giovedì 28 febbraio 2013

Nanovacanze: riposare con i bambini

Klarissa m'hai provocato? e io me te magno!
Eccerto, non potevo non rispondere al post di Klarissa sui Nanoviaggi.

Io sono notoriamente una pigra sfaticata. Tra due opzioni, scelgo sempre il non fare nulla, o comunque il fare con meno fatica.


Ovvio quindi che se si parla di vacanze penso sempre al "minor sbattimento possibile".
Non sono mai stata una grande viaggiatrice purtroppo: mancavano sempre i soldi per fare dei bei viaggi, ma evidentemente era perché ce li facevamo svanire dalle mani per altro. Un vero viaggiatore risparmia su ogni cosa, ma poi riesce a partire. Noi abbiamo sempre scialacquato in amenità e comodità varie, e non avanzavamo nulla per viaggi seri.

Quindi quando arrivavano le ferie, si partiva un po' all'avventura e molto low cost. Mai andati in villaggi o con viaggi organizzati, si sceglieva una meta all'ultimo e via, ma sempre cose vicine ed economiche: Croazia, Alto Adige, paesi dell'est europa..
Quanto è arrivato A1, confesso che mi impanicava così tanto la vacanza con un undicimesenne (mille cambi, pappine, pappette, pannolini , sonnellini fissi... aiutooooo), che alla fine ho preferito lasciarlo ai nonni e ridurre le ferie a pochi giorni, ma a due.

lunedì 25 febbraio 2013

Fenomenologia della mamma: la Mamma Tecnologica

Blackberry alla mano (fa più intellettuale), iPod, tablet, pc, con una mano spippola inviando mail e sms quasi contemporaneamente e con l'altra tiene la tetta mentre allatta il neonato. Di chi stiamo parlando? Ma della Mamma Tecnologica!
E' quella che ha fatto uno scatto ogni settimana col suo iPhone per pubblicarlo su Instagram e taggarlo con un milione e mezzo di parole, che poi vogliono dire tutte la stessa cosa: bambino.
E' quella che annuncia la gravidanza su Twitter, pubblica su FB le ecografie, apre un blog per raccontare passo passo la sua gestazione. 

domenica 24 febbraio 2013

di neve, gite e musei e compleanni

Stamattina ci siamo svegliati sotto una autentica, colossale, bufera di neve. Intanto, in città si svolgeva la fiera "sapori di primavera", stagione che oggi come oggi sembra lontana anni luce. Avrei voluto vederli, gli avventori, aggirarsi con i moon boot tra le bancarelle adornate con fiori di pesco.
Per fortuna il meteo ieri era un pochino più clemente. Infatti siamo reduci da una bella gita: ieri sono stata a Milano con ragazzo.
Sono stata diverse volte a Milano, e ogni volta che tornavo, pareva arrivassi dalla luna tanta era l'eccitazione di Mirtillo nel chiedermi cosa avessi fatto o visto. Così, ho deciso di ritagliarmi una giornata a due, e andare a fargli vedere  cosa sia davvero una città.




Un viaggio in treno del tutto perfetto, una capatina alla Libreria dei Ragazzi (per me una delusione, ma parliamone..), e poi finalmente via con il "treno sotterraneo".


Una corsa a inseguire piccioni all'ombra del Duomo, un salto a cercare un libro (di draghi, of course) e lì ci incontriamo con Klarissa e L.
L.ovviamente propone acquisti di libri giganti, che mal si addicono ad una giornata al museo..
Ingozzati/e di uova e pancake, corriamo al nostro appuntamento.
Eh sì, perchè siamo diretti a una delle ultime giornate di Equilibrio by Muba.


venerdì 22 febbraio 2013

Un bambino non è mai per caso (e piccola recensione)


Vi ricordate quando avete deciso di volere un figlio? Io sì, benissimo. Era il Natale del 2007, mio padre se n'era andato da poco e io iniziavo a cedere alle insistenze di un marito che si diceva già pronto. Avevo solo 25 anni e io no, non mi sentivo pronta. Quello che mi era successo mi aveva però toccato in maniera forte. Così, mesi più tardi, quando avevo già deciso che "avremmo iniziato a provare dopo l'estate", lasciai decidere mio marito, e lì iniziò tutto.

Quattordici giorni dopo il primo rapporto non protetto feci il primo test. Lo ricordo come fosse ora. Era il 14 agosto 2008 e, appena tornati da Madrid, stavamo per partire per il mare.
Da lì, un susseguirsi di test a vuoto, visite dalla ginecologa, ecografie. Vi risparmio la storia di quei dieci mesi, in cui solo una profonda conoscenza del mio corpo e una buona dose di culo mi hanno dato il primo test positivo il 24 maggio 2009.
Mi ritengo una fortunata. Capito il problema, risolto, incinta, gravidanza esemplare. E la seconda? Detto, fatto: rapporti, 15 giorni, test, seconda linea, 9 mesi perfetti, un'altra bellissima bimba.

giovedì 21 febbraio 2013

Nanoviaggi: viaggiare coi bambini

So che molti genitori non sono d'accordo, lo so.

Lo so, perché quando mi capita di parlarne con altri appartenenti alla specie genitoriale passo per Sportymum, nel migliore dei casi, o per madre snaturata, nel peggiore, ma, altrettanto spesso, trovo chi condivide il mio pensiero.

Chiariamoci fin da subito: non sono matta, non del tutto, almeno, non sono nemmeno vogliosa di farmi del male, non sono convinta di dover espiare le colpe del mondo, dunque...ci vado piano.
E no, non programmerei mai un trekking nel Borneo o una scalata del K2 con figlio al seguito (francamente, nemmeno da sola!), non intendo affrontare neanche il giro del mondo in barca a vela (averci soldi e tempo!), ma...

lo dico, lo confesso, non vogliatemi male:

non voglio arrendermi al villaggio turistico o alle vacanze sulla Riviera Adriatica fino alla maggiore età del nano.

No, no e no.

lunedì 18 febbraio 2013

Fenomenologia della mamma: la Mamma Hippie

Oggi veniamo ad una Fenomenologia che sta prendendo piede in questi ultimi anni. La Mamma Hippie.
La mamma hippie, eco-bio, natural power... o come volete chiamarla, ha diverse cose in comune con altre fenomenologie, come lamarsupiale o l'autosufficiente, ma direi che ha tutto il diritto di essere una Fenomenologia a sè stante.

E' un tipa un po' originale, di solito veste coloratissimo ed è anticonformista per eccellenza.

domenica 17 febbraio 2013

Post della domenica, post carnevalesco

Ieri qui a Milano si è celebrato il Carnevale Ambrosiano...ché si sa...qui arriviamo dopo.
Il Carnevale Ambrosiano attira sempre più curiosità e, devo dire, inspiegabilmente, turisti da ogni dove.
Inspiegabilmente, perché...noi milanesi, doc o d'adozione, saremo bravi a fare tante cose, eccelleremo in molte, ma...ecco...non è che il Carnevale sia mai stata una specialità locale!
Aaaaah il Carnevale di Venezia!
Aaaaah il Carnevale di Rio!

Mai sentito dire: Aaaaah, il Carnevale di Milano? 
No?!
Ecco, un motivo ci sarà.


giovedì 14 febbraio 2013

Uscire coi bambini: ci piace farci del male?!

Punto 1: questo post può assumere diverse declinazioni in base alla vostra località di residenza.
Punto 2: essere Sporty, Mostro, Ansiosa o Perfetta può fare la differenza.
Punto 3: la più grande differenza sta nella fenomenologia di appartenenza del nano in questione.

La prima questione è semplice: se abitate in una piccola città o vi spostate nel vostro quartiere in cui i gestori del locale più gettonato per gli aperitivi sono vostri compagni di liceo o la pizzeria della domenica sera vi ha visti crescere, andare coi nani sarà una passeggiata. I vostri figli potranno scorrazzare felici e, nel migliore dei casi, essere intrattenuti da astanti, vicini di tavolo, sbevazzoni di passaggio.

Parigi in versione paradiso
Il secondo problema dipende da voi. Se alla sola idea di uscire a bere una birra una sera di luglio vi fa stilare una lista di cose da portare (3 pannolini, pacco nuovo di salviette, un cambio intero e uno parziale, pupazzo preferito, pupazzo di scorta, crema per il cambio, crema per il viso... devo continuare? No perché io non ho mai capito cosa ci mettete in quelle borse, io viaggio con la pochette di Miu Miu, abbiate pazienza), allora rinunciate. Pagate qualcuno. Pagate i nonni. Ma non fatevi del male.

Infine, se vostro figlio è del genere "dove lo metti sta", allora state a cavallo. Mi facevano sorridere (sì, quel sorriso del genere "eh, cara mia, io ti lascio parlare e annuisco, tanto dici un sacco di cazzate") quelle che mi dicevano "ma come?? Non esci mai?? Ma mio figlio sta buonissimo al ristorante!". Ma sapete una cippa voi. Se non avete conosciuto la P1, l'iperattività fatta femmina, non potete capire. Quindi tacete, su.

mercoledì 13 febbraio 2013

Nativi digitali

No, non stiamo parlando di una strana specie o popolo in via di estinzione.
Certamente, se avete figli di età superiore ai 2 mesi, saprete di cosa sto parlando.
Sono i bambini di oggi, nati e cresciuti con le tecnologie digitali: computer, smartphone, tablet, internet e mp3.
Non so come funzioni a casa vostra, ma da me il Tortoro credo sapesse sbloccare il salvaschermo dell'Iphone a 6 o 7 mesi, mentre io, dopo l'acquisto, per una settimana non riuscivo a rispondere alle telefonate e stavo per mandare il terribile aggeggio all'assistenza, quando per fortuna qualcuno mi ha informato che bisogna scorrere la freccetta con il dito per rispondere.

domenica 10 febbraio 2013

Post della domenica melanconico

Un bel giorno, iniziai un lavoro nuovo dopo tanto averlo cercato. Era divertente, mi dava delle soddisfazioni, a volte mi annoiavo, a volte mi arrabbiavo, ma più spesso stavo bene. Poi rimasi incinta e, di lì a poco, lasciai l'Italia e il mio lavoro senza guardarmi indietro, sicura che il futuro mi avrebbe riservato solo cose belle, con una scrivania o meno a cui sedere.

giovedì 7 febbraio 2013

Carnevale fai da te (e low cost) per vere incapaci

Il carnevale mi ha sempre messo un po' di ansia. Un po' come a capodanno, sai che devi divertirti per forza (e quindi passerai una serata demmerda), con l'aggravante che dovresti pure travestirti. Da ragazzetta, quando non avevo idee abbastanza intelligenti e che al contempo mi facessero sembrare discretamente gnocca, non mi travestivo, o meglio, la mia maschera era di essere troppo snob per "abbassarmi" a travestirmi.
La verità è che non avevo quasi mai idee simpatiche e fattibili.
Perché, lo ammetto, in realtà mi piaceva combattere nella bolgia di schiuma e schifezze filanti, ed invidiavo chi sapeva trovare idee originali ogni anno.

mercoledì 6 febbraio 2013

Nanolettura: leggere ai bambini, la biblioteca

Come molti di voi, ho sempre amato leggere.
Da bambina ero già una buona lettrice, la mia passione erano i libri dell'intramontabile Gianni Rodari e alcuni li ricordo ancora con nostalgia.
Da genitore appassionato di buone letture - che comunque riesce a leggere sempre molto meno di quello che vorrebbe, ammettiamolo - ho un obiettivo: crescere un buon lettore.
Non ho bene idea di come si faccia, perché le passioni sono una cosa seria, non è che si trasmettano per osmosi o passino attraverso la placenta.
O sono dentro di te o non ce le puoi mettere come fossero un paio di calzini finiti nel cassetto delle mutande, che tu metti lì, dove vorresti che restassero, no, non funziona così.

lunedì 4 febbraio 2013

Fenomenologia della mamma: la Sporty mum o Tutto come prima

Oggi ce la prendiamo con una fenomena che, siamo sicure, vi irrita non poco. Voi che avete smesso di fare l'aperitivo del givoedì con le amiche, che non prendete un aereo da anni e il sabato sera tutti a letto alle 21 guai a sgarrare.
Sì, parliamo di quelle mamme per le quali, dopo la nascita di un figlio, tutto deve essere "come prima", che devono convincersi e dimostrare che nulla è cambiato, che coi figli si possono fare esattamente le stesse cose che si facevano prima e un sacco di altri bla bla bla che, diciamocelo, vi fanno sentire delle vere merde.

Spesso agisce sotto l'impulso della coda di paglia: dopo aver criticato e compianto gli amici, che in sedguito alla nascita di un figlio si sono tappati in casa a morire di tedio e dolore, ora non può certo finire nello stesso girone di dannati. Colei che “I miei amici sono tutti mollaccioni! Io, anche quando sarò incinta, farò i safari in Malesia".
Detto fatto!
C'è da dire che la "Tutto come prima", almeno nel momento di massimo vanto, ha figli sotto l'anno, che ancora non camminano e non protestano.
Per cui ecco che troverete la T.c.p. a fare il cammino di Santiago con un infante di tre mesi nella fascia, o a fare il giro del polo nord con la slitta e il nano seimesenne. Ne riparliamo tra un paio di annetti, bella.

Sono mamme che si vantano a profusione di fare tutto col bambino appresso, dcalla corsa nel parco (sapete che a Milano, al parco Solari, c'è un gruppo di mamme che fa “Fitness col passeggino”? Però dai, alzare le chiappe in effetti ci farebbe bene...), all'estetista (immagini di mio figlio che immerge le mani nella ceretta bollente mi passano davanti agli occhi), alla cena nel locale più intimo della città sotto gli sguardi sconvolti degli astanti (ma si sa, lei lo DEVE fare, deve portarsi il figlio pure lì).

Il genitore “nulla è cambiato” trova il suo sostegno teorico nell'auto-svezzamento. Compatisce quei genitori che escono a cena portandosi dietro il biberon o la pappina, forte del fatto che suo figlio mangia (o non mangia, ma che problema c'è mica bisogna forzarli, se non mangia la polenta in concia con lucanica e funghi misti è perchè non ha fame) quello che vede passare in tavola. Affettati, penne all'amatriciana, costata con l'osso... Il bambino snobba tutto, ma a un certo punto va a gattonare sotto il tavolo. Cosa sta raccogliendo?
- Oh, briciole della torta al cioccolato! Mangia, mangia pure... Ma ci sono così tante briciole? Ah quelli sono pezzetti di fango, sono caduti dalle scarpe delle bambine che hanno giocato in giardino. Ma sì, in fondo è tutta natura!

Una neo-mamma mi consulta:
- Secondo te esistono dei bob per neonati con la cinghia per legarli nel sacco nanna?
- Ehm... Non saprei... Ma se volete giocare col bob, puoi scendere tu con lui tenendolo in braccio... come vi divertirete!
- No, voglio trascinarmelo dietro quando andiamo a fare le ciaspolate in alta quota.
- Già... Tieni solo conto che voi camminate, mentre lui resta fermo e magari prende freddo.
- E allora? - urla inorridita la sporty mum - Non devo più uscire di casa quando vado in montagna?

Le cose per la nostra "Tutto come prima" iniziano a complicarsi man mano che il nano silenzioso inizia a crescere e a ribellarsi. Diventando schizzinoso sul cibo (roba che riconosce una passata di pomodoro diversa dalla solita e ti lascia tutta la pastina incazzandosi come una biscia), o che se non dorme nel suo letto ti fa patire le pene per l'infermo per una settimana.
A quel punto una vacanza avventurosa può davvero trasformarsi nel peggiore degli incubi.

Il peggio di queste mamme è che non sono del tipo "prendo la vita come viene, non mi faccio problemi, peace&love", no, loro devono dimostrare di non essere cambiate. Di poter portare il figlio di pochi mesi negli Usa (tanto dormirà per tutto il viaggio e il jet lag è una cosa mentale), di poter far tardi a cena dagli amici (tanto lui si addormenta ovunque e continua a dormire quando ce ne andiamo), di poter andare per negozi il sabato pomeriggio alle 16 (tanto lui sta seduto nel suo passeggino e si guarda in giro curioso mentre ci proviamo mezzo negozio).

Noi siamo per il giusto mezzo. La vita è lunga (si spera): di vacanze ne abbiamo fatte tante e, con un po' di fortuna, ancora ne faremo: perché scegliere proprio l'estate in cui ti nasce un figlio per fare il coast to coast?
Che nostro figlio ci accompagni nelle nostre attività, le nostre attività preferite, è cosa buona è giusta, basta aspettare il momento giusto

Ma poi, sporty mum, ma che smaciullamento di maroni è portarseli ovunque? Ma prendetevi una babysitter e uscite in santa pace!

Si ringrazia la nostra cara amica e collega mamma Elenita per il contributo

domenica 3 febbraio 2013

Post di una domenica ventosa

Non so se sia più deprimente svegliarsi con il diluvio universale, oppure con un sole splendido e un'aria limpida che ti viene da correr fuori in felpa, salvo poi essere trascinati via appena fuori l'uscio da un vento a 200 km/h e a -20 gradi. 
Oggi, avrete intuito, era la seconda opzione.
Ci siamo svegliati con una luce che da queste parti non si vedeva da mesi, di ottimo umore abbiamo tutti e 4 sistemato casa, pulito lavato, riordinato (ritirato fuori tutto, ma quello va da se).
Finalmente verso le 11 usciamo baldanzosi.
Il mio entusiasmo si è spento dopo 30 secondi, quando la bora gelida (è gelida la Bora? non so, ma quello che soffiava da queste parti, tanto), i bimbi mai, non mi spiego come possano essere così indifferenti alle condizioni atmosferiche: gelo polare, caldo africano, pioggia amazzonica, nulla li scompone, a loro basta uscire.
Tra l'altro, presa dall'entusiasmo dell'apparente primavera li avevo pure fatti uscire mezzi nudi.
Vabbè, alle 11 e 30 li supplicavo di farmi tornare a casa, non senza rumorose rimostranze.

sabato 2 febbraio 2013

AAA Cercasi lavoro vol. 2

E rieccoci qui per una seconda puntata. La ricerca del lavoro è un tema caldo, la mamma che cerca lavoro, o che lavora, direi bollente. Tant'è che abbiamo ricevuto tanti commenti e messaggi sull'argomento, alcuni del tipo "ehi, grazie per i consigli!" (prego) altri piuttosto "mi vergogno per te che ti vergogni di essere madre".

Ora, qui nessuno dovrebbe vergognarsi di nulla, se non di pretendere di avere la verità assoluta su tutto. Io ho fatto la recruiter per gli ultimi anni della mia vita da non mamma e mai mi sarei sognata di discriminare una donna in quanto madre, ma spesso le aziende per cui lavoravo mi chiedevano di farlo. E si può lottare, si può dire di no, ma quando c'è da mangiare, si fa quel che si può. Ho un'amica che fa selezione in un'agenzia per il lavoro e che mi dice "non sai quanto lavoro ho e quanti fanno i difficili". Cioè, se diciamo ad un laureato di andare a fare il commesso, allora possiamo dire ad una mamma di non presentarsi soltanto come mamma, ma anche come donna, no? Una donna con degli interessi che esistevano prima che avesse figli, una donna completa, aperta, vivace e flessibile.

venerdì 1 febbraio 2013

Asilo Pop



Quando Brontorunner ed io abbiamo iniziato la nostra vita a due, la scelta sul dove andare a vivere è stata semplice:
mi sono trasferita a casa sua. 

Dove?

A Milano, in un quartiere periferico, ma molto ben collegato al centro, tranquillo, verde e...


decisamente pop.

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