martedì 29 settembre 2015

Il primo amore non si scorda mai



Ci sono sentimenti che non si possono spiegare.

Alcuni li hai dentro di te: pensi, e sai già come andrà a finire. Vedi qualcuno, o qualcosa, e sai se ti sconvolgerà la vita. A me è sempre successo così.

Uno di questi sentimenti è l’amore

Per un uomo, per un’amica, per un parente. O va, o non va.

E quando diventi madre, sai anche se gli amori di tua figlia andranno o non andranno. Sai già, dalle prime parole, se quelle battute sceme sapranno conquistarla. Capirai dal suo odore se per lei sembrerà gradevole. Sai già se la farà piangere, o se saprà farla ridere alle lacrime. Se coltiveranno qualcosa insieme, oppure si annoieranno presto. 

Perché in fondo le nostre mamme non l'hanno sempre saputo?


Per sei lunghi anni, ho visto un bambino crescere da lontano. L’ho visto nascere – non proprio visto, ma era come se fosse così – ho saputo le cose più intime di lui. Come fa la pipì. Cosa gli piace mangiare. Quante volte fa arrabbiare i suoi genitori e quante altre li fa sentire orgogliosi.

E io sì, lo sapevo già: questo bambino dalla testa piena di capelli castani e gli occhi profondi e grandi avrebbe conquistato mia figlia.
Senza alcuna possibilità di ritorno: si sarebbero visti, lui l’avrebbe punzecchiata, l’avrebbe probabilmente fatta sentire pure un po’ inferiore – perché è intelligente, dio se è intelligente – e avrebbe fatto cadere quella bambina dai grandi occhioni scuri ai suoi piedi. 

Probabilmente per uno sgambetto, anche.

Ma sempre ai suoi piedi.



L’incontro tra Leonardo, il figlio di Klarissa, e Penelope, la figlia di Anna.

In una fresca ma soleggiata Parigi.

In cui i destini di due bambini, tanto uniti senza saperlo, si sono incontrati per la prima volta. Quattro grandi occhi scuri che si sono guardati, e tutta la petulanza di una cinquenne che è svanita in un attimo. Pur di piacere a lui.
Che ha smesso completamente di ascoltare sua madre, per correre come una pazza per le strade del Quartier Latin.
Che a cena non ha praticamente toccato cibo.

Mamma, compriamo un lecca lecca anche a Leo?


Leo, balliamo? Qui, in mezzo alla piazza.


E mentre lui faceva sfoggio delle sue capacità (“perché lì c’è scritto quello?”, perchéperchéperché con qualche sbuffo rivolto alla povera sventurata), lei aveva quell’espressione sognante, la stessa che ha avuto (poche volte) la sua mamma.

La sua mamma che sapeva benissimo che si sarebbe innamorata di quel bambino.

Perché forse ok, ha cinque anni e se l’è già dimenticato.

Ma se c’è una cosa che ho insegnato alle mie figlie è di amare con passione e trasporto, di amare qualcuno o qualcosa per la loro capacità di emozionare.


E vi assicuro che Leo, questa capacità, ce l’ha innata. 

E complimenti a Klarissa per aver cresciuto un bambino così. 

PS I vestiti dei due casinisti sono gentilmente offerti da Kiabi (e sono i preferiti della P1). 

PS2 Tranquille, anche la P2 ha avuto il suo da fare: lo sapevate mica che Klarissa ha come marito un gran pezzo di gnocco? Ah, ecco. 

1 commento:

  1. Che teneri!! Particolare apprezzamento per l'abbigliamento della P1, mi vestirei così anche io alla mia età!! Complimenti davvero :-D è una regina fashion

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