martedì 31 marzo 2015

Ma davvero possiamo scegliere uno stile educativo? E a che pro?

Qualche giorno fa parlavo con un'amica.
Lei è stata, a differenza mia, una mamma che oggi si definirebbe "ad alto contatto".
Sempre tenuto nel lettone, allattato a richiesta fino ai 2 anni, sempre portato con sè, mai uscita senza il figlio, e bla bla.
Due palle insomma.

E scherzo!!!! Volevo vedere la vostra faccia.

Insomma, due palle, dicevo.

Questa amica mi raccontava di essere pentita, il bimbo ha quasi tre anni ed è un piccolo despota, tutti devono essere ai suoi ordini immediatamente, non è per nulla indipendente, per nulla socievole, e lei teme che sia stato a causa sua, si colpevolizza per aver risposto in tempo zero ad ogni richiesta, ad ogni bisogno. Forse se lo avesse assecondato un po' meno, se lo avesse lasciato qualche volta dai nonni, se...

Poi leggo invece l'esatto contrario, di chi è pentita per non essere stata ad alto contatto, perchè ora il bimbo è... esattamente come il bimbo della mia amica.
Lagnoso, capriccioso, prepotente ecc ecc.
E, guarda caso, hanno praticamente la stessa età.

Io non sono una mamma ad alto contatto, e non per scelta educativa, ma per carattere. Non potrei essere altrimenti che così, quindi non posso farmene una colpa.

E non me ne faccio, infatti, perchè ho un grosso vantaggio: ho due figli.

lunedì 30 marzo 2015

Fenomenologia della mamma: la negativa


Premesso che non vedo il mondo con le lenti rosa (o forse in effetti lo vedo più rosa di quel che dovrei) e che non sono decisamente una a cui la vita ha regalato tutto e risparmiato altrettanto -  o forse proprio per questo, chissà - io non perdo occasione per far festa. 

Ma proprio mai.

Festa da intendersi non solo come musica cibo e prosecco ghiacciato, ma anche semplicemente come stare insieme, chiacchierare, vedere cose nuove, far cose piacevoli e vedere i bambini divertirsi e passare del tempo in modo positivo.
Ridere.

Insomma,  sono per le tanto banali e ormai inflazionate #cosebelle.

Ecco perché io la Negativa non la reggo, come poche altre specie di madri (ma pure di persone in generale eh!).

venerdì 27 marzo 2015

Festa di compleanno con le caramelle The Natural Confectionery Co.



Domenica mio figlio era invitato alla sua prima festa per il compleanno dell’amichetta 
dell’asilo.

Nel buffet c’era ogni ben di Dio, tutto home made: pizza fatta in casa, focacce, panini,
affettati del nonno, torte caserecce.

Una meraviglia.
E lui? Lui è stato appiccicato, in egual misura, alla mia gonna e al vaso delle caramelle gommose. Io lo spingevo verso gli altri bimbi, ma nulla: mamma e caramelle.






Comunque, a casa Morna, lo avrete capito, siamo piuttosto easy.
Non sono una di quelle mamme che organizza proteste con i forconi perché la maestra ha
premiato con una caramella. Cerchiamo di mangiare bene, ma mangiamo di tutto.

giovedì 26 marzo 2015

Vacanze troppo lunghe? L'esperienza tedesca.

In questi giorni si sta finalmente discutendo se le vacanze estive dei nostri figli non siano troppo lunghe: questo grazie al ministro del lavoro Poletti, che parlando a Firenze al convegno sui fondi europei e il futuro dei giovani promosso dalla Regione Toscana ha affermato che 3 mesi di vacanza son troppi.
Il suo intervento, in tema con il convegno, era legato alla connessione con il mondo del lavoro giovanile, ed ha sostenuto che non troverebbe "niente di strano se un ragazzo lavorasse tre o quattro ore al giorno per un periodo preciso durante l'estate, anziché stare solo in giro per le strade".

Chiaro che qui si parla di studenti già grandini, delle superiori, ma direi che non serve un intervento del governo per far sì che i ragazzi si rimbocchino le maniche: basta un po' di buon senso dei genitori (e dei figli...), no? Io ho iniziato a lavorare in estate o nel week end a 14 anni, ed ho continuato fino alla laurea: per me è un'esperienza davvero indispensabile, tanto che ai colloqui escludo immediatamente chi non ha mai fatto alcun lavoretto durante gli studi.

Ma il momento dei primi lavori è (ahimè) ancora molto lontano, quindi mi limito, per ora, a cogliere l'occasione per interrogarmi e interrogarvi sulla opportunità di vacanze estive che durano così tanto.

Come avevo già detto qui, a mio avviso le vacanze estive sono troppo lunghe e troppo slegate ormai dalle abitudini e necessità della famiglie.
I tempi di "quando la moglie è in vacanza" sono tramontati da un pezzo: se negli anni 60/70 c'erano moltissime madri che stazionavano in villeggiatura anche 3 mesi, ora i casi si contano sulle dita di una mano.
Sempre più spesso lavorano entrambi i genitori e quindi sistemare i figli in estate diventa una vera e propria corsa ad ostacoli.

Proprio per questo, per me non hanno più senso tre interi mesi "a casa".

mercoledì 25 marzo 2015

Cosleeping: ovvero, diffidate dalle bufale

Mi avevano detto che dormire coi propri figli è bellissimo. 

Averli nel lettone, un'esperienza ultraterrena. 

Pigiarsi in 4 in 180cm, meglio di un amplesso tantrico.

Ma col cazzo! 

Le uniche esperienze di cosleeping - se così si può chiamare - le ho fatte quando la P1 era neonata. Ma non la notte, al mattino. Quando lei faceva tutta una tirata, ma i rumori del padre alle 7 la svegliavano. E io, abituata alla sveglia tardi, la prendevo (anzi, me la consegnava direttamente il padre) e la allattavo. Poi mi mummificavo e lei, rassegnata, si riaddormentava, e io con lei, e così fino alle 10-11.

Ma mi son detta. 

Il cosleeping!

Meglio della casa nella prateria!
Altro che famiglia Bradford! 
Darò il via al mio personale idillio. 





lunedì 23 marzo 2015

Fenomenologia della mamma: la socializzatrice

Dopo aver parlato della Sociopatica, veniamo a Lei, il suo esatto opposto, la Socializzatrice.

La socializzatrice è generalmente priva di amici con prole e, all'ennesima cena fissata alle 22 in un discopub o all'ennesima domenica organizzata sulla ferrata a 3000 metri, decide di arrendersi e cercare degli amici con orari e abitudini più consone al nuovo status, nel miraggio di ritrovare vita sociale attiva e divertente.

Di solito la Socializzatrice inizia iscrivendosi a tutti i gruppi facebook della zona, o li crea, interviene  in ogni discussione, aderisce a gite, visite guidate, cacce al tesoro, qualsiasi evento che possa veder comparire l'agognata nuova amica con prole. 




giovedì 19 marzo 2015

I dieci comandamenti per essere un buon padre

Volete essere buoni papà? Amorevoli, gentili, amati e, non ultimo, utili? Basta poco. Ecco i 10 comandamenti per essere un padre perfetto

1. Non avrai altro figlio... Fuori di tuo figlio: basta con le stupide preferenze. Il più grande, il maschio, la cocca di papà... Apprezza il carattere di ognuno di loro, sapranno stupirti con la loro unicità. 

2. Non nominare il nome di tuo figlio invano: non è parlare di tuo figlio agli altri, di quanto ti manca e di quanto sia importante per te, che fa di te un buon padre. Fatti, non pugnette. Dedicati a lui e fregatene di pubblicizzarlo.

3. Ricordati di santificare le feste: non è solo la mamma a doversi ricordare le date importanti. E non parliamo solo del compleanno: saggi di danza, giornate aperte a scuola, qualsiasi scemenza vada ricordata per lui non è una scemenza, e hai il dovere di ricordare tanto quanto sua madre.

4. Onora il padre e la madre (valido per coppie gay e etero): rispettate il lavoro della vostra compagna, anche se non lavora fuori casa. Implicatevi, dimostrate che cucinare, lavare i piatti, fare le commissioni e cambiare pannolini sono attività rispettabili e quindi anche voi potete (e dovete) farle. I vostri figli impareranno da voi: avete un compito importante.

5. Non uccidere: i sentimenti di tuo figlio. Ascoltalo quando ti racconta qualcosa. Non innervosirti subito se fa qualcosa che non dovrebbe. Non urlare. Non minacciare.

6. Non commettere atti impuri (rivisitato): non ruttare, non petare, ringrazia, chiedi per favore e saluta la portinaia. Tutto ciò che vedono fare a te lo faranno, con molta probabilità, a loro volta. Altrimenti, non incazzarti.

7. Non rubare: la sua spensieratezza. Non rispondere duramente alle sue domande. Corri con lui. Ridi con lui. Torna bambino con lui. Fallo felice con le piccole cose.

8. Non dire falsa testimonianza: non c'è cosa peggiore che mentire a tuo figlio. Sii onesto, dovrà comunque imparare a fare i conti con le delusioni. Non vorrai mica essere una di queste?

9. Non desiderare la donna (il figlio) d'altri: non pensare che solo perché tuo figlio fa i capricci, non dorme la notte, manda a fanculo il vicino, gli altri siano meglio e il tuo uno stronzo teppista/rompiballe/antipatico. Ogni bambino, come ogni persona, ha i suoi pregi e i suoi difetti. Accettali e aiutalo ad accettarsi così com'è.

10. Non desiderare la roba d'altri: fai capire a tuo figlio che nella vita conta solo una cosa. Questa cosa è l'amore. E il primo amore è quello dei genitori. E ricorda: il primo amore non si scorda mai.

Cari papà, per la vostra festa vi sveliamo un segreto: siete importanti tanto quanto la mamma. Avete gli stessi doveri, sì, ma anche gli stessi diritti. Non credete a chi vi dice che vostro figlio preferisce stare con lei. Non pensate mai nemmeno per un secondo di essere meno importanti per la loro crescita, nelle piccole come nelle grandi cose. Prendetevi i vostri spazi. Fatelo VOSTRO. 


Siate Padri. Sì, con la P maiuscola.

Auguri!





martedì 17 marzo 2015

Sei madre, ora!

Quando una donna diventa madre, secondo l'opinione di alcuni (alcunE) che si ritengono benpensanti (leggasi frustrate), fioccano osservazioni tanto variegate quanto sgradevoli. 

Quanti di queste perle (leggasi pirle) di saggezza vi hanno rifilato da quando siete madri?

1) sei al telefono per fissare un appuntamento dall'estetista.

Attacchi soddisfatta ed...eccola:

"Ma come?! Ancora a pensare a queste stupidaggini?! Sei madre ora!"


Dunque? Partorendo ho perso in via definitiva anche i peli?





Col secondamento i peli si sono distaccati con la placenta? 

2) "Sì, certo, ora ti lascio,  ho appuntamento dal parrucchiere..."

"Maddaiiii! E tuo figlio?! Ma ancora ci vai?! Ma dai, sei madre ora! E hai una bambina così bella! "


Quindi? Il nesso? 

Se lei ha i boccoli per osmosi mi si autogenerano? 

Questo vuol dire che per osmosi comincerò a scaccolarmi come lei a breve?

I capelli bianchi allattando han cominciato a ricrescere biondi/castani/neri? 

E' uno dei propagandati miracoli dell'allattamento al seno? 


Le doppiepunte, cioè la piaga del terzo millennio, appena sotto la fame nel mondo e la cellulite, sono state sconfitte dalla crema antiragadi per capezzoli? 



3) vagabondi on line alla ricerca di quel vestitino che hai adocchiato a una sconosciuta..."Eccolo! Guarda! Aspetto i saldi e sarà mio! "

"Maddaiiii! Ancora shopping per te?! Ma pensa a comprare qualcosa a tuo figlio,  sei madre ora!"

Ah giusto, me n'ero scordata. 

Dunque un maglioncino in cachemire grigio per lui, perché lo incolli al tavolo con la colla a caldo, mentre un amico gli taglia una manica e un altro lo spennella d'arancio fluo.

Io?
Nessun problema.

Infilo una tuta ed esco.

Col mollettone in testa.

E un rigurgito sulla felpa.

Ma fanculo, venga a me quel diavolo d'un vestitino Max Mara. E a prezzo pieno!

4) cerchi i biglietti per andare a vedere i Depeche prima che perdano la dentiera sulle groupies sotto il palco?  

"Ma che fai?! Ma ancora ai concerti vai? Sei madre ora! Porta la bambina a vedere Violetta piuttosto!"

Ma perché?! Perché?!

Perché dovrei spendere il doppio di quel che mi costerebbero i Depeche per una sgallettata troieggiante che ha la metà dei miei anni?

E perché dovrei sostenere un modello di donna del genere?

Meglio un ex fattone. Yes. E uomo.

5) stai provandoti delle scarpe col tacco?

"Ma ancora le porti? Ma comprati delle scarpe comode, delle ballerine ad esempio, sei madre ormai! "

E quindi?

Il parto mi ha allungato di 10 cm le gambe?  E snellito polpacci e caviglie?

Mi ha temperato i talloni?


Sono madre, sì,
ma non ho buttato lo specchio nel cesto dei pannolini.

Invece, piuttosto, dimmi, a te com'è andata? Com'è che hai espulso il cervello insieme alla placenta?

lunedì 16 marzo 2015

Fenomenologia della mamma: la mamma Pinterest

La mamma Pinterest è la più invidiata del web. È stato coniato questo termine da altre mamme - non Pinterest, ovviamente - per indicare tutte quelle mamme nell'ordine:

- giovani
- carine
- piuttosto magre
- all'apparenza ricche
- con figli bellissimi
- con case bellissime 
- con mariti bellissimi... Ok, diciamo piuttosto molto impegnati nella gestione familiare, ecco
- spesso con animali bellissimi

La mamma Pinterest è quella che ha sempre i fiori freschi. Perché lei li coltiva.

Ma mica delle margheritelle puzzolenti!

No! 

Peonie, ortensie e rose, rigorosamente bianche.


La mamma Pinterest compra solo mobili da Maisons du Monde.
Oppure li compra da un robivecchi e poi li shabba.

Non sapete cosa vuol dire?

Certo, mica siete una mamma Pinterest! 

mercoledì 11 marzo 2015

Il diritto alla frivolezza

Durante l'università lavoravo come giornalista in una tv, pagata due lire. Non volevo mai apparire in video perché non era quello che mi interessava. Un giorno il mio direttore - sposato con due figli e con una mia collega come amante - mi disse: sai che ti vedrei bene come velina? Perché vuoi fare la giornalista?

Pensavo fosse un uomo di merda.

Avevo ragione.

Perché, se una è carina, deve per forza essere stupida. O fingere di esserlo. 

E io invece voglio arrogarmi il diritto ad essere frivola. Ed intelligente.

Ok, è un personaggio della tv, ma lasciatemi sognare.

A passare ore allo specchio. 
Ad avere 50 paia di scarpe. 
A controllare se ho preso un etto o qual è il mio profilo migliore.
A conoscere tutte le novità in fatto di moda, trucco e parrucco. 

È un mio - un nostro - diritto, e nessuno può togliermelo. Né a me, né a voi, né alle mie figlie. A nessuno. 

lunedì 9 marzo 2015

Fenomenologia della mamma: la mamma Vegana

La mamma Vegana è generalmente anche Equosolidale.
Ah, sì, anche un po' bio.
E Green.
A volte anche un po' Hippy.
Ma se Facebook le fa presente che la terapia con le sanguisughe era cosa buona e giusta, aderirà anche al gruppo "io lovvo i salassi".

Fonte: http://benessere.paperproject.it/tutto-resto-soia-vegan-chronicles
È quella che fino a ieri aveva pelo  ovunque, persino sul di dietro del tanga, infischiandosene dei conigli scuoiati vivi in Cina: il pelo era di moda.

Ora non va più. 

E se lo leva anche dalla patata

domenica 8 marzo 2015

6 consigli (+1) per festeggiare vostra moglie

festa della donna


Oggi è la festa della donna, e con ogni probabilità gli uomini se ne accorgeranno solo per i venditori ambulanti di mimose in giro per le strade o per le bacheche di Facebook intasate di post a tema.









A proposito di post a tema, ho visto girare una vignetta molto molto sgradevole, specie se condivisa da uomini, che per quanto mi riguarda ha comportato la loro immediata eliminazione (purtroppo solo dalla lista di "amici"...): questa che vedete a sinistra.
Ora, e ve lo dice una che non ha mai visto uno spogliarello maschile in tutta la sua vita, né tantomeno è mai andata a festeggiare in un locale di questo tipo l'8 marzo, mi piacerebbe capire perché una donna che,  una volta l'anno, ha piacere di vedere uno spogliarello maschile va disprezzata, è una zoccola, una gallina, ecc ecc, un uomo, che nei night può andare 365 giorni all'anno, è semplicemente normale.

Ecco, un buon modo di festeggiare la donna è smetterla con questi pregiudizi, no?

Comunque, cari uomini, non pensate di cavarvela con 3 euro di mimosa presa dal venditore bengalese o condividendo post Facebook, possibilmente meno discutibili di quello sopra, piuttosto scegliete cose così:


Ecco qualche consiglio per rendere felice la vostra compagna oggi e, possibilmente, sempre:

venerdì 6 marzo 2015

Intervista ad una mamma speciale: Elisabetta di Photolisart

Quando sono rimasta incinta della P1, sono andata a conoscere una ragazza del forum (sì, quel forum, dove noi tre ci siamo pure incontrate). Ricordo che ci invitò a cena, una sera, preparandomi tantissime bontà siciliane, saporite e sostanziose, per aiutarmi con le nausee
Ricordo la sua bimba che saltellava nel box e suo marito che ci parlava delle stelle.

Poi la vita mi ha mandata a Parigi, e non ci siamo più viste se non alla festa prima della mia partenza.

E poi mi ha parlato del suo progetto. Della sua passione per le foto. Del suo bisogno di fare qualcosa e rimettersi in gioco come donna. 

E ci è riuscita. Eccome se ci è riuscita.
Una di quelle da invidiare. Una di quelle con due palle quadre. Che invece di lamentarsi, prendono in mano la loro vita e fanno qualcosa di unico e straordinario.

Ecco l'intervista ad una fotografa emozionale, emozionante, sincera, delicata, attenta, curiosa e rispettosa. 

Lisart, prima di tutto un'amica




giovedì 5 marzo 2015

10 frasi rivolte ad una mamma che non sopporto

10 tra le frasi che si sentono ripetere più spesso le mamme.

E che io non sopporto.

  1. Allora, quando il secondo?
    Quando avrò voglia di fare sesso, quando verrai a tenermi il primo, quando mi farai un versamento mensile di 1000 euro, quando mi pagherai le vacanze, quando ti farai un po' i cazzi tuoi magari.
  2. Ma perché fate il terzo figlio?
    Per venderlo.
  3. Hai fatto qualcosa? Ti vedo diversa... (quando hai 10kg in più di prima)
    Sì, pare che abbia portato in grembo un bambino per nove mesi. Poi lo abbia espulso. Poi non abbia ancora avuto tempo per riprendermi il mio corpo impazzito. E tu, invece, che scusa hai per essere così cessa?
  4. Ma sei troppo magra, che esempio dai alle tue figlie?
    Tipo che la mattina mi sveglio alle 6,30, le preparo entrambe, le porto a scuola a piedi entrambe, vado a lavorare, torno a casa, preparo la cena, mi occupo della casa, faccio lavatrici, le metto a letto, continuo probabilmente e a fare qualcosa e tutti i giorni così tutto l'anno? Tu che esempio daresti, con 20kg più di me e un'agenda più vuota di quella di mia nonna morta nel 2000?
  5. Perché allatti ancora / non allatti / lo fai dormire con te / lo lasci alla tata per uscire / varie ed eventuali?
    Perché È MIO FIGLIO, e ne faccio quel che voglio. Nei limiti della legalità e della decenza, ovvio.
  6. Hai fatto un figlio per farlo crescere da altri?
    Sì, non ho la pretesa di essere l'unica persona al mondo da cui può trarre qualcosa, pensa un po'.
  7. Come fai a lavorare così tanto? Io non riuscirei a stare così tanto lontana dai miei figli.
    E quindi quando li iscrivi al tempo pieno lo fai perché sei impegnatissima e non puoi fare altrimenti, immagino.
  8. Se lo coccoli così tanto diventerà un bamboccione.
    Invece se sono stronza come te chi mi diventa? Aspetta, ti do un'idea: Charles Manson.
  9. Se ti curi così tanto, tua figlia diventerà vanitosa.
    E troia, come la mamma, dillo. Quindi è per questo che vai in giro come uno spaventapasseri ?
  10. Eh, quando avrò figli io...
    Sarò sempre qui, tranquilla. Per mandarti a fanculo.  

mercoledì 4 marzo 2015

Enuresi? Mamma non è un problema

Ricordate la prima festa di compleanno con gli amici? 

Io sì. 

Ero alle elementari e avevo una bellissima torta e tante bibite e biscotti e pasticcini e patatine e quelli che mia nonna chiama i poppicorni e tanti doni ricchi premi e cotillon.

Ero tutta emozionata e con un bel vestito

Poi arrivarono gli amichetti.
Tutti carini, ben vestiti... e uno di questi, 7 anni,


fece pipì in ascensore.



Mica apposta, porello.
È che ogni tanto gli succedeva. 

martedì 3 marzo 2015

Viaggiare coi bambini: weekend al Peppa Pig World

Lungi da noi prendere il posto dei blog di viaggi. O dei siti di viaggi. O dei blog di viaggi con bambini. Insomma, avete capito. Ma potevo io non raccontarvi questa incredibile vacanza in famiglia? Potevo? 

Eh no che non potevo.

Ma facciamo un passo indietro.

PEEEEPPAAAAA PIIIIIIIG

Vi ricordate? Un paio di mesi fa, ma neanche, vi raccontavo, un po' esasperata, del più grande e ricorrente capriccio (sì, CAPRICCIO, CA-PRIC-CIO, la sillabo anche bene) della P2. 

Voglio Peppa Pig.
La voglio subito. Qui. Adesso. Non me la dai? Ti spacco i timpani.

E le palle, ovvio. 

E poi vi ho raccontato di quello che le è successo poco dopo, dell'ustione e del conseguente ricovero in ospedaleÈ lì che un'amica mi ha parlato del Peppa Pig World.

Sì sì, del mondo di Peppa la maiala. In Inghilterra. A pochi minuti da Southampton. 

E così siamo andati. Volete sapere com'è? 
Sì sono io. Anche photoshoppata.

lunedì 2 marzo 2015

Fenomenologia della mamma: la mamma Invernale

Eh beh, stavolta vi becco tutte in un colpo solo: come ho fatto a non pensarci prima?

L'aspetto della mamma Invernale è direttamente proporzionale al numero di figli: mamma un pochino sbattuta? Un figlio. Mamma pallidina e occhiaie effetto panda? Due figli. Mamma dal colorito verdognolo e occhiaie fino al mento? Tre figli. Quelle con più di tre figli non le vedrete in giro in inverno, statene certe.

La mamma Invernale inizia a farsi il segno della croce a fine ottobre e spende uno stipendio in rimedi che dovrebbero rafforzare il sistema immunitario, ma eccoli lì: fissi come il giorno dei morti, arrivano i malanni di stagione. Che poi, "di stagione" l'ha di sicuro inventato un uomo. Dovremmo chiamarli "malanni annuali salvo l'estate, se butta bene", o "365 giorni di sventure specie nel week end" o ancora "malanni della vacanza prenotata".

Comunque, dicevo.

Lasciate stare i vari immuno-sta-minchia e spendete i vostri soldi per un buon correttore ed illuminante, credete a me, tanto qualsiasi cosa facciate i pargoli iniziano ad ammalarsi a novembre e finiscono ad aprile, quando va bene.

Si inizia con raffreddori, nasi colanti, tossi: al primo figlio, si investe in baby sitter, nonni, vicini di casa. Dal secondo in poi, questi non sono più "malanni di stagione" (nell'accezione di cui sopra), ma solo "moccio? quale moccio? Ah no, se non è verde non è nulla". La regola è: se non vi scottate la mano toccandoli, si mandano al nido/asilo/scuola e stop.


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