lunedì 22 luglio 2013

Cronaca di una settimana senza P (ovvero: birre come se non ci fosse un domani)

Tempo fa l'avevo detto: ho portato le P al mare, e ce le ho pure lasciate. Lo scorso week end, quindi dieci giorni fa, siamo scesi in Italia, arrivati alle 23.30 a Firenze, ripartiti con mia mamma verso il mare, dove siamo arrivati all'una e trenta. Scendendo dall'auto, la P1 si è svegliata ed ha cominciato a saltare contenta. Ha solo tre anni e mezzo ma una memoria da giocatore di briscola incallito: ricorda ogni particolare di quel posto, compreso il tipo dell'animazione che due anni fa (giuro) le faceva paura. Appena l'ha rivisto, ha detto addio alla baby dance (ma secondo me l'ha fatto anche perché, con lei in pista, per gli altri non c'è storia). 


Il sabato l'abbiamo passato a fare la spesa, perché vorrei vedere voi quando vivete in Francia e vi ritrovate davanti al banco gastronomia della Coop. Il pomeriggio, però, siamo anche andati al mare, ed è stato bellissimo. La P1, come ha visto la spiaggia aprirsi tra i pini, ha iniziato ad urlare «maaaaammaaaaa! Il mare! Vivaaaa!» e si è gettata di botto nell'acqua. Così, senza paura e senza braccioli né altro. E fino alle orecchie, eh. 

Sua sorella rideva zampettando con quelle gambine corte e quel costumino che un tempo era stato della P1. In poco tempo, si è mangiata penso un tre etti di sabbia, ma di gusto proprio che io nemmeno con le ostriche. Io mi giravo un secondo per guardare la sorella e lei trac! si infilava in bocca una manciata di sabbia. Tipo Fantozzi con le polpette. E poi rideva. E faceva ridere tutta la spiaggia. Un po' tutte e due facevano ridere, perché son proprio buffe.

La domenica mattina è arrivata la famosa babysitter. Meglio non poteva capitare, è una specie di signorina Rottenmeier con le unghie colorate.
Alle 17, dopo tuffi in piscina che nemmeno la Pellegrini (perché sì, entrambe si buttano come nulla fosse, chissà da chi hanno preso), siamo ripartiti. 

E' possibile descrivere l'angoscia che ho provato in quel momento? Quando ho dovuto sbirciare la P2 che dormiva come un putto nel suo lettino, sudata e bellissima? O quando ho dovuto dire alla P1 che sarei tornata dopo qualche giorno? E' stata la prima volta che mi separavo da loro in maniera così drastica, e anche io, mamma insensibile, mi sono sentita veramente male. La sensazione è durata per tutto il viaggio, poi una volta tornati a Parigi, vedendo le loro cose. Poi la mattina appena sveglia, perché non c'erano loro a sorridermi.

Poi è passata.

Ho vissuto una settimana tranquilla, sono uscita tutte le sere, non ho lavato le tazze della mattina, non ho dovuto rimettere a posto nulla, mi sono stravaccata in santa pace con la birra a guardare serie tv, ho pensato a loro e al silenzio che c'era senza di loro.
Mi sono anche mancate, eh.

Sabato mattina mi sono svegliata alle 4, ho preso il volo alle 6.25, ho preso l'auto a noleggio alle 9, sono arrivata da loro alle 10. La P1 è corsa ad abbracciarci con gli occhi che brillavano d'amore e gioia, e l'ho trovata così bella. Così grande, così abbronzata.
La P2 dormiva, così mi sono goduta un po' la maggiore, finché non ho sentito un «oooh» che nel linguaggio pidduese significa «chi va là? Venite a prendermi» e sono andata da lei. Ha fatto una faccia tra il rincoglionito e il chiccazzsei? e poi ha iniziato coi sorrisi e gli sgambettii. Vi ho già detto che è particolarmente bella e particolarmente intelligente ?

La domenica lale 13.30 ripartivamo, dopo appena 27 ore con loro. Sono arrivata ieri sera a casa distrutta, alle 20.30, ed ho pensato «menomale che loro non ci sono».

Insomma, c'è di peggio nella vita.

8 commenti:

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  2. Anna io facci questi su e giu da due anni per i mesi estivi ! Tanta fatica ma impagabile la festa che mi fa quando mi e ci vede e impagabili momenti come ora in cui invece di prepare la cena sono spalmata sul letto!!!

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  3. Belle che sono. Ma non vedo l'ora di sapere della rottermayer.

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  4. sì fidati c'è di peggio. tipo l'otite a luglio sia mia che del nanerottolo e zero nonne su cui contare...cmq anche io voglio sapere della rittermayer.anna

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  5. La conosco quella sensazione a tratti struggente a tratti eccitante. Eppure devo ammettere che da quando sono in due faccio meno fatica a lasciarle, quasi che l'idea di lasciare due sorelle mi faccia meno "impressione". Comunque la ricarica che ci da lo stare senza bambini una settimana e' impagabile e secondo me ne vale davvero la pena! Noi abbiamo fatto da poco venire i nonni a Mosca per scappare da soli a San Pietroburgo e ad agosto ce ne andremo altri 5 giorni in liberta'.

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  6. Eh eh eh eh! Benvenuta nel Club! Io come sai lo faccio da quando A. ha due anni e in questo momento A&F sono in barca con i miei genitori in sicilia mentre io in ufficio. Li abbiamo lasciati giù il weeek end scorso e, causa nostro grande egoismo di quest'anno che ci vuole impegnati in un viaggio di nozze bis soli soletti per quasi tre settimane, non li rivedremo prima del 19 agosto...Non riesco a superare a distanza di anni il silenzio della casa, il non sentire i rumori familiari dei loro giochi, l'avere il bagno pulitissimo e non trovare in giro le loro cose...ammetto che faccio fatica anche perchè alla fine ci ritroviamo quasi sempre a parlare di loro. Vero ciò che dice Alicia perchè penso che sono in due e stanno meglio. Bello però avere del tempo e riuscire a finire un discorso senza mille interruzioni, proprio bello ma a volte il desiderio di averli vicini e di baciarli o abbracciarli è devastante... Beninteso: la prossima estate si replica in ogni caso :-)

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  7. Prova a stare davanti al banco della Coop quando vivi in Pakistan!!!!!!!!! Parigi sarebbe un sogno!

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  8. Comunque noi l'abbiamo lasciata una settimana dai nonni in Olanda e una dai miei a Bologns e siamo stati da Dio anche se a tratti Co mancava....

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