domenica 30 novembre 2014

Un pomeriggio creativo

Vi ho già detto che Ragazzo è un creativo nato, e che di certo non ha preso da me.

Immaginate quindi la sua gioia quando, grazie a Fattore Mamma ha ricevuto un bel pacco Crayola da testare in anteprima.
Nel pacco abbiamo trovato il Laboratorio dei pennarelli.
Confesso che ero un po' scettica, mi sembrava complesso, mi immaginavo colore ovunque, e soprattutto, temevo che ai bimbi potesse fregare meno di zero di costruirsi un pennarello quando ne hanno beli e pronti.
Quanto mi sbagliavo!
Per la sua indole da costruttore il Laboratorio dei pennarelli è stata invece  una scelta azzeccatissima.
E' un vero e proprio piccolo laboratorio, con cui si creano i propri pennarelli inventando colori unici.


C'è tutto l'occorrente: punte, fusti, filtri, cappucci, astucci: non resta che mescolare i 3 colori in dotazione per creare sfumature uniche.

venerdì 28 novembre 2014

Natale a Parigi: consigli per far divertire i bambini (e i grandi!)

Se non siete mai stati a Parigi, forse Natale non è il periodo migliore per venire. O, almeno, per seguire i miei consigli.
Se siete già stati a Parigi e volete semplicemente perdervi nella magia che la città offre durante questo periodo, allora accorrete numerosi.
I figli sono ben accetti.
Ma solo a volte.
Solo alcuni.
Insomma vedete voi.
L'albero allestito quest'anno alle Galeries Lafayette

giovedì 27 novembre 2014

Bimbi, che ne dite di un cane per Natale?

Quando ero bambina sognavo un cane. 

Bello, pelosissimo, che mi sleccacciasse tutta la faccia...

ma anche brutto, acciaccato, zoppo.

Insomma, volevo un cane.

Avevo avuto, e ucciso, qualche pesce.
Tipo che ad uno avevo dato troppo cibo ed era esploso, una roba peraltro antiestetica.

lunedì 24 novembre 2014

Fenomenologia della mamma: la proverbiale

La Proverbiale è quella mamma che tende ad essere.... legata alla trazione, diciamo così.

Quella che se in gravidanza ha delle voglie le deve assecondare altrimenti, nei primi 4 mesi, rischierà di abortire per la "voglia".
Ma attenzione, dopo i 4 mesi la voglia passa alla creatura: vietato quindi toccarsi, ovunque sia, altrimenti il pargolo nascerà con la famosa "voglia" a forma di fragola, caffè, pisello (sì, sì lo so a quale forma avete pensato).

Ovviamente se le regalate una catenina ve la tirerà dietro: non lo sapete che se tenete qualcosa al collo il bimbo rischierà di strozzarsi con il cordone? Lo stesso vale per accavallare le gambe, sia mai.
Ma nemmeno le può tenere aperte: parto prematuro assicurato.

Nausea? E' maschio.
Tanta nausea? Son gemelli.
Voglia di cetrioli? E' maschio.
Voglie strane? E' femmina.
Mamma bella? E' maschio.
Mamma sfatta? E' femmina (che ruba la bellezza alla mamma, 'sta fetente).
Pancia a punta? Dipende, i più dicono maschio, ma qualche credenza regionale la attribuisce invece alla femmina ("pancia a punta non va in guerra").

mercoledì 19 novembre 2014

La maratona la fa papà. O la fa mamma?

Bronto e figlio, post maratona, allo stadio.
Lo sciagurato padre di mio figlio, si sa, corre.
Mica una mezzora ogni tanto.
No.

E' un maratoneta.


42km e 195m.


A piedi e di corsa.
Pazzo completo, in effetti.
Ma secondo me io faccio di più.
E ora ve lo dimostrerò.



mercoledì 12 novembre 2014

Divorzio da sindrome premestruale

Fino a qualche mese fa, la temutissima sindrome premestruale mi colpiva solo di striscio.
Diciamo che tutto si risolveva in attacchi di fame chimica incontrollabile, che assecondavo (ed assecondo) docilmente.
In fondo, se il mio corpo chiede patatine, fritti, cioccolata, pizze e focacce, chi sono io per oppormi?

Ma ultimamente le cose sono drasticamente peggiorate.

Me ne sono resa conto solo qualche mese fa.

Questi sono stati mesi tutto sommato molto sereni nella vita di coppia.
Dopo 16 anni assieme, con alti e bassi come molti, questo è (o era?!) senz'altro un periodo buono. Serenità, complicità, divertimento.
Al punto che sono arrivata addirittura a dedicargli un post, ricordate?


Ecco.

Quel post l'ho scritto qualche giorno prima dell'anniversario, in un momento di immenso ammmmmore, programmando l'uscita per l'8 settembre.
Peccato che il giorno prima della pubblicazione avrei scritto l'esatto opposto.
Che mi irrita, che detesto la sua incuria nel vestire, che odio la sua incapacità con la tecnologia, che non sopporto la sua mancanza di romanticismo.

Per l'anniversario, poi, mi ha regalato il profumo sbagliato.  

O meglio, diciamo che io volevo l'eau de parfum, e lui mi ha preso l'eau de toilette.
La mia reazione è stata più o meno questa:


Dopo mesi in cui sbavavo su QUEL profumo, lui ha sbagliato. E non solo, aveva subito buttato lo scontrino (che poi è tornato a cercare nel cestino della spazzatura del centro commerciale, ma quello è un altro discorso).

Le altre due sfumature sono testimoni di quanto ero furibonda e di quanto ho scassato u cazz per 'sta cosa.

lunedì 10 novembre 2014

Fenomenologia della mamma : l'Ape Regina

L'Ape Regina è l'equivalente del maschio Alfa in un gruppo femminile.


È quella di cui sin dall'asilo ci si contende l'amicizia. 
È quella che già da bimba decide di chi si deve essere amiche e da chi invece stare alla larga, relegando la malcapitata al ruolo di reietta. 
È quella che alle medie decide chi è il maschio Alfa.
E poi ci si accoppia selvaggiamente per esserne certa.
È quella popolare.
E popolare spesso lo è anche la sua jolanda.
In genere è carina,  ma non una gran figa.
Però ha quel non so che
E piace.
Soprattutto allo sciame delle Api Cretine.
Poi si cresce.
Ma mica muore.
E alla prima riunione di genitori al nido eccola lì.
La identifichi in 3" netti, come fai sin da quando l'asilo lo frequentavi tu.

Ha la corte.
Non si alza mai per salutare nessuno,  ma sono gli altri ad andare a salutarla.
Le tengono il posto se tarda.
Le fanno cenni di saluto già a partire da un chilometro e mezzo di distanza. Perché lei può non vederti,  ma nessuno può non vedere lei.
Decreta il successo delle feste, delle gite, di qualunque iniziativa, perché è dalla sua presenza che dipende la presenza delle Api Cretine.
E dunque dei figli delle Api Regina e Cretine.
È lei che esprime un'opinione, poi le Cretine la condividono come propria.
Anche se ha detto una minchiata grande come il culo della Merkel.
E passeranno tutte per avere un cervello mignon come la brioches che leva i sensi di colpa o come il cervello di Giovanardi.
È lei che ti considera un peto d'ovino perché non la idolatri e lotta perché anche le Cretine ti credano dunque un prodotto gassoso e maleodorante.
È lei che può tardare, essere maleducata e stronza e va benissimo,  ma nessuno si azzardi a farla aspettare 30".
Merdacce.
È lei che c'ha qualche turba a sentirsi la Kelly Ape Regina di Beverly Hills.
Ma c'han forse più turbe le 7 Brenda Api Cretine che cercano di emularla.
Con tutto il rispetto per Dylan, che mi sembrava un gran figo.
15 anni fa.
Poi son cresciuta.
Io

venerdì 7 novembre 2014

La verità vi prego sul caffè


Quanti caffè deve bere una mamma per affrontare la giornata con tutta l’energia necessaria?
Tanti, a volte infiniti, se si pensa alle ore di sonno che spesso sono risicate per colpa di qualche marmocchio...
Il caffè per molti è un piacere, un must per iniziare come si deve la giornata, una coccola, la scusa per un po’ di chiacchiere con le amiche. Ecco perché, oltre che dare energia, il caffè deve soprattutto essere buono. E spesso quando andiamo al bar non ne rimaniamo particolarmente soddisfatte.


Un folto gruppo di mamme (più un paio di papà) particolarmente appassionate di caffè ha avuto la fortuna di passare una giornata all’interno della più antica torrefazione italiana, la caffè Vergnano e c’eravamo anche noi. 
Ecco il nostro racconto.
La Caffè Vergnano è un’azienda familiare che dal 1882 seleziona, acquista, lavora e commercializza il caffè. Piemontese doc e giunta alla quarta generazione, la Vergnano ci ha aperto le porte della propria azienda e dell’Accademia, il luogo dove vengono formati i baristi. 
A presentare l’azienda non poteva che essere una mamma. Carolina Vergnano, giovane manager di poco più di trent’anni e giovane mamma ci ha raccontato qual è il motto che racchiude la filosofia dell’azienda: tradizione e innovazione. Tradizione nello scegliere e trattare il caffè, innovazione nel sapersi aprire alle novità: dalle capsule ai coffe shop sparsi per il mondo, dalla formazione dei baristi al latte art (il trend del disegno sul cappuccino) fino ad arrivare al mondo 2.0.
Il racconto appassionato di Carolina Vergnano ha poi lasciato il posto a un vero e proprio corso intensivo sul caffè, tenutoci da Damian Burgess, il coffe trainer dell’Accademia
un piacere per gli occhi... i disegni sulla schiuma, che stavate pensando?!


lunedì 3 novembre 2014

Non per e' per gufarvela, ma...

Giusto un filo di autonomia...
Genitori di bimbi...diciamo dai 4/5 anni in su, a me! 


No, perchè non so voi, ma io ne ho pieni i maroni di genitori di qualchemesenni, unenni, duenni, ancora ancora treenni che elogiano i loro pargoli perfettamente autonomi e collaborativi.


Genitori che si credono pedagogisti perchè la 2enne aiuta ad apparecchiare o si allaccia le scarpe.

Madri che si sentono la reincarnazione della Montessori perchè la figlia al primo anno di materna si leva i vestiti e li mette nella cesta della roba sporca o la aiuta a svuotare la lavastoviglie.

Padri che si sentono Gesù Cristo-lasciate-che-i-bambini-vengano-a-me, perchè il 3enne si infila da solo i calzoncini e la maglia o si lava le mani da sè.

E non solo si sentono un capo scout, ma ci ritengono dei coglioni sottosviluppati, neanche degni di un'orchite, eccheccazzo.

Fenomenologia della mamma: una mamma fortunata

La fenomenologia di oggi esce dagli schemi.
Non è farina del nostro sacco, ma di una mamma che ci ha scritto la mail che pubblichiamo.
Conserviamo il titolo che ha voluto questa mamma, anche se qui non è solo la mamma ad essere fortunata, ma tutta la famiglia, dove regna un grandissimo amore, da quanto si intuisce.
E noi, che possiamo respirare un po' di questo amore.


"La mamma fortunata è una che, a vederla in mezzo agli altri, non la riconosci a prima vista.
Ha un bambino bellissimo, con due occhioni marroni e lunghissime ciglia, un marito premuroso, una bella casa, un lavoro part-time 8.30 - 14.30 che le permette di passare tutti i pomeriggi con il suo bambino e ad occuparsi della casa.
A volte la vedi un po' stanca, sbattuta e ti chiedi: "Ma come fa ad essere stanca? E' così fortunata!"

Ecco, la mamma fortunata è rimasta incinta appena ci ha provato e ha partorito in 5 ore esattamente nella data prevista per il parto.

Un bellissimo bambino in ottima salute. Che fortuna!

Questo bambino cresce, non senza difficoltà, ma "per fortuna" lei ha nonni e marito che la aiutano.

Quando il meraviglioso bambino compie 13 mesi  "per fortuna" , la mamma fortunata e suo marito si accorgono che il loro bimbo è un po' strano, bizzarro, che fa delle cose che gli altri bambini non fanno.
Lo dicono al pediatra che dice loro di non preoccuparsi.

La mamma fortunata e suo marito, però, non si arrendono. "Per fortuna" esiste Internet, cercano un po', guardano sintomi, trovano informazioni e contattano un altro medico che, "per fortuna", riconosce che esiste un problema.

Un ritardo dello sviluppo, forse autismo, ma "per fortuna" il bambino è ancora piccolo e si può fare tanto.

La mamma fortunata e suo marito si attivano e cercano di fare di tutto per il loro bambino, offrendogli tutte le possibilità, e combattono con medici ottusi e retrogradi che gli offrirebbero due ore alla settimana di psicomotricità "che tanto basta così, il bambino è piccolo e non va stressato".

La mamma fortunata e suo marito trovano un istituto fuori regione, la mamma fortunata frequenta un corso di formazione per terapisti e finalmente trova la chiave giusta, la terapia che funziona per suo figlio.

E' stressante, è costoso (quasi interamente a carico della famiglia, 1000€ al mese), tutti i giorni hai terapisti che girano per casa e vengono a "giocare" con tuo figlio, ma funziona.

La mamma fortunata è felice perchè finalmente il suo bimbo di 30 mesi ha iniziato a parlare!

La mamma fortunata è fortunata davvero perchè:

Aveva a disposizione le risorse culturali per riconoscere il problema del suo bambino

Aveva accanto un marito che l'ha supportata ogni singolo giorno in questo percorso

Ha avuto la caparbietà di non credere a quello che le diceva il primo dottore di turno

Ha le risorse economiche (e lo spirito di rinuncia e sacrificio) per offrire al suo bimbo la terapia più adatta.

Questa è solo la mia storia, ma vuole essere un messaggio per tutte quelle mamme che si trovano nella stessa situazione o che sono ancora nell'incertezza, che non sanno cosa fare, che stanno cercando di capire.
Fidatevi del vostro istinto, se vi sbagliate non c'è problema, avrete fatto fare una visita in più a vostro figlio; se avete ragione il tempo è prezioso e la terapia precoce importantissima.

La terapia in questione si chiama ABA ed è riconosciuta in tutto in mondo (e anche dalle linee guida del Ministero Italiano della Salute) come l'unica terapia comportamentale (basata sul gioco, ve lo posso assicurare!) efficace contro l'autismo. Però si sa, l'Italia è un paese coerente, e siccome è una terapia costosa, seppur efficace e riconosciuta, se la vuoi, te la paghi!

Si, sono una mamma fortunata perchè ieri sera mio figlio mi ha detto "Boa notte mamma" e "ti oo bene". 

Sembra poco ma per me non esiste fortuna più grande che vedere ridere mio figlio!"


Teniamo a precisare che non conosciamo il metodo citato, abbiamo fatto qualche ricerca e ci sembra serio e comprovato, ma è comunque un atto di fiducia verso questa mamma che ci ha subito conquistate, e che ci autorizza a dare il suo indirizzo mail a chi desiderasse confrontarsi con lei e avere ulteriori informazioni.



domenica 2 novembre 2014

Pasta al tonno... al sapore di Prato!

Una delle cose che manca di più agli italiani all'estero è ovviamente il cibo di casa. Io che sono toscana, e che sono cresciuta con un padre pescatore e cacciatore e una mamma che non comprava una merendina nemmeno  per sbaglio, sono abituata ai sapori genuini. Per me le materie prime sono fondamentali, e preferisco mille volte una fetta di pane (buono) con dell'olio (buono) a mille piatti elaborati e succulenti. 


Cerco di insegnare il gusto per le cose buone e semplici anche alle mie figlie, ma vivendo in Francia non è semplicissimo. Per questo ogni volta che viene a trovarci mia mamma le chiedo di portarmi qualcosa (immancabile la finocchiona... qualche volta pure le salsicce!), all'aeroporto compro l'aceto balsamico e agli amici che salgono in auto chiedo l'olio. 


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