martedì 30 giugno 2015

Di Parigi, gastro, bambini e fermenti lattici



Che vuoi ci faccia a noi una leccata di vitello??


C’è una cosa a cui, appena arrivata a Parigi, 6 anni fa, ero preparata: il cagotto. Non scherzo, eh. Mi era già capitato durante i miei precedenti viaggi. A me, o a qualcuno che era con me. E quindi quando mi sono trasferita, sapevo già che il virus, la gastroenterite o più semplicemente la diarrea – chiamiamo le cose col loro nome, su! - sarebbe stata mia fedele compagna di avventura.

Chiedetelo alla collega che ho assunto a gennaio: ormai passa più tempo sul water che in ufficio. O sul water dell'ufficio. Col PC sulle gambe.

lunedì 29 giugno 2015

Fenomenologia della mamma: la mamma trentina

Dopo la mamma milanese e la parigina, doveva toccare ovviamente alla trentina.
Ora, visto che io, oltre che trentina (d'adozione) sono pure pigra, arrivo un pochino in ritardo (tipo 3 anni dopo), ma meglio tardi che mai. Sia mai che vi venga un'idea per le vacanze estive.

Ma in realtà suvvia, non son io pigra, è la mamma trentina che non corre. 
O meglio, corre solo quando fa running nei boschi: ora di rado, visto che a quanto pare l'orso si diverte a rincorrere i podisti.

io non ho ancora incontrato l'orso, grazie a Dio

La mamma trentina raramente ha fretta. Solitamente ha l'asilo o la scuola a 5 minuti da casa.
E spesso non lavora: questo lo posso dire in base alla statistica delle classi dei miei figli dove il 50% è casalinga e l'altro 49% lavora part-time. L'1% ovviamente sono io.

Forse è per questo che in Trentino gli asili e le scuole finiscono alle 15.30 e se vuoi il posticipo fino alle 17.30 te lo paghi. E ti becchi pure la domanda "ma lasci i figli fino alle 17.30??!!". E no, non si intende "così poco, e dopo come fai?" ma "poveri figliuoli, tutto il giorno a scuola!".

venerdì 26 giugno 2015

Pagella di prima elementare

evidentemente non è la nostra...

Ed è tempo di pagelle.

Noi l'abbiamo ritirata la settimana scorsa.
Non avevo alcuna ansia, alcuna aspettativa, insomma, me ne fregava meno di zero.
Mi è invece capitato di leggere di genitori in preda all'ansia, genitori che avevano promesso un regalo per ogni ottimo (dando quindi per scontato l'ottimo?).

Sono strana io? Ho sempre pensato che i voti in prima o seconda elementare siano una sciocchezza, che per i bimbi è già un enorme fatica passare dall'asilo alla scuola, e che quindi siano ben altre le cose da considerare: come potrebbe interessarmi la pagella?

Comunque, è una pagella normale, nè eccelsa nè scarsa. Almeno credo.

Nel dubbio (quanto meno volendo capire se devo preoccuparmi...) ho provato a cercare un po' sul web, ed ho scoperto due cose:

1. la prima, che c'è un'omertà assoluta sulle pagelle. Anzi, non proprio assoluta, diciamo che ho trovato solo le ormai note "mamme di figlio geniale", che si complimentavano col genial pargolo per tutti i 10 (o ottimo), con tanto di fotografia dell'attestato di merito (della madre, ovvio).
Ma del "sottobosco" nulla. Nessuno pare avere voglia di dire "mio figlio è normale" o "mio figlio è scarsino" e confrontarsi su questo, sulle motivazioni, su come ci si sente, su come reagire.

2. La seconda, è che ci sono differenze enormi tra i vari istituti. Ci sono quelli che "incentivano" con volti alti (con 9 dati a dettati con diversi errori, ad esempio), altri invece che tendono a stare bassi. In alcuni istituti c'è addirittura il divieto di 10 nel primo quadrimestre, perchè sarebbe disincentivante. Ancora, ci sono quelli che danno voti in numeri, altri, come la mia scuola, che dà i cd. "giudizi" (sufficiente, discreto, bravo, distinto, ottimo).

giovedì 25 giugno 2015

Donne che ci piacciono: Marine di Supercut.it

Siccome siamo donne convinte che le donne siano il motore della società, abbiamo deciso di intervistarne un po'. Per far conoscere anche a voi coloro che riescono, nel loro grande piccolo, abbiamo deciso di continuare la serie di interviste iniziata un po' di tempo fa con Elisabetta, la nostra amica fotografa di PhotoLisart. Oggi vi presentiamo Marine, creatrice di supercut.it!
Marine, parlaci di te : chi sei, cosa ti ha portato qui, in Italia

Mi chiamo Marine, sono una mamma Francese di 39 anni, e con mio marito  belga abbiamo due bambini: Joseph, 7 anni e Nils, 5 anni.
Sono nata e cresciuta al mare, nel nord della Bretagna, e da piccola sono sempre stata un’appassionata di vela che ho praticato a livello agonistico internazionale. Ho studiato marketing e sport business ed ho lavorato per anni nel settore delle barche oceaniche, quelle che fanno i giri del mondo come il Vendèe Globe. Mi occupavo della communicazione e dell’ organizazione per skippers famosi come l’inglese Ellen MacArthur. Un mondo e una vita affascinante, con tanti bei viaggi e incontri stupendi, ma che richiedeva una grandissima disponibilità.

mercoledì 24 giugno 2015

Ancora sui deficit dei padri

Lo so, ne abbiamo parlato spesso (e volentieri), ma in fondo la nostra vita è ripetitiva no? Quindi ci tocca parlare sempre delle stesse cose.
Delle stesse rotture di palle.
Degli stessi scazzi.

Quindi di uomini.

Ve l'ho già detto che il mio in casa fa più di me e bla bla bla non serve ripeterlo.
Vi ho anche già detto di quanto mi faccia incazzare che dica che "non faccio niente", quando la gestione dei figli è completamente a carico mio.

Ultimamente ho provato a coinvolgerlo di più, passandogli gli n.mila avvisi di scuola per vedere se si accendeva un qualche lumicino. 
Nulla.

L'ultimo, un paio di settimane fa, avvisava che la consegna pagelle sarebbe stata il 18.6 ore 16, nell'istituto x.
Una palla, visto che saremmo rientrati al lavoro solo il giorno prima, dopo la vacanza a Lisbona: bello uscire alle 15.30 appena rientrati dalle ferie.

Gli chiedo di segnarlo sul calendario e lui, per non sbattersi a scrivere o a cercare il nastro adesivo, prima prova, invano, ad appiccicarlo al calendario con la saliva, poi ha la bella pensata di spalmarlo di miele e CIAF, attaccato l'avviso.

Io sono magnanima e tollerante, non bado al mezzo ma al risultato e non ho proferito verbo. Ma sono certa che molte di voi avrebbero sgozzato per moto meno.

Arriva il 18, bimbi ancora dai nonni, la mattina la fatidica domanda "chi va oggi?"
Indovinate?
Ovvio, sì.

martedì 23 giugno 2015

Il mio grosso e grasso battesimo italo-francese-sordo-cattolico e non


Mio figlio proviene da una famiglia in cui se vai cercando qualche regione d'Italia, più o meno la trovi già nelle prime 2/3 generazioni.

Se non ti arrendi e vai oltre, le cose si complicano, ma è sufficiente fermarsi alle prime per poter dire, ad esempio, che il mio bisnonno è morto a Brooklyn, così come il gemello di mia nonna, mentre i fratelli di mio nonno in Argentina, o che il ramo della famiglia paterna di mio figlio attraversa l'Italia del sud e le isole, la Spagna, arriva in Australia, passa nella Svizzera francese e termina con un cugino appena trasferito a Parigi, per amore di una bella francese che lo ha reso padre. Di nuovo.




Annoveriamo coppie sposate, non sposate, risposate, adozioni, filiazioni da madri o padri diversi, etero e non, ma regna, tutto sommato e con qualche eccezione, una certa variegata armonia.


Ecco perché sono tornata da poche ore da una battesimo, a Parigi, di una bimba lì nata da madre francese e padre italiano, entrambi i genitori con altri figli nati da precedenti relazioni ed entrambi a loro volta provenienti da famiglie simili.

Io non sono certo una fervente cattolica e mi distraggo facilmente se non sono interessata a ciò che si dice.

Figurarsi se il discorso è in francese.

Con traduzione simultanea nel linguaggio dei segni, dato che padre e madre della bimba sono sordomuti.

Anzi, sordi preverbali.

Il padre italiano della bimba non discende da una famiglia con la sordità nei geni, ma è nato sordo  per un motivo banale:

la madre durante la gravidanza fu contagiata dalla rosolia.

Pensateci quando decidete di non vaccinare.


Questo accadde in un piccolo paesino del sud, quasi 40 anni fa.

La madre si arrese?
Ma mancopenniente!

Pur non avendo grosse possibilità economiche ed avendolo cresciuto sostanzialmente da sola, lo ha fatto studiare e ha investito tempo e fatica nella sua educazione.
Il ragazzo è diventato un personaggio nella comunità sorda italiana.
Ha viaggiato in ogni dove.
Da solo.
Certo qualche perplessità la madre l'avanzò quando partì da solo per la Cina poco più che maggiorenne, ma non lo fermò e lui tornò intero.


Durante un viaggio a Berlino, qualche tempo fa, il ragazzo ormai quasi 40enne ha conosciuto una bella francese.






E si sono innamorati.









La francese ha la sordità nei geni e la sua famiglia, dal nonno 90enne alle nipotine 5enni annovera membri sordi e fortunate eccezioni dovute a qualche combinazione che Mendel saprebbe spiegarvi e io no.


La sorella della bella francese, anche lei bella e anche lei sorda, ha un compagno, musulmano, francese, di orgine nordafricana, sordastro.
 I 2 hanno 3 figlie, 2 sorde, una no.


Al termine della cerimonia la sorella della bella francese, col consenso del compagno musulmano e nello stupore nostro, ha chiesto al prete di battezzare le 3 bambine.


Dopo le foto di rito, noi adulti abbiamo banchettato in unica tavolata, sordi, udenti, italiani, francesi, cattolici, musulmani, menu senza carni vietate e alcool per chi lo poteva bere.

La nonna della battezzata ha chiesto, in dialetto leccese, quasi tra sè e sè, cosa contenesse un bicchierino che un cameriere nerissimo le stava servendo.

E lui, in italiano, con pesantissimo accento torinese, ha risposto:

"succo di pomodoro, nè".

L'espressione incredula della nonna rimarrà negli annali.

I bambini, al loro tavolo, italiani, francesi, sordi, udenti, si sono menati, hanno rotto bicchieri, hanno disegnato, giocato, cantato, urlato, saltato e hanno fatto un gran casino

Un casino tale che in alcuni momenti ho invidiato la serenità data dalla possibilità di non udirlo.


tour; eiffel; parigi








Klarissa


lunedì 22 giugno 2015

Fenomenologia della mamma: la mamma cuoricini

Per fortuna ho la glicemia sotto lo zero.


L'avete capito, no? La mamma cuoricini è quella che già da incinta si sente come la Madonna. Anche a lei si è presentato un tizio alato a spiegare che suo figlio cambierà il mondo, e per questo, a differenza della giovane e ingenua Maria, ammorba tutti con la sua gravidanza, descrivendola come fanno le persone normali parlando di un macaron de Ladurée: un arcobaleno molto dolce.


La mamma cuoricini indossa sempre un sorriso ebete. Ha partorito da due ore e chiede con preghiera di poter vedere "il suo cucciolo" perché già le manca.

Mentre il nostro unico pensiero è un panino col salame.

venerdì 19 giugno 2015

La sessualità dei nostri figli

L'amore a 5 anni: il babbo e tante farfalle.


Alzi la mano chi ha una figlia femmina e non ha mai sentito dire dal padre: mia figlia non uscirà fino ai 30 anni. 

Se.

Vi piacerebbe.

Vi piaceva anche quando convincevate la vostra fidanzatina di turno a saltare la scuola per andare a fare petting. 

Ecco, uguale uguale.

Solo che prima, molto prima.

I nostri figli stanno crescendo ad una velocità incredibile. 

La P1, ancor prima di compiere 5 anni, mi ha chiesto a cosa serve QUELLA fessurina. 

Una cosina facile facile a cui rispondere appena rientrata dal lavoro, una sera come tante altre.

Qualche giorno dopo, mentre andavamo a cena da una mia amica incinta di due gemelli, mi ha chiesto come avesse fatto ad uscire dalla mia pancia.

Eh. 

Pochi secondi.

Ti fingi distratta per prendere tempo.

Allora mamma??

giovedì 18 giugno 2015

Una Lisbona diversa (e un addio)

Come saprà chi ci segue su Instagram, sono stata un week end lungo (alquanto lungo, da venerdì a martedì) a Lisbona.
Non vedevo l'ora, abbiamo prenotato a febbraio e davvero non riuscivo a credere che sarei stata in quei vicoli che immaginavo da una vita, nei baretti, nei ristorantini.

E invece il tempo vola, ed anche giugno è arrivato.

Una vacanza childfree: i bimbi al mare con i nonni, e noi a godercela

Non voglio farvi il resoconto della vacanza, nè voglio scrivere un post "di viaggio": ne ho letti talmente tanti su Lisbona che mi annoierei da sola.

Anya ha già fatto un post fotografico su Lisbona, ma le nostre sono state evidentemente vacanze molto diverse, quindi spero di non annoiarvi riportandovi qualche impressione veloce.

Vorrei  lasciare qualche spunto diverso, idee che non ho trovato nei vari post che ho letto, e che magari possono essere utili a qualcuno.























1. Valutate bene la zona in cui alloggiare. Noi siamo andati un po' a caso. Quali sono i quartieri più carini? Baixa, Alfama, Barrio Alto...? Ok, uno qualsiasi di questi va bene. 

Anche no.

Noi eravamo in un appartamento molto carino trovato su Airbnb, in Barrio Alto: quartiere carinissimo, per carità, ma è quasi esclusivamente dedicato alla vita serale/notturna.



mercoledì 17 giugno 2015

Spannolinare. Ovvero quando togliere il pannolino può causare problemi.


Ho due figlie. Nel primo caso, lo spannolinamento è stato praticamente da manuale. Giorno uno delle vacanze estive, età due anni e mezzo, tolto. 
Qualche pisciatina in giro, ma da contarle sulle dita di una mano, un bel riduttore sul water e via, la P1 era spannolinata.  Con la sorella neonata accanto, per chi si facesse scrupoli alla nascita del secondo.

Età tre anni esatti, via il pannolino la notte. Quale incidente qua e là, bagnare il letto non è mai stato il suo forte. E dire che si tiene pure la borraccia piena d’acqua sul comodino.
P2. Cosa si dice dei secondi ? Che sono più svegli ? Mah, po’ esse’.

Esterno casa. Costumino a fiori delizioso. Sole alto nel cielo. Età, due anni e tre mesi.

martedì 16 giugno 2015

Ode al riciclo

Non è politically correct, vero, ma qualcuno deve pur dirlo.
Eccomi!
Lo dico io.

Sarà la crisi, sarà che ci dipingono il Pianeta sempre più moribondo,  sarà la consapevolezza e la preoccupazione per il futuro date dalla maternità, sarà che l'essere Green e il mangiare cose coi nomi strani, meglio se ignoti, fa molto figo, il web pullula di idee per il riciclo.

Wow, fantastico, figo.

Sì, ma la povera mamma che prova ad attuare gli spunti di cui sopra, deve esserne anche materialmente capace, deve avere un minimo di creatività, di manualità, via!

Perché non tutte siamo dotate di mani d'oro, anzi!
Alcune di noi hanno delle mani di tolla che più tolla non si può.

La cosa che va detta è che alcune, davvero,  non se ne rendono conto.

E inondano il web di foto di cacate.

lunedì 15 giugno 2015

Fenomenologia della mamma: l'ipostimolante

Dal punto di vista degli stimoli offerti alla prole, possiamo individuare.

a) madri che ne forniscono una dose più o meno equilibrata;

b) madri che ne sono ossessionate, sin da quando il figlio è in utero, e ne forniscono una quantità tale da farvici annaspare i pargoli;

c)  le Ipostimolanti, ovvero coloro che piuttosto che somministrarne più di qualcuno si taglierebbero un braccio. 

venerdì 12 giugno 2015

Che lavoro fai, mamma?

Bon P, e niente, questo è il sedere di Kim Kardashian.

Ho un ricordo molto nitido: nell’enorme e bellissima mensa della mia scuola, detta anche refettorio (trattavasi di edificio fascista), quando avevamo finito di mangiare, facevamo un gioco. Indovina che lavoro è. Ognuno mimava in qualche modo un lavoro, chi il dottore, chi il barista, chi l’operaio.
Ma quando stava a me... Beh, modestamente non mi batteva nessuno. E sapete perché?
Perché nemmeno io sapevo che lavoro mimavo.
Era quello di mio papà, di cui conoscevo ogni piccolo gesto, ma di cui non avrei saputo né dire il titolo, né tantomeno spiegare in cosa potesse consistere.
Il cenciaiolo. Ho scoperto solo molti anni dopo che si trattava di uno dei lavori più storici della mia Prato.

Mamma, che lavoro fai?

Vi hanno mai fatto questa domanda?

giovedì 11 giugno 2015

Prima elementare, bilancio di un anno

E oggi è stato l'ultimo giorno del nostro primo anno di scuola.
Io, la solita labile, ero ovviamente commossa, guardo la sua foto il primo giorno di scuola e mi sembra davvero ieri, con il suo zaino nuovo e il completino da ometto e  i capelli per una volta pettinati (prima e ultima).

Mi sembra anche ieri che mi sono spiaccicata in moto pur di vederlo uscire da quel primo giorno, e le "belle" cicatrici che mi impediscono di indossare le gonne e mi causano occhiate della gente, mi ricorderanno in eterno che madre amorevole sono, in fondo.

Eppure è passato un anno, e mi pare doveroso un bilancio, e magari anche un confronto con voi.

Come avrete intuito dalla Fenomenologia del medio baby, Mirtillo è arrivato a scuola senza saper nè leggere nè scrivere.
Evidentemente lui non era particolarmente interessato, ma devo ammettere che anche io non ho mai avuto alcuna voglia nè interesse a spronarlo. Zero via zero.
A settembre lui sapeva scrivere, male, ALE, mentre quasi tutto il resto della classe sapeva già leggere e scrivere.
Ma alle maestre questo importava meno che zero, il programma è andato avanti come da manuale.

E cioè, nel nostro caso almeno, con lentezza. 

mercoledì 10 giugno 2015

La gravidanza ovvero come perdere ogni pudore in soli 9 mesi

Capisci che parole come "vergogna", "pudore" e "riservatezza" saranno perfette per tutti, ma non più per te, già con l'acquisto del test di gravidanza.
Ancora non sai se sarai madre e già uno sconosciuto ti chiede se hai avuto rapporti non protetti.
Bah,  vedi tu, sto comprando un test di gravidanza...dovrò forse usarlo perché ho mangiato pesante?

Se il test è positivo passi al livello 2:
il primo ginecologo.

A cui illustrerai con dovizia di particolari il tuo ciclo mestruale e le tue abitudini sessuali.
Prima di mostrargli la patata.
Ma può essere che il ginecologo non ti abbia soddisfatta, può essere che tu decida di partorire in un ospedale dove lui non lavora,  può essere che tu decida comunque di farti esaminare da un altro.

E quindi eccoti al livello 3, ovvero

a chiacchierare con un nuovo sconosciuto.



A cui illustrerai con dovizia di particolari il tuo ciclo mestruale e le tue abitudini sessuali.
Prima di mostrargli la patata.
Vorrai mica fare bi test, tri test, sarcazzo test?

Livello 4, ovvero tutta gente nuova con cui chiacchiererai un po'.
Prima di mostrargli la patata, ovvio.
Ma non vorrai non fare il tampone?
Ecco un tizio nuovo.

Livello 5.
Salve, eccomi...tutto bene,  sì.
E chiacchiererai un po'.
Prima di mostrargli la patata, logico. 

Ma anche le chiappe, visto che quelle gli servono...


Ed eccoti al livello top:

il parto.

Medici.

Infermiere. 

Ostetriche.

Tirocinanti.

Mariti.
Mariti vostri, ma anche di altre...
Un vero pubblico.

Tutti lì per voi.
Che urlerete,  direte le peggio cose, bestemmierete, vomiterete, espellerete qualunque cosa, anche quelle non prive di odori, e, soprattutto...
ad un pubblico nutrito, mostrerete cosa?
Tutte in coro, su: la...
patata!
Bon, finito?

No,  perché da quel momento mostrerete le tette.
Vediamo come stanno queste bocce.

E le ragadi. 

E vediamo come si attacca il neonato.

E vediamo se spremi se esce latte da queste tettone.

E vediamo se arriva la montata.
Ma sarà mica mastite? Fa un po' vedere questo seno.


Insomma,  se tutto va bene resterà salvo solo il didietro, tampone a parte.
Sempre che non abbiate avuto un altro prezioso dono dalla gravidanza e/o dal parto:
le emorroidi.
In quel caso, care mie, a 90 e via!
Vi scomporrete mica?

Viaggiare con i bambini: la Val Seriana



Cabinovia sul Monte Poieto
Esiste un posto dove l'aria è profumata,

il cielo turchese

e l'erba talmente verde da sembrare finta.


Dove l'attenzione per i bambini è palpabile.

martedì 9 giugno 2015

La TV fa male ai bambini?

Ma voi l'avete capito? Io ancora no.


Mi sono chiesta, nel mio essere a volte una madre tremendamente rigida, se la TV rientrasse nei perentori NO.

Non guardi la TV, punto. 

Ma diciamocelo, anche no. 

Un tempo ci provavo, eh. Perché mi sembrava che fosse proprio rincoglionita

Allora P1, stasera vuoi mangiare il pollo?

E mi risponde Masha.

P1, ti faccio gli spinaci come contorno?

E sento un rutto di papà Pig.

Oh, lo vuoi dopo il gelato? Allora levati di lì!

Cosa mamma?

Grrr.

Mi sono sentita una madre di merd... Insomma, ad un certo punto me lo sono detta, eh. Ti fa comodo lasciarla alla TV, così ti bevi lo spritz mentre commenti la pagina FB di 50sfumaturedimamma.

lunedì 8 giugno 2015

Fenomenologia della mamma: la mamma di medio baby

E dopo la mamma di figlio geniale, veniamo a Lei, la mamma di medio baby.

Statisticamente dovrebbero essere la maggioranza, ma ormai se vi guardate intorno son tutti geni, quindi se avete un medio baby, gioite, siete merce rara.

Il medio baby è così medio che giustamente si inizia a far sentire intorno alle 20 settimane di gravidanza

"ma come?? non lo senti ancora? Io l'ho sentito a 6 settimane! E a 12 rispondeva ai miei tocchi".

Dopo un medio-parto, nè che non sarà nè un "non mi sono nemmeno accorta, in mezz'ora è nato" nè  "una cosa mai vista, 24 ore di doglie, e 8 ore di spinte", vi trovate in braccio il vostro tanto agognato medio-baby.

Che non ha già una criniera di capelli da rock-star, non ha denti, non è nato con la camicia, non parla nè gorgheggia in sala parto, non tiene dritta la testa a 1 ora dalla nascita.

Il medio-baby non è precoce in quasi nulla: non sta seduto a 3 mesi, non gattona a sei, non cammina a 9.

venerdì 5 giugno 2015

"Questo sì che è sveglio": ovvero come gestire i complimenti ad uno solo dei nostri figli

Il mio Mirtillo Malcontento è una personcina strana.
Spesso è malmostoso, scontroso, incazzoso. Di qui il nome...

Ma è anche sveglio, brillante, spiritoso, fa battute e se la ride sguaiatamente, e finalmente compare quella fossetta che adoro.

Ero preoccupata per la sua timidezza, ma ora non più, non è per nulla timido in realtà, fa subito amicizia con chi gli garba, ha moltissimi amici, si infila tra gruppi che non conosce... ma non considera per nulla chi non gli interessa, e si tratta quasi solo di adulti.

giovedì 4 giugno 2015

Fidarsi è bene...anche dei figli?

Ti fidi di tuo figlio? 

Oppure fidarsi è bene non fidarsi è meglio?
Anche dei figli?

In principio fu la nonna ubriacona.


mercoledì 3 giugno 2015

Quelle cose disgustose con cui abbiamo imparato a convivere in quanto mamme



Parliamone. 

Siamo donne. E per quanto possiamo essere più vicine a un tronco di pino secolare quanto a femminilità, certe cose proprio ci disgustano. Insomma, sono gli uomini che fanno a gara a chi fa pipì più lontano, no?
Già, anche di peggio. 

Noi al massimo ci siamo limitate a staccare la coda di una lucertola (poretta) per vedere se davvero continuava a muoversi dopo. 

O almeno, c'è chi tra di voi sicuramente l'ha fatto.

Ma quando diventiamo madri, volenti o nolenti, dobbiamo convivere con delle schifezze tali che il conato è sempre sul chi va là. 

lunedì 1 giugno 2015

Come ti regalo il Gruffalò al battesimo

Caro Leonardo,
che onore essere la tua madrina!
Un'amicizia nata tanti anni fa, sui banchi di scuola, ed eccoci qui, ancora vicine in un momento così importante come il tuo battesimo.
E che bel nome "madrina": mi sembra di essere una di quelle fatine delle favole, che arrivano con le loro bacchette magiche a dispensare doni preziosi.

Se avessi quella bacchetta, che doni ti porterei?

La bellezza, già ce l'hai, con due genitori così!
La ricchezza, si conquista, non si regala.
La felicità?
Ecco, sarebbe un bel dono, ma anche la felicità si conquista.
Però posso provare a regalarti gli strumenti per farlo.

1. La famiglia, ovviamente: la mamma e il papà ti saranno sempre vicino, qualsiasi cosa succeda, ti vorranno sempre bene, anche quando farai qualcosa di sbagliato. 

un libro immancabile per rassicurare
del nostro amore senza se e senza ma


E con loro anche i nonni, gli zii, tutte le persone che ti sono vicino e ti insegneranno un sacco di cose.


bellissime illustrazioni, per dire grazie a tutte le persone che ci insegnano,
nel loro piccolo, qualcosa di importante

2. Gli amici: sono un dono prezioso. Ti auguro di saper riconoscere i veri amici, quando li incontrerai: non lasciarli allontanare.

un grande classico sull'amicizia, dolcissimo

3. Accettarsi: bisogna volersi bene ed accettarsi, anche se non si è perfetti, anzi, è proprio l'imperfezione che ci rende unici e diversi (e simpatici!).

un testo divertente sulla bellezza dell'imperfezione

4. Viaggiare: ti auguro di poterlo fare, di viaggiare tanto e bene, ma anche se non potessi farlo, ti auguro di averne semplicemente voglia. La curiosità, la voglia di conoscere, di capire come vivono altre persone sono doni preziosi.


non ha bisogno di commenti: semplicemente, il mio preferito

5. La fantasia: non servono grandi cose se si sanno sognare grandi avventure. 


Amo il Gruffalò! Ironia e un pizzico di furbizia

6. Divertirsi: gioca, costruisci, inventa. Costruisci il tuo mondo, la tua vita, pezzo dopo pezzo. E ti auguro di disegnarla esattamente come la vorresti

un gioco immancabile, ci si diverte da 0 a 100 anni. 


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