Una mostra d’arte spiegata ai miei figli (Tutankhamon, Caravaggio e Van Gogh)

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il soffitto della mostra era un bellissimo cielo stellato
Qualche giorno fa ho partecipato ad un evento bellissimo organizzato da Segafredo Zanetti: un gruppo di circa 25 blogger è stato invitato a Vicenza, per partecipare ad una visita serale e privata alla mostra Tutankhamon, Caravaggio e Van Gogh “la sera e i notturni dagli Egizi al Novecento”, con l’introduzione del curatore Marco Goldin.
L’idea era rappresentare la sera e la notte,  non solo come “rappresentazione grafica”, ma anche e soprattutto come sentimento interiore. 
Sulla base di questo concetto le opere non sempre seguivano un ordine cronologico, ma spesso erano associate per cromatismi, o sensazioni, o “intuito”: come la straordinaria associazione tra la maschera del giovane re Tutankhamon, morto giovanissimo eppure oramai immortale, e il meraviglioso bassorilievo di Antonio Lòpez Garcìa, che rappresenta la moglie pacificamente addormentata in un appartamento borghese della Madrid del 900. 


La mostra è disposta in sei sale, contiene 115 opere, e proprio per la sua varietà è facilmente apprezzabile anche dai meno avvezzi alle gallerie d’arte. La nostra guida Giulia era davvero bravissima ed appassionata, si vedeva quanto amasse quelle opere ed il suo lavoro, mi ha fatto apprezzare anche quadri astratti che non ho mai capito davvero.
Ma non voglio parlarvi della mostra, che personalmente ho molto amato e vi consiglio, augurandovi di trovare tempo più clemente del diluvio universale che ha accolto noi, ma di come ne ho parlato ai miei figli.
Lo confesso: non li ho mai portati ad una mostra d’arte. Un po’ perchè non ricordo, nelle vicinanze, esposizioni che mi sembrassero piacevoli, un po’ non credevo che a dei bimbi piccoli potesse interessare. Li ho portati a musei di scienze naturali, dell’aeronautica, cose insomma pensate proprio per i bambini.
Beh, sbagliavo eccome, e voglio rimediare al più presto. E credo che li porterò proprio a questa mostra, per rivedere alcune opere che sono entrate nel mio cuore, e anche nel loro.
Dicevo, appena son tornata dall’evento han subito voluto vedere le foto che ho scattato, e il loro sguardo e il loro stupore mi ha lasciato senza parole:
“ma davvero è un quadro???” “Nooo, è una fotografia!!” “Ma come ha fatto???” “Ohhhh  questo è il mio preferito!!” “Chi è??” “Van Gogh? Mamma voglio vedere tantissimi quadri di Van Gogh, mi porti?”
le finestre aperte sulla notte, di Antonio Lòpez Garcìa …
…  grande scoperta di questa mostra

I colori di Caravaggio sorprendono anche i bambini

Guardate questo abito: non sentite la croccantezza della seta sotto le dita? Beh, anche i bambini, ve lo assicuro

Thomas Gainsborough “Isabella, Viscontessa, 1769 (particolare)

 Ecco il mio grande amore della mostra: “l’isola di Grand Manan” di Frederic Edwin Church: ho fatto vedere i particolari ai miei bimbi, che erano assolutamente esaltati

questo sole abbaglia sul serio, incredibile….


“Ohhhh, ma sembra una fotografia!!!! “
“Guarda, ha pescato un pesce!!!”
“ma le stelle brillano!! C’è una lampadina dietro?”

 E poi lui: la bellezza, davvero,  è apprezzata ad ogni età…

“mamma, io adoro Van Gogh, ma davvero è morto senza nessuno che lo apprezzava?”

 Un doveroso ringraziamento a Segafredo Zanetti, che ci ha trattato davvero benissimo: grazie di cuore!!

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13 Comments

  • Beh, sembra proprio che questa mostra sia stata una bella sorpresa per te!

    Essendo una storica dell'arte, credo proprio che mio figlio non potrà proprio salvarsi dalle mostre d'arte! =) E San Francisco da questo punto di vista offre opportunità molto diverse rispetto a quelle italiane… proprio oggi andremo a vedere la mostra di Keith Haring qui!

  • L. viene trascinato ad ogni sorta di mostra in città e non.
    Per Van Gogh poi ha una passione sfrenata, grazie ad una bellissima mostra alla Fabbrica del Vapore di qualche anno fa. Riconosce un Van Gogh a distanza, è inconfondibile ed esercita un particolare fascino sulle belvette.
    All'arte i bambini vanno educati, come a tutto.
    Brava! Portaceli!

  • Io ho già portato i bambini a qualche mostra (Picasso e la modernità spagnola) e museo d'arte (Uffizi) ed è stato stupefacente per me vedere come si sono appassionati e come seguivano le spiegazioni dell'audioguida (quella apposta per bambini) e si impegnavano nelle varie attivitá da fare seguendo la mostra. Ma la cosa più entusiasmante e divertente è sentire le loro interpretazioni delle varie opere… un vero spasso!! 🙂

  • A parte Morna che ti invidio tantissimo per questa mostra, mentre ci mandavi le foto rosicavo da morire!!
    Detto questo, proprio ieri abbiamo portato la P1 ad un compleanno all'interno del Musée du Quai Branly. Per noi è stata l'occasione per visitarlo con la P2 (che ovviamente ha dormito tutto il tempo…). Credo che i bambini possano sempre divertirsi nei musei, soprattutto se li coinvolgiamo raccontando loro delle storie. Ora vorrei portarle a vedere la parte egizia del Louvre, la mia preferita, ma esito per le mummie… Ci penserò!

    • Ti conforto sì e no per le mummie.
      La prima volta che Leo ne ha vista una è scappato. Credo avesse 4 anni.
      Ed era appassionato (come può esserlo un 4 enne, eh!) di egizi & co. Chissà perché. ..
      Le successive, sapendo ormai cosa fossero e avendo digerito la cosa, si è fermato a studiarle con attenzione, ma sempre con molta circospezione.

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