lunedì 31 agosto 2015

Quanto sbagliamo noi mamme ?



Tra i buoni propositi di settembre 2015 per Anya c’è sicuramente cambiare il modo di gestire la P1.

Sì, vi faccio questa grande confessione: sento di aver sbagliato tutto.

Ma proprio tutto.

Nonostante i libri, i forum, i confronti, non ho saputo accettare fin dall’inizio il suo carattere così diverso e distante dal mio. E di distanza, forse, ne ho creata sempre di più.
Ripenso a quanto poco l’ho coccolata da piccola, perché “non si doveva abituare”.

Il momento che ricordo con più amore, anzi, i momenti, sono quelli in cui la tenevo nella fascia. Ho sempre amato gli abbracci, ma a lei non è mai piaciuto troppo stare in braccio ferma. Nella fascia, tutto acquistava una dimensione diversa. Come in un nido, la sentivo mia, sentivo il suo respiro contro il mio, e lei era lì, pacifica, come non lo è mai stata.

Non ha mai fatto capricci. Perché quelli li so gestire benissimo, sono una maga. E non mi fanno né caldo né freddo.

No, lei ha un modo tutto suo di ribellarsi. Lamentandosi. Per qualsiasi cosa. Ed io non sono mai riuscita a sopportarlo. E sbuffata dopo sbuffata, i suoi lamenti sono diventati sempre più intensi, il mio fastidio sempre più profondo.

Lo scorso anno, la maestra mi ha detto che nessuna bambina da lei incontrata era mai stata tanto solare, curiosa e felice. 

“Un raggio di sole per tutti noi”, così l’aveva definita. 

E a lungo mi sono interrogata su questo: com’è possibile che sia così a scuola e che con me sia tanto diversa? Ma non solo con me, col padre, con la nonna. Ma soprattutto con me e altre persone. E soprattutto quando non c’è la sorella. Perché in assenza della sorella, tutto cambia.

Sono arrivata ad una conclusione. La maestra è l’unica persona che abbia saputo prenderla veramente, fino ad oggi. A tirare fuori il meglio della mia piccola cinquenne lamentosa. Alla fine dell’anno scolastico le ho scritto un bigliettino dicendole proprio questo, e che pensare a come lei vede mia figlia mi riempie il cuore di speranza.

Speranza di poter fare di meglio. Vorrei poter avere dei momenti sola con lei, per parlare con la mia ormai donnina. I momenti più belli, ora, sono quelli in cui la sorella dorme, e noi ci divertiamo a scrivere e leggere. E’ bravissima, e dovrei esserne orgogliosa.

E allora perché ce l’ho tanto con lei? 

Perché non riesco ad essere la madre che lei si aspetta che sia? Perché con la piccola mi viene tutto così naturale anche quando fa la stronza che più stronza non si può, mentre con lei fatico anche ad abbracciarla per fare pace?

Cos’ha alzato questo muro che non riesco ad abbattere?

Avete dei consigli? Perché io voglio riuscirci.

Perché se chiudo gli occhi e penso a lei, vedo una meraviglia. E le meraviglie meritano di restare tali. 

13 commenti:

  1. Mi ritrovo nella tua stessa identica situazione. Con la prima, di 6 anni, mi rivedo troppo dura e poco comprensiva. Non sopporto il suo carattere così distante dal mio..eppure la amo da morire! Il mio primo fagottino..però non riesco a prenderla. Con la seconda, di quasi 2 anni, tutto mi sembra più facile. Le guardo e mi scoppia il cuore d'amore..eppure a volte mi ritrovo a proteggere troppo la seconda. Non so come uscirne :(

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    1. E' che con i primi si è mamme per la prima volta, e forse cerchiamo di "difenderci", a modo nostro...

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  2. Io invece vado d'accordissimo con il quattrenne che è la mia fotocopia mentre con il piccolo duenne terrorista mi ci vuole uno sforzo di pazienza incredibile. Però il mio problema è che dal grande pretendo sempre di più, perché mi ha abituato "troppo bene"...così se fa una cavolata anche piccina spesso magari la ingigantisco, mentre abituata agli enormi disastri del piccolo quando fa una minima cavolata ci passo su. Io me ne sono fatta abbastanza una ragione, non possiamo essere identiche con entrambi i figli.. l'importante secondo me è non fare differenze, le regole valgono per tutti allo stesso modo. I rapporti si evolvono e si modellano sulle personalità, magari durante l'adolescenza o nell'età adulta ti troverai meglio con la grande e parecchio in difficoltà con la piccola. Colpevolizzarti non serve a nulla, non potrai mai avere lo stesso rapporto che ha con lei la sua maestra. Tu sei la mamma e in casa c'è anche una sorella con cui fare i conti.

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    1. Per me non ci sono differenze nelle regole, ma per forza nei rimproveri sì, perché una si fa andare bene tutto (o quasi), l'altra niente.
      E' vero che essere doversi dividere sempre per due non semplifica le cose...

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  3. Ciao, potrebbe essere tanto lamentosa con te per attirare la tua attenzione, per farsi notare e per farti accettare anche il suo carattere. Non sono di certo uno psicologo però si sa che è più semplice consigliare quando si è al di fuori da una situazione. Sono certa che riuscirete a colmare la distanza. In bocca al lupo. Barbara

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    1. Crepi! Sicuramente vuole farsi notare... Il problema è che mi irrita :D Devo lavorarci su...

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  4. ...ecco, proprio la direzione che sto prendendo anch'io, da quando è arrivata la seconda... e che mi terrorizza! Ma siccome è ancora presto (appena 6 mesi) ho deciso di chiedere consiglio a qualche 'esperto', che dall'esterno possa aiutarmi a rimarginare questa distanza che si sta creando, prima che mi sfugga di mano! Servirà? Boh, vale la pena provarci! Ilaria

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    1. Io ho paura che parlarne con qualcuno renda la cosa "grave"... La pediatra mi ha detto che finché a scuola è perfetta e adorabile, non c'è alcun motivo di inquietarsi... Di certo, mi piacerebbe sapere come muovermi, a volte. Mi sembra sempre di andare per tentativi...

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  5. Anche io vado più d'accordo col duenne terribile che fa le tragedie greche strappandosi i capelli se gli dai lo yogurt sbagliato o c'è peppa anzichè shaun la pecora....perchè è più simile a me, a parte che la tragedia la fa più tragica. Siamo molto comunicativi... invece il piccolino un po' perchè è arrivato improvvisamente, un po' perchè non ho avuto tempo di godermelo in pancia e mi sono ritrovata spiazzata dalla sua ingombrante e rumorosa presenza... e un po' perchè è la fotocopia dle padre e non ama le coccole, ci stiamo capendo adesso che ha 13 mesi, e mi sento in colpa per essere meno paziente con lui e per sentirmi più compassionevole con il grande. Della serie....scuso il grande perchè lo capisco nella sua gelosia e nei suoi problemi esistenziali di duenne (non sempre perchè a volte lo sgrido parecchio) però non ho pazienza se il piccolino piange (ok urla...) perchè magari poverino ha sonno... li amo tutti e due ma i nostri rapporti sono stati diversi fin da subito e caratterialmente siamo diversi. Anche a me piaceva tenerli in fascia e col piccolino non ci si può per niente coccolare...pochissimo...sfugge via come un'anguilla e questo mi dispiace, è una cosa che invece col più grande avevo e ho ancora. anche troppo perchè è nel periodo ti sto attaccato come una cozza. Forse la gelosia ha un suo peso anche in questo... chissà. Cercheremo di fare meglio, in fondo la mamma è sempre solo sufficientemente buona. é inevitabile sbagliare, mi sa che Winnicott aveva ragione

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    1. Probabilmente sì, dipende dal loro carattere. E più sono diversi da noi, più è difficile accettarlo...

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  6. Non so precisamente il motivo ma le tue parole mi hanno commossa. Ho una figlia, sola, di due anni .Posso solo dirti che il primo passo, secondo me, è perdonare te stessa perché mamma non si nasce ma si cresce con loro, e crescere porta a fare degli sbagli.
    Ti abbraccio!
    Cristina

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    1. Grazie cara, hai proprio ragione! Un abbraccio a te, Anya

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  7. Ho scritto un lunghissimo commento stanotte e mi si è cancellato... provo a sintetizzarlo! Sono mamma di due gemelli, maschio e femmina, di 22 mesi arrivati a stravolgermi la vita dopo ben 9 anni di attesa... il maschio un amore travolgente, passionale, ti abbraccia e ti accarezza e dimentichi il morso che ha appena dato a te o alla sorella o ad entrambe, la femmina un amore "intimo", forse anche più profondo ma molto cerebrale! Lei non si concede né ti fa entrare facilmente nel suo mondo, lei non ti abbraccia (e quelle rare volte che lo fa ti fa toccare il cielo con un dito), non si lascia abbracciare, lei ha smesso di allattarsi al seno a soli 5 mesi (e dopo 17 il fratello è ancora qui!), lei piange e si consola con il padre se c'è o con il ditino in bocca ed io a volte mi chiedo "cosa ci sto a fare?"...... Poi la guardo bella più del sole, in fondo serena, forse un po' troppo "grande" perché cresciuta in fretta e non posso che accettarla per come è... e darmi delle colpe! lei non mi ha mai avuta per se! Lei era la più pacifica ed "autonoma" per cui, io sola con due neonati, ero costretta ad assistere quello che più aveva bisogno ed oggi ad acquietare quello più capriccioso. Lei ha cercato in ogni modo di fare a meno di me nel bisogno ma anche nel piacere ed oggi lo pago e, so già, che domani sarà peggio..... Queste sono le risposte che mi do oggi (dopo aver superato un'altra serie di turbe mentali legate alla loro "genesi"). C

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