martedì 29 aprile 2014

Mamme senza tempo? Ecco le regole per un efficace (e efficiente) shopping on line

Non esistono più le mezze stagioni.

E non esistono più una cippa!
Anche l'abbigliamento tecnico conta.

Non so dalle vostre parti, ma a Parigi il tempo da marzo a... settembre è un vero schifo. La mattina ci sono 5°, all'ora di pranzo si cuoce, la sera si sta bene. E in tutto questo, mentre la sera tolgo le briciole dal pavimento, mi pongo la complicatissima questione:

cosa metto domani alle bambine?

Eh sì, per me è una cosa seria. Perché quando si hanno due femmine vanitose e smorfiose, mica è facile.

mercoledì 23 aprile 2014

Litigare fa bene! Metodo maieutico di gestione dei litigi


I vostri figli litigano tra loro?
Immagino di sì.
E voi, scommetto, intervenite: "chi ha iniziato? Perchè gli hai preso il giochino? Ridagli il suo orsetto! Non si picchia! Ora DOVETE fare pace, un gioco ciascuno e tutti contenti!"
E' più o meno così?
SBAGLIATO!!




L'altra sera sono stata ad un incontro con una psicologa che parlava di rapporto tra fratelli e sorelle.
Poi in realtà il tema dell'incontro si è concentrato principalmente sui litigi, ma devo dire che è stato interessante.
Quello che non è opportuno fare? Sostanzialmente, quello che vi ho elencato sopra.
Il litigio in realtà è un ottimo segnale, perchè indica una relazione: dovreste preoccuparvi se non litigano.
In più, è un'ottima palestra: si impara la dialettica, a farsi valere, a controllare la rabbia, a gestire i conflitti, a trovare soluzioni.
Intervenendo, si vanifica tutto.

Ci ha anche accennato al perchè i genitori non resistono alla tentazione di intervenire: generalmente, è per quello che smuove dentro, per ricordi negativi legati alla nostra infanzia (eravamo spesso succubi? le prendavamo? eravamo lasciati in disparte?).
Altre volte, è per un senso di giustizia, o ancora perchè si crede di dover educare alla pace e alla condivisione.
Io, personalmente, intervengo quasi sempre perchè son stufa di sentire urlare. Odio il rumore,  e cerco di far tornare la pace, intesa come la mia pace.

All'incontro ci è stato spiegato, almeno a grandi linee, il metodo di gestione dei litigi detto METODO MAIEUTICO*.
Non serve che spieghi cosa vuol dire maieutica vero? Ricordate tutti Socrate, immagino. Il metodo maieutico conduceva l'interlocutore a trovare la risposta dentro di sè, sostanzialmente, anzichè a imparare lezioni fatte.

Ecco, con i litigi dei nostri figli dobbiamo fare un po' così, non decidere o imporre nulla, ma fare da terzi che cercano di tirare fuori quello che già loro pensano.

Come funziona? Ora, ho solo seguito un incontro tra genitori, ma vi racconto quello che ho capito (non me ne vogliano gli esperti per la mia superficialità).


lunedì 21 aprile 2014

Fenomenologia della Selfie



Che ormai i social ci abbiano rincoglionito un po' tutti, è fuori di dubbio.
Qualsiasi cosa si faccia o si veda, si pensa prima a fotografarla e a condividerla sui social che a viversela davvero.

Credo i selfie siano nati per idea di qualche starlette, che voleva far vedere al mondo quanto fosse gnocca anche senza trucco e senza inganno. E, messa così, forse avrebbe anche un senso. Ma poi la moda ha preso piede ed è decisamente degenerata, e così siamo invasi da autoscatti in ogni dove: appena svegli con la bava sul cuscino, al gabinetto, alla riunione di lavoro con colleghi ignari come sfondo.
Ma tant'è, e quindi non ci resta che cavalcare l'onda e parlare del fenomeno del momento, i selfie.

Visto che siamo le madri delle Fenomenologie, non potevamo evitare la fenomenologia della Selfie.

- la Selfie figa: ok, le gnocche ci sono, prendiamone atto.Il problema è che la gnocca sa di esserlo e vi si propina a colazione pranzo e cena, piacevole come una pillola per il colesterolo. Ogni volta che accedete a twitter o intagram vi comparirà il suo faccioneno sorridente. Avete presente quella pubblcità che gira per radio ultimamente? Mia moglie è bravissima a cucinare, fa polpette al sugo, polpette fritte, polpette arrosto, polpettone di polpette, ciambella di polpette ecc? Ecco, la Selfie figa è  così, vi si propina in tutte le salse, ma sfondo e e soggetto son sempre quelli, sembra un po' quelle bamboline di carta con cui giocavamo da bambine, con tutti quei bellissimi vestitini da appiccare con le linguette, ricordate? 

mercoledì 16 aprile 2014

Le 5 regole della paternità. Maschi. Istruzioni per l'uso #4

Ci siamo lasciati parlando del ruolo del papà a partire dai 4 anni (puntata n. 3)


Rimaniamo in tema "paternità".


Ecco quali sono le 5 regole d'oro della paternità, secondo Steve Biddulph nel suo "Crescere figli maschi".


Ovviamente i commenti cretini sono della sottoscritta e non del povero illustre e colto Steve.
 





1) Cari papà cominciate presto a fare i papà!

Prendersi cura del neonato attiverebbe ormoni in grado di aiutare i papà a cambiare l'ordine delle priorità.
Non ci credete? Neanch'io, ma tentar non nuoce.
Il padre, prendendosi cura del neonato, ne verrà "assorbito", che significherebbe che ne resterà fisicamente affascinato ed imparerà a capirlo.
Insomma, cari papà, non aggiratevi intorno a quel frugoletto spiando la vostra compagna, limitandovi a pasarle il pannolino dal verso sbagliato o la crema quando lei vi ha chiesto una salvietta, no, dice Steve:

PROVATE, insistete, chiedete consiglio e aiuto, concedete alla mamma di supervisionarvi, ma FATE, in prima persona, sbagliate, riprovate...come le mamme, d'altronde: non crederete mica alla favola che le donne nascono per essere madri?
E ve lo dice una che non sapeva neanche da che parte prendere il neonato e che non ne aveva mai toccato uno.
Si impara.
Imparano le mamme, imparano i papà.

lunedì 14 aprile 2014

Fenomenologia della mamma: la mamma con marito che non fa una cippa

Su, alzi la mano chi non fa parte di questa categoria!
E non venite ora fuori tutte con “nooo, mio marito mi aiuta tantissimo”, “mio marito fa tutto lui”, “mio marito collabora”, “mio marito bla bla bla”.

Certo, e ditemi pure che ha partorito, adesso.

Che soffriva anche con voi mentre spingevate.

No perché il mio si è addormentato.

Entrambe le volte.
Bla bla bla bla bla.



La mamma con il marito che non fa una cippa (o, diciamocelo pure, uncazzoniente), è quella che quando è incinta sposta i mobili e monta la cameretta, perché lui deve andare “un attimo in bagno” (presente quell'attimo che succede in genere 3-4 volte al giorno, nel weekend?).

E' quella che la notte sta sul divano col neonato alla tetta, e quando il neonato finalmente si addormenta, lei resta comunque sul divano, sia mai che disturbi il marito.

Perché lui il giorno dopo lavora.

E' quella che non può chiedere di cambiare un pannolino: suo marito schifa la cacca.

Ah perché io invece mi ci faccio le maschere. Sul viso. E che gusto mentre ceno, ci insaporisco i carciofi!

Fenomenologia della mamma: la Cazzara




Abbiamo già parlato della mamma che tende ad esagerare. La visionaria. ricordate?


Sì, sì, ma la Cazzara non tende ad esagerare sui progressi e sui prodigi della prole, anzi, questa le spara grosse in primis su di se'.

Se poi ha una tastiera a disposizione, raggiunge l'apice.

La Cazzara, a dir suo, è sempre e comunque Zen.
Sa mantenere la calma, perché coi bambini non serve perderla.

Eh, ma sai, a volte capita...magari un'urlata la tiro.

No, io mai, non voglio traumatizzarli. Pensaci. Non voglio dire che tu li traumatizzi, però...

Però un par de cojoni.


venerdì 11 aprile 2014

Wondy sono io

E' un libro che cominci a leggere  a dire il vero un po' infastidita dal tono con cui Wondy si descrive.

Un libro che inizialmente irrita, perché ai dialoghi nelle prime decine di pagine hai l'impressione che manchi verità. 

E' un libro che, però, non molli, perché intuisci subito, fin dalle prime righe, che Wondy può trovare la strada per renderlo unico.

E dopo qualche decina di pagine, ecco che succede: Wondy la trova questa strada e la percorre dritta fino alla fine.

Ed è a quel punto che ti commuove.
E ti emoziona.
E ti fa ridere.
E ti fa piangere.
E ti fa ridere ancora.

Cosa chiedere di più ad un libro?



Wondy sei tu, siamo noi, sono io.

Siamo tutte Wonderwoman coi superpoteri per tenere le fila di vite in overbooking.

Solo che Wondy, ad un certo punto, nel gran caos in precario equilibrio che è la sua vita, la nostra vita, si accorge di avere un nodulo al seno.

Wondy ha 2 bambini.
E un cancro, scoperto una sera d'estate.

Una P2 FA primavera

Quando pensi di aver scoperto l'amore, quello pieno, unico, totalizzante, vero, e che non potrai mai provarne ancora di più, ecco che arriva lei. 

Con le sue guanciotte da morsi e i suoi sorrisi fatti di dentini minuscoli spuntati da poco. 

Con le sue gambette corte sormontate da una panciona che ti fa ridere soltanto a guardarla. 

Con le sue frasi buffe, mezze in italiano e mezze in francese. 

lunedì 7 aprile 2014

Fenomenologia della mamma: la Mamma Sociopatica

La Mamma Sociopatica, altrimenti detta Mamma Orsa, è quella che odia relazionarsi con gli altri.
Almeno di persona.
Spesso è iscritta a 50 gruppi su facebook, ha 200 amiche virtuali che sente giornalmente, ma rifugge dai rapporti diretti.

E' quella che va ai giardinetti alle 7 di mattina o alle 9 la sera, perché detesta le altre mamme che trovano ogni pretesto per attaccare bottone. Ma che vorranno mai queste?! (magari fare due chiacchiere??)

Detesta pure i bimbetti che abbordano i propri figli, sia mai possano essere contaminati da quelle piccole pesti selvagge (o non abbastanza selvagge?).

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