Post della domenica melanconico

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Un bel giorno, iniziai un lavoro nuovo dopo tanto averlo cercato. Era divertente, mi dava delle soddisfazioni, a volte mi annoiavo, a volte mi arrabbiavo, ma più spesso stavo bene. Poi rimasi incinta e, di lì a poco, lasciai l’Italia e il mio lavoro senza guardarmi indietro, sicura che il futuro mi avrebbe riservato solo cose belle, con una scrivania o meno a cui sedere.

Per oltre tre anni sono stata una mamma, una moglie, una studentessa per un periodo, ma insomma ho avuto la grande fortuna di poter fare la mamma. Ho cambiato ogni pannolino della mia P1 fino a due giorni fa, quando anche la notte ha iniziato a dormire in mutande (di Hello Kitty, of course). Ho allattato, accompagnato, preparato pappine, cantato canzoni stupide (non capita anche a voi di ritrovarvi per strada, da sole, che cantate “Nella vecchia fattoria”? No? Ah, ok). Ho aspettato pazientemente il rientro di un marito bloccato nei meandri della metro. Ho guardato episodi dei Teletubbies per ore di seguito fino a spingere la P1 a distruggere il lettore dvd.
Ma soprattutto ho riso, tantissimo. Delle prime risate di entrambe. Delle cadute. Del loro stupore di fronte alla neve (o al sole, ebbene sì, siamo a Parigi). Dei loro tuffi in piscina e delle loro espressioni buffe. Ieri sera la P1 non la smetteva di dire scemenze e ridevo proprio con le lacrime agli occhi, come quando avevo 16 anni e facevo la grulla con la mia amica Gemy. Poi la P1 rincorreva gattonando la P2 ed entrambe ridevano così di gusto da farmi venire le lacrime, un po’ per la gioia, un po’ per la tenerezza.

Un po’ per la tristezza. Domani inizio a lavorare, chissà se la P1 chiederà alla sua tata perché la mamma è a travagliare.

Da FB

Aurora – Abbiamo
un neonato di pochi giorni e due bimbe: una di quasi 4 anni e una che
ne farà 2 a maggio. Quest’ultima sente un po’ la mia mancanza,
soprattutto quando allatto il fratellino. All’ennesima poppata del
giorno, si avvicina a me per farsi fare le coccole e, indicando il cuscino su cui è appoggiato il fratellino, mi chiede: ‘Mamma, togli queesssto?’
Per
farle spazio, tolgo il cuscino e sollevo il piccolo, appoggiandolo alla
mia spalla per fargli fare il ruttino. Insoddisfatta del risultato, lei
indica il fratellino e chiede: ‘Mamma, ora togli queeesssstooooo?!?’

Benedetta – Rebecca
ed io stavamo facendo una commissione a piedi, dopo un po’ lei mi dice:
“mamma, cerchiamo una radura dove riposare!” … troppe favole??

In casa Kla le pareti sono… diciamo colorate, e il salotto vira al rosso/arancio, mentre il corridoio è bianco. L. si avvicina al muro con un pennarello per provocare il padre, il quale gli dice: “Ehi, delinquente! Guarda che ti metto un pennello in mano e ti faccio IMBIANCARE il corridoio!”. E L., con aria di sfida, “ed io ti metto in mano un pennello e ti faccio ARROSSARE il salotto!”. 

Francesca P. – Nonna: “Matteo, la nonna ti ha comprato un vestito di carnevale così bello, ma così bello, da rimanere a bocca aperta!”. Matteo: “Nonna, ma poi la bocca la posso chiudere o devo tenerla sempre aperta?”. 

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