7 anni fa, 4 anni fa

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7 anni fa ero qui, in questa casa, con la stessa canotta lunga in misto seta che indosso ora.
L’unica che la mia pancia gigante sopportasse.
Non potevo tenere addosso altro che questa, un incubo.

7 anni fa, volevo solo che nascesse, volevo vederlo, non mi capacitavo di avere un intero neonato in pancia, che da un momento all’altro sarebbe nato, e sarebbe stato già… funzionante. 
Il passaggio da “essere invisibile”, che se ne sta lì a nuotare, senza parlare, senza vedere se non ombre, senza respirare, senza muoversi più di tanto (oddio… i colpi micidiali alla milza e alla vescica ancora li ricordo…) a “neonato” mi intrigava da morire.

Non mi chiedevo nemmeno tanto come sarebbe stato dopo, sarebbe stato tutto grandioso, avrei visto per la mia volta mio figlio, cos’altro contava?

E poi è  stato un vortice, tante cose tutte assieme, uno stravolgimento radicale, da due a tre, da “io” a “mai più solo io”, da “io” a madre.
Dalla leggerezza alla responsabilità in meno di 24 ore.
E dagli anni che scorrono lenti a quelli che volano, anzi no, si volatilizzano.

Un neonato per un secondo, un batuffolo tondo con ricci biondi per un minuto.

E ora tu.

Che cresci, che cambi.

Che eri socievole, poi timido, poi di nuovo socievole.
Che volevi leggere a 3 anni e a 7 non te ne frega niente.
Che sembri aver paura di tutto e poi ti tuffi dove non tocchi perchè DEVI imparare a nuotare.
Che mi irriti.
A volte mi sei proprio antipatico, sai? Ma poi mi accorgo che tutto quello che non sopporto di te lo hai preso tale e quale da me.
Sei il mio specchio, ma forse vedermi così, in versione mignon e scassaballe mi destabilizza.

Sei ipocondriaco, poco affettuoso, schifiltoso, guai a bere dal tuo bicchiere! Anche tu detesti dormire faccia a faccia, sei restio agli abbracci, sfuggi ma allo stesso tempo ci resti male se ti lascio nel tuo brodo. Ma sai anche ridere di gusto, facendo uscire quella fossetta sullo zigomo che solo pochi hanno potuto scoprire.

E poi c’è lui.
Lui che 4 anni fa è piombato nelle nostre vite travolgendo tutto come una frana.
Travolgendo soprattutto te, che come me sei un diesel e vieni regolarmente travolto dalla sua energia scoppiettante. 
Lui che non si sa da dove sia arrivato, che non assomiglia a nessuno.
Lui, Tondino, con la sua testa tonda a palla di bowling.

Lui, piccolo e tozzo, che mi sembra sempre uguale nelle foto degli ultimi 4 anni.

Lui, che l’amore se lo prende, che se guardo te si piazza in mezzo, che se ti faccio una carezza mi salta addosso e ti scalcia via.

Che vuole dormire faccia a faccia, ciglia a ciglia, che è l’unico al mondo da cui accetto un alito caldo sulla faccia, che mi prende il viso e mi spiaccica 1.000 baci, che non aspetta che lo abbracci, arriva e abbraccia lui, e mi sorprende con la sua fisicità così estranea a me.

  

7 anni, 4 anni,  con i vostri compleanni estivi, mai festeggiati nello stesso posto.
Che malinconia vedervi crescere così in fretta!
Che gioia vedervi crescere uniti ed inseparabili.

Auguri, miei amori.

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