mercoledì 22 aprile 2015

Vorrei non essere madre

A volte vorrei davvero non avere figli.

Non aver messo al mondo due bellissime bambine il cui sorriso riempe non soltanto il mio, ma il cuore di molte altre persone.

E non è per la fatica.
Nemmeno per lo stress.
Non è perché essere madre, e madre sola, è il compito più faticoso del mondo.
Non è perché a volte la sera vorrei solo buttarmi a letto e restare al buio, in silenzio.
Non è perché la mattina vorrei poter dormire quell'ora in più, prima di affrontare una giornata di lavoro.
Non è perché sento chiamare il mio nome, quello nuovo, quello universale – mamma – cento volte al giorno da due vocine urlanti.
Non è perché devo correre, spiegare, educare.
Non è per tutta la responsabilità che ho e che avrò sempre, fino a quando vivrò, in quanto madre.

No.

È per una bambina rapita nel giardino di casa e stuprata e poi soffocata da un pazzo qualsiasi.
È per un corpo che galleggia coi suoi vestitini colorati nel mare infinito.
È per un bambino che divide il suo biberon con una scimmia.
È per un bambino ucciso dal padre con un'ascia.
È per i bambini siriani, e tutti quelli uccisi o affamati dalla guerra.
È per i bambini che, nella nostra Europa, vivono in case senza l'acqua potabile o l'elettricità, e fanno pipì in un buco gelido in giardino.

È per tutti gli orrori che vedo ogni giorno, seppur lontani da me, e a cui non riesco più ad essere indifferente.

Vorrei non avere figli, per non provare orrore, dolore, paura. Per non immedesimarmi in tutte quelle mamme che vedono i loro bambini galleggiare, o in un obitorio, o sparire nel nulla.


Vorrei non essere madre, a volte, per non sapere cosa significa amare qualcun altro più di se stesso. Perché come si sopravvive al male, se tocca i nostri figli?

23 commenti:

  1. Condivido parola per parola...

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  2. me lo chiedo sempre anche io...penso le tue stesse cose,e qualche giorno fa lo dissi con mia madre,che se avessi potuto conoscere prima cosa mi aspettava,non avrei messo al mondo i figli...perchè la vita ci mette davanti a delle cose così brutte,che tutto il bello che cerco di insegnare e far vivere ai miei figli,perde di senso...poi lei mi ha risposto che avrei perso comunque la parte migliore di me...e cioè vedere quanta bellezza sarei stata capace di creare..e allora diventa più leggero il dolore.Ma egoisticamente spero sempre che non mi tocchi mai!

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  3. Una volta da qualche parte ho letto che quando si diventa mamme si diventa mamme anche di tutti i bambini del mondo. Ed è vero, con la maternità si acquisisce una sensibilità particolare per tutte le tragedie che capitano ai bambini. Ieri al bar piangevo leggendo di un bimbo di 3 anni investito davanti al padre e vegliato tutta notte all'obitorio dalla mamma che non voleva lasciarlo solo. Penso ai miei, alla paura che ho che gli succeda qualcosa. Ma penso anche sempre ai bimbi sfortunati, senza un futuro per la sola sfiga di essere nati nel posto sbagliato, penso a quelle mamme che si sentiranno così impotenti. E quando fanno tutto il possibile per cambiare le cose, si trovano i figli in fondo al mare. Solo che pensarci non basta, e mi sembra di poter fare così poco... :-(

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    1. Morna, hai scritto parola per parola quello che stavo per commentare.
      Sottoscrivo, a malincuore.
      Prima non mi capitava mai di piangere per delle notizie, ora mi ritrovo, purtroppo sempre più spesso, a versare lacrime silenziose, a trattenerle o ricacciarle indietro, ogni volta che sento una cosa simile.
      E' verissimo (e nessuno te lo dice), quando diventi mamma, lo diventi di tutti i bimbi.

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    2. Morna come hai ragione. E come mi sento inutile nel pensarci ed essere dispiaciuta e poi tornare alla mia vita normale.

      Amelie

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    3. Io, paradossalmente, facevo quando non ero mamma, perché mi prendevo cura dei cosiddetti "bambini di Chernobyl", e non solo ospitandoli, ma anche andando a trovarli e dando loro i pochi soldi che avevo... Me l'ha insegnato mia mamma e vedere che ragazze della mia età avevano già figli e sembravano 50enni senza denti e vivevano in case senza acqua e facevano 7km nella neve per andare a lavorare... Beh, era insopportabile. Spero un giorno, quando sarò meno incasinata, di poter tornare a fare quello che facevo.

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  4. Bellissimo post. Ci trovi d'accordissimo.

    A volte ammetto di spegnere la tv o uscire dal salotto quando queste notizie raccapriccianti vengono riportate. Essere madri ci allena a empatizzare, a vedere il mondo dagli occhi altrui (l'esercizio è sui nostri figli, ma poi lo applichiamo a tutti)... E a volte la realtà altrui è insopportabilmente dolorosa e non mi (ci?) rimane alternativa alla corazza protettiva.
    Metto la corazza per non rimanere paralizzata da un dolore che in superficie non mi appartiene, ma che in realtà è anche mio.
    Metto la corazza perché non voglio subire la paura e riversarla sui miei figli. Voglio credere e voglio che loro possano credere in un mondo (almeno un po') buono.

    Credere ancora, nonostante tutto, in un mondo buono è forse l'unico modo per sopravvivere collettivamente al male.

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    1. faccio anche io come te...perchè ho paura di non vivere più. Poi quando sono in giro con loro ci penso sempre sto attenta come un ninja..ma almeno non soffro a vedere e sentire le notizie...so che succedono inevitabilmente le sento da altri o su internet ma evito giornali e tg. credo che sia proprio una forma di difesa come dici

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    2. Io la televisione non la guardo proprio, ma il giornale lo leggo. Leggo spesso Internazionale e anche questa mattina mi sono ritrovata a piangere in metro di fronte ad una foto di una donna sotto le macerie ad Aleppo. Impossibile non accorgersi di quello che succede nel mondo, se si ha un minimo di curiosità intellettuale...

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  5. Il male del mondo viene sempre fatto al figlio o alla figlia di qualcuno, e lo senti, come un peso, fisico, addosso.
    E senti anche quanto pesa l'impotenza.
    E sai che se toccasse davvero un figlio tuo, forse non gli sopravviveresti.

    Essere madre è la cosa più bella del mondo e, insieme, una condanna.

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  6. Non lo so davvero come si potrebbe sopravvivere ed egoisticamente spero di non doverlo scoprire mai...Pero' è vero quando si è mamme certe tragedie ti fanno ancora piu' male

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  7. Ti capisco benissimo, e provo le stesse cose. Sono mamma da dieci mesi e mi pare che il mio equilibrio mentale venga meno di giorno in giorno a causa di questa sensibilità eccessiva, temo di ammalarmi di depressione. Vedo però che siamo tutte (be', forse non tutte) sulla stessa barca, e mi rincuoro. Un abbraccio a tutte voi e ai vostri bimbi.

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  8. Non riesco neanche a leggerli tutti i tuoi motivi perché mi sento male dopo i primi tre... è tremendo e insopportabile!!

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  9. Da quando è nato il mio primo figlio non sono più riuscita nemmeno a vedere dei film in cui ci sono bambini che soffrono. E' vero: diventi madre di tutti i figli del mondo e questa è la tua ricchezza e la tua tragedia

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  10. Hai messo in parole la sensazione, a volte prepotentemente soffocante, che mi prende quando penso a tutto ciò che hai scritto, quando ascolto o leggo notizie e storie terribili. Ha ragione Klarissa a scrivete che diventare madre è meraviglia e insieme condanna e ammetto che a volte la paura di veder soffrire mia figlia supera la gioia e lo stupore di averla accanto.
    Mi chiedo in continuazione quale sia la strada giusta, il corretto modo di "convivere" con questa sensazione.
    Grazie per questo bellissimo post
    Cristina

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  11. Quanta verità in questo post. Ho avuto mia figlia a 38 anni. Ho vissuto, anche abbastanza bene, senza di lei per 38 lunghi anni. Ma ora ho la costante sensazione che la mia vita perderebbe completamente di senso se dovessi perderla. Emy

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  12. Condivido tutto quello che dici e ho anche le lacrime agli occhi. Ad alcuni avvenimenti strazianti mi capita di pensarci per giorni! E al solo pensiero mi sento precipitare in un abisso senza uscita.
    Barbara

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  13. E' vero... da quando sono diventata mamma ho sviluppato una sensibilità molto più profonda, le notizie che prima passavano più inosservate ora ronzano nella testa per giorni, accadono troppe cose orribili, cose che sono sempre accadute, ma che non avevano questa risonanza dentro di me. Quando penso se questa o quella cosa succedesse a me, prima di sprofondare nello sconforto, cerco di "sistemarmi" e pensare che su certe cose purtroppo non si può fare nulla, ma il mio compito è prendermi cura del mio dono grandissimo (spesso rompipalle sì..).Quando lo abbraccio e lo coccolo è come se volessi farlo anche per tutti quei bambini che queste attenzioni non possono riceverle. So che mio figlio è estremamente fortunato, come so che, se abbassi la guardia, o vuoi il destino, o quello che è, tutto può cambiare in pochi istanti... Io cerco di fare tutto il possibile, e spero sia abbastanza perché viva sereno. Sul futuro c'è molta incertezza, spesso non sarò abbastanza, spero di riuscire a fornigli i mezzi per diventare indipendente, maturo e consapevole di quel che gli sta intorno...anche quando io non sarò presente...
    Vivy

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  14. Quoto e sottoscrivo. Il cuore di una mamma (e di una donna) piange in silenzio davanti a tutte queste oscenità... :(

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  15. Ciao, volevo dirti che ti ho citata (anonimamente) in un articolo del mio blog: http://pausacaffeduemila.blogspot.fr/2015/05/tutte-le-mamme-del-mondo.html
    :) se vuoi commentare presentandoti, ne sarei felice... Ho lasciato l'anonimato perché non sapevo se potesse farle piacere o meno.

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    1. Ciao cara, grazie mille per la citazione!

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  16. ma no.. non serve essere mamma per sapere cosa significhi questo

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  17. Caspita...stavo iniziando a preoccuparmi e a pensare seriamente di cercarmi una psicoterapeuta. Da quando sono madre non riesco più a vivere serenamente. Quando mi capita di leggere di qualche brutta tragedia capitata ad un bambino, vivo il lutto personalmente, ci penso per settimane, non riesco a liberarmi da quei pensieri....sto impazzendo? Leggere i vostri commenti mi ha un pochino rincuorato, non sono sola allora.
    Grazie ragazze, un bacio a tutte.
    Rita

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