In memoria della piccola Fiona, 5 anni

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Nel maggio scorso, mi si era quasi
fermato il cuore leggendo della piccola Fiona, 5 anni. Una domenica
pomeriggio, mentre giocava al parco con la sorellina di tre, nella
provincia di Lione, la sua mamma venticinquenne, incinta di sei mesi,
si era assopita per una ventina di minuti. Al suo risveglio, Fiona
non c’era più, e nessuno sapeva dirle dove fosse andata. 
O con chi
fosse andata.
Pensavo alle mie due P, che in quel
periodo andavano spesso ai giardinetti con la loro vecchia tata che,
forse ve l’ho detto, era un pochino sbadatella (oltre ad avere spesso
con sé la figlioletta di un anno). La sera faticavo ad
addormentarmi, pensando che qualcuno, in un attimo di distrazione della tata,
avrebbe potuto portarmi via una delle mie bimbe. Delle mie
preziosissime bimbe.

Mossa da sincera compassione e
immedesimandomi in quella mamma – come si fa a non provare pietà
per una povera ragazza che, stremata da due bimbe piccole ed una
gravidanza, si è addormentata su una panchina ? Chissà quante
ne ha passate… – cercavo spesso informazioni sulla piccola Fiona.
Tornata dalle vacanze, sapevo che non l’avrebbero ritrovata, ma mi
chiedevo se questa mamma avrebbe mai avuto una risposta, anche la più
difficile da sopportare.


E poi la sento. Sento la notizia.
Fiona è morta.
E’ sempre stata morta.
Quella piccola, dolce bimba di soli 5
anni è stata uccisa dal compagno della madre.
Massacrata di botte.
E sua madre l’ha sotterrata.
Sua madre.
E si è inventata tutto.
Per mesi lei ha finto davanti a tutti,
non solo davanti alla polizia, agli spettatori silenziosi, al mondo
intero, ma anche di fronte a sua madre, a sua figlia minore, al padre della piccola Fiona. Ha giurato e spergiurato di
essere stata al parco quel giorno, e di essersi addormentata. Ha
pianto. Ha recitato.
Una madre.
Una madre di tre bambini.
E adesso Fiona è sotterrata da qualche
parte, non si sa dove. La madre e il compagno non sanno dirlo. Li
hanno portati sul posto, ma sono troppo stanchi, e troppo in
astinenza, per ricordarsene. Li lasceranno riposare, in modo che
possano ricordarsi.
Perché a quanto pare, Fiona è stata
uccisa durante un festino a base di alcol e droga. E’ stata uccisa a
suon di botte e sotterrata dalla donna che le ha dato la vita. Quella
stessa donna che ora accusa il compagno di violenza su lei e sulle
figlie.
E come spesso accade, noi abbiamo
paura. Abbiamo paura dei mostri, senza accorgerci che i mostri che
rubano i bambini sono sempre meno, e quelli in casa sempre di più.
Ma io ho ancora più paura così. Di
una società in cui nemmeno l’amore di una madre protegge i bambini.
Paura che madri come quella di Fiona esistano ancora. Perché anche
se non è mia figlia, è una bimba di 5 anni che è stata strappata
alla vita dalle persone che amava.
Delle persone che meriterebbero di
morire, soltanto questo.

Delle persone che, mai e poi mai,
meriterebbero di avere figli.  
Io, Fiona, mi ricorderò di te. 
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