giovedì 29 novembre 2012

Sono cose di poco conto, lo so, però...

Ci sono giorni in cui ti ripeti tipo mantra "Beh dai sono scemenze...le cose serie sono altre, su! Coraggio, che ce la facciamo! Dai! Pensa a chi davvero ha problemi seri..."


Sì, ma...

'sti ca...!

No, perchè non è facile ottenere una tale perfezione e combinazione di piccole sfighe e fastidi, eppure c'è chi si aggiudica il primato.

And the winner is...

io.

mercoledì 28 novembre 2012

Agorafobia francese

Vivendo in Francia ci si abitua ad un sacco di cose.
A lavarsi di meno.
A rispettare i codici a botte di decine e decine di "bonjour".
A non usare l'ombrello qualsiasi cosa accada.


Ma soprattutto, ci si abitua ai parchetti angusti.


Quando stavamo cercando casa, avevo un sogno: vivere davanti al Luxembourg. Mi immaginavo passeggiare spingendo la carrozzina sotto il tiepido sole d'inverno, circondata da giovani artisti, pittori spiantati e musicisti talentuosi e sfortunati.


Poi ho aperto gli occhi, sbattendo contro i costi degli affitti della zona.



E vabbeh, spostiamoci un po'. Mica troppo, sono bastati dieci minuti a piedi, ma insomma, adieu Luxembourg. Mi sono detta, ci sarà un cavolo di parchetto intorno. Guarda, marito, vedi sulla cartina?, c'è un pezzo verde, è di sicuro un bel giardino!



Ma. Non avevo considerato due cose fondamentali:

1. Le distanze sulla mappa non sono veritiere
2. Il nostro e il loro concetto di giardino non coincidono


Le caratteristiche tipiche del parchetto locale (da non confondere con gli jardins, tipo il Luxembourg, dove i bimbi al massimo possono rotolarsi nel terriccio accanto ai poneys perché sul prato è vietato camminare) sono:

lunedì 26 novembre 2012

Fenomenologia della mamma: la Mamma Mostro

La volevate, no? Lei, quella che manda i figli a scuola con la febbre non perché "dai, 37.5 che vuoi che sia?", ma perché non gli viene proprio in mente di misurargliela.
Quella che ad un mese dal parto lascia l'infante ai nonni per andare un giorno alla Spa. Quella incasinata, che compra le merendine ma vorrebbe preparare tutti i giorni una torta, che dimentica il cambio per il nido per tre mesi di fila, quella che alle 21 sono a letto altrimenti io muoio.
La Mamma Mostro.
O meglio la fenomenologia che mi rappresena per eccellenza, quella a cui non posso nemmeno più dare il copyright perchè è diventata Nome proprio di persona (il mio), e come tale non è tutelabile.
Eccoci, dicevo. Sono io, eppure non so da che parte cominciare.

domenica 25 novembre 2012

Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.

Oggi, 25 novembre, è stata la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.
Ne hanno parlato tutti.
L'hanno ricordata tutti.
Ed è il minimo che si possa fare.

Noi abbiamo deciso di farlo ora, ora che questa giornata è quasi terminata, perchè anche domani possa essere una giornata dedicata alla stessa causa, perchè domani, quando tutti se ne saranno scordati e sarà la giornata di qualche cosa d'altro, chi passa di qui, possa rifletterci ancora un po', ancora un altro giorno almeno.

Vorremmo ricordare questa piaga con un racconto, uno tra i tanti, un racconto tremendo, conosciuto, ma non come dovrebbe, una storia che ha vinto il Premio Pulitzer 2012 e che non ci si riesce a scrollare di dosso, una volta letta.

Per Teresa.
E per tutte le donne uccise perchè...

DONNE.

Dal sito di Repubblica.it  del 18 maggio 2012, "La notte che Teresa è stata uccisa" di Eli Sanders 



Il post della domenica con Nanoricetta: Ciambellone a prova di MammaMostro

Eccoci qui.
E' domenica, di nuovo, eh sì!
Rassegnamoci, ogni settimana arriva. 
E ha una sola cosa di bello, sì...
che domani è lunedì?
ehm...ma anche sì!

Questo week end è stato breve e non troppo traumatico per nessuna di noi...o, almeno, non più del solito, ecco...

venerdì 23 novembre 2012

Perché una mamma perde la forma (e si ammala sempre) dopo il parto?

Non so voi, ma io prima di avere figli ero sempre in movimento. Siam sempre lì, PRIMA.
Non che corressi maratone (uhpercarità, Kla!), ma insomma. Mi ero iscritta a Fit Box, una vera figata, sfogavo la mia rabbia per i recenti avvenimenti e intanto mi facevo un fisico da urlo. Tirata con un giovane ramo. Niente dolori da vecchia, niente mal di testa, facevo pure yoga (quello muscolare, una fatica boia), poi la domenica andavamo in piscina. E chi mi fermava?

Poi sono rimasta incinta.

giovedì 22 novembre 2012

Perchè il week end, si sa, ci si rilassa

Sabato 17 novembre.


Sveglia in un albergo di Fiumicino.
Sola. 

Apro la finestra e respiro l'odore del mare, che è là, al di là della strada..guardo l'orologio e realizzo che tra poco rivedrò il mio bambino che mi è mancato che-solo-Dio-sa-quanto!
E mio marito!

Tutto questo, rende la sveglia all'alba meno pesante. 
Forza, che si torna a casa!


Mi lavo, mi vesto, mi pettino, mi trucco...sono  pronta!
Prendo  i bag...azz! 
Ma che c'ho messo in 'sto sarcofago? 
Un paio di egizi? La stele di Rosetta? Pure Tutankamon?
Ma sì, ma non importa! La gioia di tornare a casa rende la sveglia all'alba meno pesante, persino il sarcof...ehm...la valigia è meno pesante.
Tè! Pare 'na piuma!
No, eh...vabbè, dai...nessun problema, la Wonder Woman che è in me (quale?! ma dove?! dici all'ottantenne che alberga in te?!) solleva la Delsey e scende a fare colazione.

E poi si va.

mercoledì 21 novembre 2012

Paul, uno e trino (come noi)

Un giorno di novembre del 2011 Paul entrava nella nostra famiglia.
Era il battesimo del Tortoro, e Paul era uno dei (pochi) regali ricevuti.
Un morbido coniglio che si può mettere nel microonde e profuma di lavanda. No, non è vivo, è un peluche.
Il nome è venuto da se, perché insieme al TRRRR di cui qui, l'altra sillaba preferita dal Tortoro è POO.
E' stato amore a prima vista.
Da allora, non esiste che Paul.
Non si fa la nanna senza Paul, non si mangia se Paul non assiste, non ci si alza dal letto la mattina senza aver recuperato Paul nel lettino.
Probabilmente, mio figlio vivrebbe benissimo senza di me, ma mai senza Paul.
Ad agosto, nella riunione per l'inserimento al nido, l'educatrice fa la fatidica domanda:
"ha un oggetto transizionale?"
"e come no! Paul!"
"bene, allora è il caso di lasciarlo al nido, così ha un collegamento con la famiglia"
Lasciarlo al nido?! Impossibile!! E chi lo sente poi!?
Parte allora la ricerca spasmodica del secondo Paul.
Ma a nulla sono valse le ricerche in internet, per nome, per immagini, per casa di produzione.
Nulla, Paul è unico e irripetibile.

lunedì 19 novembre 2012

fenomenologia della mamma: la mamma milanese

I milanesi, si sa, corrono.                      
Sempre.
Anche quando non hanno fretta.

Un po' perchè ci sono abituati un po' per non perdere l'abitudine, chè non si sa mai...

La mamma milanese corre.
Corre più degli altri.
Corre svelta.

Corre dalla casa all'asilo, dove scarica i pargoli molto presto, in tempo utile per prendere la metropolitana, ovviamente al volo, mentre le porte scorrevoli si chiudono, così da essere in ufficio prima ancora che apra.
Corre poi in senso inverso, dall'ufficio all'asilo, per prelevare il figlio prima che chiudano la struttura con dentro il figlio o lasciandotelo sulllo zerbino.

Il che non è bello.

No, neanche per una milanese.

E' che l'asilo milanese non aspetta.
E' come Milano.
E Milano non ti aspetta.

Corri mamma, corri.


venerdì 16 novembre 2012

Lettera ad un nonno mai nato

Hai preso un aereo e stai correndo in taxi verso di me. Verso questa città che non pensavi sarebbe diventata anche un po' tua.
Ti guardi intorno e non riesci ancora a capire cosa sta succedendo.
Ti vedo, fumare una sigaretta dopo l'altra, mentre aspetti che tutto sia finito, o cominciato, dipende da come la guardi.
Riesci anche a dormire, nel frattempo, perché tu non conosci l'ansia, perché tu sei paziente, perché tu pensi sempre "ogni cosa a suo tempo".
Quando arriva la notizia, finalmente, ti dici che è troppo presto per alzarsi, sono le 5.40, tanto cosa puoi fare adesso?, aspettare ancora? E te ne resti a letto, e sogni una bambina con tanti riccioli e un grande sorriso, sogni com'è tenerla tra le braccia, sulle tue gambe, farle scoprire il mondo.

Ti vedo arrivare in ospedale, piangere, tu che sorridi sempre, tenere di nuovo un neonato tra le braccia dopo tanto tempo.
È la bambina della tua bambina, è parte di te, lo sarà sempre.
Il tempo passa, la vita scorre, il miracolo della vita continua.
Impari a cambiare un pannolino, perché io sono testarda e ti convinco a farlo, e tu ridi di te stesso, di un te che non immaginavi esistesse, e ti dici pronto a far scoprire il mondo anche a questa bimba, con il nome che ti ricorda un paese che ami tanto e dove, un giorno, forse ti trasferirai.
Le insegni cos'è un pesce, come nasce una carota, che il cielo è nerazzuro ma il mondo è pieno di colori. Che il mare è di tutti, che gli amici contano, che le passioni alimentano l'anima.
Riscopri il mondo con lei, fai progetti, pensi che la vita è bella e bisogna viverla, goderla, spremerla.
Poi ci sei di nuovo, e ti innamori di altri due occhi grandi e di un altro sorriso di un'altra bocca senza ossi. Il tuo destino è questo, tutte queste bimbe che tu vorresti restassero per sempre così, spensierate, felici, senza paure, innamorate.

E là, dove sei, queste bimbe per te saranno sempre così, perché anche se hai visto solo i miei occhi e i miei sorrisi sdentati loro sono come me, e per me è come se tu fossi sempre stato qui.

Un nonno che non ha mai avuto vita, un babbo che mi ha dato la vita.

mercoledì 14 novembre 2012

Come far dormire un neonato

la nanna dei neonati
Esempio di bambina a cui piace dormire e che dorme, detta anche "dove la metti sta", P2.
Io sono un po' come la Hogg.
Modesta?
No, osservo.
Ed essendo la nanna un argomento che mi è sempre interessato particolarmente, ho letto libri su libri, forum, siti, pagine facebook e twitter, pure instagram, ultimamente. E soprattutto ho studiato il comportamento dei neonati rispetto anche all'ambiente (vedi genitori & co) in cui si trovano.
E sono arrivata a conclusioni interessantissime. Direi da Nobel, quindi pubblicizzatele, che non si sa mai, ho giusto bisogno di trovare un lavoro.


I bambini si possono suddividere nelle seguenti categorie:

- bambini a cui non piace dormire
- bambini a cui piace dormire
- bambini che non dormono
- bambini che dormono

Le suddette categorie si intersecano tra loro spesso a seconda di come si comporta chi si prende cura dei figli.

martedì 13 novembre 2012

La vita è una cosa meravigliosa

Qual è la più bella notizia che potete ricevere da un'amica? 
Salvo che non si tratti di una tredicenne, o che la vostra amica si sia appena fidanzata con Jack lo squartatore, di solito è la notizia di un matrimonio, o, meglio ancora, di una gravidanza.
Perché ci lamentiamo continuamente, la vita fa schifo, c'è una crisi pazzesca, dove andremo a finire, che mondo ignobile... ma quando si compie il miracolo dell'amore che si rinnova e di una vita che inizia il suo percorso, andiamo tutti in brodo di giuggiole.

lunedì 12 novembre 2012

Fenomenologia della mamma - La Parigina

ATTENZIONE: contiene generalizzazioni!

La Parigina è un essere strano. Fa tanti, tantissimi figli. In media una francese ne ha 2.5 a testa, fate voi. 
E' giovane, molto giovane, anche se sembra mia nonna (forse sono io che sembro una sbarbatella, ma tant'è). 
E' in carriera, molto in carriera. Sarà che noi italiane lasciamo il lavoro, riduciamo gli orari, veniamo demansionate dopo essere diventate madri.
E' indipendente, molto indipendente. Esce spesso con le amiche o col compagno, fa corsi, week end, vacanze. Sola.

Per darvi un'idea, la francese ha per legge da 8 (otto) a 16 settimane di maternità (per un primo o secondo figlio). Dopo, o si inventa qualcosa (congedi non pagati, malattia, ferie), o torna a lavorare. 
Affida i figli al nido, quando è molto fortunata, o più spesso alle tate, degli energumeni di colore che gestiscono anche cinque nani in tenera età tutti nello stesso momento (due sul passeggino doppio, uno sulla pedana, uno sulla schiena, uno a piedi attaccato al passeggino). 
La parigina esce molto presto perché per andare a lavorare impiega in media un'ora. La parigina rientra molto tardi per i motivi di cui sopra. Trova i figli lavati, nutriti e pronti per essere messi a letto.
Spesso, la parigina rientra e riesce, va a cena col marito, ad un vernissage, al cinema con le amiche. 
Nel week end, la parigina si divide i compiti (e i figli) col parigino, salvo organizzare attività per tutta la famiglia. 
La parigina non cucina dolci, li compra a Ladurée. 
La parigina non passa il tempo libero a pulire casa, c'ha la tata tuttofare. 
La parigina non si piange addosso perché deve tornare a lavorare, perché vede poco il figlio, perché vorrebbe sempre fare di più. 
La parigina non si sente obbligata a seguire gli schemi (in fondo, le avete viste no, tutte spettinate e con le scarpe perennemente sporche?), no, non allatta, non ha figli nel lettone, non ci tiene a farsi vedere affranta al primo distacco.
Credevo che la parigina fosse un essere poco sensibile, sfornafigli forte degli aiuti statali, del rientro tempestivo in ufficio e della sempre presente tata. Ma poi l'ho conosciuta, la parigina, ed è semplicemente una mamma E una donna, amorevole, incasinata, a volte rigida a volte lassista, figlia di una società diversa dalla nostra, dove forse la parità non è stata ancora raggiunta ma di sicuro la donna è più uomo e l'uomo più donna, i padri fanno gli inserimenti, escono prima dal lavoro, portano i figli a vedere le marionette mentre la mamma fa shopping. 
Libera da ogni ipocrisia, la mamma parigina mi ha insegnato tanto, soprattutto a non aver paura di essere me stessa.

domenica 11 novembre 2012

Il post della domenica

Oggi abbiamo poltrito un po', son giorni particolari per tutte...

Io (al momento è Morna che scrive), mi son trovata a casa dei nonni per 36 ore, casa dove le Belve non hanno i loro giochi, i loro libri, i loro cartoni.
E soprattutto, fuori c'era il Diluvio universale. Roba da non poter neanche aprire le persiane per non farsi sommergere da secchiate d'acqua.
Paura e delirio.
Se nel ponte piovoso, mentre fior di mamme su twitter davano segnidi cedimento ed isteria invocando il lunedì, io ero (stranamente) stata divinamente ed anzi ero angosciata per la ripresa del lavoro, stavolta sto facendo un conto alla rovescia che neanche gli ex "najoni" (ve li ricordate? o siete tutte troppo giovani per ricordare la leva obbligatoria? vabbè).

giovedì 8 novembre 2012

Fuga a due da Nanotraz

"Ehi Amica, ciao! Come stai?"
"Bene Kla, sì, solo...devo dirti una cosa, non so con chi parlarne...a te lo posso dire. E tu mi devi dire cosa ne pensi".
"Certo!"
"Sai che è il nostro anniversario tra pochi giorni, no? anche il vostro no?"
"Sì, auguri a voi, auguri a noi, quindi?"
"Partiamo!"
"Wow! e per dove?"
"Non hai capito, io e marito. Soli. Niente figlio. Mi sembra...boh...mi dovrei vergognare? E' disdicevole? Non so...mi sento in colpa da morire!"
"Oh, no, dai, non dovresti, e poi...ehm...sai...ok, te lo dico: partiamo anche noi! E senza Monk. Noi Bruxelles, tu?"
"Figo! Noi Barcellona!"
"Figo!"
"Ma non è brutto, voglio dire...non è un viaggio di costrizione, di lavoro, d'emergenza..."
"No, è svacco. Puro svacco...effettivamente...mi sento in colpa anch'io...un conto è se sei costretta, o se ti giustifichi almeno la coscienza col lavoro...ma così...uff! Mi sembra proprio brutto!"

mercoledì 7 novembre 2012

lunedì 5 novembre 2012

Fenomenologia della mamma: la Mamma Nonna

La Mamma Nonna non è vostra madre che tenta di rubarvi il ruolo di genitrice a colpi di "cosa vuoi saperne tu, di bambini".
E nemmeno vostra suocera che non ha ancora capito di essere passata dal ruolo di mamma a quello di nonna.

No, la Mamma Nonna è lei, quella che passati i 50 si accorge che tic tac, l'orologio biologico è sempre più bradicardico e quindi "oh, come vorrei avere un figlio!".



La Mamma Nonna può avere un fidanzato molto giovane (detto anche fidanzato figlio, o toy boy), non avere nessun fidanzato, o avere un compagno da tempo. Sempre grandicella resta.


La Mamma Nonna con fidanzato molto giovane può anche avere un altro figlio. Ma non importa, lei per la sua dolce metà farebbe di tutto, e così appare in prima pagina a tette di fuori gridando "io, mamma a 50 anni per amore del mio uomo". A parte che sei cretina, i figli non si fanno per amore di qualcuno che non siano loro stessi, ma comunque questa non è neanche la parte peggiore.
La Mamma Nonna con fidanzato molto giovane ammette, candidamente, "abbiamo fatto molto l'amore". Sì, ok, lui è un manzo, un puledro da monta, un Christian Grey de noattri, ma tu sei la gallina senza uova, non venire a raccontarci cazzate. Che hai voglia a seminare, ma se il terreno è secco, difficile che germogli.


domenica 4 novembre 2012

Il post della domenica del ponte piovoso

Eccoci qua...sopravvissuti alla no-stop di 4 giorni coi figli 24 ore su 24?

Consumata a sufficienza la tv?

I tasti del telecomando non sono più in rilievo?
Sky vi ha contattato intimandovi di non utilizzare la scheda in condivisione?


Tutto nella norma.

Avete colorato fino a consumare le mine dei colori primari ed accorgervi che avete perso il temperamatite proprio quando serviva il rosso e siete in una valle di nano-lacrime?


Tutto nella norma.


Avete fatto biscotti, torte, pizze e siete ingrassati 3 kg perchè l'intento era tenerli buoni, ma poi che fai? Lo butti tutto quel ben di dio?


Tutto nella norma.


Abbiamo una notizia, gente.



sabato 3 novembre 2012

Nanoricetta: Biscotti alla cannella o alla vaniglia

Biscotti con quel che  c'è, insomma...


Biscotti alla cannella
Un sabato un po' cosi'...
fuori piove, oppure no...
e fa freddo... 
o magari anche no, 
ma non avete voglia di uscire.
O non potete uscire.
Che si fa?
Come le impegnamo le belve?
Perche' non le mettiamo ad impastare, che e' sempre un divertimento per loro?
Non c'è molto in casa?
Non importa, non serve chissà che...


ecco qua una ricettina a prova di nano che necessita davvero del minimo sindacale e risolve anche il problema della merenda.


Intanto che ciacoliamo, per prima cosa, accendere il forno a 200°.


venerdì 2 novembre 2012

Liberi tutti

Ora che il nano si avvia verso i 4 anni, crescono (finalmente!) le occasioni per bambini cui può partecipare anche la belva. 
No, non il gatto. 
La belva quella vera: il figlio.

Aspettavo questo momento con ansia.

Un po' perché se qualcun altro ha pensato a qualcosa per tuo figlio, a te basta portarcelo. 
Non devi fare nient'altro. 
Lo prendi e lo posizioni dove ti indicano. Punto.
E' meraviglioso.
Un po' perché a volte, diciamocelo, anche se hai voglia di fare qualcosa davvero CON i tuoi figli, magari non hai avuto tempo di pensarci, magari non hai idee, o magari ne hai, ma non hai lo spazio, o le capacità di metterle in pratica.
O magari non hai niente in contrario acché il pargolo faccia il vasaio tipo la buon anima di Patrick Swayze in Ghost.
L'importante è che non lo faccia sul tuo tappeto.

giovedì 1 novembre 2012

Non è bello ciò che è bello...

Pensate a vostra madre.
Ora pensate alla moda.
Cosa le lega? In genere niente. Su, la mamma non è quasi mai una strafiga, per le figlie, eccetto rari casi. È giusto che sia così, devono vederci un po' befane, altrimenti si sentirebbero in competizione, no?
La storia però è diversa. La mamma non è sempre stata mamma. E quindi non è sempre stata una donna mal vestita. No no, la mamma ha avuto anche un suo stile. Prendete per esempio le foto di quando i vostri genitori erano fidanzati (o le vostre, di quando eravate fidanzati, se il fattaccio è già accaduto): notate nulla?
Ho sentito addirittura mio fratello pronunciare: “Però la mamma era una bella topa, da giovane”.
Roba da spaventarmi, giuro.

Però è vero, era carina, era vestita alla moda, nei limiti delle sue possibilità. E quindi cosa penseranno di me le due P? Che anche io ero carina PRIMA? Sì perché le foto di mia mamma carina sono quelle scattate PRIMA, prima che avesse mio fratello e, dodici anni dopo, me.

Insomma, io PRIMA mettevo i tacchi. Non esisteva proprio che uscissi senza. Ricordo ancora quando incinta della prima P, la sera del mio babyshower (vi voglio bene, bimbe!), aspettando due amiche dopo l'ufficio, indossavo un vestitino e un paio di Kurt Geiger rosa tacco 14. Con evidente pancia di 5 mesi, in attesa sul ciglio della strada, lottavo contro i guidatori che mi strombazzavano urlando "bella gnocca!". Gesù, gli uomini.


PRIMA, io studiavo con attenzione la mise, la sera prima. Mi facevo dei lunghi bagni con conseguenti manicure, pedicure, impacchi di uova marce ai capelli, un'ora e mezzo di spalmatura olii, tanto che mio marito mi chiamava patatina fritta. Ma che pelle di seta! Che mani sempre perfette! Mai un pelo fuori posto (anche perché non ce n'erano, di peli). 


Condividi

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...