lunedì 30 settembre 2013

Fenomenologia della mamma: la mamma distratta


La mamma distratta è quella che, sostanzialmente, dimentica tutto, sempre e comunque, compresi i nomi e le date di nascita dei propri figli.
"scusi devo prenotare una visita per xy, nato il x.x.xx" 
"signora, non ho nessun bambino con quel nome e data di nascita" 
"oh, che le ho detto? ah no, scusi è nato il 13, non il 15... scusi"
"sicura sia suo figlio?"



La mamma Distratta non ha mai idea delle date di chiusura delle scuole...
"come ti organizzerai da domani con i bimbi?
"domani?? perchè?!"
"eh, per le vacanze di Pasqua!!"
"Pasqua?! Ma se è appena passato Natale!! E' già Pasqua??"

...dimentica gli appuntamenti con la pediatra
"signora, è guarito suo figlio?"
"purtroppo no, stavo giusto uscendo per venire da lei.."
"signora, l'appuntamento era ieri..."

.. salta regolarmente i compleanni dei compagni di scuola e nemmeno avvisa: non perchè sia cafona ma, ovvio, perchè aveva perso il bigliettino con l'invito ed il numero di telefono della mamma.

domenica 29 settembre 2013

Torta alla crema di Nua alla Morna

C'è una torta che spopola sul web da qualche mese, si chiama Torta alla crema di Nua (dal nome della inventrice).
L'aspetto invitante e la estrema facilità, ok, anche la golosità innata, mi ha spinto a provarla.
Non mi ha entusiasmato,  la crema non sapeva di niente (o di farina) e la torta è un po' troppo il classico ciambellone.


venerdì 27 settembre 2013

Di Banderas, galline, gay e Guido Barilla

Da ieri non si parla d'altro sul web.
E...come dire...

ma che due maroni!

Ci siamo ascoltate anche l'audio della trasmissione incriminata.

Dunque?

Un tizio, tale Barilla, parla della figura della donna nelle pubblicità in un modo che abbiamo dovuto accertarci che a trasmettere non fosse Radio Londra.

Ok.
Vero.

Lo stesso tizio parla della "Signora Boldrini" in modo irritante.
E così i compari.

Diciamo che il terzetto ispira voglia di napalm.

Che poi, parliamone, lo avrete notato: un uomo pure se è stato presidente per due settimane della bocciofila della Garbatola verrà chiamato da tutti, per sempre, il Presidente. A vita. Glielo scolpiranno pure sulla lapide: Presidente.

Presidente de che, non fa nulla.

Una donna, anche se è Presidente della Camera è "la Signora".
"La Signorina" se le butta bene, se c'è la giusta luce o se l'antirughe nuova funziona.



Radio Londra, no, pardon, Radio24 prosegue, ahinoi, con la donna che serve la colazione al mattino, la famiglia, gli spot Barilla, la cinesina (la cinesinaaaaaaaa?!), e arriva alle dichiarazioni di Barilla sui gay.

Tremende.
Ovviamente dissentiamo in toto.

Ma tutto sto fermento, il #boicottabarilla , #balilla e affini...

ma perché?

Sì, va bene, Barilla non sarà ospite d'onore a GayTV.
Ok, non patrocinerà il Gay Pride.
Siamo d'accordo, non vedremo mai la sua effige su una bandiera arcobaleno in una famiglia arcobaleno, nè sulla maglia di Platinette, benchè ci sarebbe stato a dimensione naturale.

Ma davvero trovate sconvolgente ciò che ha detto un imprenditore, privato cittadino, sulla politica pubblicitaria della sua azienda? O sui gay?

E, soprattutto, vi interessa davvero?

Raga', fa pasta! Fa merendine! Fa biscotti per la colazione!

Fa, da sempre,  spot con famiglie che fanno colazione tutte attorno ad un tavolo con calma.
Ma vi pare normale? Reale?

No, perché da noi al mattino si urla inciampando nelle mutande che un altro si sta infilando.
Si caccia un plasmon in bocca al marito, invece che al figlio.
Si apre al gatto la porta del microonde e non quella del balcone.

Su, dai!
Non a caso la famiglia da "mulino bianco" è diventata ormai una locuzione di uso comune per dire la famiglia... che non esiste.

E' lo stesso che fa spot con bambine cretine che stanno sotto i monsoni a cercare gattini.

E con quella minchia di canzone che vi toccava pure suonare con la pianola a fiato alle medie.

Vogliamo fare l'analisi del calo di vendite legato al mercato gay, insieme a quei due cretini che si sentono Nobel per l'economia solo perché sanno usare Twitter?

Ma, perché, uno a quei livelli, pensate che parli a caso? Ci credete davvero?

La verità è una sola, donne etero e uomini gay, uniti in un sol pensiero:
la Barilla andava boicottata da mo', se proprio proprio.
Ci siamo già capiti.

Ora lo spieghiamo agli uomini etero e alle donne gay.

Per quel che dicono sul grano concimato coi cadaveri appena fuori dalle favelas?
Ma va là!

Per le dichiarazioni omofobiche o scioviniste di Guido Barilla?
Ma va là!

Il vero crimine della Barilla è aver distrutto Banderas nell'immaginario erotico - femminile e non  - mettendolo a fare biscotti affiancato da due galline.

Ecco che c'è.

giovedì 26 settembre 2013

Non giudicare

Se fossi credente, avrei sicuramente chiesto al Papa di inserire questo comandamento (perché non c'è, vero?!). 
O meglio, lo avrei inserito a partire da una certa età: non giudicare. Anzi: non giudicare la mamma d'altri. 

Io, per carità, sono la prima che ama farsi due risate, vedo una sconosciuta coi calzini e i sandali e rido, a scuola davo i soprannomi ai professori e anch'io ho criticato le compagne (generalmente per invidia, chissà come mai gli sfigati non si criticano mai!). Ma... 

lunedì 23 settembre 2013

Fenomenologia della mamma: la Mamma "va tutto benissimo"

Non poteva che esserci Lei, questa settimana.

Dopo la Mamma "tu non puoi capire", ecco l'altra faccia della medaglia:

la mamma "va tutto benissimo".

La Mamma Va Tutto Benissimo, appartiene alla specie delle Negazioniste, che annovera altri esemplari di cui parleremo presto.

E' quella che risponde "va tutto benissimo" sempre, anche a cazzo caso, talmente è abituata a dirlo.
E lo dice così, tutto d'un fiato come fosse un'unica parola.
E lo ripete eh, aaaaah se lo ripete! Tipo mantra. Che alla fine quasi ci crede.
Lei.

Tu no.

Troppe ne hai viste. 

Che se quando avevi appena partorito potevi anche cascarci, prima che il neonato regga su la testa già le riconosci al volo. Sì, perché, ammettiamolo, la prima volta che incontri una neomamma che alla domanda: "come va?" risponde "va tutto benissimo" e non "di merda", non sai che mente.
Ma non lo sai perché non dormi dal 1987, perchè anche mi' nonna capirebbe che quelle occhiaie che continuano oltre la mascella significano qualcosa.



Quando incontri la seconda - o la terza, se sei particolarmente tarda - capisci.
Sì perché una donna che non si siede sulla panchina ai giardini, no, ci s'accascia senza vedere la cacca di piccione ancora fumante, non è che stia proprio un fiore, nonostante  dica, svenendo sulla panchina, che

"va tutto benissimo!".

A quel punto, nonostante tu non dorma dal 1987 e porti con te la carta di identità perché hai difficoltà a ricordare il tuo nome e cognome, figuriamoci la data di nascita, capisci.
Te lo consentono quei due neuroni che sono riusciti a fare una pennica di 5 minuti mentre sedevi sul wc.

Ed è una rivelazione.
Mente!
Ti senti Rubbia per i 30 secondi che riesci a tenere a mente chi sia.

E così, eccola lì, la vedi, con i capelli (4) unti (e bisunti) e la coda, con la maglia taglia lottatore di sumo a pois bianchi...no, spetta, non sono pois, sono macchie...rigurgiti...è ciondolante, un po' come te, sì, e con l'occhio semichiuso...come te, sì.
Ora, però, che succede? Si rianima!
Eh sì, perché ti ha visto.
E dopo i 15 minuti che occorrono ad una neomamma per riconoscere anche suo marito, ha capito chi sei.
L'occhio torna vispo manco avesse visto George Clooney non dico vestito, ma nudo, e prima ancora che tu finisca di dire "Come v..." lei spara tutto d'un fiato:

"Va tutto benissimo".

Seeeeeeeeeeee!
Ti si legge in faccia.
Se la trovi la faccia, una volta scostate le occhiaie.

La "va tutto benissimo" usa fare spesso un'aggiunta terribile alla frase che la caratterizza.

Dai, che lo avete già capito.

Dopo il "va tutto benissimo" spesso indica con un gesto fulmineo quanto quello di un bradipo in letargo il bambino e aggiunge, con aria soddisfatta, le seguenti tremende parole:

"è bravo!".

Di solito quell' "è bravo" segue frasi tipo:

"oh sì dorme un'ora ogni notte e sta sveglio due...è bravo!"
ah che culo!

"è un mangione, non mi fa penare, eh! Pensa, mangia un omogenizzato di frutta in 3 giorni, è bravo"
sì, un ghiottone!

"sì, dorme, è che di notte gli pigliano le coliche alle 2 e urla che ieri il padrone del night sotto casa m'ha suonato che faceva casino, ma non è colpa sua...lui è bravo...è che ha le coliche!"

"sì mangia, è che ha problemi di reflusso, sai, dopo la poppata rigurgita un pochino...ieri ha investito la pediatra con un fiotto ancora quando eravamo in sala d'attesa, ma non è colpa sua, lui è bravo, è che ha il reflusso". 

Sì, no, è che anche un serial killer che ha ucciso 65 persone è un po' disturbato, no, non è colpa sua, lui è bravo.

La "mamma va tutto benissimo" è quella che poi il figlio cresce un pochetto e la trovi al nido, ridotta uno schifo, la scambi per la nonna del pupo tanto che stai per darle del lei e poi intravedi sotto quello che non è shatush, ma trasandatezza, lei.

Lei che ha talmente perfezionato la tecnica che ormai neanche chiedi come va, perché basta dirle:
"Ciao!" che lei risponde tipo automa "Va tutto benissimo! E a te?"

Poraccia.

La mamma "va tutto benissimo" è capace di dire che il mondo è rosa e gli uccellini cinguettano anche quando la bambina gronda liquami fetidi dal pannolino e lei cerca disperatamente un appoggio per poterla cambiare.

E' lì, nella cacca più piena e non in senso metaforico, con le mani immerse nella cacca, con le braccia immerse nella cacca, coi suoi  vestiti pieni di cacca. Insomma, nella cacca. E tu pensi che sia meglio non chiederle come va o come sta, ma ti vede, dunque la saluti e osi chiedere:
hai bisogno di qualcosa? posso darti una mano?

no, no, grazie, che vuoi che sia? va tutto benissimo!

sì, in effetti si vede.

E cacati allora.
Tanto per restare in tema.

Non va tutto benissimo,.
Non va spesso un cacchio bene e non è che se lo neghi andrà meglio.

Siamo in tante nella cacca sia in senso metaforico che non.
Tante e tante volte.

Possibile sia così difficile dirselo?

domenica 22 settembre 2013

Tortèl di patate: foto-ricetta di una cena trentina


E' da un po' che volevo scrivervi la ricetta del mio piatto preferito.

E' un piatto  tipico trentino, più precisamente della Val di Non.
Io, che non sono trentina, l'ho scoperto per la prima volta dopo diversi anni che vivevo qui: per me, che adoro le patate in ogni loro forma, colore e cottura (meglio se fritte), addentare il primo croccantissimo tortèl è stato come visitare il paradiso.

Queste "frittelle di patate" si accompagnano ad affettati e formaggio o con la tipica "carne salada" (una sorta di carpaccio salmistrato) e, come contorno, fagioli con cipolla e "capussi" (cavolo capuccio) affettati sottili e conditi con olio, sale e pepe.

Ci ho messo anni di tentativi prima di riuscire a riprodurre il Tortèl perfetto.
Ho sbagliato il modo di grattugiare le patate (troppo grosse), il modo di comporli, il modo di friggerli.

Alla fine, ho trovato la ricetta perfetta, che ora condividerò con voi.

Non vi sono vere "dosi", è una ricetta talmente semplice che va fatta "ad occhio", ma vi riporto comunque le quantità usate nella foto-ricetta. Considerate che abbiamo mangiato in due, ed ho pure aggiunto 2 ulteriori patate (quindi 6 in totale) perchè mi sembravano pochi.
Ma io con tortèi non ho alcun limite.
Circolano divertenti storielle sulle mie abbuffate e record mondiali, che vi risparmio volentieri.

Comunque, dicevo, gli ingredienti sono basilari: 4 patate, un cucchiaino di sale, 1 cucchiaio e mezzo di farina, olio per friggere.

Pelate le patate (e fin qui direte, ci potevate arrivare anche senza foto).


Se avete il bimby, mettete già a scaldare l'olio, perchè è un attimo. Se non lo avete, iniziate col grattugiare le patate, con grattugia da formaggio per capirsi.. è il lavoro più noioso, lo so.

Avete finito? Ora potete mettere a scaldare l'olio.

Se invece avete il bimby, mentre l'olio si scalda per bene, mettete le patate in pezzi grossolani nel boccale. Bastano 5 secondi a velocità 9.
Dovrà risultarvi un composto così.



Con la grattugia, il composto tende a rilasciare un po' d'acqua, strizzate quella in eccesso.
Aggiungete a questo punto il sale (per 4 patate, un cucchiaino scarso, ma fate a vostro gusto) e la farina.  Io per 4 patate ne ho messo un cucchiaio e mezzo. Se il composto è acquoso mettetene un pochino di più, ma non esagerate. Qualcuno mette anche il pepe, ma a me piacciono basic.

Appena l'olio è ben caldo (attenzione, è fondamentale! fate una prova con un pizzico di composto, deve sfrigolare per bene) potete iniziare ad aggiungere il composto, formando i tortèi a cucchiaiate

si lo so, la foto fa schifo, ma non potevo bruciare l'olio per voi, no?

Usate una o due cucchiaiate per ogni tortèl, e poi appiattite col cucchiaio.








Ora non toccateli finchè non si forma una bella crosticina croccante sotto. Non abbiate fretta, se li girate troppo presto, disfate tutto.






Appena sono ben dorati da entrambi i lati, metteteli in un piatto con abbondante carta assorbente per asciugare l'olio in eccesso.

Ed eccoli qui, in tutta la loro splendida croccantezza














la tipica carne salada trentina











Accompagnateli con affettati, carne salada e formaggi. Come contorno, fagioli borlotti con cipolla (io li faccio scaldare 5 minuti, si ammorbidiscono ed insaporiscono per bene) e capussi. 

E ovviamente, una bella birra ghiacciata o vino rosso ad accompagnare il tutto.






Bon appétit!

venerdì 20 settembre 2013

Quale sport per i nostri bambini?

Ai miei tempi, cioè mille anni fa o giù di lì, i genitori medi iniziavano a chiedersi se fosse il caso di far scegliere uno sport ai propri figli indicativamente alle medie, quando i bimbi cinesi o russi già gareggiavano per le olimpiadi.
Ora siamo forse all'eccesso opposto, i genitori iniziano a pensarci quando il figlio è ancora al nido. Ovviamente corsi da coordinare con quello di musica, di canto e di recitazione.

Io ci sto arrivando ora, con Mirtillo Malcontento (ah, non vi ho ancora detto che Ragazzo ora si chiama Mirtillo Malcontento? beh, ve lo racconterò alla prossima puntata), 5 anni compiuti ad agosto, ultimo anno di materna.


Mi sentivo già in ritardo, ma mi son consolata. La maggior parte dei corsi è rivolta ai bambini delle elementari, o anche dai 7 anni e oltre.

In genere, le attività per i bimbi della materna sono solo propedeutiche, più un gioco "travestito" da disciplina sportiva.

Mio figlio non mi dà l'impressione di essere particolarmente portato per gli sport. Lo trovo generalmente pigro, preferisce di norma stare in casa e per uscire devo insistere...ok, lo so cosa state pensando. Sì, sarà genetico.

Ma proprio per questo credo abbia bisogno di stimoli.

L'unica cosa per cui dimostra un certo interesse, sono capriole & co, per cui subito ho pensato ad un corso di ginnastica artistica, anche considerato che nel mio paesello c'è un club davvero ottimo, che sforna bravissime atlete.

Ops, atletE. Sì perché, con mio discreto disappunto, ho scoperto che ammettono solo bambine. Non ho ancora chiamato per capirne il motivo, ma l'idea è già abbandonata in partenza.
Ho quindi iniziato ad informarmi su quale sport potesse essere il più adatto per un bimbo agli esordi, e mi hanno subito detto che, per bimbi molto piccoli, meglio evitare sport con attrezzi (calcio, pallavolo, tennis ecc): è preferibile optare per un'attività che sviluppi il corpo in armonia (ad esempio, NO il tennis) e che prepari, potenzialmente, ad ogni tipo di sport, che potranno scegliere più consapevolmente alle elementari.

Intanto, per spronare il pigro pargolo gli mostravo bimbi all'opera in varie discipline sull'immancabile youtube: ovviamente cosa lo colpisce di più? Tennis o basket.

Perfetto.

Lo convinco che è ancora piccino, e proseguo nella ricerca.

Scopro che l'ideale è un corso di ginnastica, nuoto o, udite udite, di arti marziali.

E questa ultima era la mia preferenza assoluta.

Sì, perché ho imparato che nei corsi per bimbi di Judo o Karate, si creano basi armoniche che saranno utili qualsiasi sport si scelga in futuro.
In più, e questa era la cosa che più mi attirava, si insegna il rispetto per l'avversario (che di questi tempi male non fa...) e si sviluppa la capacità di concentrazione. Potenziano inoltre disciplina, coraggio e autocontrollo e insegnano a pensare rapidamente in condizioni di "pericolo" mantenendo lucidità.
Perfetto, direi.
Peccato che gli facesse schifo, da quello che vedeva online.

Ovviamente deve trattarsi di uno sport che il bambino abbia voglia di fare. Il fatto che si diverta è la prima cosa da appurare!

Caso vuole che nelle vicinanze si svolga una manifestazione proprio volta a far conoscere le diverse associazioni sportive: domenica quindi, in una giornata purtroppo piovosa, andiamo a vedere cosa ci offre il territorio.

C'è un po di tutto, siamo fortunati: ginnastica, atletica, arti marziali, hockey.
Purtroppo, il corso di judo, che parte dai 3 anni, è off limts per noi per questioni di orario: è dalle 17 alle 18, e già arranco per arrivare alle 17.30 a prendere entrambi. Escluso.
Quello di Karate, dalle 18, parte dai 7 anni.Niente.
In più, come dicevo, non gli piaceva per nulla. Peccato.

Indovinate per cosa ha optato??

Lo scoprirete fra 2 settimane...

(link al post)

mercoledì 18 settembre 2013

Auguri Lucia

Non guardo il telegiornale da secoli.
A dirla tutta, non vedo la televisione da secoli. Non è snobismo, o forse sì, non so. Io dico sempre che credo sia mancanza di tempo. Ma chissenefrega.
Comunque, dicevo, questo mi permette di scegliere su cosa informarmi. Non mi piace farmi vomitare addosso notizie che non mi interessano e sentire scivolare via quelle che credo meritino approfondimento.

Così, quando voglio posso,  faccio come tanti: apro  un giornale, che sia di carta o sul web, e leggo.

E ricordo bene quando lessi un titolo agghiacciante che troneggiava su una foto di una donna.
Strideva quel titolo.
Tanto, troppo orrore vicino a tanta bellezza.

lunedì 16 settembre 2013

Fenomenologia della mamma: la mamma “tu non puoi capire”

Per questo rientro dalle vacanze, mentre i nostri figli lottano con pasti volati dalla finestra, pipì addosso, ciucci persi e vomitate addosso dei compagni (a me non è mai successo, ma son sicura che capiterà), eccoci di nuovo qui. La fenomenologia riparte, e lo fa con una mamma un tantino fastidiosa, quella che non ti dà nessunissima soddisfazione, quella che tu potresti aver vinto il premio “mamma dell'anno, del secolo, di sempre” consegnatoti direttamente dalle mani del Dalai Lama o di Nelson Mandela poveretto o in mancanza loro di Barack Obama, che comunque lei ti direbbe solo e sempre questo.

Tu non puoi capire.

venerdì 13 settembre 2013

Giornate di ordinaria follia (da mamma)

Non mi piace lamentarmi. Forse, se fossi una che si lamenta, non potrei fare la vita che faccio. Ad ogni modo, stasera ne ho proprio bisogno, perché non riesco a trovare nemmeno la forza di godere del venerdì. 
Sapete quando accumulate, accumulate, accumulate, e poi all'improvviso tutto crolla? Mi sento proprio così. 
Martedì mio marito è partito per gli Emirati Arabi. Mercoledì mattina mi alzo, mi preparo, sveglio le bimbe: una insolitamente piena di pipì (la grande), una insolitamente piena di cacca (la piccola). Cambiale, fai la doccia ad entrambe, togli lenzuola e tutto il resto (la lavatrice non puoi nemmeno programmarla perché è nuova e rischia di perdere a causa di una guarnizione, quindi pensi a quando la sera dovrai lavare e stendere chili di roba), accompagni una a scuola sul filo della campanella, l'altra al nido arrivando sudata marcia, vai a lavorare, torni c'hai una che urla perché è stanca, l'altra perché vuole attenzioni, poi una rifà una cacca di quelle che devi cambiarle anche la pelle (la piccola, of course), poi cucini, lavi, stendi, supercazzoli ed è giovedì, e la piccola è di nuovo piena, e rilavala, e riaccompagnale, e ritorna sudata. 
E va beh, piccole cose che capitano.

giovedì 5 settembre 2013

La rentrée parigina... volume due

Non posso credere che sia già passato un anno da quando scrivevo della rentrée parigina. Di questa specie di mito che aleggia nell'aria - la rentrée c'est ci c'est là - che coincide con il ritorno a scuola. Martedì 3 sono rientrati tutti, la P1 al primo giorno di materna dopo un anno di scuola privata e la P2 al suo secondo anno di nido. Pronti, attenti, boom! La P1 ha iniziato il tempo pieno, 8.30-17.30 già dal giorno dopo, la P2 ha iniziato subito. 16 mesi, e così, tutto il giorno al nido. Va beh, alla fine meglio per me.
Io sono alle prese con la Mostra di Venezia, e dopo il loro rientro, sabato scorso, le ho viste pochissimo. Inutile dire quale atmosfera si respiri. La sera torno e spesso mi devo mettere a scrivere di red carpet, trecce e affini. Ma va bene, mi piace. A loro un po' meno, mi sa. Soprattutto quando la domenica, al primo giorno a casa, la P1 mi fa: perché vai a lavorare sola, mamma? Non puoi restare con me? Non c'è altro da aggiungere, direi. 
Come le dirò che suo padre, tra poco più di un mese, partirà per un paese lontano lontano, e lo vedremo solo ogni due mesi? Questa è la novità: parte in missione, per un progetto, in Pakistan. Non c'è altro da aggiungere nemmeno qui, direi. 

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