venerdì 27 febbraio 2015

Kinder Cereali in soccorso delle mamme con Posso aiutarti, mamma?

Se ci seguite da un po', sapete che non siamo proprio le mamme tutte cuoricini e ninne nanne. Certo, anche noi adoriamo i nostri bimbi, per cui daremmo una mano, un braccio, il tronco intero se necessario. Ma siamo anche donne, prima di tutto. E donne che lavorano

Tante volte ne abbiamo parlato sul blog, e i post sulla conciliazione tra famiglia e lavoro sono sempre i più seguiti. Come quelli sul destino delle mamme: perché le mamme sono sempre quelle che danno di più? Che ricordano gli appuntamenti (ok, tranne Morna), che cercano il corso di nuoto, che escono prima per andare a prendere i figli a scuola, che si alzano la notte? Perché siamo forti, ovvio. 

Ma non tutte lo sono, vero? Quante di noi non riescono a trovare la quadratura del cerchio? Quante vorrebbero, a volte, solo chiudersi in una stanza e mettersi a piangere? E quante lo fanno davvero? 

mercoledì 25 febbraio 2015

L'insostenibile vita sociale dei bambini (e, nostro malgrado, dei genitori)

Qualche settimana fa parlavamo della mamma sociopatica proprio mentre io mi chiedevo come si faccia a sopravvivere all'insostenibile vita sociale dei figli, (sommata a quel che resta della propria).

Signore e signori, non so voi, ma io, che pur sono sempre pronta alla chiacchiera, al confronto, alla conversazione intelligente...ok, va bene, sono sempre pronta allo sparare minchiate munita di bicchiere di prosecco, ebbene...

rantolo.

Rantolo tra una festa di compleanno di un compagno dell'asilo e una di un compagno della scuola calcio o di nuoto, tra una festa di Halloween e una di Natale, un cinema tra amichetti e un Mc Donald al pranzo del sabato...

Nunjelafo

Ma da quando i bambini hanno una vita sociale che manco la più mignotta del liceo? 

Buon compleanno! Di feste di compleanno per bambini e mamme sfaticate

Ok, no d'accordo, quest'anno mi contengo.
No, no, ma lo so, va bene, hai ragione, Bronto, lo so: 
non spenderemo la cifra dell'anno scorso...ma, dai, era diverso...non avevo avuto un minuto, per occuparmene e proprio la settimana prima ero stata fuori città, ho dovuto organizzare delegando e...
pagando, sì, ebbene sì.
Ma dai, era l'ultimo anno di nido...e poi...è stato bello, no? I bambini si sono divertiti, noi pure...


MachissenefregaPina!


Sì, va bene, la situazione mi era un po' sfuggita di mano, lo ammetto: affitta un asilo nido, trova un'animatrice, la torta Barbapapà, inviti come se piovesse...

Quest'anno, promesso, organizzo una festa adatta al tempo di crisi, sì.
E adatta alla Quaresima, oh...che...mica si può gozzovigliare impunemente!
E adatta ai risultati delle elezioni, sì.
No, meglio di no, o tocca chiamare le pompe funebri.

giovedì 19 febbraio 2015

Fenomenologia della mamma: la mamma di Neanderthal

Pare che, ultimamente, vada di moda il vintage. 

E non mi riferisco a quella Kelly che avevo adocchiato alla svendita segretissima a Belleville. No. 

Parlo delle mamme e delle loro abitudini. Si torna indietro. Perché, ormai si sa, prima si stava meglio.

Come quando mia nonna mi diceva, dopo che il ragazzo senegalese che vendeva le tovaglie porta a porta usciva dal suo patio, "quando c'era il Duce si stava meglio". Era del 1902, la mia nonnina. Ci sta. 

Ecco, parlare con (o leggere) certe mamme mi riporta a certe frasi che solo gli anziani, privi ormai di argomentazioni perché non sanno più in che mondo vivono, un mondo che corre troppo in fretta per loro, riescono a riportare.

Prima si stava meglio.

Ma prima quando, scusa?

Quando non esisteva il latte artificiale. 

"Ma scusa, prima non venivano allattati tutti al seno i bambini? E secondo te come mai? Secondo te non è il miglior modo per nutrirli, c'erano meno malattie, i bambini crescevano più sicuri, bla bla bla".

In effetti, pensandoci bene, tutto quel latte materno ha contrastato le epidemie di lebbra. Le morti neonatali? Ma figuriamoci, mica esistevano! 

Adesso, noi donne stregate dal consumismo, ci facciamo ammaliare e incantare dalle bestioline colorate disegnate sui pacchi di latte ricostituito e tac!, togliamo al nostro bambino il meglio che possa avere. Solo perché ci piace la pubblicità.

Ma parliamo di vaccini, no?

Il primo è stato inventato/scoperto nel diciottesimo secolo.

Ed eccola, la mamma di Neanderthal, che argomenta. 

"E prima? Mica morivano tutti i bambini!".

Ti do un'informazione: sì. Tanti. 

Passiamo ai pannolini. 
Vorrete mica inquinare l'ambiente con i Pampers, che vi promettono chiappe asciutte e pulite per 12 ore? Vi farà mica fatica cambiare un pannolino ogni ora?
In fondo come facevano, nel MedioEvo? 

Eppure mica vivevano nella merda!

No, certo. Però lanciavano i rifiuti dalla finestra, fai te.

La mamma di Neanderthal, ovviamente, si basa sui cicli della terra, quando si tratta di cibo.
Frutta e verdura solo ed esclusivamente di stagione e solo ed esclusivamente prodotti accanto casa. 

Perché prima avevano tutti l'orto, no?

Certo, quando non c'era l'allarme inquinamento ogni giorno e se si stendevano le lenzuola bianche non si ritiravano grigie. 

Ma perché fidarsi delle serre, luoghi riparati e sicuri? In fondo, un tempo mica esistevano... No certo, infatti c'era la denutrizione.

IPad? Ma scherziamo? Prima mica c'era, eppure siamo venuti su bene, no?
Certo, ti sparavi Bim Bum Bam, Ciao Ciao, i Cavalieri dello Zodiaco e se ti andava di lusso anche Colpo Grosso quando tuo padre si addormentava, maddai.

La mamma di Neanderthal mette solo abiti di lino al figlio. Anche in inverno. Possibilmente larghi, tipo frate. Perché prima si usavano solo fibre naturali, coltivavano le piantagioni, e poi bla bla bla...

E schiantavano di freddo, anche. Tac! così, stecchiti nella piantagione a -3 coi pantaloni di lino tanto carini e naturali. 

In pratica, secondo la mamma di Neanderthal, tutte le seguenti invenzioni sono state create per fare un dispetto alle dolci creature:
- il passeggino: ma queste ruote cattivelle, ci hanno proprio rovinato la vita! Pensate all'auto. Perché voi non la usate l'auto, vero? 
- il latte artificiale: tu madre, sei morta di parto. Mi spiace (sì, mamma di Neanderthal, succedeva anche questo, quando non c'erano la penicillina, l'epidurale e il cesareo), anche tuo figlio morirà di fame. Ah, no, c'è il latte artificiale!
- le pappine, i frullati, gli omogeneizzati: ebbene sì, i bambini sdentati preferiscono nutrirsi di cose molli. Come? Prima i bambini venivano svezzati a ribollita? Certo, e morivano, anche.
- i Pampers: veramente vi piace lavare dei cosi pieni di merda? Come, prima lo facevano? Sì, ma si facevano anche il bagno una volta al mese. Così, per dire.

Bello eh, mamma di Neanderthal, stare a contatto con la natura, cercare di non inquinare, cucinare prodotti freschi e BLA BLA BLA.

Ma il progresso ci fa andare avanti. 
Vedi di non far restare indietro tuo figlio.

PS Prima che si scateni il putiferio: 
Ho allattato.
Ho autosvezzato.
Ho usato pannolini lavabili.
Ho portato.
E sì, ho vaccinato.

Non tutti i mostri vengono per nuocere

Poco fa ho visto che la mia collega blogger Ceraunavodka è stata intervistata da D di Repubblica (brava!), nell'ambito di un articolo sulle pessime madri (qui).

Lei è un po' come me, io mi definisco mostro da sempre, lei si definisce pessima, ma siamo lì.

Però diciamocelo, io (come lei mi pare) mi ritengo "mostro" per la mia scarsa vocazione al sacrificio materno, perchè ho lasciato i pargoli dai nonni sin da subito, perchè li ho sempre fatti dormire nella loro stanza senza alcun problema di coscienza (come ho detto, loro apprezzavano, tranquille, mica li lasciavo là urlanti), perchè se ne ho la possibilità (cioè due volte l'anno) scelgo una cena a due alla pizzata delirante a quattro.
Ma se ho pigramente e forse anche egoisticamente scelto di non piegare i miei istinti poco materni, ho comunque sempre sempre avuto come priorità la loro felicità.

Ok, lo so che alcune delle nostre amabili lettrici considerano far dormire i bimbi nella loro stanza un omicidio alla loro autostima ma io no, non lo penso per nulla e ne ho la prova sotto il naso. Ma son certa che se avessero pianto, manifestato disagio in qualunque modo, mi sarei comportata diversamente (pur cercando di ottenere comunque, con calma, quella che era una mia necessità, cioè il letto per me).

martedì 17 febbraio 2015

Vorrei una giornata di 48 ore


Avessi il tempo, coltiverei anche erbe aromatiche. Senza farle morire dopo una settimana, intendo.
Vorrei una giornata di 48 ore. 


Non mi interessa dormire, no. Ma ho troppe cose da fare. 



Vorrei riuscire a fare il mio lavoro meglio di quel che faccio. Imparare cose nuove, sperimentare, avere il tempo di dedicarmi di più ai dettagli e non solo alle scadenze. 



Vorrei fare conversazione in inglese, spagnolo e russo. Non le parlo mai.



Vorrei avere il tempo di occuparmi del blog come fosse un lavoro. Come fanno quelle che non lavorano. Che non lavorano sul serio, intendo. 


lunedì 16 febbraio 2015

Fenomenologia della mamma: la Fasciante

La Fasciante viene folgorata sulla via di Damasco mentre da gravida osserva meravigliose neomamme flaccide avvolte in una fascia che un poco le strizza.  

Inizia così a meditare sull'effetto contenitivo del bendaggio, e spazia dalle mummie ai siti bio e new age, fino a quando non arriva a leggere di mitologiche mamme e bambini felici.

Mamme e bambini che vivono in un posto meraviglioso, pieno di amore, di serenità, di armonia, di soddisfazione di ogni bisogno, un posto chiamato vagamente 

'una qualche parte dell'Africa'.

venerdì 13 febbraio 2015

50 sfumature di grigio: io l'ho visto. Da donna, non da mamma. Recensione

50 Sfumature. Parliamone. No, non di noi, del film.
Io ho letto i libri, tutti e tre. E ho visto il film. Ne parlo da due anni, per lavoro, potevo mica perdermelo? 


Voglio iniziare dalle recensioni sparse per la rete. 


Da quella che parla di violenza sulle donne. Ora, per carità, la trama del libro è ridicola. La verginella tutta letteratura che scopre il sesso col miliardario strafigo e si fa prendere a cinghiate come nulla fosse dal giorno uno. Su, su. Ma, detto questo. Chi se ne frega se a una piace farsi prendere a cinghiate? Tra l'altro, spesso è reciproco, nella coppia. Se dopo la dolce Ana prepara pancake... è veramente una sottomissione? Ma la libertà della donna non sta proprio nello scegliere di fare quel che cacchio vuole? Se voglio farmi sculacciare e poi preparare la colazione a chi mi ha sculacciato significa che non ho rispetto per me? 


Mah.

mercoledì 11 febbraio 2015

Scegliere la scuola primaria in 5 mosse. O forse no.

È il momento.
La pacchia è finita, giovani fringuelli intorno al metro.

A settembre si finisce sui banchi di scuola per restarci almeno una decina d'anni, anche venti.

Ed eccovi lì, genitori...a che scuola mando il mio pargolo?

martedì 10 febbraio 2015

5 frasi dei bambini che ci lasciano senza parole

Le frasi dei bambini a cui è difficile rispondere


Mamma, ho paura di morire.

Amore mio, hai mai visto la morte? Perché hai paura di qualcosa che non hai mai visto? Quando senti la paura, pensa alla cosa che ti piace di più al mondo. Chiudi gli occhi e immaginala. Senti la sabbia sotto i piedi? Il freddo del gelato sui denti? Lo stomaco che tira mentre scendi la discesa in bicicletta? Ascolta i battiti del tuo cuore quando rincorri la tua amica del cuore. La vita è una cosa meravigliosa. 

Mamma, come ho fatto ad entrare nella tua pancia?

Il babbo ha messo un semino dentro la mamma. Come? Sì, col pisellino. È così che uomini e donne fanno l'amore e creano la vita. Quel semino diventa un bambino piccolo piccolo, che può stare in una mano. E poi cresce mentre nuota nella pancia della mamma, al caldo, cullato dai suoi movimenti. Mentre lei gli racconta una storia, mentre lei beve un succo di frutta, mentre lei si rilassa al sole. Poi il bambino piccolo piccolo diventa grande, ed ecco che nasce. 

lunedì 9 febbraio 2015

Fenomenologia della lettrice di Fenomenologie

Oramai abbiamo raggiunto le quasi 100 fenomenologie della mamma: pazzesco, no?
Eppure no, non abbiamo ancora esaurito le idee, ed anche grazie a voi, inesauribile fonte di spunti e suggerimenti.

E quindi come non dedicarvi una fenomenologia?
Ecco qui un riassunto, una "fenomenologia" appunto, di lettrici-tipo di questi due anni e mezzo di blog.

1. La guerrafondaia: quella che prende un po' troppo alla lettera quello che si racconta e parte in quarta insultando la tipologia di mamma descritta.

In realtà succedeva più all'inizio, ora mi pare che il senso di questa rubrica sia sempre più chiaro a tutte.

2. La "volemose bene, ma fino a un certo punto": quella che ogni volta dice che non capisce le guerre tra mamme, salvo poi partire con gli insulti alle autrici.

Grazie a Dio, noi apparteniamo al punto 10. 

3. La permalosa: quella che ride sempre, salvo quando si sente rappresentata. Variante: quella che quando si sente rappresentata risponde "questa fenomenologia non l'ho capita".

E dai su, facciamocela una risata....

4. La "sono io anzi no": dal titolo credevo di essere io, invece no, per fortuna.

Tranquilla, prima o dopo tocca a tutte.

domenica 8 febbraio 2015

Una mostra d'arte spiegata ai miei figli (Tutankhamon, Caravaggio e Van Gogh)

il soffitto della mostra era un bellissimo cielo stellato
Qualche giorno fa ho partecipato ad un evento bellissimo organizzato da Segafredo Zanetti: un gruppo di circa 25 blogger è stato invitato a Vicenza, per partecipare ad una visita serale e privata alla mostra Tutankhamon, Caravaggio e Van Gogh "la sera e i notturni dagli Egizi al Novecento", con l'introduzione del curatore Marco Goldin.

L'idea era rappresentare la sera e la notte,  non solo come "rappresentazione grafica", ma anche e soprattutto come sentimento interiore. 

Sulla base di questo concetto le opere non sempre seguivano un ordine cronologico, ma spesso erano associate per cromatismi, o sensazioni, o "intuito": come la straordinaria associazione tra la maschera del giovane re Tutankhamon, morto giovanissimo eppure oramai immortale, e il meraviglioso bassorilievo di Antonio Lòpez Garcìa, che rappresenta la moglie pacificamente addormentata in un appartamento borghese della Madrid del 900. 



martedì 3 febbraio 2015

Fenomenologia della mamma: l'autosufficiente

Sono una curiosa, di tutto, una che si diverte a provare qualunque cosa, una che pensa sempre che la vita sarà troppo breve per poter provare, vedere, fare, leggere tutto quello che vorrebbe.

Anche per questo spesso sorvolo...

sorvolo? ok, chiudo un occhio...
ok ok, ne chiudo due...

sulle cose che non ho fatto bene, che avrei potuto fare meglio, che non ho finito, sulle cose che aspettano di essere fatte...


sì perché vorrei vedere quella cosa nuova...capire come funziona...e non ho tempo di finire quella vecchia...

già lo facevo, prima, nella mia vita precedente, sì quella vita figa, spensierata, in cui si poteva pensare solo a sé, punto, fine, mondo finito! già lo facevo allora, figuriamoci oggi!

lunedì 2 febbraio 2015

Fenomenologia della mamma: la paranoica

La paranoica è quella che, avuti i primi rapporti sessuali non protetti, si chiede se lo spray per il mal di gola metterà a rischio la vita del suo possibile embrione.
Per non parlare della birra. Vorrete mica che venga scemo?

E comunque appena pensa di poter avere un figlio meglio eliminare insalata e carne non cotta alla perfezione, la toxo è sempre dietro l'angolo. 


È quella che quando vede il test di gravidanza positivo, dopo un attimo brevissimo di entusiasmo, un guizzo di gioia, inizia a pensare.


Alla gravidanza extrauterina. Con asportazione di entrambe le tube, ovviamente.

All'uovo cieco. Perché mai dovrebbe andare bene proprio a lei?
A 7 gemelli di cui un paio siamesi.

Condividi

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...