mercoledì 29 gennaio 2014

Bambini "scarsi"? Gli "ultimi" saranno i primi, almeno per educazione (dei genitori).

Come vi ho raccontato, Mirtillo Malcontento è iscritto a hockey su ghiaccio, sezione avviamento.
Mi avevano detto che dopo le prime ore "propedeutiche" i bimbi avrebbero già saputo pattinare bene.
Il mio, invece, stava a malapena in piedi.

Inizia hockey vero e proprio, e gli altri fanno progressi incredibili, tanto che ogni volta mi chiedevo se avevo sbagliato gruppo: vedo bimbi pattinare come schegge, mentre il mio ancora "cammina" sul ghiaccio. 
Ma no, ero, ahimè, nella sezione corretta, l'avviamento.
Solo che gli altri avevano fatto progressi pazzeschi, il mio no, e veniva distanziato sempre di più.

Quando gli altri erano arrivati in fondo alla pista, Mirtillo non era praticamente ancora partito, e si faceva doppiare anche due volte.

Ho chiesto ad un responsabile se era il caso di andare avanti: lo porto a fare sport perchè "si svegli" un po', ma non voglio ottenere l'effetto opposto, quello di farlo sentire inadeguato e pollo.
Lui mi ha risposto: "finchè il bambino si diverte, va portato".

Sono passati i mesi, e Mirtillo ha fatto un sacco di progressi.
Ma anche gli altri, quindi è e resta sempre l'ultimo.
Lui è il più piccolino, in squadra ci son bimbi di 8 anni mentre lui ne ha solo 5, credo che anche questo conti, e infatti gli dico sempre che è fin troppo bravo ad impegnarsi così tanto, e ad imparare ogni giorno di più.

Ma se pare che per lui non sia così tragico essere il meno bravo, vi assicuro che per noi genitori non è sempre così facile.

Gli altri gongolano per le prodezze dei propri figli. Poi, quando chiedono "il tuo qual è?", vedo le facce imbarazzate e si profondono in "ma è così piccolo", "è fin troppo bravo", "in fondo basta che si divertano".

Sì, facile, perchè non è il tuo.


giovedì 23 gennaio 2014

La donna, la mamma, il bagno

Nella vita precedente di ogni madre - cioè nella vita di ogni donna prima dell'arrivo di un nano - il bagno è un locale della casa, uno qualunque.

Esso si differenzia da altri locali per il fatto che necessita di pulizia più frequente e più approfondita.
Il che lo rende anche poco attraente e nient'affatto simpatico.

Lì poi, non succedono cose interessanti come in camera da letto (sto parlando della vita precedente eh!).
O cose deliziose come in cucina.
O cose fantasticamente calde e pigre come in salotto.


No, lì si fanno cose da wc, ci si lava, ci si trucca (ma solo se c'è una luce migliore che in altre stanze, altrimenti nemmeno quello), ci si passa ad improfumarsi prima di uscire, ci si fa la piega ai capelli e ciao, sono gnocca, esco.

Poi...

poi avviene la reincarnazione della donna e comincia la seconda vita: 

si diventa - in qualche modo - madri.

Già nel corso della trasformazione in madre, in bagno accadono episodi premonitori di quel che sta accadendo.

Nel water, ad esempio, inizierete a metterci più la faccia del culo.

E questo per alcune che conoscete non farà poi una gran differenza, ma per voi sarà una seccatura non del tutto trascurabile.


martedì 21 gennaio 2014

Una notte al MuSe(o)

Ho saputo qualche settimana fa di questa iniziativa, che mi ha subito colpita: poter passare una notte al museo è già di per sé un'esperienza unica. Se poi questo museo é il MuSe di Trento, il tutto si fa ancora più esaltante.
Che io adori il MuSe non è un mistero: lo amo da quanto era ancora un mucchio di terra nel piazzale che ospitava un tempo la zona industriale ex Michelin. L'ho amato ancora di più vedendolo crescere; ed è stato Amore quando, dopo ore di attesa, sono finalmente potuta entrare la prima volta (trovate il resoconto qui)

Immaginerete quindi il mio entusiasmo quando siamo state invitate a partecipare all'evento su cui sbavavo da un po': "una nanna al museo", evento rivolto ai bambini dai 5 ai 12 anni che consente di vivere il museo "quando cala la notte e tutto si trasforma in magia"*. Eccerto che partecipiamo, non vedo l'ora!!

L'attesa (e la gelosia).
Quando ho detto a Mirtillo Malcontento che avremmo fatto questa esperienza, era fuori di sé dall'eccitazione. Si è guardato all'infinito il video realizzato nelle precedenti date, tutte le foto, e continuava a chiedermi quanto mancava ("tesoro, è dopodomani!" " Ma se era dopodomani anche 10 minuti fa!!!" "...").
Peccato che l'entusiasmo abbia colto anche il duenne, che non ha reagito benissimo quando gli ho detto che era troppo piccolo per partecipare. Ogni treperdue mi chiedeva "vero che chiedi se posso anche io, vero? vero? vero?".
Sono stati i tre giorni più lunghi della storia, ma almeno mi hanno dato l'opportunità di spiegare quanto sia importante l'attesa e il desiderare. Se si ottenesse tutto subito, si perderebbe ogni emozione, no?

lunedì 20 gennaio 2014

Fenomenologia della... quattrenne!

La quattrenne è ben diversa dal quattrenne. Lei è... LA quattrenne. Tutta un'altra cosa, insomma.
Se siete mamme di maschi, voi NON potete sapere. E nemmeno se le vostre figlie hanno 1, 2 o 3 anni.
La quattrenne è una categoria a sé.

E' colei che, raggiunto il metro di altezza, si crede grande.

Lei E' grande.

E' colei che la mattina si alza e come primo pensiero ha di guardarsi allo specchio.

E di sistemarsi i capelli.

E' colei che, mentre ti trucchi, ti dice che vuole il blush in crema, perché il mascara è nero, ma il blush no, quello è rosa.

E' colei che capta ogni minimo segnale, parola, verso, sussurro.

E poi inevitabilmente ti sputtana.

giovedì 9 gennaio 2014

Una mamma può davvero lavorare a tempo pieno?

Io sono quella che a 7 anni diceva che non avrebbe mai avuto figli. Dovevo concentrarmi per diventare Presidente della Repubblica.
Quella che inorridiva alla frase "i figli sono il senso della mia vita".
Sono quella che scuoteva la testa sentendo di donne che lasciavano il lavoro dopo un figlio "perché voglio fare solo la mamma".
E sono quella che è tornata a lavorare prima dei tre mesi dei propri figli.


Eppure ora, se solo potessi permettermelo, starei a casa da domani.


venerdì 3 gennaio 2014

Auguri di buon anno, Fenomenologia e Teatro Manzoni

Vi sarete accorti che siamo in vacanza (ehm...vacanza?!) anche noi...

una sommersa dalla neve in una baita in montagna,
una con le principesse in un castello (ma anche in città, a lavorare),
una sul lago (ma anche in città, impegnata in operazione riordino-soprattutto-elimino. Ora si dice "decluttering", gran nome figo...ma du maroni stancante comunque!

Vi lasciamo con un paio di chicche:

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