giovedì 19 novembre 2015

Essere genitore

Essere genitore non è far figli. 

A far figli son capaci anche le bestie.

Essere genitore non è nutrire i figli o vestirli o lavarli: accudirli è diverso che crescerli, formarli, renderli persone.

Essere madre non equivale a partorire o ad allattare. 
Lo sa bene chi queste cose non le ha fatte, ma cresce persone che sono figli comunque suoi e per i quali darebbe la vita. 

Diventare genitore non rende intelligenti.
Purtroppo.





Essere genitore significa sapere che hai tra le mani la vita di un essere umano che devi dotare di fondamenta che siano forti abbastanza da reggere un uomo adulto per una vita in cui potrà capitargli qualunque cosa e tu non ci sarai, per quanto lo vorresti.

Significa dare ai tuoi figli radici, che siano folte e forti e ramificate abbastanza da nutrire la loro intelligenza e la loro anima.

Vuol dire osservare i figli da lontano e da vicino, quando ci sei e quando non ci sei, essere capace di capire quando esserci e, soprattutto, quando non esserci.

Vuol dire sapere spiegare loro il mondo, così complicato, così incredibile, così incomprensibile anche per noi, e renderlo semplice, ma mantenerlo vero.
Saper coniugare la magia della Fata dei Dentini con la perdita del nonno; 
la bontà del mondo con l'essere stati presi in giro e picchiati; 
riuscire a far loro credere in Babbo Natale e spiegare il perché di un bambino senza vita su una spiaggia greca, proprio lì, in quel mare dove facevano il bagno in quella foto sul como'.

Vuol dire sapere trasmettere loro fiducia e gioia, ma anche prudenza, che non vuol dire paura, ma cura di sé.

Essere genitori oggi è difficile: come si fa a spiegare il valore della vita in un mondo dove ti sparano addosso per 10 euro?
O perché hai guardato male qualcuno o troppo una ragazza?
O in nome di un Dio che non ha chiesto a nessuno di farlo?

E' difficile, ma non è una scusa per fare un passo indietro: era forse facile per i nostri nonni fare i genitori sotto le bombe, con la fame, con i morti, con la paura, con il nulla che avevano?

Il mondo era un altro, sì, ma non era migliore.

La verità è che non abbiamo scuse.









5 commenti:

  1. Sai che sarebbe interessante avere qui il parere di alcune nonne ancora oggi in vita? Per avere un'idea di come loro affrontavano quei problemi, diversi dai nostri, ma comunque tempi difficili. La nostra storia non è nemmeno stata semplice...gli anni di piombo...la strage di bologna...le guerre mondiali appunto..

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    1. Esattamente. Io sono nata durante il terrorismo in Italia, come tante di noi.
      Non credo sia stato facile per nessuno dei nostri genitori quel periodo, come tanti altri.
      K.

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    2. Me lo stampo!!
      E lo metto nel libro di Matteo!!!
      Un giorno forse vorrà sapere quali erano i nostri dubbi e paure da genitori in questi anni..

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  2. Mia nonna era della classe 1902, alta e magra come un fuscello, con un volto scavato, quasi un'Eduardo de Filippo in gonnella. E' passata attraverso due guerre mondiali, il cibo razionato e i bombardamenti. A lei devo il mio nome, perchè quando incinta correva tra le macerie, per ripararsi nei rifugi anti bombe, puntualmente s'imbatteva nell'immagine della santa di cui porto il nome, e ogni volta che trovava quest'immaginetta sacra per terra era sicura che si sarebbe salvata. Ricordo che da piccola quando un aereo o un elicottero sorvolavano i cieli sopra casa nostra casa, lei iniziava a tremare e voleva spegnere la luce. Come ha passato tutto questo? Il rosario ogni sera e comunque vada sarà un successo, ci ritroveremo tutti in paradiso. Lei mi ha insegnato a pregare, e la sua fede è stata la sua forza.
    Brus

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