove sbaglio?

Ci sono giorni, come oggi, in cui mi chiedo dove sbaglio e una risposta non la trovo.

Ci sono giorni, come oggi, in cui mi sento decisamente una mamma incapace. 
Sono certa che questi giorni capitano a tutte, ma, al momento, chissenefrega.

martedì 2 ottobre 2012

W i nonni! O no?

Oggi è la festa dei nonni.
Cercando in rete un'immagine per celebrare l'avvenimento, sostanzialmente si trovano immagini tipo questa:


due amabili vecchietti, lui con il bastone (il bastone!), entrambi canuti, con il sorriso ebete da "non ho altro di meglio da fare che stare con i nipoti".
Ma sono proprio così i nonni dei vostri bambini?
I nostri no.

Quanto a Morna, è fortunatamente munita di due coppie di nonni.
I nonni paterni sono purtroppo latitanti, per vicissitudini che tralasciamo. Sono gli unici vicini, quindi l'assenza è particolarmente pesante. Anche perché, specie la nonna, sarebbe fantastica con i nipoti. Ma tant'è, al momento non ci sono, inutile crucciarsi.
Quanto ai nonni materni, hanno una vita sociale da fare invidia ad un diciottenne. Cene, uscite, tutti i we in montagna. E non certo a prendere il fresco a bordo strada sui tavolini da picnic, ma a fare camminate che io neanche dopata.

Sì sono io. Sì di nuovo. Mica la disturbo?

Quante volte avrete pronunciato queste parole chiamando il/la pediatra dei vostri figli? 
Beh, io fino ad ora pochissime. Direi quasi mai. 
Tra le fortune che erano allegate al pacchetto P1 c'era sicuramente la salute di ferro. Ma di ferro eh. Che vuol dire una congiuntivite, un herpes in bocca, qualche vomito notturno. In quasi tre anni, di cui oltre due di comunità, non ha mai portato a casa nulla. Pure l'epidemia di varicella ha scampato, oltre a tutte quelle di gastro (pure la mia). Insomma, baciamoci i gomiti.
Poi un bel giorno è nata la P2. E io sapevo, SAPEVO, che le avrei scontate tutte. Avevo paura che le mie pene avrebbero avuto a che fare con la nanna, ma nella mia ingenuità non avevo pensato al resto.

lunedì 1 ottobre 2012

Il neonato è davvero tanto terribile? Provate un bambino!

Ultimamente su Facebook gira la foto di un orrendo bambino bandanato che sogghigna al padre: ti ho tenuto sveglio tutta la notte impedendoti di fare sesso con tua moglie e la mattina mi attacco alle sue tette (o qualcosa del genere).
Mi ha fatto molto ridere.
Perché, in tutta la sua cretineria, è terribilmente vero.
I neonati nascono con un intento preciso: rompervi le scatole, e farvi pensare "ma chi me l'ha fatto fare?", "dove si restituisce?", "ma non stavamo meglio prima"?

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