Da sorella maggiore

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Cara sorellina,
un giorno mi hanno detto che saresti arrivata tu. Per
spiegarmelo, la mamma ha comprato dei libri. Sembravano carini, o almeno io ci
avevo creduto.
Mi hanno detto che eri nata, sono venuta a trovarti in
ospedale. Non ho mai dormito con la mamma e ora tu sei lì, nella tua culletta,
e hai lei solo per te.
Perché?
Tutti mi dicono che sei carina. Io ti immaginavo come una
bambola, ma mi scoccia ammettere che sei ancora più bella. No, non lo dirò mai.
All’inizio è stato facile. Tutti facevano in modo che non mi
mancasse niente. Tu mangiavi, dormivi, facevi tanta cacca e io potevo anche
toccarti. Eri morbidissima, e profumata di un profumo che non ho mai più
sentito.
Un giorno ho sentito la mamma gridare: non era triste, era
felice. Stavi gattonando. A me pareva che strisciassi, e quando la mamma mi ha
detto che eri bravissima, ho finto di esserne contenta.

Non avevo ancora capito che la mia vita sarebbe cambiata
per sempre.

Cara sorellina mia, ci dicono che siamo tanto simili. È
vero, nemmeno tu hai i ricci della mamma. Entrambe abbiamo i suoi occhi. La
pelle chiara e le labbra rosa profondo. Ma non siamo uguali.
Io lo so che tu vorresti essere uguale a me e per questo io
tante volte ti odio.
Ti odio quando vuoi vestirti come me.
Ti odio quando le mie amiche a scuola vogliono coccolarti e
non giocano con me.
Ti odio quando la mamma ti guarda con gli occhi a cuoricino
perché hai fatto una cosa buffa. Perché tu sei sempre buffa, io sono grande, ormai.
Ti odio quando non mi presti le tue cose ma mi strappi le
mie di mano.
Ti odio quando mi cerchi sul divano coi piedi per darmi
fastidio.
E quando mi spegni la tv per farmi arrabbiare.
Ti odio quando la mamma ti dice che sei brava a fare
qualcosa. A mangiare, a fare la cacca, a colorare. Tu sei sempre brava,
accidenti. E io?
Sì cara sorellina, ho deciso che ti odio. Ho deciso che
stavo meglio senza di te.
Però sai cosa? Quando la sera la mamma esce dalla nostra
camera e si chiude la porta dietro le spalle, in quel momento prima di dormire
in cui io ho tanta paura, ci sei tu a farmi compagnia.
È a te che leggo i libri, sorellina mia. È a te che ho
insegnato a colorare. A usare le costruzioni. A mettere le calze.
È te che vedo quando la notte, nella penombra, mi sveglio
con la paura: tu sei lì accanto a me, e a volte apri gli occhi e mi sorridi. Mi
rassicuri.
Allora sorellina mia sì, ti odio tante volte.
Ma sei la mia sorellina, e non avrò mai paura del mondo, se
tu sarai sempre accanto a me. 
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