venerdì 22 agosto 2014

Croazia low cost, parte 1: laghi di Plitvice

Eccomi già mestamente di ritorno dalle mie brevi vacanze, che sono finite prima ancora che la mia mente potesse entrare in modalità relax.

Ma visto che fino a poche settimane fa pareva che le vacanze sarebbero state in Trentino, cioè a casa, non mi lamento di certo (tanto più che qui ha sempre piovuto con temperature sui 20 gradi...) e vi racconto un po' com'è andata.

Partiamo dal principio, la scelta della meta.


Il budget era inizialmente irrisorio, e quindi avevamo deciso di fare qualche giorno in Slovenia, che non è eccessivamente distante. Poi, complice qualche circostanza fortunata, abbiamo potuto leggermente alzare il budget, e quindi l'idea era di fare un viaggio on the road Slovenia e Ungheria.
Infatti siamo stati una settimana in Croazia.
Prima i dubbi sull'Ungheria (il lago Balaton sui cui volevamo fermarci per dare un'idea di mare ai bimbi ci hanno detto essere molto paludoso e poco balneabile...), poi i dubbi sul fatto di non prenotare nulla con due bimbi, infine un amico appena rientrato entusiasta da un'isola della Croazia. 
Tanto per, ci si mette a guardare, ma lì è tutto strapieno, con tutti i canali: booking, appartamenti privati, agenzie, conoscenze, nulla. 
Allora inizia a farsi strada l'idea che non prenotare, ovunque si vada, non è proprio un'idea intelligente. 
Certo, può andare bene, ma con due bambini, che già devono farsi tante ore in auto, non mi è sembrato fattibile. Specie con un budget basso, che non consente, mal che vada, prendere una suite in un'hotel 5 stelle.
Quindi, cerca qui cerca là, salta fuori questa casetta spersa negli uliveti, le amache, le sdraio.... ci siamo subito innamorati, e pure del preventivo: 400 euro di 6 notti.
Certo, l'isola di Brac è lontana, 9 ore di auto. Ma restava la voglia di un viaggio on the road, quindi mi piaceva l'idea di varie soste durante il tragitto. Almeno due erano decise: all'andata ai laghi di Plitvice, e al ritorno in Slovenia, alle grotte di Postumia.

Della missione valigie ne ha già palato Anya: e sì, Cris ha indovinato, le mie erano inaspettatamente ordinate ed efficienti dopo aver visto il video di SimplyNabiki: le ho rifatte secondo il suo metodo, e ho risparmiato così tanto spazio da riuscire a infilarci pure teli mare e giacche ( e poi i 3/4 delle cose son rimaste inutilizzate, ma di questo vi parlerò la prossima volta).
Peccato che, il giorno prima della partenza, ho visto anche il suo video su come viaggia in auto con i figli, e non ho chiuso occhio tutta notte.
Lei ha un'organizzazione incredibile, la borsa delle emergenze, con cambi, sacchetto vomito, sacchetto pipì, borsa per i bimbi con mille giochi, pennarelli, quaderni, tavolino attività apposito per auto, colori da vetro, carte. Cibarie di ogni genere, frutta, verdura, snack, borracce (perchè altrimenti si versano addosso tutto).
Io? Ovviamente non avevo pensato a  nulla.
Peraltro l'auto era così stipata che quasi quasi non ci stavano manco i figli.
Ma avevo l'Ipad, per le emergenze. Almeno fino al confine, visto che, ovviamente, non avevo pensato di fare un pacchetto per l'estero.
Pia illusione: ho scoperto solo in viaggio che l'infernale aggeggio non ama il caricatore da auto, ed è quindi rimasto scarico e abbandonato per tutta la vacanza.
Poco male, siamo partiti!!

martedì 12 agosto 2014

50 sfumature di valigia (e buone vacanze!)

Ebbene sì: anche le mamme mostro vanno in vacanza.

E addirittura coi figli! 


Cioè, ci pensate? Anya, Klarissa e Morna che si prendono una pausa del lavoro per dedicarsi al relax in famiglia. E senza Blackberry. E senza computer. 


Ok, magari un'occhiatina a quella pratica.


Un messaggino alla collega. 


Una lista delle cose da fare a settembre. 


Ma mentre i bambini dormono, ovvio!


martedì 5 agosto 2014

Estate felice? Sentit'ammmme!

Dopo qualche giorno di vacanza, avrei un paio di riflessioni.
Cretine.
Ovvio.
1) gli shorts sono di moda, non obbligatori.
Sia chiaro.
Niente contro le culone, eh, io per prima  lo sono.
E proprio per questo, gli shorts girochiappa non mi avranno.
E poi, diciamocelo, sulle 16enni stanno meglio, inutile raccontarsela: la chiappa, ad una certa, meglio preservarla per estimatori singoli che esibirla ai più.
2) le flip flap non slanciano neppure Gisele, che le disegna con discreto successo.
Figurarsi quanto slanciano la donna italica media.
Va bene, andiamoci in spiaggia, ci sto.
Ma magari in città, anche no.
3) i top, vi prego, su un vitino dal diametro di un tendone da circo, pietà, no.
4) uomini, il costume bianco...
Non ce la faccio neanche a commentarlo.
5) la sigaretta, già ormai fa poraccio e derelitto, ma se proprio fumate e non riuscite a liberarvene, almeno la decenza di spegnerla e buttarla NON in acqua, NON sulla spiaggia, NON a terra, vi prego.
6) le urla ai bambini, contenetele.
Alzare le chiappe, fa bene, su, giù, squat, su.
Pinoooooo, esci dall'acquaaaaaa
Ginooooooo, non entrare in acquaaaaa
Linooooo, mangia la pescaaaaaa
Dinooooo, non urlareeeee
E, sì, sono creature, sì, ma gli altri no, lavorano 340 giorni all'anno, hanno diritto a non essere molestati.
Non oltre il ragionevole, almeno.
Insomma, lo schizzo d'acqua è ragionevole, se contenuto.
Passare sopra la schiena della vecchietta assopita è molestia.
Mio figlio gira dicendo:
Ciao, sono Leonardo, sono nato il 24 febbraio dell'anno del bue, costellazione dei pesci.
Vuoi giocare con me?
Ecco, devo decidere se anche questo rientri nella molestia.
Vado a rifletterci.

Tutti al mareeeee!

Ci fu un tempo, lo ricordo, sì, giuro, ci fu un tempo in cui ogni occasione era buona per partire.
Per dove?
Boh, per dove capitava, chissenefregava.

To do list: controllare la validità del passaporto.
Fine.

Ah sì, buttare un occhio che a destinazione non ci fossero epidemie, monsoni, cose così...
Giusto.

Bah, se poi non servivano vaccini e non c'erano rivoluzioni era anche meglio.
In valigia?
Qualche straccio che non andasse stirato se la meta era sufficientemente bieca, i tacchi e qualcosa che ti facesse un bel culo se la meta (o la compagnia) lo esigeva.
Fine.

Salivi su un aereo, una nave, un'auto, una moto e via.
Ciao.
Buone vacanze.

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