Fenomenologia della mamma: la sarò mamma!

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Ebbene sì, tra le 78 sfumature di mamma puntualmente sviscerate nella nostra Fenomenologia, ci eravamo scordate di Lei, la ignara ragazza che si trova, in quello che fino a poco prima era un qualsiasi e banale giorno dell’anno, a vivere invece il giorno che le cambierà la vita: quello che le farà avere in mano un test di gravidanza POSITIVO.

Da quel momento nulla è più come prima.
Le immediate reazioni sono, di solito:
1. corsa in mutande dal consorte urlando a squarciagola “sono incintaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!”.
2. pianto disperato “non sono pronta, non ce la farò mai, la mia vita mi piaceva così com’è”. E no, non capita solo alle 20enni, ma anche alle over 30, ed anche a chi ha cercato la cicogna per anni. 

3. cliccare subito su google “come dirlo a Lui in modo originale”
4. Pubblicare foto del test positivo su Facebook.

Tra queste mamme to be, ci saranno mamme mostro, mamme social, mamme so tutto io, mamme selfie. Ogni collegamento alle rispettive reazioni è puramente casuale. Forse.

Comunque sia, da quel giorno inizia un lungo viaggio, divisibile per tre.

PRIMO TRIMESTRE . Quello delle PARANOIE. Tante, tantissime, quotidiane. Che dico, orarie. Ogni ora ce n’è una, ogni ora si controlla sul calendario quanti giorni sono passati (sì, sei sempre di 9+2 come 3 minuti fa. Ma forse se cambi sito riesci a strappare un 9+4…). 
Il conto alla rovescia per la fine del famigerato primo trimestre pare non finire mai. E’ più lungo il primo trimestre del resto della gravidanza, ma che dico, del primo anno del nascituro.
Ad allietare l’attesa ci si mette una nausea che toglierebbe la voglia di vivere anche a Pollyanna, una fame compulsiva che ti porta a sbranare pure tuo marito, e un sonno invincibile. Ovunque ti trovi, devi dormire. Sull’autobus, in treno, in ufficio, ovunque. 
La cosa positiva è che hai ancora il tuo corpo tutto intero. Quella negativa è che comunque non ti piace. Se hai la pancia piatta, la vorresti tonda, se sei tonda, non vedi l’ora che sia inequivocabilmente una pancia da “incinta” e non da birra.

SECONDO TRIMESTRE. Quello della DIVULGAZIONE.
Miracolo, il primo trimestre è finito, la pancia inizia a vedersi, la vita ti sorride. Pure troppo.
Questo è il trimestre in cui si ammorba l’esistenza a Laqualunque. 
Si annuncia la panza a chiunque si incontri per strada, dal prete allo spacciatore, quasi fosse l’unica panza al mondo. Ricordate che la Madonna, che pure aveva modo di vantarsi, è stata molto più discreta di voi.
Non bastando chi si incontra, si divulga la lieta novella con ogni mezzo, da Facebook a Instagram, a Twitter, a mezzo rappresentazione grafica: foto della panza, dell’ecografia, dei vestitini, del fiocco nascita, delle date del corso preparto. Ogni cosa viene immortalata e distribuita a volenti e nolenti.

TERZO TRIMESTRE. Quello dell’isolamento.
La gioia della divulgazione è finita. Ormai tutto il mondo sa, e del resto dalle ecografie non si capisce più una cippa.
Pure le foto lasciano a desiderare, visto che la tenera rotondità si è trasformata in una mongolfiera che non entra nemmeno tutta in un’unica inquadratura.
E’ il trimestre dell’informazione, a volte cercata su Iomammagnappa, altre su manuali di pedagogia in uso alle specializzazioni post laurea. 
Spesso, purtroppo, le neomamme hanno le idee chiare sui loro metodi educativi intorno al settimo mese. 
Consiglio: aspettate di averlo in braccio. 
Finchè potete leggetevi un bel romanzo, guardatevi un bel film, andate al cinema, a teatro, a cena fuori, ma lasciate perdere i manuali.
Magari eravate della linea “rigida”, mai nel lettone, mai troppo in braccio ecc ecc ecc, e poi, appena lo vedete, deciderete che ve ne staccherete (forse) giusto per il suo ingresso a scuola.
Oppure eravate convinte mamme “alto contatto” e poi vi piglia così male che lo lascereste al primo che passa per strada.

Take it easy, ci penserete a tempo debito, per ora, GODETEVELA.

Finchè potete. 

E no, non intendo che dopo sarà durissima, che non dormirete e bla bla.
Il dopo, è il meno.
Il difficile è arrivarci sane di mente.
E se non siete tra le fortunate che partoriscono a 38 settimane, siete finite.
Vi telefoneranno ogni minuto “allora, novità??”, vi manderanno messaggi, vi terranno informate dei parti avvenuti nel Globo nelle ultime 24 ore, vi porteranno all’esasperazione.
Non sono gli ormoni a causare il baby blues, sono gli scassaballe che non vi hanno lasciate tranquille un attimo, credeteamme.

Quindi, non dite a NESSUNO quando avete il termine previsto, leggete SOLO romanzi, uscite, divertitevi.
Ed iscrivetevi al COMITATO LIBERAZIONE MAMMA.

Perchè prima o poi, giuro, uscirà, e allora avrete bisogno di noi!

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11 Comments

  • Aahahahah!!verissimo!!!Io ho fatto scorpacciate di film libri cinema ero sempre in giro…non che ora anche col pupo mi sia limitata troppo, ma diciamo che le mie amate serie tv le vedo a pezzi, e i manuali non li leggo manco ora…improvviso!!E ovviamente ho partorito da ultimo e per forza!!!

  • Colazione al bar e questa esilarante lettura ovvero come cominciare bene una giornata! Che comunque oltre a far ridere dice solo sacrosante verità! Peró per me… che nostalgia delle gravidanze, soprattutto della prima, il momento più magico della mia vita

  • Era stato solo leggermente sfiorato in un post di Anya quando si parlava del real vomito di Kate, ma per molte donne che soffrono di iperemesi gravidica il primo trimestre, le settimane che vanno dalla 7 alla 13/14 sono l'abisso, sono un precipizio in cui si cade e da cui si è certi non si possa riemergere più. Io ci sono passata 3 volte e se vi state chiedendo come abbia fatto a farlo la seconda e la terza non saprei cosa rispondervi se non che per entrambe le due prime volte ho dimenticato cosa volesse dire…… recentemente ho letto su un quotidiano inglese (in Inghilterra l'iperemesi gravidica è la seconda causa di aborto spontaneo dopo le malformazioni genetiche) un articolo di uno psicologo che diceva e pregava i giornalisti che scrivevano di Kate di non chiamarle severe morning sickness perché è come chiamare "gamba dolorante" una frattura scomposta di un femore e il ridurle a nausee sarebbe altamente dannoso per quelle donne alla prima esperienza che dalla mamma alla postina si sentono quotidianamente dire che anch'esse avevano avuto un po' di vomito in gravidanza e nausee al cospetto di alimenti e odori particolari….. beh. it's not! Questo post è per tutte le mamme che come me hanno passato quel periodo brutto e buio che ti toglie la voglia di vita e ti fa desiderare che tutto finisca subito, che ti fa pensare che stia per entrare nella tua stanza dove ci sei tu che giaci su quel letto con una flebo al braccio da 4 giorni un genio della lampada che ti dica "abbiamo scherzato, non sei più incinta e puoi ricominciare a vivere…..". Questo post è per dire a quelle mamme che alla fine siamo donne e ce la possiamo fare come ho fatto io per Alessandro, Federico e Tommaso (che non conosco ancora ma che tra due mesi sarà con noi) e come hanno fatto e fanno migliaia di donne. Non c'è una ricetta per superare la cosa, non riesco a dare consigli, riesco solo a dire stringete i denti finchè potete, siate forti perché so che è una prova durissima e poche persone (le donne che non hanno sofferto del disturbo potranno ascoltarvi ma non capiranno mai cosa voglia dire) di comprenderanno, ma alla fine del traguardo ci sarà vostro figlio ad aspettarvi e forse questo vi ripagherà di tutto…..di certo vi ripagherà…..buona fortuna!

  • Grande Morna!
    Mai (M-A-I) rivelare la data presunta!
    Il mio corpo era chiuso e ho dovuto fare l'induzione. Questo mi ha permesso di non perdere il bambino durante la gravidanza, ma mi ha regalato questa perla di saggezza:
    "Non fai aprire il tuo corpo perchè non sei pronta a lasciare andare tuo figlio" Detto dalle OSTETRICHE.
    E chi ha un problema fisico per cui rischia di perdere il bambino è perchè lo vuole abbandonare?
    Ma va là! Mary

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