mercoledì 30 ottobre 2013

Riunione all'asilo in pillole

Riunione dei genitori all'asilo.

Riflessioni, constatazioni, considerazioni, istruzioni per l'uso:

a) assicurarsi di avere lo smartphone carico e/o un giornale/libro/e-reader.

Sfoderarne uno alla volta, se del caso tutti insieme, davanti a quei genitori che attendono queste riunioni per avere una platea. Cosa dire a questa platea  per loro poco conta.

Fatevene una ragione: questi genitori esistono.

Potreste sparargli un colpo in fronte.

O, in alternativa un po' più peace and love: 

twittate, commentate il blog 50sfumaturedimamma, fate la lista della spesa, assicuratevi che Belen sia sempre figa, la Fico sempre diversamente intelligente, mandate un sms erotico al marito in uno slancio di ardore...tanto poi vi addormenterete alle 9 e non se ne farà nulla: non c'è rischio, dovreste saperlo, ormai.

lunedì 28 ottobre 2013

Fenomenologia della mamma: la mamma esaurita

In fondo, in ognuna di noi, c'è un po' di mamma esaurita.

C'è quando, con un neonato piccolo, bruciamo i biberon lasciati nell'acqua bollente a sterilizzare (l'unica volta in cui ci ricordiamo di farlo).

C'è quando mettiamo la supposta di Tachipirina 200 alla piccola di 8kg.

C'è quando lasciamo la candeggina aperta e ritroviamo l'unenne che se la porta pericolosamente alla bocca con quel sorrisino del tipo “guarda mamma, ti faccio perdere cent'anni di vita!”.

giovedì 24 ottobre 2013

La rappresentante di classe

(NDA: state già ridendo?
O non ridete perché lo siete, delinquenti?!)

Il primo incontro ravvicinato con il soggetto in questione avviene con quel cartello che d'un tratto compare i primi giorni d'asilo e convoca un'assemblea il cui ordine del giorno è più o meno questo:

- frizzi e lazzi
- lazzi e frizzi
- elezioni delle rapppresentanti di classe
- varie ed eventuali

Leggete "elezioni delle rappresentanti di classe" e vi vengono alla mente ricordi non troppo definiti di vostra madre che impreca contro le maledette elezioni cui tocca andare dopo una giornata di lavoro  o di quella volta che l'avevate accompagnata alla riunione e quasi in preda ad isteria diceva qualcosa del tipo:

"Ommmmioddddio! Lo sapevo che non dovevo venire! Ora siamo in 3, merda! E se non si candidano quelle 2 tizie...sono fottuta.".

E voi, anime candide, pensavate:

"e che sarà mai?! Che lagna 'sta madre!"

Bene.

Ora tocca a voi.

E non pensate più "e che sarà mai?!".
No.
Pensate una cosa tipo:

"ecco da chi ho preso la mia proverbiale raffinatezza espressiva!"

No, ops, questa è una riflessione acuta, ma non c'entra. Dicevo, pensate una cosa tipo:

"merda, se non si candidano quelle due sono fottuta".

Vi ricorda qualcuno?

Ai tempi in cui eravamo figli, forse, era più facile, o forse no.
In fondo, oggi, ci sembra che molte cose allora fossero più facili per le nostre mamme...ma, forse, in parte è che noi eravamo i figli...o forse no, perchè le richieste e le pretese non erano poi molte, i mezzi per contattarsi pochi, insomma esisteva più possibilità di fingere di non sapere qualcosa o di non avere ricevuto un avviso.

La fuga era più facile.

Oggi, care mie, siamo fottute.

Non so come funzioni da voi, ma all'asilo pop, siamo circondate.

Le candidate rappresentanti alle elezioni sembravano esseri mansueti, un po' ciondolanti per la timidezza, un po' sprovvedute, sembravano candidarsi per fare un favore, per solidarietà.

Falso.
Mentivano.
Volevano disperatamente diventare rappresentanti.
E ci hanno fregate.

Hanno una lista contatti che manco il KGB ai tempi d'oro di Madre Russia.
Siamo tutte in lista. Tutte, eh! Schedate che nemmeno quando a farlo erano i carabinieri e avevamo 16 anni e okkupavamo-skuola.

La lista comprende nome cognome indirizzo telefono di casa cellulare telefono di lavoro e, soprattutto, la mail.
La mail.
Mai usata tanto la mail personale.

"le maestre chiedono carta, grazie a chi potrà provvedere" inviato da Iphone ore 8.20
"le maestre chiedono bicchieri, grazie a chi potrà provvedere" inviato da Ipad ore 15.50
" le maestre chiedono salviette, grazie a chi potrà provvedere" ore 17.50
"si avvisa che a breve ci sarà una riunione per presentare la nuova insegnante" ore 23.35

E noi  mamme eseguiamo.
Funziona tutto perfettamente.

L'indomani tutti carichi di salviette che potrebbero pulire 8000 culi, bicchieri che nemmeno alla sagra del vin brulè, tanta carta che una fetta d'Amazzonia non c'è più e stamane c'è già un mezzo grado in più: aumentato il CO2.

Fantastico.

Da voi è così?

Sono assatanate.
Nulla le ferma.

Un venerdì notte mi è arrivata una mail.
Ore 02.45.
Hanno avuto la geniale idea di far organizzare ai genitori la festa di fine anno. Wow! Facciamo anche le recite, con tanto di ruoli da assegnare.

Mi capirete, io lo so.

Leggo la mail e la ignoro.

Ma proprio tipo come se avessi letto una cosa orribile ed inaccettabile tipo un 3kg in più sulla bilancia

Impossibile.

No, perchè io alle feste ci vado con l'intenzione di bere, poggiare le chiappe su qualcosa di comodo e chiacchierare distrattamente con chi mi capita a tiro.

E mi piace così.
Voglio continuare così.
In eterno.
Fino a quando andrò alle feste in balera o al circolo del bridge a cavallo di un Tena Lady.

Quindi, capirete, ignoro la mail.

Il lunedì mattina ore 9 mi arriva una cazziata via Iphone: non hai risposto, ma so che hai letto. Noi ci mettiamo tempo ed impegno, potresti almeno degnarti di rispondere.

Inizio a scrivere una mail di risposta che non contenesse un vaffa esplicito, ma che avesse lo stesso senso.

Un vaffa coi fiorellini.

Poi quel buon uomo di Bronto mi fa ragionare.

Ha ragione.

Pore donne, quanto tempo perdono per stare dietro a tutto!
E sono molto efficienti, mentre in molte scuole le mamme non sanno neanche chi siano le rappresentanti da tanto se ne sbattono.
E, insomma, avresti anche potuto rispondere a sta benedetta mail!

Ok.
Sono io che parto sempre in quarta. 
Ok.

Ooooooohm

"Scusami se non ho risposto subito, sono stata un po' impegnata. 
Va benissimo quello che volete fare,  ma non parteciperò attivamente. Pardon!"

E... 
Niente...

Oggi di nuovo.

Sì,  rappresentanti,  perdete tempo.
Sì,  avete 85 figli.
Sì,  lavorate 48 ore su 24.
Sì,  siete er mejo, siete mejo de uonderuoman, sì. 



Ma ve l'ha ordinato il medico con l'imodium per la diarrea di prendervi 'sto peso?















lunedì 21 ottobre 2013

Fenomenologia di... Peppa Pig

Oggi non ho voglia di ironizzare sulle mamme, poveri esseri bistrattati.
Per cui sparerò contro la croce rossa: Peppa Pig.

Peppa Pig o la ami o la odi.
Di solito, la amano solo i bambini, ma ho sentito anche qualche mamma entusiasta, credo più per il potere ipnotico-sedativo del cartone che per i benefici pedagogici.

In ogni caso, se anche hai iniziato amandola, prima o poi la odierai. Credi a'mme. Dopo giorni, settimane, mesi di siglette e canzoncine e vocine isteriche la odierai, oh se la odierai.


Io, per non sbagliare, l’ho odiata fin dal primo istante.

Vogliamo parlare dei nomi? Tutti tradotti in italiano (perdendo così le assonanze di lettere tra bestia animaletto e nome (Susy sheep, Freddy Fox, Rebecca Rabbit, Candy Cat …), tranne i protagonisti. Loro restano nella versione madrelingua, Pig. 
Ok, Peppa Maiala sembra più una imprecazione toscana, Peppa (la) Porca la troveremo probabilmente in film di altra natura, Porca Peppa è ugualmente inadatto, certo: diventerà la mia imprecazione preferita al posto di Santa Polenta. Ma allora perché non tenere tutti in inglese?

Altra cosa che trovo incomprensibile è la topografia (per restare in tema di animali): tutte le case si trovano in cima a delle colline scavezzacollo. Se non altro, ogni volta che gli amati pargoli ci si buttano giù in bicicletta, si ha la speranza di essersi liberati almeno di una specie. Invece no, ne escono sempre tutti incredibilmente sani e salvi. Non ci resta che sperare che almeno non vengano imitati dai nostri figli (perché con le pozzanghere, i grugniti e i rutti, abbiamo capito che imitano bene, vero?).

Io, ne detesto anche la grafica, totalmente in spregio alla profondità, alla prospettiva (sto naso di traverso proprio non lo tollero), e alla logica: avete visto l’ufficio di Papà Pig, l’unico giorno che ha lavorato in vita sua? Da fuori era un monolocale, ma inspiegabilmente ci entravano in mille. O la tenda canadese dove non sarebbe entrato neanche il mio gatto, ma son riusciti a dormirci sereni 3 maiali (tre, perchè il grasso padre, almeno lui, l'hanno lasciato fuori).

Ma veniamo alla famiglia protagonista.
Peppa. Quella vocina insopportabile per me è già una motivazione più che sufficiente per chiuderle la bocca con un po’ di aromi e patate e accendere il forno. 
E, se non bastasse la voce, è pure saccente, presuntuosa e vanesia. 

Ma il resto della famiglia non è da meno.

Il più simpatico è forse Papà Pig: almeno, ha un che di imperfetto da renderlo accettabile a noi poveri comuni mortali. Talmente grasso che viene bellamente sfottuto da chiunque, compresi i figli (ma lui pare non rendersene conto), è convinto di avere sempre la soluzione in tasca, ma immancabilmente viene smentito, tanto che ormai nessuno lo sta più a sentire. 
E’ capace di perdersi a casa sua, si sfracella regolarmente cadendo da alberi che anche un pollo avrebbe capito non potevano reggere la sua mole, non sa trovare un motore nel camper… insomma, diciamocelo, un perfetto idiota.

Il fratellino George è diversamente intelligente. Deve avere due anni su per giù, ma sa dire una sola parola: Dinosssauro!!! Probabilmente è nel pieno dei terrible two perché piange e strepita per ogni sciocchezza, tanto che farei volentieri un po’ di posto in forno vicino a sua sorella Peppa. Ma i genitori, serafici, non ne sono in alcun modo disturbati (ma una logopedista, no?)

E lei, Mamma Pig, è la peggio. La sempre odiata e temutissima Mamma Perfetta in sembianze di porc maiala.
Di una calma serafica ma irritante: sapete quelle persone -beh, persone..- che sono talmente calme da riuscire a farvi innervosire all'istante? E rianimati un po’ per la miseria!! Hai un marito demente, un figlio che segue la strada del padre, una figlia insopportabile, insomma, motivi per essere scazzata ne hai un bel po’, no? (per me ha un amante, su qualche collina, probabilmente Hugh Horse..).
Sempre sorridente e calma, anche quando la figlia si lancia col vestito buono in un lago di sterco e fango.

Ma, pensandoci, certo che son tranquilli ‘sti 4 maiali: se ci fate caso, non fanno ‘na mazza da mattina a sera. Il massimo dello sforzo cerebrale è capire che spegnendo un pc forse si risolve uno stallo.
Sarei calma pur'io (forse).

Eppure, ai bambini piace.
E credo che a loro piaccia per gli stessi identici motivi per cui la detesto io: i colori accesi ed elementari, i disegni facili, le vocine fesse, il buonismo imperante.

Il che la dice lunga sulle differenze di vedute: se gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere, certo i bambini vengono da Saturno!

 E voi, lo odiate o lo amate (per ora...)?



giovedì 17 ottobre 2013

La profezia che si auto-avvera (ma è nato prima l'uovo o la gallina??)

Prima delle vacanze estive avevo avviato l'iniziativa "redenzione mamma mostro".
Essendo consapevole (dicono sia già qualcosa....) di essere una pessima madre, avevo deciso di non rassegnarmi all'ineluttabile destino, ma di cercare di porvi rimedio fattivamente, con piccole iniziative: meno TV, meno Tablet, più giochi assieme...
Non ho ripreso, poi, la "rubrica" non per dimenticanza, poca voglia o altro ma per una sorta di rassegnazione.
Non ha funzionato.
Sono pessima, non migliorerò mai.
O almeno, non migliorerò da sola.
Quindi, ho deciso che mi rivolgerò ad un esperto di psicologia infantile per chiedere di aiutarmi in questo difficile compito di genitore, che mi riesce così male.

mercoledì 16 ottobre 2013

E' giusto pagare 500€ per una sculacciata?

In questi giorni, in Francia, è aperto il dibattito sul padre di Limoges che, colpevole di aver dato un fessée - una sculacciata - al figlio sulla chiappa nuda, ha dovuto pagare 500€ di multa. 
A portarlo davanti al giudice è stata la moglie, con la quale è in corso una separazione non proprio facile. Ci sarebbe proprio questo alla base dell'esasperazione del padre che, in questa faida familiare e col figlio che non gli rivolgeva parola da giorni, ha sbroccato. 

Qui trovate l'articolo in francese, e qui in italiano.

Come sempre succede, la folla si divide: è giusto giudicare un uomo che ha tirato una sculacciata al figlio? E' giusto che paghi una multa? E' giusto che qualcuno che non vive nella sua famiglia si intrufoli nella loro intimità e decida cosa è giusto e cosa è sbagliato, e dove si trova il limite di certi comportamenti?

domenica 13 ottobre 2013

Fenomenologia della mamma: la Mamma Vip


La categoria delle Mamme Vip vanta molti esemplari, diversi a seconda del mestiere che fanno
la Gnocca, l'Iperimpegnata, la Nulla è cambiato e tante tante altre.

Tutte queste hanno in comune qualche tratto.

In genere la Vip annuncia la gravidanza quando ancora sta solo pensando di mettere in cantiere il pargolo, spesso non sa nemmeno chi sarà il padre, ma è avanti, si sa.

La Mamma Vip pubblica ecografie in ogni dove, tanto che abbiamo visto più eco di suo figlio che del nostro.

Se fa parte anche solo lontanamente del mondo dello spettacolo, state pur certe che vedrete foto di panze che crescono ovunque per mesi, tanto che la durata della sua gravidanza vi parrà protrarsi più a lungo di quella di un'elefantessa.

venerdì 11 ottobre 2013

Sapete che c'è? C'è che ce li meritiamo

E' in programma una cena aziendale/di studio/amish chiamatela come volete, tanto la mia voglia di esserci è pari a quella di farmi fare un clistere a prescindere da come la vogliamo chiamare.

Sono convinta da tempo di avere molte colleghe che quando Dio distribuiva il cervello erano a farsi dare lo smalto da Sephora. 

Sono convinta di avere molte conoscenti che quando Dio distribuiva il cervello erano in coda ad aspettare che le mie colleghe finissero di farsi dare lo smalto da Sephora. Le peggio.

Poi ci sono molte, moltissime altre donne, grazie a Dio. 

Queste, quando Dio distribuiva il cervello c'erano, ed erano anche riuscite a farsi dare lo smalto, sì, e da Chanel, of course, prima di accaparrarsi il loro cervello e quello delle colleghe e delle conoscenti di cui sopra.

Le Collegastre non finiscono mai di stupirmi.
Ma mai eh!
E non è che io mi stupisca poi tanto facilmente...la qual cosa le rende preziose. 

Le Collegastre sono quasi tutte madri. 
Ahinoi.

Hanno quasi tutte più di un figlio. Ahinoi ma anche ahiloro.

Hanno quasi tutte un marito o un compagno. 
Ahiloro e basta. 

E si meritano tutte il Croods che si sono sposate o, a qualunque altro titolo, prese in casa.

Lo so che il mondo è fatto anche di donne e di uomini che non praticano più la pittura rupestre da un poco, ma ve lo devo dire: i Croods esistono. 
Sono tra noi.

E mi fanno paura.

Il catetere - altrimenti detto cena aziendale/di studio - era stato fissato per un venerdì sera.


mercoledì 9 ottobre 2013

36 ore (o storia di un ricovero)

36 ore.
36 ore senza dormire.
36 ore senza lavarmi i denti.
Senza lavarmi, punto.
36 ore senza pettinarmi, senza truccarmi.

Questo succede se avete un marito non esattamente sveglio e vi tocca un ricovero improvviso.

lunedì 7 ottobre 2013

Fenomenologia della mamma: la Mediomum

Abbiamo parlato di tante mamme. Di quelle smemorate. Di quelle perfette. Di quelle mostro. Ma c'è qualcuno che non rientra in nessuna e in tutte queste categorie : la mediomum.
La mediomum non è una mamma medium. Non ha super poteri. Non prevede il futuro e non parla con i morti. E' una mamma normale, punto.

giovedì 3 ottobre 2013

Lampedusa: siamo solo nati al di qua.

La differenza tra una vita dignitosa ed una di stenti, la fa solo la parte di mondo in cui si nasce.


credits by oggi.it


La stessa differenza tra la vita e la morte, in fondo, la fa solo la parte di mondo in cui si nasce.

A volte, poi, la differenza tra la vita e la morte può farla l'essere coraggioso o l'essere disperato al punto di provare a cambiare parte di mondo.


A volte il coraggio o la disperazione che ti fa decidere di provare a cambiare parte di mondo può venirti dal bambino che hai in grembo o dagli occhi del bambino che hai partorito.

Io  non lo so cosa potremmo fare o quale sia la cosa da fare per fermare questo orrore.
So che non sempre è possibile avere un'idea compiuta su una questione e, in questo caso, non ce l'ho.


L'unica cosa che so è che noi siamo quelli che raccolgono i cadaveri di uomini, donne e bambini  e non siamo invece i cadaveri che vengono raccolti solo perché il cielo, o chi per esso, ha voluto che nascessimo al di qua del Mar Mediterraneo.

Ecco...

ricordiamocelo.


Non abbiamo meriti, non siamo migliori o peggiori.


Siamo solo nati dalla parte giusta del mare.


martedì 1 ottobre 2013

In memoria della piccola Fiona, 5 anni

Nel maggio scorso, mi si era quasi fermato il cuore leggendo della piccola Fiona, 5 anni. Una domenica pomeriggio, mentre giocava al parco con la sorellina di tre, nella provincia di Lione, la sua mamma venticinquenne, incinta di sei mesi, si era assopita per una ventina di minuti. Al suo risveglio, Fiona non c'era più, e nessuno sapeva dirle dove fosse andata. 
O con chi fosse andata.
Pensavo alle mie due P, che in quel periodo andavano spesso ai giardinetti con la loro vecchia tata che, forse ve l'ho detto, era un pochino sbadatella (oltre ad avere spesso con sé la figlioletta di un anno). La sera faticavo ad addormentarmi, pensando che qualcuno, in un attimo di distrazione della tata, avrebbe potuto portarmi via una delle mie bimbe. Delle mie preziosissime bimbe.

Mossa da sincera compassione e immedesimandomi in quella mamma – come si fa a non provare pietà per una povera ragazza che, stremata da due bimbe piccole ed una gravidanza, si è addormentata su una panchina ? Chissà quante ne ha passate... - cercavo spesso informazioni sulla piccola Fiona. Tornata dalle vacanze, sapevo che non l'avrebbero ritrovata, ma mi chiedevo se questa mamma avrebbe mai avuto una risposta, anche la più difficile da sopportare.

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