mercoledì 17 luglio 2013

Maschi. Istruzioni per l'uso. #2

Come anticipato la scorsa settimana,  cominciamo il nostro percorso dal neonato che piano piano diventa uomo, iniziamo a parlare di come cresce e di cosa possiamo fare per lui, essere maschile sconosciuto.


Dicevamo che Steve sostiene che, da sempre e in ogni cultura, il maschio attraversa 3 stadi di sviluppo che, per capirci, ho rinominato:

a) dipendenza e appartenenza materna (0-6anni); 
b) dipendenza e appartenenza paterna (6-14anni); 
c) abbandono genitoriale a favore di terzi (dai 14anni).

La prima fase va da 0 a 6 anni ed è la fase in cui il bambino appartiene alla madre (ah ecco, non ce n'eravamo accorte...dunque è mio figlio e non una sciarpa quella cosa calda che mi sta sempre addosso...).



Il neonato non ha fondamentalmente sesso (evvvvai! qui danni non possiamo averne fatti), anche se, pare, i maschi sono meno fisionomisti, le femmine hanno un miglior tatto, i maschi crescono più velocemente delle femmine e, attenzione attenzione, patiscono più la separazione dalla madre.

Dai 12 mesi, il maschio gioca occupando più spazio, muovendosi di più (uuuh com'è vero!) e ama maneggiare gli oggetti in maniera diversa: pare che le femmine tendano a fare costruzioni più basse, mentre i maschi adorino impilare e raggiungere le vette.

Gli adulti, e qui entriamo in gioco noi, tendono ad abbracciare meno i maschi, rispetto alle femmine e a concedere loro minori dosi di coccole e maggiori dosi di scapaccioni. 

A questo dobbiamo necessariamente porre rimedio, è il primo punto su cui focalizzarci, mamme di figli maschi, è compito nostro, siamo nella fase della dipendenza dalla madre, ricordate?

Come notiamo nei nostri mariti e compagni maschi adulti, il cervello maschile non ha tendenza spiccata a sviluppare abilità linguistiche (do you know monosillabi?) e non è portato ad apprendere competenze sociali (oh, ma dai?!).

Volete un figlio che a18 anni mugugni monosillabi-simil-grugniti? 
Volete dovergli estorcere parole promettendogli in cambio un abbonamento annuale a Playboy?

No, non ascoltate il marito, la seconda ipotesi non è un'idea geniale...

Mamme, noi possiamo fare qualcosa, ossia allevare un "cervello felice".

Come si fa?

1) bando alla tristezza, bando ad atteggiamenti che possano trasmettere al bambino indifferenza, bando ad atteggiamenti rabbiosi:
il nostro maschietto ha bisogno di sapere che la mamma lo ama, lo considera un essere speciale, noi "siamo il primo modello di intimità e di amore" e il nostro piccolo maschietto deve sapere "di occupare un posto speciale nel nostro cuore";
2) ammirate i risultati del nano, per quanto aberranti siano (cose che sapete, su, tipo quando cattura una lucertola o vi porta un verme...);
3) lo dice Steve, non prendetevela con me (anche perchè io ho fatto esattamente il contrario): sarebbe preferibile affidare i maschi al di sotto dei 3 anni a genitori o parenti o persone di fiducia, possibilmente non al nido: pare che i maschi al di sotto dei 3 anni patiscano molto più delle femmine l'ansia da separazione e che rischino una prima chiusura emozionale
Sarà vero? Avrà ragione? Non lo so, ma, di certo,  non tutte abbiamo la possibilità o la volontà di rispettare la regola n. 3. Speriamo abbia torto.

Torneremo più avanti sull'aiutare lo sviluppo delle capacità linguistiche, perchè è un punto fondamentale.

In tutto questo, da 0 a 6 anni...i papà?

Anche il papà ha dei compiti, certo:

deve essere il più possibile dolce, protettivo e divertente, il più possibile espansivo, il meno possibile duro. Il bambino maschio fin da subito capirà che la dolcezza non è prerogativa femminile e che un uomo è nel contempo competente in famiglia, ma dolce e protettivo e che la violenza, la durezza, non sono, non devono essere, caratteristiche maschili.

Durezza, fermezza, machismo, violenza, esistono, certo, ma, mamme di maschi, non deve passare il messaggio maschio=duro.

Non ancora.
Non ora.
Possibilmente mai.

12 commenti:

  1. Bello! Io sono mamma di due maschiacci (o maschietti?). Per ora li strapazzo di coccole. Funziona! A loro piace. Anche se alternano baci e abbracci a lotte e combattimenti! Sul nido... Ehm ehm, anch'io non ho seguito la regola tre... Per il resto... Speriamo di tirarli su come uomini sensibili rispettosi degli altri (e delle altre) come individui. E magari anche capaci di costruire un mondo leggermente migliore di quello che gli abbiamo fatto trovare noi.

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  2. fantastico questo post me lo sono gustata proprio.
    ho un figlio maschietto e se ho la fortuna di fare bis ne vorrei un altro di maschietto.

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  3. io ho una femminuccia, ma condivido quasi tutti i miei pomeriggi con due mamme di maschi e davvero quella che risulta poco coccolona sono io. i due maschietti sono continuamente coccolati dalle loro mamme.
    e poi la storia del nido... ma davvero fino ai 3 anni? poi ci credo che hanno problemi col distacco... non sono per nulla d'accordo.
    non so, queste osservazioni mi sembrano un po' troppo granitiche. ma forse non ne colgo il senso perchè sono mamma di femmina...

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  4. Bellissimo questo post!
    Io sono mamma di due maschi e li riempio ogni giorno di coccole. Anzi il quatrenne adora farsi coccolare, abbracciare e sbaciucchiare.
    Per quanto riguarda il nido anch'io non ho seguito la regola 3 e li ho messi a due anni.

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  5. Io, lo ammetto, non faccio molte coccole..
    Però noto differenze enormi tra i miei due maschietti, 3 anni di differenza, ma nati entrambi ad agosto, 3 gg di differenza (quindi identiche influenze astrali, per chi ci crede).

    Alessandro ha avuto i primi 2 anni piuttosto sbalottato poverino, prima nido, poi nonna, poi baby sitter, poi altro nido, e infine altro nido ancora.
    Sarà un caso, ma ora soffre molto il distacco da me, sia quando va da nonni, sia per altre attività (niente laboratori, niente corsi sportivi, niente animazione in vacanza, se non ci sono io). Alberto, pur avendo subito un distacco ahimè precoce (nenahce 3 mesi), è stato affidato ad una baby sitter bravissima. Lui è molto più sereno, felice, simpatico, mi adora ma è tranquillo nel distacco, viene proprio a cercarsi le mie coccole, mi bacia e abbraccia, mentre alessandro è più freddo, mal sopporta se cerco di baciarlo.. Magari è un caso, ma io non riesco a non dare la colpa a questi primi 2 anni così sfigati...

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  6. Ecco, sul lesinare coccole posso dichiararmi innocente.. sullo schifarmi per le cose orrende che fa.. pienamente colpevole!
    Ma se applico le stesse regole con il marito ho delle possibilità che migliori?

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  7. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  8. Che bello questo post! Allora, io mamma di maschio quasi treenne, coccolatissimo e sbaciucchiatissimo anche dal papa'. Vivo all' estero e sono mamma a tempo pieno, quindi lui e" sempre stato con me, fino a settembre quando inizieremo l' asilo, anche se in questo periodo abbiamo sempre frequentato altri bimbi. Allora non l' ho rovinato irreversibilmente, come sostengono i piu'? Fino a sei mesi fa era davvero mamma- dipendente, adesso vedo che se vado via e glielo spiego lui capisce e mi dice ciao. Lo scorso anno un primo tentativo di andare all' asilo l' avevamo fatto, ma era stata una tragedia totale, quest' anno spero andra' meglio!! Ciao Federica da Singapore

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  9. Bellissimo post! Mamma di un nano quasi treenne che é letteralmente innamorato di me, ma come ho scritto qui http://mammamisstrucco.blogspot.it/2013/05/l-dei-miei-uomini.html questo mi sembra un momento tutto da godersi perché in un attimo diventano grandi e poi le coccole vanno a farle alle ragazzine che come nuore non ci piaceranno mai!!! ;-)

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