L'insostenibile vita sociale dei bambini (e, nostro malgrado, dei genitori)

Share this...
Share on FacebookPin on PinterestTweet about this on TwitterShare on LinkedInEmail this to someone
Qualche settimana fa parlavamo della mamma sociopatica proprio mentre io mi chiedevo come si faccia a sopravvivere all’insostenibile vita sociale dei figli, (sommata a quel che resta della propria).

Signore e signori, non so voi, ma io, che pur sono sempre pronta alla chiacchiera, al confronto, alla conversazione intelligente…ok, va bene, sono sempre pronta allo sparare minchiate munita di bicchiere di prosecco, ebbene…
rantolo.
Rantolo tra una festa di compleanno di un compagno dell’asilo e una di un compagno della scuola calcio o di nuoto, tra una festa di Halloween e una di Natale, un cinema tra amichetti e un Mc Donald al pranzo del sabato…

Nunjelafo
Ma da quando i bambini hanno una vita sociale che manco la più mignotta del liceo? 

Che poi…volete la verità?
Eccola.
Si apre l’armadietto.
Cazzo, un foglietto colorato e glitterato.
‘Mamma è il compleanno di Ginny! “
“Li mortac…che figata amore!”
“Andiamo, vero? Ci vengono TUTTIMIEIAMICI!”
Effigurati. 
A quel punto ricevi telefonate del tipo: 
“oh kla, ci vieni al compleanno di Ginevra?”
“E che?  Possiamo mancare?!”
“Porto prosecco? “
“Brava!”
“Emmminchia, dobbiamo pur sostenerci, no? Saicchepppalle?!”
“No, no, infatti! Porta! Porta! E che sia ghiacciato eh!”
Poi si va.
I bambini si saltano in testa l’un con l’altro per la gioia, qualcuno perde un dente,  qualcuno ha in mano lo scalpo di un altro, urla, pianti, grida, risa, pizza ovunque, pezzi di torta passano sopra le teste e atterrano su cappotti di sconosciuti, qualcuno resta immobile causa scarpe incollate a terra per la coca cola (senza caffeina) rovesciata da qualcun altro.
Tutto normale. 
Solito.
Ma alla fine poi non ce ne si va mai.
L’ultima festa è finita coi papà attaccati a un biliardino a darsi la rivincita e la rivincita della rivincita e la rivincita della rivincita della rivincita e le mamme immerse in infinite conversazioni.
E i bambini sfranti che chiedevano di andare a casa. 
Per dire.
Perchè alla fine – love is in the air – se si è aperti, se ci si butta, se ci si prova, se non si guarda da dove vengo io e da dove vieni tu,  che lavoro faccio io e che lavoro fai tu e se si ha anche fortuna di non essere circondati da sociopatici, anche noi genitori ci si diverte.
Oppure – stop Love is in the air – il segreto è un altro, unico e solo: 
il prosecco ghiacciato.

Tags from the story
Written By
More from Klarissa

Di tempo pieno, attività e lagne.

Share this...Noi mamme siamo incorreggibili e ci piace l’autoflagellazione, si sa. Sappiamo...
Read More

25 Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *