mercoledì 15 aprile 2015

Perché la mamma è più importante del papà?

Oggi un pensiero mi frulla per la testa. E proprio non se ne va.
Perché se una donna lascia il lavoro e resta a casa a badare ai figli è considerata assolutamente normale, anzi, fa una cosa che tutti dovrebbero fare (su, nella nostra società si pensa ancora che un bambino, per crescere bene, abbia bisogno della mamma full time), mentre se lo facesse un uomo, se un uomo lasciasse il lavoro per stare a casa con i figli, lo prenderebbero tutti per rincoglionito?

Perché il bambino ha bisogno della mamma ma non altrettanto del papà?

Perché ad una mamma è richiesto sempre di più? Perché è scontato che faccia sempre di più?

E non ditemi che non è così, perché non è vero. Nell'idea comune c'è questo. C'è che la mamma sempre e comunque è tenuta a dare di più perché... boh, perché?

Perché l'ha portato in pancia nove mesi?
Perché l'ha partorito?
Perché l'ha allattato?

Non so darmi una risposta, veramente.


Quando sono diventata mamma, ho preteso che mio marito si occupasse delle figlie in egual maniera. All'inizio non lavoravo (avevo dato le dimissioni per trasferirmi a Parigi), quindi ero io che avevo in carico la maggior parte delle cose, ma comunque lui faceva il suo.

Eppure eccomi qui, a fare molto, molto, molto di più. Perché guadagno meno? 

E non è per parlare di me, lo prendo solo ad esempio per riflettere sulla differenza tra ciò che è socialmente accettabile per un padre e ciò che invece è per una madre. Io accetto la mia situazione, ma proprio non capisco perché questa situazione possa essere considerata accettabile dalla società, mentre ribaltandola non lo sarebbe affatto.

È giusto? È giusto che siano le donne a prendere sempre il carico più grosso dell'essere genitore? In una separazione, perché nella stragrande maggioranza dei casi i figli stanno con la mamma? È normale che sia così, no?

Per il lavoro, mi direte che gli uomini in generale hanno posizioni migliori e guadagnano di più, quindi è normale che, se qualcuno deve stare a casa, sia la donna.

Un padre che vive a 10.000km dalle proprie figlie e dalla moglie non fa tanto scalpore, ma se l'avessero proposto ad una mamma?

Ma soprattutto: l'avrebbero mai proposto ad una donna? Ad una madre? Siamo seri.

E si torna lì. Perché anche se si dice che entrambi i genitori sono importantissimi, poi "la mamma è sempre la mamma"? Che minchia vuol dire?

Non ho ancora trovato la risposta. E voi?

32 commenti:

  1. SANTE PAROLE
    Nemmeno io ho una risposta.
    So solo che io ho mille sensi di colpa, perchè li lascio troppo con la baby sitter, perchè posticipo una visita medica, perchè gli faccio saltare la lezione di sport. E mentre lavoro ho sempre un angolo del cervello in modalità recettiva "ho pagato la mensa? Ho pagato la gita? Ho preparato la borsa di ginnastica? Ho preso il regalo della festa? Ho avvisato baby sitter?" e mille altri.
    Il padre (che, intendiamoci, a casa fa più di me), quando esce dalla porta stacca il cervello, e i figli non esistono più finchè non rientra. Quindi mi chiedo: cosa succederebbe se fossero i padri ad avere più responsabilità casalinghe? Perchè me li vedo i miei figli arrivare a scuola con vestiti di 3 taglie più piccole, a mangiare pizza surgelata o wurstel tutte le sere, a ignorare l'esistenza di pediatri, dentisti e simili, ad ignorare l'esistenza di qualsiasi attività extrascolastica....

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    1. è quello che dico anche io a lui...che è bravino dai quando torna ci sta coi bambini più che può fino allo sfinimento. però nel suo cervello maschile non esiste nemmeno pensare che sia il caso di una visita dal pediatra, a decidere qualcosa per loro, non so gli servono vestiti nuovi, le scarpe sono piccole, l'asilo estivo che facciamo, le vacanze, etc etc... ma non ci possiamo pensare tutti e due? magari lui pensa al reparto sanitario e io a quello dell'abbigliamento.. ma forse i nostri figli maschi saranno padri diversi

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  2. Me lo sto chiedendo anche io. Ma sembra che anche la psicologia vada in questo senso...io non sono psicologa ma mi hanno sempre detto e ho sempre letto che secondo loro nei primi 3 anni di vita del bambino la mamma è la figura più importante. Anche all'asilo quando chiedo ma perchè con me fa lo stronzo? Mi dice l'educatrice perchè tu sei la mamma, la tragedia è proporzionata al valore della persona. Quindi io sono più importante io mi cucco la tragedia maggiore. Che culo! Ma supponiamo che sia vero questo, che effettivamente in natura siamo noi che li portiamo in pancia e che psicologicamente, inizialmente, ci sia questo squilibrio a favore/sfavore di una madre.....non significa che noi non possiamo cambiare la cosa. Non penso che un bambino che cresce senza madre, se ha un buon padre, sia più infelice di uno che ha avuto la mamma. Altrimenti gli orfani di madre sarebbero tutti infelici e problematici, no? E come dici tu è vero, è normale che un uomo arrivi a casa la sera e veda i figli un'ora, di un uomo si accettano tante cose, di una mamma no. Mi sono sbagliata ma non mi correggo. Volevo dire donna, ma ho detto mamma, probabilmente perchè ecco cado nella trappola di tutti, che una donna a un certo punto sembra essere solo mamma. E io sono stufa, non siamo solo mamme, siamo tutto, e gli uomini hanno il dovere e il diritto anche perchè no, di essere come noi. Gli manca solo l'utero e le tette, ma il resto si può fare benissimo. E facciamolo, chi può e chi vuole, secondo me cambieremmo la società ;-)

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  3. Secondo me il problema è proprio in noi mamme: siamo noi che vogliamo tenere le redini di tutto; se provassimo a dare più fiducia e responsabilità ai padri e a eliminare qualche senso di colpa comincerebbero a cambiare le cose. Perchè nelle separazioni i figli stanno con la mamma? prova a trovare una mamma separata che ti dice che avrebbe lasciato volentieri i figli al marito.....la società siamo (anche) noi e siamo noi per prime che dobbiamo cambiare

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    1. Mah, in alcuni casi è così, in altri, ti assicuro, ti ci trovi e basta. Io ho sempre delegato volentieri a mio marito, ma non mi sognerei mai di andare a lavorare a 10.000km di distanza perché, semplicemente, le mie figlie mi mancherebbero... E come dicevano più su, perché non pensano mai che si devono vestire, portare dal medico, ecc? Perché lo facciamo noi per prime?

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    2. io gli dico sempre non è che le unghie dei tuoi figli si accorciano magicamente da sole! o il wc si pulisce da solo. ormai anche il gatto non si pulisce più da solo!! :-D io ho difficoltà a delegare ma perchè vedo che mentre io faccio 5 cose lui ne fa mezza...allora non conviene. su certe cose ci arriva su altre proprio...probabilmente colpa di un'educazione maschilista normale fino ad ora. comunque conosco una coppia cinquantenne in cui è il padre che si occupa dei pasti etc e sta volentieri in casa con le figlie mentre lei esce e fa sport. lui leggeva le fiabe lui sceglie gli elettrodomestici lui è capace anche di cucire un calzino bucato tra poco. santo subito!!

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    3. Mio padre nato nel '43 stava a casa con me quando ero malata. E' un giornalista e aveva orari più flessibili di mia madre. La mattina spesso mi portava a scuola e mi vestiva e mi ha sempre portato dal medico. Non avrebbe mai potuto vivere in una città diversa, lontano da me.
      I bambini con la madre hanno un legame particolare. Se la vedessero 2 volte l'anno o anche una volta al mese ne risentirebbero. I bambini che non sono stati amati dalla madre per qualsiasi motivo riportano ferite peggiori rispetto a chi ha avuto carenze affettive dal padre. Ma a parte il discorso della lontananza io credo che nulla obbliga una donna nella maggior parte dei casi a fare certe scelte. Le fa perchè ci si trova bene. La società è stata organizzata con forte divisione dei ruoli da millenni quindi cambiere tutto in 20 anni è impossibile. Un mio vicino di casa comunque (spagnolo) ha preso 2 anni di aspettativa e stava lui con i bambini mentre la moglie lavorava.

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  4. Ìo sono mamma senza aver portato in pancia mio figlio, senza aver partorito men che meno allattato. Credevo che per noi fosse diverso, che trovarsi improvvisamente genitori di un bambino che aveva già una sua personalità e un carattere abbastanza definiti, fare insieme tutto per la prima volta significasse annullare o quasi i motivi per i quali la mamma è la mamma. Con il papà siamo partiti dal solito punto eppure è stato diverso. E lui è un super papà ma certe cose proprio non gli vengono, non ci pensa. A me l'asticella della pazienza, terribilmente bassa, si è alzata di scatto, per fare un esempio, in un attimo ho imparato ad essere zen. Non so quali siano i motivi e non credo che nessuna mamma dovrebbe sentirsi costretta ad esserci full time ma per quel che mi riguarda si, c'è differenza.

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  5. Secondo me molto ha a che fare con l'abitudine, la consuetudine. Perché viviamo il retaggio di una società in cui le mamme stavano a casa a crescere i figli e a fare le torte e i padri andavano a lavorare e non sparecchiavano la tavola dopo cena. Il nostro modello culturale di riferimento, il modello culturale di riferimento dei nostri genitori è questo, e lascia nella nostra quotidianità tracce molto più profonde di quanto vogliamo, o siamo disposti, ad ammettere.
    Quindi, se le mamme vanno a lavorare derogano al proprio ruolo di genitori, sei i padri sparecchiano dopo cena sono da encomiare.

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  6. che quesito da 10000000 di dollari e soprattutto che non avrà mai una vera risposta.... nel mio caso mio marito non c'è mai x lavoro, vede la figlia 1/2 ora la mattina e 1 ora la sera io sto con mia figlia, lavoro partime , gestisco la casa e i mille sensi di colpa che ho con mia figlia visto che tra le mille cose da fare sicuramente tralascio cose che forse non dovrei...... essendo mamma il mio lavoro dopo la maternità è andato in fumo e ora il lavoro che spetta alle mamme in Italia fa ridere .... sono davvero senza parole

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    1. ecco questo è grave...perchè i ruoli possiamo cambiarli in casa con impegno ragionando tra moglie e marito...ma fuori il lavoro è tutta un'altra cosa ed è dura. diventare mamma sembra una nota negativa..invece io ho notato che da quando lo sono...sono più organizzata e veloce. una cosa che si può applicare sul lavoro. che ci vengano incontro con nidi aziendali e altre strategie, tele lavoro ad esempio...e sapremmo come dimostrare loro che essere madre non è un ostacolo all'essere una lavoratrice doc. lo dimostriamo lo stesso però con molta più fatica e sacrificio rispetto ad un uomo. e sottopagate e sotto considerate.

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  7. Io mi sento di dire che la mamma e' la mamma. Non per le cose materiali, scuola, sport, pediatra, casa. Dove ancora in molte famiglie tutto e' delegato alle mamme. Ma per una questione di sensibilità, del modo con il quale sappiamo amare i nostri figli. Piccole cose di tutti i giorni che facciamo in modo istintivo e che fanno si che siamo mamme e non babbi. Ciò non significa che i padri amino i nostri figli di meno. Mio marito ama la nostra bimba alla follia, siamo due genitori uniti. A casa non esiste la divisione dei ruoli, siamo entrambi presenti, però ci sono tante situazioni dove lei cerca l'abbraccio della mamma. E non e' questione di abitudine. Mio marito e' orfano di madre da quando era piccolo, sono traumi che difficilmente passano, forse perché il padre ha passato, e passa, la vita a dire: come sono stato sfigato. Ecco, una mamma, una donna, si rimbocca le maniche e sa affrontare tutto con più coraggio. Per questo penso che la mamma e' la mamma.

    Martina

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  8. Domanda da 100.000 punti! E fondamentale.
    Scrivi qualcosa di molto vero, che vale soprattutto per l'Italia (dove maschilismo e arretratezza culturale non sono ancora del tutto scomparsi). Qui in UK per esempio, un padre che sta a casa full-time mentre la mamma lavora non è né strano né considerato male. Per non parlare dei paesi del nord, dove la cosa è ancora più diffusa.
    E allora il problema non è solo culturale, ma soprattutto politico. Perché là dove le tasse si usano, tra le altre cose, per lasciare che i genitori si occupino dei loro figli le coppie possono scegliere davvero chi dei due possa occuparsene.

    Perché stare a casa coi propri bambini, quando si ha scelta e finanze per farlo, è un privilegio assoluto, non una scelta rinunciataria. Non c'è dubbio alcuno (libri di scienza alla mano) che il cervello di un bambino tragga maggiori (ma proprio tanto maggiori) benefici a interagire con una persona principale, e possibilmente con una persona che lo cura perché lo ama e non perché è pagata per farlo. E una persona che continui a far parte della sua vita da adolescente e adulto e non che se ne torni in Ecuador quando lui compie 3 anni.

    Infine abbiamo un problema grosso e piuttosto insormontabile: la biologia. Così come il corpo di un uomo non è biologicamente predisposto a generare figli dobbiamo rassegnarci al fatto che l'accudimento è, biologicamente, una questione di ormoni prevalentemente femminili. Ci possono essere eccezioni e gli uomini possono anche imparare schemi diversi, ma a livello animale l'interazione del cervello del bambino con la sua mamma (nei primi 3 anni di vita soprattutto) non segue gli stessi schemi dell'interazione con il papà. Non c'è femminismo che tenga.

    O noi di questa differenza impariamo a fare la nostra forza, riconoscendone il valore e pretendendo supporto finanziario e sociale adeguato a salvaguardare la nostra importantissima identità di lavoratrici fuori di casa, o siamo condannate all'infelicità eterna. E con noi condanniamo i nostri bambini.

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    1. Ecco io ho studiato con delle femministe che mi hanno insegnato che la differenza sessuale non va negata ma è proprio la nostra forza. Insomma non le femministe via il reggiseno facciamo come l'omo e ruttiamo e non depiliamoci più :-D scherzi a parte, un femminismo che sa rivalutare questa nostra differenza sessuale, quindi la nostra biologica e psicologica predisposizione alla maternità (non in tutte però). E farne una forza. E qui entra in gioco la politica, pretendere appunto il sostegno che ci serve. è vero che sopra ho detto che possiamo scambiarci di ruolo eh, ma riconosco che siamo diversi...si vede eccome. penso entrambe le cose, sono una mamma con 2 sfumature contemporanee :-D. Penso che dipende da ognuna di noi cosa vuole. Perchè vedo quella coppia in cui è lui a fare il mammo e lei si trova benissimo a fare l'uomo vecchio stampo e funzionano benissimo. Ma il punto in cui parli di supporto finanziario e sociale.... è la questione cruciale.Perchè si deve essere aiutati a fare ciò che si vuole fare e ciò che è meglio per la propria coppia e famiglia.

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    2. Ma infatti la mia questione era proprio questa. La mia famiglia è così e va bene così, ma è inutile negare che se io avessi fatto quello che ha fatto mio marito si sarebbe gridato allo scandalo, probabilmente sarei stata considerata peggio della Franzoni, ecc ecc. Delle motivazioni scientifiche, lo ammetto, non sapevo niente. Però boh, non è che mi convincano tanto .Sarà vero nei primi tre anni, ma poi?
      Grazie comunque per questi spunti di riflessione!
      Anya

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    3. io non ho approfondito ma così dicono...però appunto come fanno quelli che non hanno la madre? diventano psicopatici? non credo sia così semplice...e le coppie gay? non c'è una madre lì eppure funzionano benissimo. mentre alcune famiglie con la mamma presente e casalinga a tempo pieno non funzionano. quindi forse noi individuiamo nella madre la persona principale che accudisce per vari motivi più che validi scientificamente e culturalmente ma in casi in cui non c'è si va benissimo anche senza. leggevo su francoise dolto che però la cosa veramente fondamentale è che un bambino sappia che comunque una madre biologica che lo ha generato c'è stata. e lo stesso vale per il padre. che poi sia morta o non sia stata in grado di accudirlo e lui sia alle cure di altra persona non importa. si può vivere benissimo lo stesso anche crescendo coi nonni. però ti dico che non mi ricordo il resto .... sarebbe da approfondire :-D
      che avrebbero gridato allo scandalo se tu fossi partita è stra sicuro, ed è lì che bisogna cambiare le cose. come, bisogna capirlo ...

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    4. Anche il fatto che io non sarei MAI partita... e non perché sono una mamma chioccia!
      Anya

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    5. anche io non sono chioccia e non sarei mai partita...ma nemmeno mio marito o mio padre...mio nonno invece lavorava in germania e non li vedeva mai i figli..3 volte l'anno forse?

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    6. Sai cara, dici che non sarebbero mai partiti, ma hai la controprova? Non voglio assolutamente mettere in dubbio, ma per com'era mio marito, e per come si è sempre occupato (e continua a farlo quando c'è) delle bambine, che ha fortemente voluto tra l'altro, non avrei mai e poi mai pensato che potesse farlo...
      Anya

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  9. Ma veramente, non mi sembra proprio che un padre a 10.000 km da casa non faccia scalpore. Suscita parecchie perplessità, forse non tante quante ne susciterebbe se lo facesse una madre, ma comunque abbastanza.
    Ilaria

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    1. Evidentemente non così tanto, Ilaria. O comunque se lo avesse fatto una madre, sarebbe proprio stato inaccettabile. Così fa storcere il naso, ma alla fine passa per "normale". In fondo gli uomini un tempo non andavano in America o partivano per il fronte?

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  10. Non so rispondere. Nella nostra famiglia sono io, la mamma, quella che lavora, mentre il papà è disoccupato, e sono sempre io quella che gestisce tutto, il bimbo, la casa, le bollette, tutto. Ho provato a delegare, eh, ma i risultati non sono stati incoraggianti: dimentica cosa deve fare, non sa organizzarsi, ha poca pazienza... qualcosa fa, ma è l'aiuto che ci si potrebbe ragionevolmente attendere da un tredicenne, non di più. E se ribaltassimo i ruoli e fossi io, madre casalinga, a comportarmi come lui si comporta? Assistenti sociali alla porta, pubblico ludibrio, divorzio in tempo zero. Siamo ancora nel Medioevo.

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    1. Più che medioevo io credo semplicemente che in certe situazioni gli uomini siano più svegli di noi.. La tua situazione ribaltata non sarebbe accettabile, (giustamente aggiungo)ma dal mio punto di vista nemmeno quella attuale!

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    2. Sono semplicemente limitati :P

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  12. Sono una mamma ingegnera, di psicologia so poco lavoro molte ore fuori casa e mio marito ha cambiato lavoro per poter stare più tempo col bimbo nonostante avessimo nonni e nido a disposizione. Nonostante tutto questo, mio figlio cerca me quando ha bisogno di aiuto o di coccole e mio marito ci resta pure male!!! Credo che la biologia alla fine centri, perché comunque sono io che pianifico le visite dal pediatra e che dico "servono scarpe nuove" nonostante tutta la buona volontà mio marito non ci arriva...ma forse la mia è solo deformazione professionale! PS a me comunque non starebbe bene avere un marito che se ne va a 10milakm di distanza indipendentemente dai figli...è me ne frego di chi si scandalizza, gli uomini andavano in America per necessità non per gloria,

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  13. Io penso che la società si cambia da dentro, gli uomini sostanzialmente non pensano a nessuna di queste cose perché lo facciamo noi, scegliamo di farlo noi.
    E siamo pure fiere di questo enorme carico di lavoro che ogni giorno ci carichiamo sulle spalle.. Questo è il problema!
    E la mamma che lavora troppo, accetta trasferte o che altro.. Da chi viene giudicata? Non dagli uomini di certo, ma dalle altre donne.
    In questo senso siamo noi le nostre peggiori nemiche.

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    1. Su questo hai ragione che sono proprio le altre donne e madri a giudicare.

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    2. Verissimo, come sempre le prime nemiche delle donne sono le donne, in qualsiasi cosa. Io le donne le adoro, farei un monumento a tutte (quasi :D )!
      Anya

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  14. Mi sa che una risposta secca non esiste..possono esserci vari motivi, sia culturali e sociali, che biologici. Personalmente io mi sento scoppiare nelle giornate in cui mi ritrovo a fare da mamma a tempo pieno ma allo stesso tempo tendo a voler fare tutto io anche quando è presente mio marito (che giustamente mi dice di levarmi dalle balle visto che lui lavora lontano e non torna a casa tutti i giorni e quando c'è vuole "compensare" occupandosi del baby). Non lo so, io ho sempre delegato qualunque faccenda domestica a lui, non sono tagliata per fare la casalinga e la mamma a tempo pieno eppure..sento di dover esserci io e mi sento in colpa per il tempo che dedico a me. Non so perchè, se è un problema di educazione o meno. Ad ogni modo, almeno adesso che è così piccolo, non potrei proprio immaginare di accettare un lavoro lontano e non vederlo per troppo tempo, mi mancherebbe come l'aria.

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