La donna è…immobile

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Il femminismo è finito,  non ce n’è più bisogno.


No, no, ora abbiamo “La Parità”.
C’è anche l’apposito Ministero:

il Ministero delle Pari Opportunità.

A che servirà mai, oggi come oggi?
Le pari opportunità già le abbiamo,  no?
Poi, in fondo, che  opportunità ci servono quando ne abbiamo di più degli uomini?  

Possiamo trovare un uomo che ci ami,  o così pare, e che se gli gira giusto magari ci porta persino all’altare, in abito bianco, e poi, se Giove è in linea con Marte, ci rende anche madri.
Oh, un uomo mica può indossare l’abito bianco. 
O portare in grembo un bambino.

La donna è nata per questo, in fondo, no?, e per accudire l’uomo che l’ha scelta.

Sì, va bene, può studiare, perché siamo intelligenti, noi donne.
Mica sceme…oggi si sa che il nostro cervello pesa meno, ma non certo perché siamo cretine.
Non tutte, almeno.

Una donna può anche lavorare.

Finché non resta incinta,  ovvio.
Poi c’è l’anticipata.
Sempre che non la caccino prima,  perché non era in regola.
Una donna può avere anche voti più alti di un uomo, eh, e occuparsi di mansioni maggiormente qualificate, può essere una professionista in gamba.
Sì, ma non le interessa guadagnare quanto un uomo,  non le interessa il riconoscimento della sua posizione, no, quelle sono cose da uomini.
Comandare è una cosa da uomini.
Realizzarsi è una cosa da uomini.
Tanto poi una donna prima o poi,  se Dio lo vuole,  resta incinta.
E poi può scegliere.
Certo, perché c’è La Parità.
E una donna, quando diventa madre, è perfettamente libera di scegliere la famiglia o di continuare a lavorare pur essendo madre.

La libertà di scelta è garantita.
C’è il Ministero delle Pari Opportunità, anche!
Sì, ok, è vero che le statistiche dicono che in Italia le neo mamme lasciano il lavoro in massa e che il dato è in crescita, ma le statistiche non dicono che tutte queste neo mamme lo fanno per scelta, libera e serena.
Mica perché non hanno aiuti.
Mica perché non sono sostenute.
Mica perché questo Paese è un Paese fondato sui nonni, e non sul lavoro. Ma i nonni non tutti li hanno sul pianerottolo o al piano di sotto quando va male.
Mica perché non tutte hanno la forza, il carattere, la determinazione, le palle, la necessità, il bisogno, la voglia, la lungimiranza per andare avanti da sole o quasi.

Invece tante, sempre per libera e serena scelta, continuano a lavorare, anche se vorrebbero con tutto il cuore solo fare le mamme.

E poi,  diciamolo, lavorare da madre è folle ed egoista.
Non è così che deve andare il mondo.
E i figli delle donne che lavorano sono infelici.
E hanno problemi.
E sono soli.
Lo dicono tutti, si sa, no?
Sì, ok, questi bambini hanno persone che si prendono cura di loro, eh!, ma queste persone non sono le loro madri.
E questo li segnerà.
Per sempre.

Orfani di madri viventi.
E anche di padri viventi, eh, ma dei padri chissenefrega.
Serviranno mica, loro…noi, invece, sì. Anche terminato l’allattamento, non siamo sostituibili, poche palle! 

È la madre che deve esserci,  che non può pensare ad altro che ai figli che ha voluto mettere al mondo,  perché li ha voluti lei, eh.
Poteva non farli,  piuttosto che “farli far crescere ad altri”.
Come se cambiare il pannolino o guardarle i figli mentre giocano esaurisse il compito di.un genitore.
Come se andare a prendere un bambino a scuola o all’asilo alle 12.15 esaurisse il concetto di crescere un figlio.
Come se una donna che lavora fosse meno madre.
Come se una donna che non lavora fuori casa, fosse meno donna.
Come se una donna che voglia realizzarsi al di là della maternità fosse una stronza.
Come se una donna che voglia realizzarsi esclusivamente nella maternità fosse una demente.

Come se ci fossero categorie di donne e non un solo genere.
E come se un genere non dovesse lottare insieme perché ci sia davvero La Parità.
E perchè ci sia davvero la libertà di scelta.
La donna è immobile, care mie.
Altro che mobile.

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