giovedì 19 febbraio 2015

Non tutti i mostri vengono per nuocere

Poco fa ho visto che la mia collega blogger Ceraunavodka è stata intervistata da D di Repubblica (brava!), nell'ambito di un articolo sulle pessime madri (qui).

Lei è un po' come me, io mi definisco mostro da sempre, lei si definisce pessima, ma siamo lì.

Però diciamocelo, io (come lei mi pare) mi ritengo "mostro" per la mia scarsa vocazione al sacrificio materno, perchè ho lasciato i pargoli dai nonni sin da subito, perchè li ho sempre fatti dormire nella loro stanza senza alcun problema di coscienza (come ho detto, loro apprezzavano, tranquille, mica li lasciavo là urlanti), perchè se ne ho la possibilità (cioè due volte l'anno) scelgo una cena a due alla pizzata delirante a quattro.
Ma se ho pigramente e forse anche egoisticamente scelto di non piegare i miei istinti poco materni, ho comunque sempre sempre avuto come priorità la loro felicità.

Ok, lo so che alcune delle nostre amabili lettrici considerano far dormire i bimbi nella loro stanza un omicidio alla loro autostima ma io no, non lo penso per nulla e ne ho la prova sotto il naso. Ma son certa che se avessero pianto, manifestato disagio in qualunque modo, mi sarei comportata diversamente (pur cercando di ottenere comunque, con calma, quella che era una mia necessità, cioè il letto per me).


Idem per i bimbi lasciati dai nonni. Lo so che ci sono mamme che non si separano dalla prole fino alla maggiore età. Per me invece "la boccata d'aria" era indispensabile.
I miei bimbi, grazie a questo, hanno un ottimo rapporto con i nonni, da cui spesso si sono fermati a dormire, e con le cuginette, che se li coccolano quando sono dai nonni.
C'e stato però un periodo, intorno ai due/tre anni di Mirtillo, in cui lui non ne voleva sapere di stare là da solo. Va bene, preso atto e non l'ho più lasciato, fino a che non è stato lui a chiedermelo di nuovo, un anno dopo o giù di lì. Non mi è mai passato per la testa di lasciarlo là contro la sua volontà, solo per un capriccio mio.

Ora questi momenti sono quasi spariti dalla nostra vita, visto che Mirtillo va a scuola e non può più andarsene in giro a piacimento. E mi mancano, lo ammetto, quelle due o tre giornate al mese da "fidanzati". Mi mancano da morire.

Ma in fondo, a ben vedere, la mia mostruosità si riduce a poca cosa. 

Tanto che anche la sottoscritta è rimasta allibita di fronte alla prima intervista nel suddetto articolo di D: dove la signora dichiara di non aver mai cambiato un pannolino in vita sua, di non essere mai andata ad una recita delle figlie, di rimanere fino a tardi in ufficio senza sensi di colpa perchè tanto "le figlie sono serene".

Io sensi di colpa ne ho avuti a bizzeffe, e lo sapete bene. Non per quelle (poche) serate a due, non per il lettino, non per gli aperitivi con le amiche, non perchè ho consapevolmente scelto di non immolarmi ad un ruolo totalizzante di mamma, ma per tutte le volte che sono andata a prenderli a scuola ed erano gli ultimi, per tutte le feste di compleanno che gli ho fatto perdere o ho dimenticato, per tutte le volte che non li ho portati dal pediatra o lasciati davanti alla tv per finire un lavoro, per tutto questo sì, eccome. E mi taglierei un braccio piuttosto che mancare ad un evento importante per loro.

Ecco, tante volte credo che affermare "i miei figli sono sereni" sia, oltre che una balla (e tu che ne sai? specie se non ci sei mai), anche un alibi. Sembra infatti dire "son sereni quindi sono una brava madre". Eh no bella, magari son sereni perchè hai culo, per indole, perchè hanno una brava tata, baby sitter, maestra o un bravo papà. 
O magari stanno di merda ma non te ne accorgi.
E soprattutto, ci rivediamo tra 15 anni. Saranno altrettanto sereni? 

Credo che a tutto ci sia un limite, che sia giusto non annullarsi come donne, come lavoratrici, come mogli, per dedicarsi in modo totalizzante ai figli, ma al contempo credo che se i figli ci sono, per scelta o per caso (e nessuno obbliga a diventare madri, se le priorità sono altre) devono comunque essere il primo pensiero. I bambini hanno bisogno di una mamma e un papà presenti, di viverli. Che poi, a mio avviso, non abbiano bisogno di viverli 24h al giorno o giù di lì, e che anzi abbiano bisogno pure loro, come noi, del loro spazio, è un altro discorso. 

Sia chiaro, questa vuole essere una riflessione generale, non mi rivolgo a quella signora in particolare, voglio credere che siano state dichiarazioni anche un po' estremizzate e finalizzate all'oggetto dell'articolo, e soprattutto ne ho abbastanza di gente che consiglia di legarsi le tube, come è di frequente avvenuto in questo blog.

Ma va così, oggi grazie a questa lettura, mi sento un'ottima mamma.

E i miei figli sono sereni. 

Forse. 
O forse no.
In effetti, no.




27 commenti:

  1. condivido in pieno questo post! adoro i il vostro blog come quello di ceraunavodka, mi rivedo tantissimo in quello che scrivete e sono l'esatto contrario di una madre perfetta, anzi! la mia boccata d'aria è sacrosanta e il letto per me è solo mio e di mio marito, per non parlare dell'allattamento, santo mellin!!! ;-) ma l'intervista che ho letto alla prima mamma dell'articolo mi ha inevitabilmente generato un giudizio (negativo) nei suoi confronti…ok, io sono la prima che dice che la donna non si deve annullare per un figlio, però sinceramente questa mamma sembra che abbia annullato il figlio nella sua vita! nonostante le mille difficoltà che una mamma incontra all'inizio, dovrebbe essere una cosa bella poter partecipare alla recita (io già penso a quanto mi commuoverò) o essere presente quando i nostri cuccioli fanno i loro primi progressi…insomma, a sto punto questa mamma poteva prendersi un cane, come direbbe qualcuno!!!!

    ale

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  2. Sono molto in sintonia con quello che scrive Morna.
    Per esperienza personale mi sono formata un'idea sull'importanza della presenza dei genitori nella vita dei figli sia come quality time ma anche come quantity time. Mio padre era via per lavoro dal lunedì al venerdì e se c'era da lavorare lo faceva anche al weekend. Noi lo vedevamo pochissimo e quando c'era, non aveva voglia di passare tempo con noi per fare le cose che a noi piacevano. Si è perso gran parte delle ricorrenze importanti e non si è mai minimamente interessato del nostro andamento a scuola (mai andato una volta a parlare con un professore per fare un esempio). Io ho sempre avuto un carattere piuttosto forte e flessibile e la sua mancanza me la sono gestita bene e ho sempre approfittai di tutte le sue altre qualità che erano tante. Al contrario mio fratello ne ha sofferto tantissimo per via di una sua forte insicurezza di base e un carattere più schivo. L'adolescenza di mio fratello è stato un periodo complicato per lui e per tutti noi in famiglia e il seguito è stato pure peggio con una conflittualità che ha avvelenato gli ultimi anni di vita dei miei genitori. Ci sono tantissimi fattori che possono fare scivolare addosso oppure causare conseguenze dovute all'assenza costante di un genitore. A me piace passare tempo con le mie bambine così come mi piace anche starne lontano e fare altre cose indipendentemente da loro, ma visto che siamo stati noi a metterle al mondo è la mia responsabilità fare in modo che loro si sentano amate e siano circondate di attenzione e di incoraggiamento. Se un genitore (madre o padre che sia) non c'è praticamente mai, io credo che le conseguenze ci siano eccome.

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  3. A causa del lavoro ho dovuto "mollarlo" a mia madre da quando aveva nemmeno quattro mesi però ho ridotto l'orario (fortunatamente ho molta libertà e, questo meno fortunatamente, al momento non troppo lavoro) e mi basta una mezza giornata per tirare un po' il fiato; il fatto è che fare la mamma full time non fa per me, sogno il giorno in cui potrò trascorrere una serata da sola con mio marito e un paio d'ore per me nel weekend me le prendo. Ma poi mi manca subito e ho voglia di portarlo a passeggio e giocare con lui, non vedo l'ora cresca per poter fare insieme mille cose e non voglio perdermi niente di lui. C'è chi si porta la baby sitter anche in vacanza per poter stare tranquilla con il proprio marito e questo non lo capisco; capisco invece la necessità di "staccare la spina" ogni tanto, magari persino per un weekend intero. Sono insomma d'accordo con quello che scrivi nel post, totalmente.

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  4. Ciao a tutte, eccomi. Allora io pessima mi sento. Mi ci sento perché mi sento inadeguata, perché penso che Pit non sia sereno, che sia annoiato, che sia troppo agitato, che sia, sia, sia… Ma al contempo ho anche bisogno di respirare boccate d'ossigeno, senza bimbi, e allora lo faccio per sentirmi di nuovo in colpa. Che ci volete fare? Dico solo che non ho mai pensato che ci fossero madri peggiore di me perché diverse da me, non ho mai pensato che ci fosse un solo modo di essere madre, non ho mai pensato che ce ne fosse un solo giusto.

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    1. peggiori perchè diverse no, ma peggiori, suvvia, qualcuna direi proprio che esiste ;-)

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    2. bè la prima intervista è allucinante..io spero davvero che sia una forzatura per il pezzo, per fare scalpore..

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  5. Secondo me anche ai bambini fa bene prendersi una pausa dai genitori! Mi sono fatta mille paranoie perchè ho mandato Leon al nido "presto" per poter scrivere la tesi. Ebbene, lui non ha pianto nemmeno il primo giorno e da quando ci va è molto più solare e socievole. Per quanto mi sforzi di intrattenerlo e stimolarlo quando è con me, non posso competere con un prato enorme pieno di bambini (o con certe porcherie che gli danno da mangiare li tipo gelatina alla fragola super chimica)!

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  6. Morna ne ho parlato prima con le mie amiche mamme.
    E' sacrosanto non annullarsi per essere mamme, aver voglia di riposare, di passare una serata/giornata/week end a due, non è questo che rende un genitore un pessimo genitore.
    Il blog di c'era una vodka lo leggo e mi piace abbasta, però resto basita se leggo che una mamma preferisce il figlio in foto al figlio che piange. E non riesco proprio a concepire che un genitore odierno (che sia la mamma o il papà) non abbia mai cambiato un pannolino o non sia presente nella vita del figlio.
    Mi spiace usare una frase fatta, ma perchè fare un figlio se poi lo si lascia crescere e amare da altri?

    Amelie

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  7. Io mi ripeto sempre , per mettermi a posto la coscienza!?!?!?, che vorro' esserci in certe situazioni recite, portarlo ai giardini con altri bambini, ai compleanni, e se un pomeriggio vorrà andare al cinema o stare sul divano a guardare la tv con la mamma...E se ora che ha 10 mesi sta la mattina e metà pomeriggio con la nonna non sta male, almeno così mi sembra...in qualche modo devo lavorare per pagare mutuo, bollette etc..Siamo stati un we a Londra con amici e senza pargolo, e quando siamo tornati era sereno perché è stato bene!!!E' sereno, mangia dorme ride...Se saremo delle "brave mamme" lo scopriremo tra diversi anni...Credo che alla fine si faccia del nostro meglio...

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  8. Io, onestamente, faccio del mio meglio per esserci. Ci sono cose che non mi perderei mai, come il saggio di danza (perché immagino me, piccina, mentre aspetto di salire sul palco), ma anche altre a cui non posso partecipare, tipo la festa di Natale o di Carnevale della scuola. Senza recite eh, solo festa. Non me ne faccio un cruccio, sono a lavorare. Uguale, quando le mando da mia mamma, mi mancano tantissimo, ma sono sempre a lavorare. E sono sola, non credo di dovermi sentire in colpa perché sono felice di poter tirare un po' il fiato.
    Vacanze senza di loro non ne ho mai fatte, ma conto di farle. Come tante ne farò con loro.
    Il fatto è che, come in ogni cosa, bisognerebbe non farsi prendere dalle esagerazioni, dagli estremismi. Scegliere la via di mezzo, insomma.
    Ok, mi piace quando le mie bambine dormono e io mi infilo in vasca con la schiuma e la musica. Ma spesso, quando esco dall'acqua, vado a guardarle dormire, a raccattare il doudou caduto dal letto, a rimboccare loro le coperte. Sono le mie bambine.

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  9. Tra l'altro, io ho avuto un padre che non ha mai cambiato un pannolino, dato un biberon, non si è mai alzato la notte, non è mai andato a parlare coi professori, ecc. Ma è stato il mio più grande sostenitori, e anche se non lo vedevo tutti i giorni, a volte il weekend non c'era, ecc, ha saputo trasmettermi il suo amore, il suo rispetto e molte altre cose che hanno fatto di me una donna sicura. Il segreto? Non aveva sensi di colpa, immagino.

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  10. Io, una di quelle figlie che "vediamole tra 15 anni", l'ho conosciuta. Lei è i suoi due fratelli. Mamma sempre in viaggio, nota ricercatrice di una altrettanto nota casa farmaceutica. I bambini accuditi costantemente dalla tata. La frase che più sovente la mia teenager preferiva era "Vedi? Non c'è mai. Preferisce tutto il resto a noi. Mi chiedo perché ci ha fatti. Se doveva far allevare i figli da qualcun altro, mi chiedo perché non si sia presa un cane".
    Tristezza, eh?

    Rominav

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    1. E' anche vero che a 15 anni la critica alla madre la fai qualunque madre tu abbia...però, triste, sì.

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    2. Gli adolescenti le critiche le fanno, è vero. Ma se sono critiche di questo tipo sono davvero tristi.
      Io non critico l'assenza dovuta al lavoro (vedi Anya e suo padre), ma il fatto di non voler essere dei genitori per i propri figli. Perchè se tu li lasci sempre ad altri, non ti curi di loro, non hai interesse per quello che fanno, non li metti mai al primo posto nella scala delle priorità per me non vuoi essere un genitore.

      Amelie

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  11. Eccomi, mamma mostro a rapporto! Io per lavoro resto fuori casa 12 ore 5 giorni a settimana e nonostante questo ogni tanto al weekend mi prendo qualche ora per me sbolognando le pupe (1 e 4 anni) al papi o ai santi nonni.
    Ho potuto prendere tra prima e dopo 1 anno di maternità e l'ho fatto. Due volte. Per loro, perché io sarei rientrata al lavoro di corsa anche prima.
    Per questo lavoro che mi piace e che mi impegna tanto devo fare i salti mortali correndo gran parte delle mie giornate, ma anche se stanca rientro felice e soddidfatta e preferisco passare la serata senza essere la musona isterica che sarei in versione casalinga disperata. Anche e soprattutto per loro che non si meritano una mamma sclerata.
    Per la recita di natale che le simpatiche maestre hanno fissato alle 14 in modo da finire pure la loro giornata di lavoro in anticipo sono andata al lavoro un'ora prima del solito, ho lavorato fino alle 13.15 senza pause e mi sono scapicollata per i 55km tra lavoro e casa arrivando all'asilo in tempo e senza aver pranzato. Con la promessa al capo che in caso di bisogno avrei proseguito il lavoro dopo le 16. Per fortuna non c'è stato bisogno altrimenti sarei morta. :-P
    Loro vengono sempre al primo posto. Se c'è bisogno. Altrimenti è giusto che vivano la loro giornata all'asilo (nido e materna che adorano), dopo le 16 coi nonni (io dico sempre che brave e belle come sono se le strameritano quelle 3 ore al giorno di stravizi e stracoccole!) e colazione/cena con me e se riesce col papi.
    Al mattino lascio due bimbe felici e sorridenti e così le ritrovo la sera. Weekend, feste e vacanze sono tutte con loro, certo qualche ora di stacco saltuaria ci vuole. Ma noi così ci troviamo bene. Tutti e 4. Più i suoceri, quindi tutti e 6.
    Ah ovviamente dormono in cameretta da sempre. :-D

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  12. "Il mio piccolo piange quando a fine giornata lo vado a prendere all’asilo, mentre gli altri bambini piangono al mattino quando si separano dalla mamma"... Ma non si rende conto??

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    1. Tu dici? Effettivamente non si capisce bene cosa voglia intendere, a me sembrava che se ne vantasse come fosse una conquista di autonomia da parte del piccolo!

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  13. Finché continuiamo a cercare di sopravvivere alla vita da mamma, alla ricerca di un equilibrio tra noi come madri e noi come esseri umani, tra i figli e l'aria che ammettiamo di aver bisogno di respirare, un equilibrio che ci mantenga sane di mente e col sorriso, sempre continuando a farci domande e a porci dubbi, va tutto bene.

    La mamma mostro vera e' quella che non si mette mai in discussiobe, sicura sempre di fare bene.

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  14. Scusate se sono fuori dal coro ma vedo sempre più spesso genitori che si preoccupano di fare i genitori, si informano, leggono, criticano...ma si dimenticano di VIVERE i propri piccoli. Quindi che ognuno viva la propria genitorialità con le capacità e le energie che ha senza sensi di colpa e/o critiche altrui.
    P.S. Sul discorso nonni e giornate di libertà: credo che le persone che criticano sono quelle che non possono avere questo privilegio! E non è una scelta!

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  15. Vi posso assicurare che le conseguenze si vedono alla lunga....io ho visto un mio cugino piangere al funerale della nonna rinfacciando alla madre che "quella" era stata la sua vera mamma e non lei.......chissa' che soddisfazione in quel momento per la vera mamma.......eppure quando gliel'ha detto aveva 26 anni ed era pienamente consapevole, non era il capriccio di un bambino.......alla lunga anche i bambini si ricorderanno chi avevano vicino quella volta che sono stati male o quella volta che la maestra ha chiesto della mamma e si e' vista arrivare la tata ( o la nonna )......i ricordi di una vita non li puoi cancellare....poi e' vero che , se vogliono sopravvivere, anche questi bimbi devono farsene una ragione e farsi un "scorza dura" verso l'esterno..........io ho sempre lavorato da quando il mio piccolo aveva 4 mesi, fortunatamente sono una libera professionista e posso gestirmi il mio tempo, chiaramente ho anche bisogno di qualche aiuto ma lui e' sempre al primo posto......ora ha 12 anni e quando sento il suo migliore amico che si lamenta dicendo della madre" tanto lei non c'e' mai....." mi si stringe il cuore e dico sempre a mio figlio di stare vicino a questo amichetto ( che spesso ha atteggiamenti sbagliati proprio perché non e' seguito bene da nessuno) cercando di spiegargli che a volte ha degli atteggiamenti sbagliati proprio perché e' un bambino solo....alla faccia della carriera della sua mamma che chiaramente, non puo' mai lasciare l'ufficio.....e comunque a volte anche i nonni non sono cosi' positivi, a volte meglio con una tata che con una nonna iperansiosa come la mia ........vedranno alla lunga.....

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  16. Che palle tutte ste mamme con la verità in tasca...tutte li a lanciare anatemi sul futuro e tutte bravissime, bellissime e con figli fantastici e sereni...che strazio siete. Chissà come stresserete i vostri figli a furia di paragoni e giudizi sugli altri...una vita d'inferno in ogni caso! V

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  17. cara complimenti x il post bellissimo e molto simpatico...io ti ammiro tante cose purtroppo con mia figlia pur consapevole che sono giuste tipo lasciarla x uscire con mio marito o farla dormire da sola (sono solo esempi) non sono riuscita a farle in passato e tutt'ora che ha quasi due anni e dico purtroppo perchè sono cose utili alla sopravvivenza personale, di coppia.... le mamme perfette non esistno e chi si spaccia per tali io le odio da morire, soprattutto quando danno consigli e opinioni che nessuno a chiesto ogni mamma deve agire come meglio crede.un abbraccio e buona serata

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  18. Che bel dibattito.. e in toni civili come dovrebbe essere sempre... rientrata a lavoro a tre mesi.presente.. ma con la cucciola c'era santo papà.. recite cerhiamo sempre doiesserci.. uno dei due almeno.. intercambiabile. Poi se riusciamo a esserci tutti e due ben venga.. perché ci piace esserci! Lei ha dormito in camera nostra fino all''anno perche io se no non mi addormentavo (sob.. ansia malefica) e poi per fortuna ha adorato il letto nuovo. Le volte che è entrata nel lettone ho sloggiato io perché il sonno è. sonno... però una cosa... di questi tempi ci sono genitori.che lavorano lontani e a tempo pieno entrambi per necessità.. e magari ci stanno già sufficientemente male.. e si giocano ai dadi le.ferie e le giornate libere per farcela.. e si sono organizzati.. e sono pure fortunati perché sono in due.
    Contesto anch'io la negazione del figlio come scelta.. per il resto se una ci prova.. con le sue forze e necessità, con le sue risorse e con le sue debolezze, ricordandosi che il figlio ha doritto di esistere ed esprimere bisogni, e che il sacrificio può esere un insegnamento ma non una regola,sistematica da ambo le parti direi che già è a buon punto. Poi beh. sui confronti tra quindicenni e su chi fa meglio/peggio non entro. La mia di anni ne ha due ma mi sentirò fortunata e un pochino brava se a 15 saprà mandarmi a.quel.paese con discreto garbo. Senza troppo astio. E soprattutto potrà in Qualche momento dirmelo.in faccia... di più non oso sperare. Perché temo.molto.più a) quelli he non ti ci mandano, non si ribellano, non osano contestare, spesso,hanmp solo troppa paura di rompere gli equilibri nel farlo, e questo da più male di,un,non c'eri, perché resta dentro senza scampo e b) quelli che il bisogno di mandartici proprio non lo sentono perche per loro non esisti!

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  19. Solo una cosa: ma perché non si parla mai dei padri in queste occasioni? Magari la Tipa dell'intervista ha un marito che non lavora e si dedica solo ai figli... Cos'è un uomo non è bravo quanto una donna ad accudire figli e casa? Poi però quando sul lavoro ci sentiamo discriminate non ci lamentiamo se lo facciamo per prime noi... Ovviamente non è una critica, solo una provocazione. Nella mia famiglia io sono e sono sempre stata il sostentamento economico, quella che guadagna di più e che fa più carriera. Ovviamente sono anche quella che lavora di più. A volte non mi piace, me e così che funziona il nostro equilibrio. Mio marito però con i bambini è un santo, tiene la casa pulita, cucina bene e spende meno di me x la spesa... Ad ognuno il suo modo di vivere la famiglia, basta che funzioni! Ps: anche certe mamme che non lavorano ma sono sempre attaccate al telefono su facebook non sono proprio un bel esempio...

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  20. Credo che l'essere o non essere stato un buon genitore si possa giudicare solo alla fine, quando i figli sono grandi.
    Se sono sereni, equilibrati e c'è un rapporto fatto di affetto ed autonomia da entrambe le parti, allora è andata bene.
    Come ci si arrivi è faccenda con troppe variabili ed incognite perchè davvero si possa dare un giudizio.
    In fondo, ben venga una tata full time se è meglio di una mamma anaffettiva, no? E quindi brava quella mamma che si sa giudicare così bene da fare questa scelta.
    La ragione per cui poi, una donna così abbia fatto figli è interessante sociologicamente, ma diversa dall'essere stata o meno in grado di allevarli nel modo migliore.
    Per la mia esperienza familiare, è meglio un genitore con una vita piena ed interessante che uno che si immola per i figli ai quali poi presenta (volontariamente o involontariamente) il conto del suo sacrificio.
    Detto questo, noi cerchiamo un equilibrio, il nostro, che non è fondato tanto su cosa si deve fare per essere bravi genitori quanto su quello che si può fare per essere una famiglia (ragionevolmente) felice ed unita.
    Sensi di colpa ne ho, ci potrei anche organizzare una sagra, però cerco di non farli pesare sui bimbi

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  21. che bello leggere questa parole e sapere di un essere una madre degenere per non voler la pulce a letto (fatto pe 15 giorni ma poi stavamo sclerando entrambe!!!) e a 2 mesi dalla sua nascita essermi presa una serata libera con le amiche ( e qui devo ringraziare il papà che mi sprona a prendermi i miei spazi)

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