domenica 30 giugno 2013

Post della domenica... di sole!

Già, incredibile ma vero, oggi a Parigi c'era il sole. Forte, eh? E così stamani ci siamo armati di buona volontà e siamo andati al brunch bazar, un evento fighetto ma alla mano che viene organizzato ogni tanto (bisogna seguire per sapere quand'è), sempre in posti diversi. Oggi toccava alla riva della Senna, sotto il ponte Alexandre III, presente? Una vera figata. Proprio SOTTO, al fresco, in gallerie antiche. E tra bancarelle ed espositori, abbiamo mangiato insieme ad altre famiglie e poi la P1 ha approfittato dell'animazione, tornando a casa truccata da super eroina (il tema di questa giornata erano appunto i super erori) e dopo aver fatto qualche atelier. La P2 si è accontentata di razzolare in giro, ovviamente. 

Ma veniamo alle frasi!

L. di Klarissa:
L, sei emozionato che domani inizi l'asilo nuovo? Io sì!
No mamma
Neanche un po'?
No, mi fa scorreggiare

Giorgia e Ale di Francesca C.
Al fratellino di due anni e mezzo: "ale non sembro una ballerina?!" lui "tu non sei una ballerina... sei uno scarrafone!!"
Giorgia al padre: "papy tu non devi più sgridarmi né fare arrabbiare altrimenti il tuo cuore si spezza e diventi MALMAGIO!"


Anna di Giovanna M.
L'altra sera in macchina con i nonni. Mentre mettono la macchina in garage vede un riflesso dei fari... Nonna guarda un fuoco fatuo! (forse ha visto troppe volte ribelle!)

Bebe e Iaia di Giovanna A.M.
Entrambe guardavano Paperissima in tv, lla Bebe ha visto una riunione di alti prelati, tutti coi paramenti bianchi e fa: mamma! guarda quanti Papi iaiocci! 
Iaia: No, Becca, il Papa è Francy!
NdR Per la Bebe essendo la sorellina Benedetta una Iaia, il papa emerito chiamandosi Benedetto diventa in automatico Iaioccio
Si va al ristorante insieme ai miei. Non so chi (forse mia mamma) dice alla Bebe che se non finirà tutti gli gnocchi Paolo (il ristoratore) ci resterà male. Lei mangia tutto, poi si alza e se ne va nell'altra sala e noi sentiamo: Paolooooooooooooooooooooooooooo! Ho finitoooooooooooo!

Benedetta di Rebecca A.
Mamma, i dinosauri allora c'erano quando tu eri piccola??

P1 di Anya:
Mamma, io ti adoro. Ti adoro ti adoro ti adoro! Non essere più cattiva. E io non dirò più no, d'accordo?

P1, guarda, un dinosauro (una ricostruzione sulla Senna)
Sìììì, che bello! Ma perché non MARSCIA?

giovedì 27 giugno 2013

Avere un figlio maschio

credits by sabatosera.it
Quando aspettavo L., in cuor mio avevo il terrore la sensazione fosse maschio.
Ma non poteva esssere.
No.

Io avrei avuto una bellissima bambina che avrei chiamato Bianca, o Beatrice o Rebecca.
No... non è maschio, e poi... dai... come vuoi chiamarlo un maschio?
Non esistono nomi da maschio.
Non pensiamoci.

Il tempo passava e non si riusciva a capire se Leo fosse un maschio o una femmina.

Alla morfologica, la certezza.

La ginecologa disse, testuali parole:
"E quello è...
beh, signora, non ci sono possibilità di errore: è un pisello!"

Brontorunner esplose in cori da stadio, io ...
beh, io...
rimasi un attimo...
ecco...

sconvolta.

mercoledì 26 giugno 2013

AAA Cercasi donne con voglia di lavorare (nemmeno troppa, giusto un po')

Lunedì Morna ha raccontato la Mammainferie nella fenomenologia. C'è chi va al mare col marito che aiuta, quelle che il marito lo vedono da lontano, sdraiato sotto un pino mentre russa, quelle che ci vanno con la mamma che fa tutto o con la suocera che rompe sempre. Ma c'è anche chi, come me, abbandona i figli al loro destino. Per la cronaca, stamani qui c'erano 9°. Simpatico, no? 
 
Le vedo correre qui, le due P
E vogliamo parlare di quando, rarissimamente, ce ne sono più di 30? Vi assicuro che l'estate a Parigi non è per niente facile, soprattutto se si è bambini. Quindi per non obbligare le P a passare giornate chiuse in casa o perché piove o perché fa troppo caldo, ecco che abbiamo convinto la nonna (materna) a cuccarsele entrambe. In fondo abbiamo una casa al mare, in un villaggio, perfetta per i bambini, in riva al mare... Insomma, un vero paradiso per loro. Solo che la nonna, poretta, c'ha 66 anni, e una treenne più sorella neodeambulante impegnano. Non solo per portarle sulla spiaggia in bici una davanti una didietro e speriamo non si caschi sul ghiaino, ma anche per andare a fare la spesa, andare in piscina, cucinare, pulire... 

lunedì 24 giugno 2013

Fenomenologia della mamma: la Mammainferie

Forse il titolo non è del tutto azzeccato, perchè la mamma, sostanzialmente, non è mai in ferie.
Ma insomma, ci siamo capite.
Parliamo di Lei, la mamma alle prese con le vacanze, al mare o in montagna che siano.
Da quello che ho potuto notare in questi pochi giorni al mare, ci sarebbe da scrivere una Fenomenologia nella Fenomenologia.
Ma potrei riassumere in due tipologie: quella che si porta dietro la mamma (o la suocera) e quella che si arrangia.
Pare incredibile, ma al mare ci sono miriadi di famiglie con nonna-cameriera al seguito. Fateci caso.
Nonne che corrono a spalmare creme, a fare il pranzo, che stanno in appartamento/hotel mentre i nani dormono e i genitori cazzeggiano, che stanno al parco giochi la sera mentre i genitori si ubriacano e fanno i ggiovani.
Buon per loro.

domenica 23 giugno 2013

Post della domenica un po' così

E' il 23 giugno, e anche il calendario dice che è iniziata l'estate. Ah sì? No perché qui oggi ci saranno al massimo 15° e un vento gelido che soffia infimo sulle nostre teste. Bella l'estate parigina. Adesso capisco perché loro parlano sempre del tempo...
Ma siccome io non sono francese, vi parlerò di quanto sono stanca, fisicamente. Da quando sono qui, ogni anno in questo periodo mi gustavo l'arrivo delle Vacanze, con la V maiuscola proprio, un mese e mezzo al mare con mia mamma. Non dico servita e riverita, ma insomma, ci siamo capiti. Quest'anno riuscirò al massimo a fare due settimane ad agosto, certo, come i comuni mortali. Ma almeno voi nel week end avete il sole, no? Quanti di voi visitano parchi, vanno sulla spiaggia, in piscina? Noi no. Niente di tutto questo.
In più, vengo da un periodo un po', come dire... così. 
Le mie P hanno perso anche l'altro nonno, e non è stato facile, né psicologicamente né fisicamente. Ma non voglio intristirvi, immagino che molte di voi mi capiscano bene.
Di tutto questo, mi resta loro, le mie gioie, che mi fanno tanto stancare, ma anche tanto ridere. 
P1, dove sono i nonni?
Nella mia testa e nella mia pancia!
Il concetto di cuore non ce l'ha ancora molto chiaro, direi...
E la P2 cammina. Come tutti quei nani che all'inizio sembrano zombie, passettini a gambe larghe e braccia aperte. E com'è soddisfatta!

Lascio spazio ai vostri bimbi!

Valeria G.
Il papà fa la barba, M. va e lo accarezza e gli dice "papà come sei liscido!"

Stella S.
Mio nipote, 5 anni fatti venerdì scorso. Lo vedo sabato per salutarlo e gli chiedo: "allora L., quanti anni hai fatto?" e lui "5", poi si mette sulle punte e aggiunge "ma in punta di piedi 6!"

Simona C.
C., 4 anni: C, mi aiuti a mettere in ordine? e lui "mamma non sono mica il tuo robot"

Eunate DLF.
Mio figio 20 mesi vede la paletta dall'altra parte della piscina e mi dice "cucchiaio" e io "vallo a prendere" e lui urla "cucchiaiooooooo" nella speranza che venga lui.... ah, la telecinesi che figata!


giovedì 20 giugno 2013

Di feste della scuola, permissivismo e cafonazzi

La settimana scorsa ho innescato una polemica, più o meno accesa, sul permissivismo. Ritorno sull'argomento perché lunedì mi è capitato qualcosa che si collegava bene a questa storia del dire «no», e di creare quindi una coscienza dell'altro, della società e della civiltà nei nostri figli.
Cos'è successo? Sono stata alla festa della scuola della P1. Sì, quella scuola figa, chic, cara, in uno dei quartieri più esclusivi di Parigi, in cui le mamme hanno borse di Chanel da 5.000€ e accompagnano i figli a scuola in taxi (io non rientro né nell'una né nell'altra categoria, sono lì per caso). In una scuola così, direte, chissà che eleganza. Chissà che grazia. Chissà che educazione. Alla festa avranno suonato Mozart, piano e violino, i bambini cantato cori celesti e mostrato i loro dipinti impressionisti, le mamme sorseggiato champagne fingendo di berlo.

Ah ah ah.

Ah.

mercoledì 19 giugno 2013

redentrici anonime vol.2

Allora, com'è andata questa settimana senza televisione?
Da noi bene e male.
Bene, nel senso che siamo riusciti a trovare diverse attività da fare, siamo anche spesso usciti a fare passeggiate, abbiamo giocato a calcio, costruito torri, insomma tante cose carine.
Ale ha capito bene la "regola" quindi sapeva che, se aveva visto la tv la sera prima non poteva chiederla il giorno dopo.


Male perchè... ho un marito.



In questi giorni avevo molto lavoro arretrato, quindi andava lui a prendere i pollastri.

Tornavo, e regolarmente li trovavo davanti alla TV.
"ma l'ho appena accesa!"
"erano stravolti.."
"dovevo cucinare .."


Insomma le mille scuse che, prima, mi trovavo anche io.

Peccato, perchè così mi ha rovinato tutto, e ha pure fatto perdere credibilità a me ED alle regole in quanto tali, insomma un disastro.

domenica 16 giugno 2013

Post della domenica con parco della preistoria

Giornata di sole, finalmente!
Sole, voglia di stare all'aperto e di non dissanguarci in biglietti d'entrata, nè di fare 2 ore di macchina. Dove si va?

Ci Consigliano il Parco della Preistoria.

Ci SConsigliano il Parco della Preistoria.

Che si fa, allora? Si va a vedere coi nostri occhi? 
Si va!

giovedì 13 giugno 2013

Redenzione mamma mostro Vol. 1

Come vi avevo annunciato qui, ho deciso che è giunto il momento della mia redenzione.
Ok, la mia indole tendente alla mostruosità difficilmente si potrà cambiare, continuerò a desiderare ardentemente dei momenti di pace e solitudine, continuerò ad avere la necessità di due o tre giorni children free ogni paio di mesi, ma insomma, visto che non hanno chiesto loro di venire al mondo, e che avere una pessima madre è un pessimo modo per iniziare la propria carriera di essere umano, ho deciso che devo migliorare.
E ho visto con piacere che molte di voi vogliono aderire a questo processo, in una sorta di gruppo semi anonimo di pessime mamme (o almeno che si ritengono tali.).


La genesi

Devo ammettere che una bella spinta in questa decisione e consapevolezza me l'ha data leggermi, un giorno di cazzeggio a casa malata, il blog della Mamma Perfetta per eccellenza. 
Se la seguite, non potete non aver capito. 

Lei, che con la sua perfezione fa impallidire anche la migliore delle madri. Sì, avete capito, parlo di Claudia Porta.
Ok, lo so è un modello inarrivabile. E' bella, è una creativa, ha le mani d'oro, sa trasformare uno straccio in un vestito e un foglio di carta in un gioco con cui intrattenere i figli per un pomeriggio.
Vive in un paradiso, ha figli bellissimi e sempre sorridenti, è una maestra montessoriana.
Insomma, mi fermo qui sennò deprimo pure voi.
Quello che mi è piaciuto di lei, che, ammetto non ho mai seguito, essendo agli antipodi del mio modo di vivere e dei miei interessi (io manco so attaccare un bottone, vi pare che mi interessi un tutorial su come realizzare un vestito tricot?), è  che trasmette pace.
Voi lo sapete, spesso ho ironizzato su "categorie" di mamme che definisco estremiste, che sia per l'allattamento ad oltranza, per il portare i bambini, per l'alto contatto o quel che volete, e questo perchè spesso mi è capitato di confrontarmi con queste mamme... con pessimi risultati.
Sì perchè sempre si son messe su un piedistallo pronte a giudicare "io faccio il bene di mio figlio tu invece..". Il concetto delle discussioni era sempre bene o male questo.

mercoledì 12 giugno 2013

Figlio mio, mi approvi?

C'è una domanda che mi faccio da un po' e che, curiosamente, mi è capitato di vedere posta da altri negli ultimi giorni, con risposte diverse.

Anya, poi, mi ha anche fatto anche una fenomenologia sul permissivismo, che in qualche modo c'entra...

Quindi? 

Quindi, ragazze mie, vi tocca, parliamone.

E vediamo se riusciamo a capire.


Insieme.



Sto leggendo un libro, che molte di voi avranno letto, un libro di qualche anno fa, ora tornato in auge perché studi recenti ne stanno mettendo - scientificamente, pare - in discussione il contenuto.
Ma ne parleremo diffusamente tra qualche giorno.
Quello che mi interessa dirvi ora è che, ad un certo punto, l'autrice individua come principale difetto delle modalità educative occidentali il fatto che il genitore di questa parte del globo cui apparteniamo ha perso di mira l'obiettivo: 
il genitore occidentale non mira dritto al centro del bersaglio, rappresentato dal crescere un individuo pronto, risolto, forte, competitivo, in grado di affrontare il mondo, preparato, maturo.
No.
Mira a frasi approvare dal figlio.
E teme il suo giudizio.

lunedì 10 giugno 2013

Fenomenologia della mamma: la Mamma Permissiva

Mi è venuta in mente questa mamma dopo essere stata ai giardinetti in Italia. Voi forse non ve ne renderete conto, ma l'Italia è campionessa della permissione. Bambini viziati, per una ragione o per un'altra, che crescono come piccoli vandali, convinti di poter fare o dire qualsiasi cosa, perché TUTTO E' PERMESSO.
Fondamentalmente, la Mamma Permissiva ha due origini: quella un po' hippie, della nuova scuola, del tipo «devo lasciarlo libero di esprimersi», e quella «non ho voglia/tempo per dire di no».
In fondo, se esiste anche un libro (o magari più di uno) dal titolo «I no che aiutano a crescere» vuol dire che il fenomeno è, se non preoccupante, almeno in crescita. Ma per me è più preoccupante.

domenica 9 giugno 2013

Di parchi, pessimi genitori e redenzioni

Io, si sa, non sono la madre migliore del mondo.
Tendo piuttosto al basso, in realtà.
Però, insomma, cerco di essere il più possibile paziente, non sminuisco mai i miei figli e sicuramente non li umilio o mortifico.
E' già qualcosa, no?
Beh, dicevo.
Venerdì ero al parco e, mentre me ne stavo andando, noto un bambino, avrà avuto sei anni, che piange disperato.
Il padre, in camicia e cravatta, stravaccato sulla panchina con un'espressione del tipo "vorrei essere ovunque ma non qui" gli urla, con un tono davvero arrogante e insopportabile:
"bravo! che ti piangi? ma ti vedi??! vergognati!!"
e continuava, sbuffando e guardando verso l'alto:
"ma dai, e svegliati!! ti ha dato una spintarella e guardati! piangi come una femmina, e gioca a calcio come si deve!"


Il tono, ripeto, era talmente fastidioso e arrogante che mi son dovuta trattenere dal dargli una testata nei denti.

mercoledì 5 giugno 2013

A noi potrebbe succedere?

Ieri è successo di nuovo.
Sì, di nuovo.
E non sarà l'ultima volta, lo sappiamo tutti.
Non vogliamo parlare del caso singolo, ma del problema, che riguarda tutte, tutti noi genitori.
Anche chi ritiene di essere infallibile e che a lui mai e poi mai potrebbe accadere.
Ne abbiamo discusso lungamente qui, oggi, ma  noi rimaniamo dell'idea che sì, potrebbe capitare a tutti.

Qualche numero, solo per farci un'idea delle dimensioni della questione che abbiamo davanti li trovate in questo articolo del quotidiano La Stampa.

E' un fenomeno in crescita.

La tendenza, tuttavia, in rete e nel reale, non è quella di chiedersi come possa accadere, perchè accadano questi episodi, cosa fare per evitarli, no, la tendenza è condannare.


A noi questo atteggiamento non solo fa paura, ma ci sembra controproducente.

Non c'è nulla di utile per nessuno nell'insulto ad un genitore straziato.
Nulla che ci aiuti a capire e a provare a trovare delle soluzioni.

A me, Klarissa, a me, Morna, potrebbe capitare?


Non riusciamo a dire di no, con certezza, come molti invece con certezza granitica asseriscono con convinzione.

Non riusciamo a dire di no, perchè siamo tipici individui frutto del momento storico in cui viviamo.
Siamo donne, madri, mogli, lavoratrici, professioniste, figlie, abbiamo la testa piena di pensieri, di impegni, di scadenze, di preoccupazioni, di pressioni, guidiamo portando i bambini all'asilo con la testa concentrata su 8 cose contemporaneamente.
E i nostri mariti? Anche.
La verità è che viviamo in un mondo che chiede a tutti tanto, forse troppo, e non aiuta nessuno, soprattutto chi è genitore.
Dovremmo allentare la presa e far sì che la presa stessa venga allentata su di noi.
Dovremmo accettare di non essere infallibili, che abbiamo dei limiti, che il nostro cervello ed il nostro corpo non possono reggere questi ritmi senza mai avere intoppi, cedimenti, black out.
A chi non capita di arrivare in ufficio al mattino e buttarsi nel lavoro, dimenticandosi dei figli, magari per ore?
A noi sì.
A chi non capita di arrivare in ufficio senza avere fatto caso a come ci si è arrivati?
Automatismi.
Ripetitività.
Gesti compiuti senza riflettere su quello che stiamo facendo.

La soluzione è cambiare vita, mondo, pianeta?


Forse dovremmo, sì.

Sicuramente le famiglie come le nostre portano carichi più pesanti di quelli che possono reggere, e, chissà, magari un domani gli equilibri saranno ristabiliti...

ma fino ad allora?


Oltre a tutta la filosofia su una vita diversa che fanno in molti davanti a questi episodi, oltre alle condanne, oltre alle accuse e alle riflessioni, ai buoni propositi, c'è qualcosa di concreto che si può fare?


La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) ha elaborato e fornito ai genitori una serie di accorgimenti che possono essere utili, in un comunicato stampa, di cui vi riportiamo uno stralcio contenente anche i suggerimenti pratici:

Innanzitutto ricordate che, al di là del blackout, anche lasciare un bimbo in auto per pochi minuti per una commissione è una leggerezza da NON COMMETTERE MAI.

"“In un bambino la temperatura sale da tre a cinque volte più frequentemente che in 

un adulto” spiega il Dottor Angelo Milazzo, Pediatra Direttivo Regionale SIPPS “il grado 
di calore all’interno di un auto può salire di 10-15 gradi ogni 15 minuti, determinando 
un’ipertermia in soli 20 minuti e la morte anche entro le 2 ore”. 

Alcuni consigli
" - poggiare gli oggetti personali del bambino, come pannolini, biberon e pupazzetti sul sedile anteriore in modo da ricordare meglio la presenza del piccolo;
- al contrario, lasciare borsetta, chiavi e telefono sul sedile posteriore, così da dover aprire anche quella porta prima di andarsene;
- Segnare nel pro-memoria più usuale (agenda, telefonino, computer) ogni avvenuto spostamento o impegno del bambino;
- Avvisare l’altro genitore, i nonni, la baby sitter o qualsiasi altro caregivers ogni volta che si verificano cambiamenti nell’accompagnamento del bambino e viceversa da parte dei care givers nei confronti dei genitori;
- Chiudere bene le portiere e il bagagliaio di un’auto vuota e conservare le chiavi in un luogo inaccessibile per i piccoli.
- Se si nota un bambino dimenticato in macchina, chiamare subito il 112 o il 113, o qualsiasi altro numero di emergenza."

E la tecnologia, può venire in soccorso?

Pensiamo ad un sensore che segnali alla chiusura dell'auto la presenza di cinture allacciate al suo interno o la presenza di individui (alcune auto ne sono già dotate, peraltro) o ad un seggiolino che contenga un sensore che segnali a spegnimento motore che c'è il piccolo...

E' sacrosanto che siamo noi genitori a dover fare in modo che queste cose non accadano, ma, prendiamone atto:


accadono.


E possono accadere a chiunque. 


"Avevo la netta impressione di aver sistemato ogni cosa. Ho lasciato l’auto nel parcheggio dell’azienda e sono uscita senza voltarmi indietro. È difficile immaginarlo, lo so, ma in quell’istante non sono stata neppur lontanamente sfiorata dal pensiero che Bryce potesse essere rimasto nel suo seggiolino in macchina. (...) 

Ripassavo mentalmente il tragitto verso l’ufficio. Ricordavo di aver consegnato Bryce alla babysitter, di averle parlato. Si chiamano “ricordi falsi”: quando ripeti un’azione quotidianamente, ti ricordi di averla compiuta, anche se così non è. (...)
Solo quando sono arrivata alla macchina e l’ho visto mi sono ricordata com’erano andate realmente le cose. (...)
Avrei fatto qualunque cosa per essere io al suo posto"

(http://27esimaora.corriere.it/articolo/lho-dimenticato-in-macchinail-mio-bambino-e-morto-cosi/)



Morna e Klarissa

lunedì 3 giugno 2013

Fenomenologia della mamma: la mamma Pigra

La Mamma Pigra è quella mamma che sin dalla gravidanza si chiede se potrà continuare ad oziare con un neonato.

Ed è talmente pigra che, sì, può continuare a farlo. Credete ammè.


La Mamma Pigra trova sempre una scusa diversa e validissima per far alzare il marito nel cuore della notte se il pargolo frigna.

Eppure la Mamma furba Pigra la mattina starà a letto di più dicendo "stanotte l'ho fatta in bianco, mi sarò alzata 20 volte"...
tanto Lui sarà talmente stanco per i suoi risvegli che, vittima di amnesia da privazione di sonno, non potrà replicare nulla.


domenica 2 giugno 2013

Post della domenica...con Tata Francesca

Francesca Valla,
meglio nota come Tata Francesca
Ed eccoci qui, con il consueto post della domenica e con un progetto di cui vorremmo parlarvi.

Qualche giorno fa, abbiamo assistito alla presentazione di un'iniziativa benefica proposta dal marchio Bepanthenol.

Non staremo qui a parlarvi dei prodotti Bepanthenol, che sicuramente tutte conoscete (qui il sito), né di quanto gnocca sia Tata Francesca (sì, la famosa Tata della TV), che ci ha illustrato dall'alto del suo metro e ottanta di magra e splendida bionditudine mammesca il progetto di cui ora vi parliamo.

Vorremmo concentrarci sull'iniziativa che Bepanthenol con la gran gnocca Tata Francesca stanno promuovendo e, soprattutto, della finalità benefica cui è volta: il sostegno alla Fondazione Ariel.

Ma facciamo un passo alla volta e cerchiamo di essere chiare, partendo dallo scopo di tutto questo, che è ciò che sta più a cuore a noi, alla gnocca alias la bella e brava Francesca Valla, e a Bepanthenol:

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