Cronaca di una settimana senza P (ovvero: birre come se non ci fosse un domani)

Share this...
Share on FacebookPin on PinterestTweet about this on TwitterShare on LinkedInEmail this to someone
Tempo fa l’avevo detto: ho
portato le P al mare, e ce le ho pure lasciate. Lo scorso week end,
quindi dieci giorni fa, siamo scesi in Italia, arrivati alle 23.30 a
Firenze, ripartiti con mia mamma verso il mare, dove siamo arrivati
all’una e trenta. Scendendo dall’auto, la P1 si è svegliata ed ha
cominciato a saltare contenta. Ha solo tre anni e mezzo ma una
memoria da giocatore di briscola incallito: ricorda ogni
particolare di quel posto, compreso il tipo dell’animazione che due
anni fa (giuro) le faceva paura. Appena l’ha rivisto, ha detto addio
alla baby dance (ma secondo me l’ha fatto anche perché, con lei in
pista, per gli altri non c’è storia). 

Il sabato l’abbiamo passato a fare la
spesa, perché vorrei vedere voi quando vivete in Francia e vi
ritrovate davanti al banco gastronomia della Coop. Il pomeriggio,
però, siamo anche andati al mare, ed è stato bellissimo. La P1,
come ha visto la spiaggia aprirsi tra i pini, ha iniziato ad urlare
«maaaaammaaaaa! Il mare! Vivaaaa!» e
si è gettata di botto nell’acqua. Così, senza paura e senza
braccioli né altro. E fino alle orecchie, eh. 
Sua sorella rideva
zampettando con quelle gambine corte e quel costumino che un tempo
era stato della P1. In poco tempo, si è mangiata penso un tre etti
di sabbia, ma di gusto proprio che io nemmeno con le ostriche. Io mi giravo un secondo per guardare la
sorella e lei trac! si infilava in bocca una manciata di
sabbia. Tipo Fantozzi con le polpette. E poi rideva. E faceva ridere
tutta la spiaggia. Un po’ tutte e due facevano ridere, perché son
proprio buffe.
La domenica mattina è arrivata la
famosa babysitter. Meglio non poteva capitare, è una specie di
signorina Rottenmeier con le unghie colorate.
Alle 17, dopo tuffi in piscina che
nemmeno la Pellegrini (perché sì, entrambe si buttano come nulla
fosse, chissà da chi hanno preso), siamo ripartiti. 
E’ possibile descrivere l’angoscia che
ho provato in quel momento? Quando ho dovuto sbirciare la P2
che dormiva come un putto nel suo lettino, sudata e bellissima?
O quando ho dovuto dire alla P1 che sarei tornata dopo qualche
giorno? E’ stata la prima volta che mi separavo da loro in
maniera così drastica, e anche io, mamma insensibile, mi sono
sentita veramente male. La sensazione è durata per tutto il viaggio,
poi una volta tornati a Parigi, vedendo le loro cose. Poi la mattina
appena sveglia, perché non c’erano loro a sorridermi.
Poi è passata.
Ho vissuto una settimana tranquilla,
sono uscita tutte le sere, non ho lavato le tazze della mattina, non
ho dovuto rimettere a posto nulla, mi sono stravaccata in santa pace
con la birra a guardare serie tv, ho pensato a loro e al silenzio che
c’era senza di loro.
Mi sono anche mancate, eh.
Sabato mattina mi sono svegliata alle
4, ho preso il volo alle 6.25, ho preso l’auto a noleggio alle 9,
sono arrivata da loro alle 10. La P1 è corsa ad abbracciarci con gli
occhi che brillavano d’amore e gioia, e l’ho trovata così bella.
Così grande, così abbronzata.
La P2 dormiva, così mi sono goduta un
po’ la maggiore, finché non ho sentito un «oooh» che
nel linguaggio pidduese significa «chi va là? Venite a
prendermi» e sono andata da lei. Ha fatto una faccia tra il
rincoglionito e il chiccazzsei? e poi ha iniziato coi sorrisi e
gli sgambettii. Vi ho già detto che è particolarmente bella e
particolarmente intelligente ?
La domenica lale 13.30 ripartivamo,
dopo appena 27 ore con loro. Sono arrivata ieri sera a casa
distrutta, alle 20.30, ed ho pensato «menomale che loro non ci
sono».
Insomma, c’è di peggio nella vita.
Tags from the story
Written By
More from Anya

Fenomenologia della mamma: la mamma che ammiro

Share this...Forse vi stupirà scoprirlo, ma sì, anch’io ammiro qualcuno. In linea...
Read More

7 Comments

  • Anna io facci questi su e giu da due anni per i mesi estivi ! Tanta fatica ma impagabile la festa che mi fa quando mi e ci vede e impagabili momenti come ora in cui invece di prepare la cena sono spalmata sul letto!!!

  • sì fidati c'è di peggio. tipo l'otite a luglio sia mia che del nanerottolo e zero nonne su cui contare…cmq anche io voglio sapere della rittermayer.anna

  • La conosco quella sensazione a tratti struggente a tratti eccitante. Eppure devo ammettere che da quando sono in due faccio meno fatica a lasciarle, quasi che l'idea di lasciare due sorelle mi faccia meno "impressione". Comunque la ricarica che ci da lo stare senza bambini una settimana e' impagabile e secondo me ne vale davvero la pena! Noi abbiamo fatto da poco venire i nonni a Mosca per scappare da soli a San Pietroburgo e ad agosto ce ne andremo altri 5 giorni in liberta'.

  • Eh eh eh eh! Benvenuta nel Club! Io come sai lo faccio da quando A. ha due anni e in questo momento A&F sono in barca con i miei genitori in sicilia mentre io in ufficio. Li abbiamo lasciati giù il weeek end scorso e, causa nostro grande egoismo di quest'anno che ci vuole impegnati in un viaggio di nozze bis soli soletti per quasi tre settimane, non li rivedremo prima del 19 agosto…Non riesco a superare a distanza di anni il silenzio della casa, il non sentire i rumori familiari dei loro giochi, l'avere il bagno pulitissimo e non trovare in giro le loro cose…ammetto che faccio fatica anche perchè alla fine ci ritroviamo quasi sempre a parlare di loro. Vero ciò che dice Alicia perchè penso che sono in due e stanno meglio. Bello però avere del tempo e riuscire a finire un discorso senza mille interruzioni, proprio bello ma a volte il desiderio di averli vicini e di baciarli o abbracciarli è devastante… Beninteso: la prossima estate si replica in ogni caso 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *