Post di una domenica ventosa

Share this...
Share on FacebookPin on PinterestTweet about this on TwitterShare on LinkedInEmail this to someone

Non so se sia più deprimente svegliarsi con il diluvio universale, oppure con un sole splendido e un’aria limpida che ti viene da correr fuori in felpa, salvo poi essere trascinati via appena fuori l’uscio da un vento a 200 km/h e a -20 gradi. 
Oggi, avrete intuito, era la seconda opzione.
Ci siamo svegliati con una luce che da queste parti non si vedeva da mesi, di ottimo umore abbiamo tutti e 4 sistemato casa, pulito lavato, riordinato (ritirato fuori tutto, ma quello va da se).
Finalmente verso le 11 usciamo baldanzosi.
Il mio entusiasmo si è spento dopo 30 secondi, quando la bora gelida (è gelida la Bora? non so, ma quello che soffiava da queste parti, tanto), i bimbi mai, non mi spiego come possano essere così indifferenti alle condizioni atmosferiche: gelo polare, caldo africano, pioggia amazzonica, nulla li scompone, a loro basta uscire.
Tra l’altro, presa dall’entusiasmo dell’apparente primavera li avevo pure fatti uscire mezzi nudi.
Vabbè, alle 11 e 30 li supplicavo di farmi tornare a casa, non senza rumorose rimostranze.

Il primo pomeriggio lo abbiamo quindi trascorso in casa, ed in effetti è piuttosto deprimente  con questo sole meraviglioso che sa di prati verdi e margherite. 
Comunque, è stato produttivo.
Come sapete, qui siamo appassionati di Draghi (si, per fortuna siamo fermi lì), quindi abbiamo costruito una bella favola sul muro della cameretta.
Eccola qui:

E voi, che avete fatto oggi?

Ed ecco le immancabili frasi:

Valeria: Coda alla cassa del supermercato, Massimo nel
carrello, dietro di noi un ragazzo di colore. M lo scruta un po’ e poi gli
chiede “ma x’ sei nero?” Lui molto gentilmente gli spiega che è nato
in Africa e lì sono tutti neri. E io gli dico “l’Africa è dove c’è
Simba” M pensa un attimo e poi se ne esce “ma Simba non è nero!!”
P1 quando Anya parla francese: “mamma, perché parli
italiano?”
Monk sull’aereo in fase di atterraggio: mamma ho le orecchie
tappate, aiuto!”
“prova a deglutire”
“Non funziona”
“fa così, tappati il naso e soffia forte”
“ha funzionato mamma, l’orecchio ha fatto una
scorreggetta!”
“Eh??”
“Si mamma, si è liberato!”
Sempre Monk, in piscina al bar gli servono un cocktail di
frutta analcolico con tanto di bandierine e luccichini. Chiede:
“per me?!”
“Si!”
“Oh mamma, questa sì che è vita!”
Bubi, 6 anni: “Leo è piccolo, io grande. Lo comanderò.
Fai questo, fai quello. Vai nel bidone, chiuditi nel bidone” (ahahhahh
n.d.a)
Tags from the story
Written By
More from Morna

Una mostra d’arte spiegata ai miei figli (Tutankhamon, Caravaggio e Van Gogh)

Share this... il soffitto della mostra era un bellissimo cielo stellato Qualche...
Read More

2 Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *