Un compleanno da…ehm…leoni…

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Venerdì era il mio compleanno.
Una giornata demmerda, di quelle che non fai pipi’ da quanto lavoro hai, di quelle che non pranzi,  di quelle che vuoi solo andare a casa presto.
E infatti ti alzi anche alle 5’45.
Ma poi alle chiudi l’ufficio alle 19 e passa.
No, ma fa niente,  è solo il mio compleanno…

Poi volevo pranzare con un’amica,  ma  la mia capa mi ha invitato a un pranzo in terrazza.
Sarebbe stato il terzo no di fila.
Non si fa.
“No,  non posso amica…”
Pensate…i miei uomini, quello grande e quello piccolo, mi scrivono che mi stanno raggiungendo per pranzo.
Che cari!
E io dico “no”, osservando il Duomo da una meravigliosa terrazza, parlando di botanica e fingendo competenze non possedute. Aaaargh!
Mentalmente tiro giù quel paio di santi dal paradiso. Ché da qui son più vicini.
No, ma tanto stasera festeggiamo!
Sì certo.
Alle 19 e qualche cosa cammino verso il metrò.
Sto un fiore…tipo…tipo una pantegana del Naviglio Grande investita da un Cayenne.
Mi sorpassano una vecchia col carrellino e un vecchio con l’enfisema.
Ma arrivo a casa.
Varco moribonda la soglia e sentenzio:
“stasera niente festeggiamenti,  tanto ci vediamo domani con amici e faremo lì.
Sono stanca,  voglio solo mangiare del pesce, berci del buon vino bianco e tanti auguri a me!”
“Mamma alle 21 c’è la fiaccolata!”
“Che?”
“La fiaccolata!”
“Per chi? Cosa? Chi è morto?  È successo qualcosa nel mondo mentre io me ne fottevo?”
Scopro, ehm…mi ricordano che è venerdì santo.
Di fiaccolata non se ne parla, ovvio. Possono dar fuoco al Parco Sempione, per quanto mi riguarda.
E metti in ghiacciaia il Berlucchi.
Nooooo!!! Buaaaaaah!!! La fiaccolataaaa!!! Ti pregooooo!!!
Sto ragazzino non deve andare più all’oratorio, non gli fa bene, marito, lo vedi?
Nooooooooo!!!! Ti pregooooo!!!
Pianti lacrime e disperazione.
Effffanculo! Allora facciamo un aperitivo e via alla fiaccolata.

Poi ci andremo a mangiare una pizza.

Tanto festeggio domani..
Arriviamo alla fiaccolata e scopro che è una via crucis.
Moro.
Mio figlio conosce dal seminarista al parroco, dalla perpetua al chierichetto.
E io non so neanche il nome esatto della parrocchia.
Dovrei farmi delle domande.
Forse Dio mi punira’ con un figlio prete.
Bofonchio a mio marito: “ma quante stazioni sono?!”
La risposta sposta la pizza di un’ora rispetto alle mie previsioni.
No, ma domani festeggio..
Notifica whatsapp:
“Spostiamo la cena, ragazzi, il grande ha l’impetigine”
Tanti auguri a meee!

E fu così che festeggiai i miei 38 anni facendo la via crucis in notturna in una parrocchia sfigata un venerdì santo.

Un freddo della madonna.
Un vento che la bora è una leggera brezza.
E una fiaccola in mano.
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