Di lacrime, addii e dolci compensazioni: clafoutis alle ciliegie

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E’ davvero arrivato: oggi era l’ultimo giorno al nido.
In realtà finirebbe il 31, ma la settimana prossima i pargoli saranno entrambi con i nonni, quindi addio anticipato, e dovevo comunicarlo alla sua educatrice, che in questi giorni non c’era.
Già la mattinata era iniziata con le lacrime: ieri abbiamo preso lo zaino per la scuola a Mirtillo. Sul momento sembrava più interessato ai giochi che c’erano in cartoleria, ma stamattina era tutto esaltato a mostrare al papà il funzionamento della chiusura, le tasche “segrete”, la ripartizione interna dove avrebbe messo libri e quaderni. 
Ci siamo guardati e ci sono venuti subito i lacrimoni, Lui (quello grande eh, i nanetti hanno la sensibilità dell’asfalto)  più composto, io senza ritegno.
Ci siamo sentiti un po’ idioti, sì, in fondo crescono, stanno bene e crescono, è una fortuna!! Però c’è quel dolceamaro che vi ho già raccontato..
Quindi, già provata, non me la sono sentita di portarlo al suo ultimo giorno al nido (poi devo pure andare al lavoro, arrivarci sfatta non è il massimo…): già mi toccherà andarlo a prendere, ma almeno posso poi nascondermi in casa singhiozzante.
Così va Lui, sfottendomi per la mia labilità “tanto saluteremo le maestre martedì sera alla riunione di fine anno, che sarà mai!!”
Tempo 10 minuti e mi chiama sconvolto, dicendo che hanno pianto tutti, lui educatrici, cuoche.
Tiè!
E io mi consolo con la dolcezza.
Abito in una zona dove crescono le migliori ciliege del mondo.
E si da il caso che il mio vicino le coltivi, per cui ogni anno ho tonnellate di ciliege squisite.
Stavolta però erano davvero troppe e vedevo che nel frigo stavano via via “appassendo” e mi sentivo estremamente in colpa.
Ho quindi chiesto “alla rete” come potevo impiegarle e  mi è stato consigliato, tra l’altro, un “clafoutis di ciliegie”.
Confesso che non avevo mai sentito questo nome che quindi mi ha subito incuriosito.
Ho cercato un po’ di ricette qua e là, ed ho visto che era pure molto semplice.
Detto fatto, tempo un’ora e stavo gustando il mio Clafoutis.

La consistenza è quella di un flan, e si sente il sapore delle uova. 

Fondamentale è usare tante ciliegie, perchè altrimenti l’impasto in sè non ha grande pregio, a parer mio. Ma l’insieme l’ho trovato delizioso, tanto da aver finito una torta da 26 cm in meno di 24 ore, con buona pace della prova costume. E non solo, se solo avessi avuto altra farina in casa ne avrei infornata subito un’altra. 

Se le ciliegie stessero già scarseggiando, è possibile farlo con ogni tipo di frutta, io proverò presto quello alle pesche.

Ho fatto un collage di varie ricette, italiane e francesi, e questa è la mia versione:

100 grammi di farina

100 grammi di zucchero (o 80, se non mate molto il dolce)
400 ml di latte
2 uova
500 grammi di ciliegie
1 bustina di vanillina
12 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale
25 grammi di burro fuso

Il lavoro più antipatico è snocciolare le ciliegie, ma è meno peggio di quel che si crede.
Per l’impasto ho usato il bimby: mettete
lo zucchero, velocità turbo per 30 secondi, poi unite le uova e
impostate vel 4 per 1 minuto. Unite la farina, il latte e la vanillina: 1 minuto a vel 4.).   
 Se fate a mano ci sono due versioni: la prima chiede di sbattere uova e zucchero finchè son bianchi, e poi aggiungere mescolando il resto. 
L’altra invece prevede di sbattere le uova come per fare una frittata e poi aggiungere il resto.
A me ispira più la prima, mi sembra che dia una consistenza diversa, ma potrete provare entrambe.
Imburrate per bene uno stampo (io ho usato uno stampo in silicone da 26 cm, ma nelle varie foto online era sempre in uno stampo di ceramica), e poi cospargete il fondo di zucchero di canna.
Disponete sempre sul fondo le ciliegie snocciolate (praticamente il fondo dovrà essere quasi interamente ricoperto) e poi versate il composto (sarà liquido).
infornate 45 minuti a 180 gradi. Io ho poi prolungato di una decina di minuti, perchè al centro era davvero troppo liquida, ma vedete come reagisce il vostro forno.
Lasciate intiepidire e voilà!

Io l’ho adorata, ditemi se vi ispira!

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