mercoledì 29 aprile 2015

10 cose che invidio ai miei figli

1. Il sonno a prova di bomba

Non mi capacito di come sia possibile, ma potrebbe accadere qualsiasi cosa, un incendio, un terremoto, una bomba nucleare, ma loro non si svegliano.
Una notte è suonata all'improvviso una sveglia devastante, suono motore Ferrari a 200mila decibel, io son quasi morta, convinta che un Boeing fosse atterrato in corridoio. Mi alzo e cerco il malefico aggeggio che continua a rombare... sul comodino dei polli. Come abbiano fatto a non svegliarsi è un mistero.








2. Si mangia se si ha fame

Sembra una banalità, ma invidio un sacco il loro disinteresse totale per il cibo.
Mangiano se hanno fame, smettono quando non ne hanno più.
Se fossi come loro, peserei 10 chili in meno.


3. Ricchi e poveri 

Adoro la loro concezione dei soldi.Quando ricevono una mancia di 10 euro e chiedono "cosa si compra con 10 euro? 2 macchinine? Un drago? Un libro? 50 bustine di figurine???" con gli occhi che brillano dall'emozione per questo grande tesoro.Tempo fa incontrando un mendicante Ale mi dice "ma se non ha soldi, perché non va in banca a prenderli?"E cerco di spiegare che non è così semplice, che per avere soldi bisogna lavorare, che non sempre il lavoro si trova, che moltissimi non hanno soldi in banca e bla bla.Qualche giorno dopo in un negozio stavo per comprare una maglia a Ragazzo, mentre lui tutto timido diceva che non la voleva.
Dopo un po' di insistenze gli chiedo se per caso non gli piaccia.
E lui, quasi in lacrime: "No mamma!! E' che hai finito i soldi! Il portafoglio è vuoto, e non abbiamo più niente!".
Il tutto ovviamente davanti alla cassa.



4. La vita a colori

Ci fate caso? I bimbi non usano quasi mai il grigio o il nero.
E' tutto un pullulare di rossi, verdi azzurri, nell'astuccio, nei vestiti, negli occhi.
Nella loro vita non esiste il buio, è solo luce, aria fresca, colori.


5. Giocare

Che bello vederli giocare con qualsiasi cosa.
Un rotolo della carta igienica finito, una piuma, un elastico... qualsiasi cosa diventa un gioco.
Perchè crescendo si perde la voglia di giocare ed inventare?
Senza contare l'effetto sul metabolismo...
Ieri sera al parco stavo gelando, e noto che anche tutte le altre mamme sono sedute e infreddolite. I bimbi invece, in maniche corte e sudatissimi, si rincorrevano come pazzi.
Se anche noi mamme ci mettessimo a giocare a "prendersi" o a "rialzo" saremmo tutte top model!
Devo proporlo, altro che palestra....


6. Fidarsi

I bambini si fidano di tutti.
Non pensano mai che qualcuno li voglia fregare, che abbia la doppia faccia, che sia un falso, che si approfitti.
Gli altri si dividono in buoni e cattivi, dove cattivo è quello che ti ha fatto un dispetto 3 secondi prima e tempo 1 minuto è il tuo migliore amico.
(emh, mentre scrivo mi rendo conto che sono ancora esattamente così...).


Tortoro con la nonna

lunedì 27 aprile 2015

Fenomenologia della mamma: l'Isterica

Dopo la Zen, ovvero colei che non s'incazza neanche quando Giobbe si sarebbe ormai martellato le palle, ecco il suo esatto opposto:


 l'Isterica, ovvero colei che - non si capisce perché - scatta schiumando dalla bocca per un nonnulla.


giovedì 23 aprile 2015

Lettera ad una futura mamma

Amica mia, stai per diventare mamma.
Pensi che la tua vita cambierà, vero? Ma non hai ancora idea di quanto e, soprattutto, di come cambierà.
Pensi che non farai più quello che facevi prima?
No, non è questo.
Tra poco sarai semplicemente un'altra persona. E tutto ciò che sceglierai, d'ora in poi, da quando non sarai più sola, sarà fatto in funzione del tuo essere madre.
Non aver paura.

Sì, è vero, fa tantissima paura. Ma più dopo, che prima.
Adesso tu hai paura di non capire se hanno fame.
Se sono malati.
Hai paura di non reggere alle notti in bianco, ai pianti, ai pannolini.

Ma tutte queste cose, amica mia, passano, te lo assicuro.
Quando ti chiederai a chi puoi restituirli non preoccuparti, l'abbiamo pensato tutte.
Quando vorrai solo scappare, quando ti chiuderai in camera tappandoti le orecchie, quando piangerai sopraffatta dal loro pianto, quando ti sentirai sola e abbandonata, e penserai che nessuno può essere stato male quanto te, altrimenti non esisterebbero altri bambini al mondo.
Pensa anche che è tutto normale. E che l'abbiamo pensato tutte, non sei speciale.

Passerà, amica mia. Le notti si allungheranno. Ti abituerai. Imparerai a conoscerli. E se non dovessi amarli dal primo momento non sentirti sbagliata. Nessuna mamma è sbagliata, ogni mamma ama, coi suoi tempi e i suoi modi. Arriverà, e sarà bellissimo, qualcosa che non hai mai provato.

Ti sconvolgeranno la vita, sì, ma in un modo che tu non sai. In quel modo che all'improvviso ti fa vedere il mondo in maniera completamente diversa.
E per quanto le tue paure aumenteranno e saranno più forti e più terribili, la tua fiducia nella vita sarà di più. Saprai che sei capace di fare una cosa incredibile, crescere degli esseri umani. Tu. L'avresti mai detto?

Io di me no, non l'avrei mai detto.

Non so niente, forse, del mondo, ma so che da quando sono madre ho una leggerezza tale che tutto quello che mi attraversa non riesce veramente a toccarmi. Perché ho loro. Ho la stanchezza, ho la fatica, ho la responsabilità ma no, la mia vita non è più la stessa.

È un miliardo di volte meglio. Essere mamma è un miliardo di volte meglio.
E anche se ti sembrerà impossibile quando la notte li sentirai piangere per l'ennesima volta, fidati di me.


Ti ho mai mentito?  

E comunque, alle perse, ci restano sempre i sogni, no?

mercoledì 22 aprile 2015

Vorrei non essere madre

A volte vorrei davvero non avere figli.

Non aver messo al mondo due bellissime bambine il cui sorriso riempe non soltanto il mio, ma il cuore di molte altre persone.

E non è per la fatica.
Nemmeno per lo stress.
Non è perché essere madre, e madre sola, è il compito più faticoso del mondo.
Non è perché a volte la sera vorrei solo buttarmi a letto e restare al buio, in silenzio.
Non è perché la mattina vorrei poter dormire quell'ora in più, prima di affrontare una giornata di lavoro.
Non è perché sento chiamare il mio nome, quello nuovo, quello universale – mamma – cento volte al giorno da due vocine urlanti.
Non è perché devo correre, spiegare, educare.
Non è per tutta la responsabilità che ho e che avrò sempre, fino a quando vivrò, in quanto madre.

No.

È per una bambina rapita nel giardino di casa e stuprata e poi soffocata da un pazzo qualsiasi.
È per un corpo che galleggia coi suoi vestitini colorati nel mare infinito.
È per un bambino che divide il suo biberon con una scimmia.
È per un bambino ucciso dal padre con un'ascia.
È per i bambini siriani, e tutti quelli uccisi o affamati dalla guerra.
È per i bambini che, nella nostra Europa, vivono in case senza l'acqua potabile o l'elettricità, e fanno pipì in un buco gelido in giardino.

È per tutti gli orrori che vedo ogni giorno, seppur lontani da me, e a cui non riesco più ad essere indifferente.

Vorrei non avere figli, per non provare orrore, dolore, paura. Per non immedesimarmi in tutte quelle mamme che vedono i loro bambini galleggiare, o in un obitorio, o sparire nel nulla.


Vorrei non essere madre, a volte, per non sapere cosa significa amare qualcun altro più di se stesso. Perché come si sopravvive al male, se tocca i nostri figli?

lunedì 20 aprile 2015

Fenomenologia della mamma: la mamma che fa shopping

Sì lo so, sembra un ossimoro, eppure anche la mamma fa, dovrebbe o vorrebbe fare shopping, spesso con risultati poco incoraggianti.

Possiamo distinguere due macro categorie: la neomamma e ... le altre.

LA NEO MAMMA

Tralasciamo volutamente Lei, quella stronza della mamma gnocca, che esce dall'ospedale con gli stessi jeans taglia 26 con cui è entrata.

Tutte le altre NON fanno shopping, per almeno quei 3, 6... 12 mesi dopo il parto.
Continuano a indossare gli stessi pantaloni premaman confidando nel miracolo, e quando riescono a infilarsi, grazie a un carroponte, o almeno allo scettico marito, nei jeans "di prima", eviteranno in ogni modo di sedersi, in quanto l'esplosione dell'indumento è in agguato. 
L'effetto sarebbe bene o male questo:


E se non esplode, di certo esplode il sedere, che spunterà  impietoso dai vostri amati jeans: che poi, ricordate, il sedere è come l'impasto di una pagnotta, lievita con il caldo. Se la mattina vi sembrerà di essere accettabili il pomeriggio vi specchierete in una vetrina e il risultato non sarà altrettanto incoraggiante.


giovedì 16 aprile 2015

Furti, bugie e video tape

No, perchè io sono un'ottima mamma e i miei figli sono felici.

Uno ruba, l'altro mente.
Ma so' ragazzi!
No?
No, eh.

L'indole cleptomane del Melo treenne si è appalesata a Natale. Eravamo in Umbria, siamo entrati da Feltrinelli, giretto, usciamo.
5 minuti dopo, noto che  ha un peluche fucsia sotto il braccio, una specie di pony con giganteschi occhi sbrilluccicanti.
Ohibò! E questo??
Tragedie greche per toglierlo di mano e bella figura nel rientrare e dire "scusi, mio figlio ha preso questo, il vostro sistema antitaccheggio non funziona molto bene".
Ulteriore figurademmerda grazie al marito: "Melo, quante volte te l'ho detto, non lavoriamo la domenica!"
E, ahimè, non tutti hanno il suo sense of humor.

Poi è stata la volta dei supermercati.
Caramelle, kinder e quant'altro rinvenuto nella tasca all'uscita.

Poi è toccato all'asilo.

Ogni volta che esce, mi guarda con aria finto contrita-supplichevole: "mamma, oggi ho avuto un premio perchè sono stato il più bravo di tutti"
E se ne esce con un muro di lego, o un animale, o un qualsiasi pezzo asportabile che entri in una tasca.
Appena dico "oh bravo!! Aspetta che vado dalla maestra a ringraziare.."
"no, meglio di no, è un segreto".

Ora tocca ai compagni di asilo.
Prima la sua amica gli avrebbe regalato ("Giuro!! me l'ha regalato!!!"), un orologio rosa a forma di cuore.
Poi è la volta un cuore giallo che si apre e dentro ha specchietto e  pettinino : me l'ha regalato il mio amico!!!
Certo, come no.

mercoledì 15 aprile 2015

Perché la mamma è più importante del papà?

Oggi un pensiero mi frulla per la testa. E proprio non se ne va.
Perché se una donna lascia il lavoro e resta a casa a badare ai figli è considerata assolutamente normale, anzi, fa una cosa che tutti dovrebbero fare (su, nella nostra società si pensa ancora che un bambino, per crescere bene, abbia bisogno della mamma full time), mentre se lo facesse un uomo, se un uomo lasciasse il lavoro per stare a casa con i figli, lo prenderebbero tutti per rincoglionito?

Perché il bambino ha bisogno della mamma ma non altrettanto del papà?

Perché ad una mamma è richiesto sempre di più? Perché è scontato che faccia sempre di più?

E non ditemi che non è così, perché non è vero. Nell'idea comune c'è questo. C'è che la mamma sempre e comunque è tenuta a dare di più perché... boh, perché?

Perché l'ha portato in pancia nove mesi?
Perché l'ha partorito?
Perché l'ha allattato?

Non so darmi una risposta, veramente.

martedì 14 aprile 2015

Terrible threes

Sono sicura che voi, mamme di treenni e oltre, capirete.
Quella dei terrible two è una balla grandiosa. Chi l'ha inventato deve aver avuto un solo figlio dueenne. Eccerto tesoro, perchè non hai visto dopo, sennò li avresti chiamati sweety two.

Come fanno a essere terribili i duenni? Così ancora paffuti, tondini, amorevolmente tappi.
Certo, iniziano a voler manifestare la loro autonomia, si impuntano, ma io ricordo solo dolcezza in questi esserini ancora così piccoli (o sarà che il dolore si dimentica, come dicono per il parto??).

Ma i treenni... O.M.G.

Tu, mamma di duenne, non lamentarti, conserva le forze, non sai cosa ti aspetta.
Anzi, facciamo una cosa, non leggere va'.

Tre anni, dicevo.
Non più così paffuti e tondi da incutere tenerezza.
Ma insolenti, irriguardosi, strafottenti.
"tanto non comandi tu! Tanto faccio quello che voglio!"


"tesoro, fammi un bel sorriso!!"


lunedì 13 aprile 2015

Fenomenologia della mamma: la saputella

La mamma saputella non è una che sa. No, è una che se la sente. Lei si sente brava, e lo fa sapere. Perché sia mai che voi siate più brave di lei! Con quei figli che vi ritrovate, poi.

Per qualche strano motivo, anche se è una psicolabile - e lo si può capire da dettagli base come: non ha amici, mente spudoratamente, non fa niente senza l'aiuto della mamma e molte altre cose che ci fanno rabbrividire - lei deve far sapere al mondo di essere una brava mamma.

Mica come noi schiappe (di merda, aggiungerei, che ci sta sempre bene)! 

Se scrivete sulla pagina Facebook di 50SfumaturediMamma che non dormite più di due ore di fila da due anni lei che fa? Vi commenterà "non odiatemi, ma mio figlio dorme 12 ore a notte". 

E lo fa volutamente per rompervi le palle. Volutamente per dirvi mica è colpa mia se come madri siete un fallimento, io sono bella riposata (però sei cessa lo stesso, com'è 'sta storia?). 

domenica 12 aprile 2015

cracker veloci senza lievito (al pomodoro o come vi pare)

Una decina di giorni fa ho fatto dei cracker al pomodoro, ed è stata la mia rovina.
Hanno avuto successo anche su instagram  (ci seguite su instagram vero?

Da allora li vogliono praticamente tutti i giorni, dal che deduco che siano piaciuti.

E se riesco a farli io, riuscirete tutti.

Ecco quindi la ricetta:

Ingredienti
200 grammi di farina (00 o miste)
100 di acqua tiepida
3 cucchiai di olio
un cucchiaino scarso di sale
1 cucchiaiata generosa di concentrato di pomodoro (se li volete al pomodoro)
spezie a piacere (origano, pepe ecc)

Procedimento:
in una ciotola mettete tutti gli ingredienti secchi, mescolate velocemente, poi aggiungete olio, concentrato di pomodoro e acqua (quella aggiungetela un po' alla volta) e mescolate con un cucchiaio finchè avete amalgamato bene, poi continuate a mano su un piano infarinato fino a farla diventare una palla elastica ma non appiccicosa (semmai aggiungete un po' di farina).
Lasciate riposare una ventina di minuti, intanto portate il forno a 180 gradi.

A questo punto se siete pigrissime , staccate dei pezzettini di pasta e fate dei grissini (facendo il "salamino" come con i didò, vi possono aiutare i bimbi), altrimenti stendete la pasta abbastanza sottile, a quel punto potete fare delle formine a piacere, usando stampi dei biscotti, o tagliare la vera forma dei cracker, o ancora (come faccio io) delle lingue lunghe e strette.

venerdì 10 aprile 2015

Perché fare il secondo figlio? Ecco la risposta.

Non credevo avrei mai voluto dei figli. In effetti non ero nemmeno troppo convinta, ma mio marito sì. Figuriamoci averne un secondo. Non stavamo così bene, in tre? Tre, il numero perfetto. Io, lui e lei. Ma poi lui mi ha convinta. Ho pensato, chissà quanto ci vorrà. Ed invece eccotelo lì, il test positivo. La cosa più semplice del mondo, avere un figlio. Soprattutto quando, in fondo in fondo, non sei sicura di volerlo.


I secondi, questi sfigati. Io sono seconda. E mi sono sempre sentita sfigata. Anche se ero una bambina perfetta, mi sono sempre sentita seconda, almeno agli occhi della mamma. E probabilmente è così.



Come avrei potuto fare un altro figlio consciamente, sapendo che non solo si sarebbe sentito sempre secondo, ma avrebbe disturbato in qualche modo quell'esserino ancora così piccolo che stavo iniziando a crescere e ad amare così tanto?



Ho portato nove mesi nella pancia la mia bambina, ho avuto bisogno di altri nove per amarla di quell'amore incondizionato che solo noi mamme conosciamo. Ed era così grande, che non c'era abbastanza spazio per nessun altro.


giovedì 9 aprile 2015

Le paure della mamma

Mio marito mi ha detto, una volta, che non avrei dovuto raccontare certe cose per non passare per pazza. Ora le scrivo addirittura. 

1. Dove le ho messe?

A volte arrivo in ufficio e mi chiedo se le ho portate nel posto giusto. No, non sono gli acidi, non mi sono mai drogata.

2. Dove seiiiiii?

Dovendo fare tutto da sola con loro, quando vado in un posto affollato perderle di vista è un attimo. E in quei secondi in cui urlo il loro nome perdo la metà dei miei bei boccoli. 

3. Morirò nella notte

Questa è una delle cose che mi inquieta di più fin dall'inizio. Onestamente, se muoio nella notte, chi se ne accorge? La mattina le bimbe si alzano (e ora sono abbastanza grandi, l'anno scorso mi immaginavo la piccola in un lago di pipì e cacca, disidratata e urlante) e cosa fanno? Prima che qualcuno si insospettisca del mio silenzio passa del tempo, e loro potrebbero bere candeggina, usare i coltelli e molto altro ancora. Urge piano.

mercoledì 8 aprile 2015

Un compleanno da...ehm...leoni...

Venerdì era il mio compleanno. 

Una giornata demmerda, di quelle che non fai pipi' da quanto lavoro hai, di quelle che non pranzi,  di quelle che vuoi solo andare a casa presto.

E infatti ti alzi anche alle 5'45.
Ma poi alle chiudi l'ufficio alle 19 e passa.

No, ma fa niente,  è solo il mio compleanno... 

giovedì 2 aprile 2015

L'imbarazzo della mamma

Giorni fa eravamo in un autobus pienissimo. Uno di quelli doppi che attraversa Parigi da nord a sud, passando da molti centri nevralgici. 
Sale una mamma con passeggino doppio
Sull'autobus parigino i passeggini hanno il posto riservato, in numero limitato. 

Dato che non ce n'era nessuno, la mamma aveva il diritto a piazzarsi lì. Ma nessuno si è spostato. E lei è rimasta davanti alla porta, senza potersi reggere, mentre le persone che erano con lei si allontanavano sul fondo del bus. Lei lì, con un solo bambino che urlava disperato perché voleva raggiungere il fratello. In quel casino, lui urlava, lei tentava di toglierlo dal passeggino tra un sobbalzo e l'altro del bus, con un palloncino gigante a forma di cavallo e mille borse. 

Ed eccolo lì.

L'imbarazzo della mamma.

Condividi

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...