Non è mai troppo tardi per cambiare

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Se c’è una cosa che mi ha
sempre colpito quando ho iniziato a scrivere sul blog è stato l’estremismo di
alcune madri.
Madri che sentivano di avere
la verità in tasca e SAPEVANO che solo il loro modo di educare era quello
giusto: tutte le altre stavano sbagliando e, sbagliando, avrebbero cresciuto
degli infelici.
Non conto i commenti a dir
poco  terrificanti dal “potevi anche non fare  figli” al
“mi fa pena tuo figlio con una madre come te” per un post in cui si
raccontava un’uscita da sole per festeggiare il proprio compleanno, o per aver
detto di averlo fatto dormire in cameretta sin da subito.
Figli destinati ad essere infelici
e frustrati perché hanno avuto la sfortuna di avere una madre come me, che non
li ha tenuti nel lettone sacrificando il proprio sonno, né ha rinunciato alla
propria vita per loro.
Non ho mai avuto la
presunzione di avere la verità in tasca. Mi lascio il beneficio del dubbio, non
so se sto sbagliando, e non so se chi è una madre completamente diversa da me
faccia meglio o peggio.
Non so nemmeno quanta
influenza possiamo avere.
Ma nessuna delle mie
argomentazioni ha mai fatto breccia nel rancore di quelle mamme che ci
attaccavano.
Poi, un giorno di settembre,
ho la fortuna di ricevere un invito da L’Albero della Vita, ONLUS che opera nel
campo della protezione dell’infanzia. Un evento benefico, dove avremmo
parlato di Haiti con Suor Marcella, che da anni opera sul campo, mentre nel
pomeriggio avremmo visitato una casa di accoglienza per bambini da 0 a sei
anni. ZeroSei, per l’appunto.
Ecco, avrei voluto che
alcune di quelle mamme che ci hanno insultate per un niente, fossero lì quel
giorno.
Lì a sentire parlare di
bambini nati in una baraccopoli sviluppatasi su un mucchio di spazzatura.
Letteralmente. Perché le madri raccolgono spazzatura, quindi tanto vale vivere
lì.
Lo hanno pensato talmente in
tanti che ora sono 150.000.

Madri, perché i padri non
esistono, ad Haiti. Sono pochissimi i padri che restano accanto alle compagne, di
solito le donne restano sole. E per guadagnare i pochi dollari che possono
racimolare, devono lasciare i loro neonati chiusi nelle baracche, da soli.
Crescendo, se superano i primi mesi, li lasciano fuori, nel fango, vicino alle
fogne a cielo aperto, sperando che qualche vicino butti un occhio a questi
bambini di nemmeno un anno che già devono badare a loro stessi.
Madri che se restano incinte
di due gemelli spesso devono scegliere di sfamarne uno solo, lasciando morire
l’altro.
E noi siamo qui a litigare
per un bambino che dorme o non dorme nel lettone.
Son condannati i miei figli,
figurati quelli.
Invece no, sbagliato.
Perché ci sono bambini
che hanno una seconda possibilità, e la sfruttano.
Grazie a persone come suor Marcella
e fondazioni come L’Albero della Vita, è possibile dare una seconda possibilità.
E’ così che è nato  Vilaj Italyen, dove è presente un
 Centro di accoglienza, che ospita donne in gravidanza e che ha
accolto più di 100 bambini, una mensa , una clinica e
una scuola.


E non solo esistono, che è
già tanto, ma sono pure belli: colorati, accoglienti. La bellezza, anche in
posti dove è così raro trovarne.
In quella scuola, i bambini
possono studiare e studiando capiscono che la loro non è la normalità, che
possono aspirare ad un’altra vita. 
E lo fanno: come Sherlie,
che ha 10 anni, è orfana, si occupa dei suoi 4 fratelli, eppure studia, ha i
voti migliori della scuola e lotta per un futuro migliore.
E il sogno di Suor Marcella
è poter portare quei bambini in Italia a concludere la loro formazione, per
riportare poi le loro competenze ad Haiti.
  
Se sono condannati i miei,
cosa dovremmo dire di quei bambini che finiscono alla casa di accoglienza ZeroSei
a pochi mesi, senza aver mai visto il sole, gravemente malformati per non
essere mai stati mossi dal lettino?
Alcuni di questi bambini
erano ritenuti inizialmente gravemente disabili,  perché non sapevano
muoversi, parlare né sorridere.
Invece, sorpresa, non lo
erano. 
Solo non avevano ricevuto
alcuno stimolo, nessuna mano amorevole che li invogliasse a prendere un
oggetto, ad afferrare un’apina.
Non sapevano come si
sorride, come si ride: non l’avevano mai visto fare.
Poi, imparano.
Ho visto solo sorrisi, lì.
Bambini furbi e vispi,
uguali ai miei.
In pochi mesi hanno
recuperato, recuperato il peso, recuperato i movimenti.
E recuperato i sentimenti.

Ci sono delle operatrici
fantastiche, che vedono in loro non bambini spacciati, ma bambini che partono
in salita e che “se han superato questo, potranno solo fare meglio”.
Nessuno è mai spacciato, non
è mai troppo tardi per l’amore, per l’educazione, per la scuola.
E non è mai troppo tardi,
per noi, per dare una mano a chi è meno fortunato.
Cosa possiamo fare? 
Tramite la Fondazione L’Albero
della Vita possiamo aiutare Haiti con
il Sostegno a Distanza, che garantirà un aiuto costante ed efficace.
Se per il momento le vostre
disponibilità non lo consentono, è stata attivata “La Rete del Dono”, dove in un click potete donare l’importo che
preferite, ricordando che nessun importo è troppo basso, e goccia a goccia si
costruiscono grandi cose.
Tramite L’Albero della Vita
possiamo anche sostenere la casa di accoglienza ZeroSei tramite una donazione.
Se avete tempo e siete di
Milano, potete anche offrirvi come volontari.
Se avete un Hotel o una casa
vacanza, potete offrirla a questi bambini, sarebbe un regalo magnifico!
Per ogni informazione
contattate L’Albero della Vita.
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10 Comments

  • E' vero..a volte ci si azzanna per cavolate tra madri. Ho letto di quelle critiche anche qui da alcune, spiacevoli davvero. Siamo su 50 sfumature di mamma, e sicuramente 50 sono troppo poche, ognuna ha il diritto di fare le scelte che vuole senza criticare le altre. Tanto più che a volte le cose ti capitano e le affronti di conseguenza. Io non avrei mai pensato di fare due vigli vicini, o di farlo dormire nel lettone, e via dicendo. Magari mi criticano per una cosa che mai avrei pensato di fare, a priori. Ma ho cambiato idea strada facendo, adattandomi a loro e alla situazione, evolvendomi. A volte si aggiusta semplicemente il tiro, a volte ti guardi indietro e vedi che ora faresti qualcosa in modo diverso. E ti critichi anche troppo duramente già da sola, senza bisogno di ricevere tanta cattiveria gratuita. Non so voi come fate a sopportarle sinceramente…le madri degeneri sono altre!!
    Noi siamo fortunate, abbiamo tanto così tanto che possiamo indispettirci perchè una usa un metodo e una l'altro, perchè una ha letto questo e l'altra può scegliere questo o quel tipo di giocattolo. Ma c'è chi non ha l'essenziale. E pensi a quei bambini che crescono nell'orrore della guerra (passo a un altro argomento lo so) e ti chiedi cosa impareranno se sopravviveranno? Saranno traumatizzati eccome, e noi stiamo qui a chiederci se la tetta o il biberon , se i cartoni o la fascia o il marsupio, traumatizzano o meno i nostri figli…. Ringraziamo la botta di culo di essere nate in una situazione dove possiamo scegliere farci tutte queste pippe e avere un tetto sulla testa, un lettino dove metterli a dormire, e anche il lettone, e il biberon, etc etc etc. Bella iniziativa comunque, me la segno 😉

  • Applauso.
    Un altra cosa che io non capisco, per mia esperienza diretta, è perché ostinarsi a fare regali a neonati o bambini piccoli che nemmeno si rendono conto dell'evento o del regalo ricevuto, quando invece i genitori chiedono esplicitamente e ripetutamente di non fare regali perché c'è già di tutto e anche troppo, e magari si chiede se proprio uno vuole di devolvere la cifra che aveva pensato di spendere ad una ONLUS. Niente da fare.
    Quest'anno ho deciso che, nonostante io dica esattamente le stesse cose, non me la prenderò più per le cose inutili che arrivano, farò invece in modo di far arrivare a chi non ne ha una parte di queste, con l'accordo (spero…) del mio Zucchino.

    p.s. figo il nuovo look! Ma si può cambiare il font del testo dei commenti? Non riesco a leggerli :((((

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