Fenomenologia della mamma: la Mediomum

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Abbiamo parlato di tante mamme. Di
quelle smemorate. Di quelle perfette. Di quelle mostro. Ma c’è
qualcuno che non rientra in nessuna e in tutte queste categorie :
la mediomum.
La mediomum non è una mamma medium.
Non ha super poteri. Non prevede il futuro e non parla con i morti.
E’ una mamma normale, punto.

E’ quella che non ricama il nome del
figlio sui vestiti, ma i vestiti del figlio – o almeno il 90% di
essi – ha il nome scritto sull’etichetta.

E’ quella che non cucina solo Findus e
nemmeno solo minestroni bio, ma una volta alla settimana dà i nuggets
alle figlie insieme ai pomodorini dell’orto. Sa cucinare, ma non perde ore a farlo. Ama fare le torte
con i bambini, ma ne fa una ogni tanto e poi non posta su Facebook,
Twitter e Instagram le foto della famiglia cuore tutta infarinata.
E’ quella che in genere si ricorda
tutti gli appuntamenti, perché ha una buona memoria. Ma una volta
può dimenticarseli, che so, una volta l’anno. E si sente
mortificata, ma anche umana, né affetta da Alzheimer né perfetta,
normale. E come tutte le persone normali, sbaglia.
E’ quella che, sfinita dopo una
giornata particolarmente pesante, si ritrova a sbraitare contro i
figli e, se necessario, tira loro anche una pacca sul sedere. Lo sa
che non serve a niente, e preferisce parlare, e spiegare, ma la
mediomum è così, a volte sbaglia. Non sempre, qualche volta.
E’ quella che, il primo giorno del
ciclo, lascia i bambini alla tv tutto il giorno, perché tanto mica
muoiono, eh?
E’ quella che si dimentica il cambio il
primo giorno, ma il secondo lo porta. E se al nido le chiedono di
portare qualcosa di nuovo, lo fa, bisogna solo ricordarglielo. Un
paio di volte. A volte se lo ricorda pure da sola.
I figli della mediomum sono anche loro
piuttosto medi. Altezza media. Capacità medie. Sviluppo medio. In
genere la mamma media non sa quali siano esattamente le fasi di
sviluppo, ma le apprezza quando le riconosce. Toh, guarda, parla!
(poco importa se l’infante ha 1 anno o 6).
La mediomum non ha grandi aspirazioni,
se non quella di star bene. Capisce che è bene cercare di dare il
massimo, ma che non si può essere sempre perfette. Nemmeno sempre
ciofeche, che insomma, un po’ di impegno ci vuole. Che va bene essere
mostro in certe cose, perfetta in altre, ma l’importante è trovare
un proprio equilibrio.

Che vada bene alla mamma media. E ai
suoi bimbi, che come bimbi medi, avranno sempre l’opportunità di
emergere. E se non accadesse, che male c’è nell’essere normali?
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