lunedì 23 dicembre 2013

Fenomenologia della mamma: la mamma Social

È quasi Natale, siamo tutti più buoni, quindi vogliamo smorzare le luci e stelline che vi circondano e abbassarvi la glicemia con un po' di sana cattiveria, che colpirà un po' tutte noi: oggi parliamo della mamma Social.
So che mi odierete dopo questo post, quindi Anna e Klarissa, continuate pure senza di me dopo i linciaggio pubblico!


Sarà che è la fine dell'anno, che siamo tutti stanchi ed io di più, sarà che il Natale non è il periodo che preferisco, ma devo ammettere che ultimamente accedere ai vari social mi fa venire l'orticaria. Cosa di meglio quindi che sfogarsi qui pubblicamente?



La mamma Social è, ovviamente, quella mamma che è (onni)presente sui vari social: Facebook, Instagram, Twitter, Pinterest.



La mamma Social si suddivide a sua volta in più sottocategorie: io ho individuato queste, ma aiutatemi ad ampliarle!



La Selfie: questo tipologia di mamma social vi si propone con i suoi autoscatti a pranzo, cena e colazione, come un piatto di peperonata mal digerita. 

Pare quasi di vederla, girare per casa con l'iPhone in mano cercando di trovare la luce che la faccia apparire perfetta.
Si trova figa, fighissima, ma non lo ammette mai. 

sabato 21 dicembre 2013

Libri per bambini: i consigli di una libraia speciale, Ilaria

Quelli che...il libro, la libreria di Ilaria

Alle prese con gli ultimi regali di Natale?
Cosa c'è di meglio, per un bambino (ma non solo) di un bel libro?
Ecco qualche consiglio da Ilaria, una libraia speciale, che ha fatto della passione per i libri e per i bambini, il suo lavoro.
E che ci racconta la sua storia.


Perché il desiderio di mollare tutto e aprire una libreria?
Un po’ il caso, un po’ il destino, ancora non saprei dire: verso la fine del 2012 la società per cui lavoravo come impiegata è entrata in una profonda crisi, e in pochissimo tempo mi sono trovata – come molti altri italiani – senza più una certezza lavorativa.
Esattamente in quei giorni, la mia libraia di fiducia ha esposto il cartello ‘Cedesi attività’.
 Quando mi sono trovata di fronte a quel cartello, qualcosa è scattato: l’avrei comprata io, quella libreria! 
Avrei avuto il mio piccolo negozio, venduto i libri che amo, accolto amici e clienti in una seconda casa fatta di colore, luci, consigli e gentilezza. 
 Tra la vista del cartello e la decisione definitiva non sono passate nemmeno 24 ore. 

La burocrazia italiana poi ha creato le sue solite lungaggine infinite, ma il 1° Febbraio 2013 ho finalmente potuto dar vita a quella che oggi è la mia piccola libreria.

Perché specializzarsi in bambini?
La mia è una libreria di varia, nata però fin da subito con un reparto dedicato al bambino che occupa praticamente più di due terzi della scaffalatura e del negozio.
 Libri, giochi, giochi didattici, abbigliamento eco&bio 0-24mesi e molto altro.
 Questa scelta non è dipesa solo ed esclusivamente dai miei studi (sono laureata in Psicologia, e specializzata in Psicologia dello sviluppo) ma soprattutto perchè ho da sempre un amore immenso per gli albi illustrati, specie per quelli dei più piccoli: ne ho sempre comprati e ne possiedo moltissimi.
 Quello che però non sapevo, prima di diventare libraia, era quanto i bambini possano essere, in assoluto, i clienti più straordinari: a volte timidi, a volte veri e propri terremoti, sempre sinceri in modo meravigliosamente spiazzante, sanno darti grandissime gioie e soddisfazioni, e ogni volta che tornano a trovarti portano con loro curiosità e affetto sincero!
Cos'ha la tua libreria di diverso, cosa senti di poter offrire?
 La mia è una piccola libreria, in una piccola cittadina.
Se cercate una grande libreria di catena in cui perdervi, purtroppo non è il caso di Quelli che il Libro.

Ma se invece cercate un sorriso e un saluto appena entrati (e dopo un anno mi piace moltissimo poter salutare per nome quasi tutti i miei piccoli clienti!), un consiglio sincero e attento su un libro o un regalo da fare (Si, i libri per bambini li ho letti e li leggo sempre tutti), un piccolo tavolino su cui colorare, un mega tappetone a puzzle su cui gattonare o mostrare a tutti quanto siete bravi a fare le capriole, tanti libri ad altezza bimbo da poter leggere e sfogliare insieme, e una caramella al succo di frutta prima di salutarci… beh, ecco, questa è la mia libreria.
  
E tu cos'hai di diverso dalle altre libraie? 

Ilaria
Credo di essere proprio come tutte le altre libraie che amano il lavoro che fanno: dedico il 100% del mio tempo, dei miei pensieri, delle mie energie alla libreria, e ai diversi piccoli progetti ad essa collegati, e nonostante sia un periodo veramente difficile per tutte le attività commerciali italiane, soprattutto per le più piccole come la mia, tengo duro e guardo avanti con fiducia e speranza. Trovo che basti davvero poco per rendere la ricerca di un libro un’esperienza piacevole: un sorriso, due chiacchiere, capire le esigenze del cliente e consigliare per il meglio, e il gioco è fatto.
  Organizzi qualcosa di speciale? Qualche appuntamento?
  Organizziamo spesso laboratori creativi per i più piccoli, presentazioni di libri e incontri con gli autori, letture animate con attrici ed illustratrici, e molto altro. Un esempio? Il 4 Gennaio avremo la lettura animata della “Fiaba dei Caldomorbidi” di Steiner, e seguirà un divertente e semplice laboratorio per bimbi dai 4 anni, in cui creare insieme i caldomorbidi per portarli a casa da mamma e papà. Con l’anno nuovo seguiranno molte novità, e a Febbraio poi festeggeremo anche il primo compleanno di Quelli che il libro; per tutta la settimana ci saranno eventi, regali, e molto altro, e io non vedo l’ora di coinvolgere clienti e amici in una festa speciale!
 In vista del Natale, ti va di consigliarci qualche libro? Per età, sesso, gusti... accettiamo tutti i consigli!
 Alcuni tra i libri che consiglio molto in questi giorni e che amo particolarmente sono:
  “A caccia dell’orso”, Ed. Mondadori (nonché Premio Andresen 2013)
  “Indovina chi viene a cena?”, Kite Edizioni
  “Canto di Natale”, Ed. Bur Rizzoli
  “Orso ha una storia da raccontare”, Ed. Babalibri
 “Il Natale della piccola renna”, Emme edizioni
 “Tilda Semedimela. Canto di Natale”, Ed. Sonda
 “Le favole più belle”, Ed. WhiteStar
 “Io…” e “Per sempre…” di Emma Dodd, Ed. L’Ippocampo
 “La valle dei mulini”, Ed. Terre di Mezzo
 “L’incredibile bimbo mangia libri”, Ed. Zoolibri
E molti altri…Ma fermatemi, perché altrimenti vado avanti fino a Capodanno!!!
Grazie mille per la vostra disponibilità, grazie ad Anna e a Klarissa per avermi contattata e per essere state tanto gentili da offrirmi quest’opportunità: è davvero importante per me far conoscere la mia piccola libreria e sono davvero felice di poterlo fare anche tramite il vostro sito!


Trovate Ilaria e la sua libreria qui:





giovedì 19 dicembre 2013

Niente regali a Natale (#seriesimpatia)

Per la serie sono simpatica e mi piace farmi volere bene, dopo il post sull'incapacità di badare al quattrino, passiamo alla moda del vietato festeggiare.
L'avete notata?

"Che regali di bello a Natale ai tuoi bimbi?"

"Nulla.
Il Natale è ormai mero e bieco consumismo,  sono contraria a questo stato di cose."

Motivazioni ricorrenti:
a) è un giorno come un altro, sono atea;
b) è una ricorrenza religiosa, non commerciale.

Mmmmbpfffff


mercoledì 18 dicembre 2013

A Parigi coi bimbi: Disney sul ghiaccio e brunch all'italiana

Lo scorso weekend è stato ricco di impegni per l'ineffabile trio di casa Anya. Invece di dedicarci alla spesa (eh già...) ci siamo date da fare approfittando della nostra bella Parigi. Sabato abbiamo organizzato un brunch tutto italiano, mentre domenica siamo andate a vedere Disney sur glace.

lunedì 16 dicembre 2013

Fenomenologia della mamma: la Mamma Protagonista

La Mamma Protagonista non si regge.
Non s'affronta proprio.

Non è innocua, no, lei appartiene alla specie delle Mamme Moleste.

La Mamma Protagonista è quella che già al parto, passata l'emozione, tornata in sé, si scoccia perché l'interesse è tutto per ciò che da lei è uscito e non per ciò che resta: lei.
Nessuno a dirle quanto è stata brava o che noti che già sta tornando in forma a 2 ore dal parto.
Non lo vedono?!

La Protagonista spinge la carrozzina con aria trionfante e attende complimenti.
Non al bimbo.
A lei.

venerdì 13 dicembre 2013

di #SantaLucia, strozegade e tradizioni

Ebbene sì a Casa Morna, come avrà capito chi ci segue su Instagram, non si festeggia Babbo Natale ma Santa Lucia.
Io sono originaria di Verona e da me Babbo Natale non esisteva proprio, i regali li portava solo Santa Lucia.
O meglio, a casa mia. Da qualche amichetto passava anche Babbo Natale, ma francamente non mi sono mai posta il problema sul perchè qualcuno avesse il "doppio giro" di regali e io no, i bambini sono davvero fantastici nella loro semplicità e ingenuità!
Santa Lucia è una giovane che, volendosi votare a Cristo fu denunciata dal promesso sposo come cristiana. Erano in vigore leggi anticristiani e quindi, nel tentativo di farle rinnegare il suo credo, fu torturata e uccisa.
Si narra poi che il Signore, quando Santa Lucia, giunse al suo cospetto, volle ricompensarla con un dono. Lei chiese di poter esaudire i desideri dei bambini il 13 dicembre, giorno del suo compleanno. 

Essendo raffigurata nelle effigi con due occhi in un piattino, la tradizione la vuole cieca, vuoi per essersi essa stessa strappata gli occhi per sottrarsi al matrimonio rendendosi mostruosa, vuoi per averlo subito sotto tortura. 
In realtà, tali effigi sembrano nate solo per il fatto che Lucia è sempre stata considerata protettrice della vista, quindi queste leggende sarebbero di pura fantasia.
Ma sono sopravvissute per i bambini.
Infatti Santa Lucia è risaputamente cieca, viaggia bordo di un asinello accompagnata, almeno a Verona, da Gastaldo, un vecchietto un po' beone che infatti pretende un bel bicchiere di vino rosso per far sosta nelle case.
Ecco quindi che i preparativi richiedono un po' di sale e polenta per l'asinello, un bicchiere di latte e biscotti per Santa Lucia, e un bicchiere di rosso per Gastaldo.

mercoledì 11 dicembre 2013

Papàkistan - Episodio 1

Ve lo ricordate, no? Mio marito è in Pakistan, e ogni giorno mi manda un racconto di come si vive laggiù. Voglio condividerlo con voi, perché magari possiate parlarne in famiglia, e portare un po' della mia nella vostra casa.
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Non è così difficile come si possa immaginare riuscire ad essere un buon padre pur vivendo lontano dai propri cari per molti mesi.
E’ quel che sto sperimentando sulla mia pelle, spedito nel Punjab per un progetto di un anno mentre moglie e figlie sono a casa.

lunedì 9 dicembre 2013

Fenomenologia della mamma: la mamma che vizia

Tempo fa abbiamo parlato della mamma che non dice mai di no
Oggi, però, vogliamo parlare di quella che vizia. Di quella che vizia materialmente. Che, con una scusa o con l'altra, non fa altro che comprare. 
Siete della compratici compulsive?
Delle fashion addicted?
Non basta.

Perché la mamma che vizia non compra perché non può farne a meno.

La mamma che vizia compra perché il figlio non può farne a meno.

Secondo lei.

venerdì 6 dicembre 2013

Risparmi o spendi e spandi?

Non amando sprecare e sperperare,  ma adorando provare, vedere,  fare cose nuove o anche solo banalmente e stupidamente belle, mi barcameno, come tanti, tra le due sponde, cercando di non affogare nel mezzo, e spio,  un po qui e un po là, consigli per risparmiare.
Tra i vari social, detesto cordialmente Facebook, cui sono iscritta da poco e sotto pseudonimo, ché per carità...
Qualche tempo fa, mi hanno invitato ad associarmi ad un gruppo che fornisce consigli per risparmiare.
Mi dico: ma come ho fatto a non pensarci da sola?!
Ora potrò capire come spendere meno chesso'...di elettricità o di telefono o di gas o di spesa alimentare o boh!
A dire il vero ho avuto più volte occasione di pensare di esser figa a sufficienza nel gestire i quattro soldi che guadagno, ma si può sempre diventare più fighe, no?
Perché porre limiti alla figaggine?
Mai farlo!

Così, accetto.

lunedì 2 dicembre 2013

Fenomenologia della mamma: la mamma con biberon

La mamma col biberon, può averlo in mano per n.mila motivi:
- perchè il bambino non si attacca e sta dando il suo latte tirato;
- perchè non ama allattare in giro;
- perchè ha una mastite dolorosissima e non riesce ad allattare;
- perchè le fa comodo alternare poppata al seno e biberon;
- perchè in realtà è la zia;
- perchè non allatta. E può non allattare per n.mila motivi: perchè non aveva latte, perchè se l'è fatto andar via, perchè non le piaceva allattare, perchè i suoi due figli maggiori erano gelosissimi ed ha preferito mollare, per non rovinarsi le tette, perchè prende dei farmaci, perchè crede che 6 mesi siano abbastanza.
Comunque sia, state certi che alla mamma con bibe in mano arriverà impertinente la fatidica domanda:
"non allatti tu??!!"

La suddetta mamma non potrà chiedere consigli su una marca del biberon, perchè arriveranno immancabili solo consigli non richiesti: perchè biberon?? Povero figlio, non lo priverai mica del latte, elemento unico ed imprescindibile per la sopravvivenza?? Perchè, darai mica l'aggiunta? sai che così perderai il latte in pochi giorni??? No! devi tenerlo attaccato 24 ore al giorno, il latte si produce a domanda!
"Ma io ho provato e..."
No! se avesi provato non saresti passata al biberon , oh tu pessima madre.
"no, ma io ho poco latte e.."
Aaaaarg!! orrore e blasfemia!!! poco latte??? Nessuna ha poco latte!! chi ti ha messo in testa queste assurdità??
"Ma io l'ho attaccato ogni 20 minuti da giorni ma perde peso e.."
Macchè!! Non vorrai dire che il tuo latte non basta? Fandonie!!
"Ma.. un cesto di cazzi tua?"

La mamma che deve comprare il biberon andrà in paranoia, pensando che il farmacista potrebbe chiamare i servizi sociali, visto che il bimbo ha solo 3 mesi.

La farmacista glielo vende, ma lei guarda terrorizzata la confezione convinta che ci sia scritto "il latte artificiale nuoce gravemente alla salute", dopo tutto quello che le hanno detto.

La mamma col biberon non può uscire e basta, no, deve prima preparasi l'acqua nel termos, la polvere dosata, il bibe sterilizzato, e fare il conto esatto di quanto starà via e di quanti pasti ci saranno.
A casa ha dieci diversi tipi di tettarelle: in silicone, in caucciù, a flusso 1, 2, 3, a x, regolabile, anticolica, antireflusso, antiscocciatori.
Ha cambiato 8 marche diverse lasciandoci uno stipendio e mezzo, prima di scoprire che suo figlio vuole solo ed esclusivamente la marca Poppo Dadio e tutti gli altri li ha presi per niente. Mezza cucina ormai è invasa tra le suddette bottigliette, scaldabieron, sterilizzatore, scovolino, scolabiberon.

La mamma col biberon si sente quasi in colpa quando si trova a pensare che non è poi tanto male poter uscire senza avere i minuti contati, o quando di notte può dormire con i tappi nelle orecchie perchè stanotte tocca a papà.

E non ci prova neanche più a dire che sì, anche lei ha provato la stessa intensità, già stessi sguardi innamorati, le stesse carezze sulla faccia durante la poppata, lo stesso amorevole contatto.

Perchè sempre allattamento è.

E poi, quello che conta è l'amore.


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