venerdì 22 febbraio 2013

Un bambino non è mai per caso (e piccola recensione)


Vi ricordate quando avete deciso di volere un figlio? Io sì, benissimo. Era il Natale del 2007, mio padre se n'era andato da poco e io iniziavo a cedere alle insistenze di un marito che si diceva già pronto. Avevo solo 25 anni e io no, non mi sentivo pronta. Quello che mi era successo mi aveva però toccato in maniera forte. Così, mesi più tardi, quando avevo già deciso che "avremmo iniziato a provare dopo l'estate", lasciai decidere mio marito, e lì iniziò tutto.

Quattordici giorni dopo il primo rapporto non protetto feci il primo test. Lo ricordo come fosse ora. Era il 14 agosto 2008 e, appena tornati da Madrid, stavamo per partire per il mare.
Da lì, un susseguirsi di test a vuoto, visite dalla ginecologa, ecografie. Vi risparmio la storia di quei dieci mesi, in cui solo una profonda conoscenza del mio corpo e una buona dose di culo mi hanno dato il primo test positivo il 24 maggio 2009.
Mi ritengo una fortunata. Capito il problema, risolto, incinta, gravidanza esemplare. E la seconda? Detto, fatto: rapporti, 15 giorni, test, seconda linea, 9 mesi perfetti, un'altra bellissima bimba.



Ma quanta sofferenza può esserci dietro ad un figlio? Un figlio cercato per anni. Un figlio perso troppo presto o troppo tardi. Un figlio che nasce e non sai come andrà.



In questi anni di frequentazioni di forum ho conosciuto così tante storie di donne che hanno dato praticamente la loro vita per il desiderio di un figlio, che mi chiedo perché questo oggi sia ancora un tabù. Perché non si parli tutti i giorni di infertilità come di qualcosa di comune che colpisce tantissime coppie (e tra esse sì, tantissimi uomini) ma invece si tenda a farne mistero, come fosse una cosa di cui vergognarsi. Un tempo le donne che non avevano figli venivano lasciate dai propri uomini e oggi, nel 2013, non siamo lontani da quella visione troglodita e stupida della fertilità.



Quante volte ho letto ragazze vantarsi di aver concepito al primo tentativo? Quante ne leggo ancora che "uh, non era cercato"? Ma su, dai. Se prendete un rischio sapete a cosa andate incontro, o avete la sfera magica? Non offendete chi per anni rincorre una gravidanza che non arriva, a volte la acchiappa e poi puff, sparisce in un batter di ciglia lasciando un vuoto che nessun altro test positivo potrà rimpiazzare.



So che nemmeno io posso capire e spiegare ciò che si prova ad affrontare un percorso di infertilità, ma mi piace ascoltare e provare a comprendere. Anche per questo ho letto "Le Difettose" di Eleonora Mazzoni, un libro a cuore aperto scritto da una donna che ha fatto ricorso alla PMA per avere la sua coppia di gemelli.

Nel testo, Eleonora racconta la storia di Carla, una docente universitaria che incontra l'amore dopo i 30 e che, quando inizia a cercare un figlio col compagno, non riesce a rimanere incinta (o a tenere il bambino). La sua storia è semplice, e per questo arriva facilmente al nodo della questione. "Un figlio non è un diritto", dice il compagno di Carla, ma io non penso sia questo. Un figlio lo si vuole, punto. Allora si può "fare tanto l'amore" (in qualche caso funziona davvero), si può dare un aiuto alle ovaie, si può rinvigorire il seme, si può farsi impiantare il seme o un uovo fecondato, o chiedere ad un'altra donna un ovocita, o chiedere ad un altro uomo uno spermatozoo, o chiedere ad un'altra donna di ospitare il nostro futuro figlio.
Non sveleremo quale sarà per Carla l'esito di questa faticosa ricerca, ma quel che è certo è che tante donne rinunciano al loro desiderio, dopo anni di PMA, o magari senza nemmeno intraprendere questo percorso, altre invece sono così decise e tenaci che arrivano "al traguardo" in un'età in cui sarebbe possibile essere nonne. Difficile dire cosa farei, io, al posto loro. Finché non ci si trova, impossibile farsi un'idea. Io so che in quei dieci mesi di ricerca per la P1 non ho lasciato niente al caso... 


I modi per avere un figlio oggi sono così tanti, e per fortuna, dico io! Per fortuna che oggi un sempre maggior numero di donne ha la possibilità di diventare madre. Poco importa come: madri lo si è nell'attimo in cui arriva il desiderio di un figlio.



E anche Carla, la fivettara descritta da Eleonora Mazzoni, è mamma a modo suo. Di quei bambini mai nati, di quegli embrioni mai sbocciati, di quei figli sognati e...

12 commenti:

  1. Tema delicato, solo ora capisco la mia stupiditá la prima volta che rimasi incinta di Emma.Al primo colpo dicevo a tutti e fieramente pure....ora che vorremmo tanto un secondo bimbo e nn arriva...e mi sento ripetere quella stessa frase dalle amiche incinte....
    Poi scopri con gioia immensa che diventerai zia di due gemellini dopo due anni di sofferenze e quando chiedi a tua cognata se aveva effettuato la pma nn ti risponde....nn ti guarda in faccia....perchè vergognarsene...?perchè nasconderlo? Ripeto tema delicato.Simo

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    1. Non è una questione di vergogna....non ci si vergogna di fare di tutto per diventare mamma, di essere disposte a cure invasive e pesantissime, anzi, se mi permetti, ci si sente ancora più mamme perché quel figlio è veramente voluto, cercato, desiderato con tutta la propria anima...ma ci sono percorsi che non possono essere raccontati a tutti perché non tutti hanno la sensibilità e l' intelligenza di capirne la delicatezza e il significato...e perché ancora oggi alcune donne più fortunate hanno la capacità di farti sentire una donna di seconda scelta con le loro osservazioni stupide...

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  2. Di sicuro lo conosci, ma se non fosse così, ti segnalo il libro di Raffaella Clementi "Lettera di un bambino che è nato", che parla proprio di questo. E' molto toccante.

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  3. ciao anche io come te non conosco questo percorso e sicuramente come hai detto la tenacia porta a grandi orizzonti. In ogni modo si concordo dev'essere un percorso faticoso e anche doloroso talvolta!
    E concordo anche sul libro di Raffaella.

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  4. Ovviamente deve essere davvero dura desiderare tanto un figlio e non riuscire a farcela...io credo che le tenterei tutte. Fortunatamente faccio parte delle prime mamme citate, quelle che credevano che il loro rapporto non fosse poi così tanto a rischio (leggi coito interrotto), ma concordo anche sul fatto che, se una ha un tantino di cervello, un bambino non è mai per caso....(quando non mi sentivo assolutamente pronta usavo 2 tipi di precauzione). La cosa invece che mi è successa e che mi manda in bestia è sentirsi dire da una mamma che ha fatto la fecondazione assistita che lei ci tiene tanto a sua figlia perchè l'ha cercata tanto. Questo sott'intende forse che chi riesce in breve tempo vuole meno bene al proprio figlio????? Qui un bel vaffa ci sta tutto!

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    1. E' proprio per questo che non se ne parla...e che chi fa la pma tende a non dirlo...perché ci sono persone che se la prendono se una donna dopo aver sofferto le pene dell' inferno ( neanche immaginate cosa significa monitorare l' ovulazione, farsi 2 punture al giorno di ormoni, subire un intervento per il prelievo degli ovociti, avere paura dell iperstimolazione e magari andarci e andare a finire in ospedale, abortire e subire un raschiamento e poi un secondo per ritenzione di placenta ecc ecc perché queste sono cose che capitano molto spesso a chi si incammina in questo percorso )e aver dovuto ingoiare tanti bocconi amari perché le amiche, zie, suocere ecc ecc facevano commenti cattivi e ti guardavano con pietà come se fossi malata si sfoga un attimo dicendo una cosa seppur abbastanza infelice credetemi che è molto sentita. Perché fa rabbia vedere donne che rimangono incinta cosi senza neanche esserne consapevoli, senza neanche desiderarlo mentre tu ti imbottisci di ormoni, vai avanti e indietro per ospedali senza neanche riuscire a diventare mamma....

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  5. A volte il destino è davvero beffardo. Ho conosciuto tre donne che sono rimaste incinte con la pillola e davvero non è stata una svista.
    Su una la pillola non aveva alcun effetto anticoncezionale.

    Secondo me non si deve giudicare nessuno, a prescindere, ci sono talmente tante storie, così diverse, che non si può proprio giudicare.

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  6. Bellissimo post!
    Noi stiamo cercando un figlio da 7 mesi, è poco per chi lo cerca da anni, ma quanto basta per far sprofondare la coppia nell'angoscia.
    Un figlio che non arriva è qualcosa di dolorosissimo che, mi spiace dirlo, le mamme rimaste incinta ai primi tentativi non possono capire! Io stessa non lo capivo prima di essere in questa situazione!
    La mia vita è diventata un'alternanza di speranze e delusioni, piccoli momenti di gioia e tanti momenti di tristezza, solitudine, pianti, ansie.
    Quando muore un famigliare la gente dimostra molto tatto nelle parole ma, quando aspetti un bimbo da tempo, la gente ti domanda:" e il bimbo quando arriva?" a volte additandoti anche come egoista.
    Il ciclo ogni mese, per una donna che ha il desiderio di avere un figlio, è un lutto!!
    Mi rivolgo a voi, genitori che hanno avuto figli senza fatica: non domandate mai alle coppie il motivo percui non hanno ancora fatto un figlio, non giudicate la loro intimità perchè non potete sapere se, dietro i loro viaggi, il loro voler fare ancora "la vita spensierata" in fondo non si nasconde un dramma!! Io sto soffrendo molto per questo e vi prego non fate soffrire altre coppie.. che, senza che nessuno lo veda, hanno già il cuore pieno di dolore.


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  7. Ciao a tutte!! Mi chiamo Francesca e leggendo la citazione di Anonimo fatta ad aprile mi rivedo moltissimo!! Anche noi son sette mesi che proviamo ad avere il nostro primo figlio ma senza risultati !! Questo ci riempie il cuore di delusione e tanta tristezza! Normalmente sono una persona abb pessimista ma stranamente pensavo che sarei rimasta senza alcuna fatica incinta ma mi sbagliavo! Ormai passano i giorni e i mesi e la speranza si affievilosce .. dopo le ferie abbiamo deciso di sottoporci a tutti gli esami dela caso per avere le idee più chiare e agire di conseguenza ma vi giuro che non avrei mai pensato di arrivare a questo !! Saluti

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  8. Io lo conosco quel percorso, l'ho vissuto sulla mia pelle e quella di mio marito, ho sofferto, pianto, disperato, sperato, ho vissuto sulle montagne russe delle nostre emozioni per quasi 3 anni, ma alla fine quel test positivo è arrivato... E noi siamo stati fortunati perchè è arrivato tutto sommato in breve tempo e senza neanche troppi tentativi, ma guardo mio figlio di un anno come un piccolo miracolo.
    Abbiamo rischiato di lasciarci perchè non riuscivamo ad avere nostro figlio/a e non è bello, non è giusto ma prende anche così. Poi con forza, ci siamo rialzati, e più incaponiti di prima siamo ripartiti.
    E ora? Ora ci piacerebbe un altro figlio/a ma è beffarda la natura e non ci vuole regalare un colpo di c... e quindi so, mi sento, che dovremmo ricorrere di nuovo a lei, la pma. Ci piacerebbe riuscire a fare tutto naturalmente, da soli, ma infondo sappiamo che è bello anche così... quando guardi negli occhi tuo figlio non ti interessa com'è venuto al mondo, l'importante è che sia lì con te!

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  9. Anche noi cerchiamo un bambino, da circa 3mesi e ancora nulla.
    Come ha scritto una ragazza qui sopra, pure io sono una persona molto pessimista ma ero certa che sarei rimasta incinta al primo colpo. Invece quei test (perché si ne ho fatti 2 dato che non volevo credere che fossero negativi!)mi hanno buttata a terra. Ho iniziato a piangere e mi sono sentita vuota. Mi ritrovo in quello che leggo qui sopra...e da una parte mi sento stupida perché mi dico che sono passati solo 3 mesi, che ho 25 anni e ancora tanto tempo per provarci...ma se ripenso agli occhi d mio marito quando ha visto il 2°test appoggiato sul lavandino del bagno.......sto male
    Spero arrivi presto...a noi e a voi tutti che lo cercate!
    Mi risolleva un po' leggere che siamo in tante....l'unione fa la forza! Pensate positivo e pregate!
    Faccio un grande in bocca al lupo a voi tutte

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  10. Quando desideri un bimbo.... Non c' è modo di non pensarci.. Anche noi sette mesi di tentativi e ancora nulla... Anche la gine parecchi anni fa disse " attenta xè resterai incinta facilmente " e ora che non arriva ho il terrore di fare visite e scoprire che qcs non va...cercare di restare serena è dura.. Ma voglio continuare a crederci, a sperare, a sognare il mio test positivo... Che sia un 2016 fecondo per tutte noi...

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