lunedì 31 agosto 2015

Quanto sbagliamo noi mamme ?



Tra i buoni propositi di settembre 2015 per Anya c’è sicuramente cambiare il modo di gestire la P1.

Sì, vi faccio questa grande confessione: sento di aver sbagliato tutto.

Ma proprio tutto.

Nonostante i libri, i forum, i confronti, non ho saputo accettare fin dall’inizio il suo carattere così diverso e distante dal mio. E di distanza, forse, ne ho creata sempre di più.
Ripenso a quanto poco l’ho coccolata da piccola, perché “non si doveva abituare”.

Il momento che ricordo con più amore, anzi, i momenti, sono quelli in cui la tenevo nella fascia. Ho sempre amato gli abbracci, ma a lei non è mai piaciuto troppo stare in braccio ferma. Nella fascia, tutto acquistava una dimensione diversa. Come in un nido, la sentivo mia, sentivo il suo respiro contro il mio, e lei era lì, pacifica, come non lo è mai stata.

venerdì 28 agosto 2015

Le 5 regole della convivenza tra amici con figli

Nell'educare mio figlio, sbaglierò certamente, perché non è certo un damerino pur non essendo ancora capace di fare scorregge con le ascelle, ma confido che imparerà presto, con la stessa precisione con cui si scaccola.

Lungi da me, quindi, dare lezioni.

Tuttavia, nonostante il mio scarso interesse per le cravatte al collo dei 5enni, arrivo persino io a non trovare educati i figli altrui, nonostante magari stiano più a lungo seduti al ristorante di quanto faccia il mio o non ruttino dopo aver bevuto un ettolitro di Coca Cola.

La mia idea è che tutti noi, con le nostre diversità e in base ai nostri vissuti e alle nostre proiezioni per il futuro dei nostri figli, puntiamo su cose differenti, a volte davvero tanto differenti.

A me frega poco che mio figlio mi chieda il permesso per alzarsi da tavola, ma pretendo che saluti tutti e che ringrazi o che si scusi per la qualunque, ad esempio.

Sono rigida su certe cose, e meno in altre, insomma.

Ma come si convive con quell'amica che adorate, ma che educa le sue belve in maniera completamente diversa da voi?

Come fare sopravvivere amicizie di lunga data con coppie che danno regole ai figli completamente diverse da quelle che impartite voi?

Come tollerare odiosi figli di amici invece tanto cari?

Queste sono le mie, non sempre applicate, regole:

1) Tacere


Fino a che un figlio non vostro non sia in pericolo di vita, la regola d'oro è tacere sempre se fa cose che non approvate.

Giratevi dall'altra parte se strappa un fiore, e vorreste dargli del cretino.

Non piangete apertamente e visibilmente la morte dello scarafaggio che sta schiacciando.

Non usate mai il nome di un figlio altrui invano.

2) Punirne 1 (vostro figlio) per educarne 100


Se la vostra prole fa a gara di scorregge con la prole altrui, non rivolgetevi mai e poi mai ai figli non vostri, ma occupatevi dei rumori e degli olezzi di vostra competenza, però...

fatelo in maniera furba e che giunga agli altri minorenni emettitori di peti.

Come?

Con affermazioni terroristiche tipo:
 
Se non la smetti, chiamo quel signore di 150 kg e gli chiedo di gareggiare con te.
E faccia contro chiappe.

Oppure:

Se non la finisci, metto la merenda che ho preparato per tutti proprio qui dietro di te, e poi via alla scorreggia tutti assieme! Vedrai come sarà più profumato il panino col cotto!

3) Rimproverare a favore di vento amico


Rimproverare esclusivamente i vostri figli - questo a pena di morte - ma a voce forte e chiara.

Forte tanto che faccia capire ai vostri amici, magari distratti, che sarebbe meglio un intervento anche da parte loro.

Mai dire:
Ehi tu, piccolo stronzetto, giù le mani da mio figlio!

Ma dire:
Figlio mio, non ci si prende a calci in faccia!

Così, usando verbi impersonali.

E questo anche se vostro figlio è solo una vittima, cosa che peraltro a me è capitata solo nel 1989.

O forse ero solo ubriaca e voglio ricordarla così.

4) Non prestare attenzione ai rimproveri o alle osservazioni di cui sono oggetto i vostri figli


Se sentite rimproverare vostro figlio per un comportamento per cui è giusto che sia ripreso, lasciate correre, in fondo hanno ragione.


Vi dà fastidio? Lasciate correre comunque.

Si ripete di frequente? Fate altrettanto.
In genere è sufficiente perché non si ripeta più.

Se lo sentite rimproverare per una cosa di cui vi frega nulla o che gli consentite, lasciate correre comunque.

Al massimo dite loro che non vi importa molto...
dovrebbe bastare.

Se la faccenda è ricorrente, avete un problema, non è un discorso facilissimo da affrontare.


5) La pazienza è la virtù dei forti


Se tenete all'amicizia, munitevi di una sana, copiosa ed infinta dose di pazienza.
E di paraculaggine estrema.

Scordatevi il nome dei figli dei vostri amici, non nominateli, non fate confronti, ignorate le cose che dicono quelle belve, perché quei cosetti
 
N O N    E S I S T O N O!

Concentratevi sui genitori: sono loro i vostri amici.

Dei figli, in fondo, ovviamente in senso lato, ma che vi frega?

Se necessario, cercate di non permettere ai vostri figli cose che sapete che ai figli altrui non saranno permesse, magari spiegando loro con parole semplici, il motivo per cui oggi non potranno saltare nelle pozzanghere o arrampicarsi sull'albero o fare il bagno dopo aver fatto merenda o fare scorregge (precisando per bene: né col sedere né con le ascelle) o bere Coca Cola o un succo di frutta.




E fate yoga.

Tanto yoga.

giovedì 27 agosto 2015

Adolescenti e lavori estivi

L'estate, ahimè, sta giungendo al termine. Detesto chi inizia a dirlo dai primi di agosto, ma adesso, che la sera fa fresco, che è ora di preparare zaini e quaderni, che le vetrine son già fantasticamente invernali, mi sembra davvero autunno.

Quindi, se è quasi autunno, vuol dire che in qualche modo siamo sopravvissute all'organizzazione delle vacanze estive, giusto?
Io farei scelte completamente diverse (non parlo di vacanze, quelle sono state perfette e ve le racconterò presto), ma pazienza, servirà per decidere meglio l'anno prossimo.

In questi lunghi mesi di vacanza (altrui) notavo però una cosa: i bambini si divertono con niente, hanno bisogno di giocare, giocare e ancora giocare. Ma gli adolescenti?

Per me un lavoro estivo è doveroso, e per quanto mi riguarda ho sempre fatto di tutto.

Non serve molto per tenersi impegnati e guadagnare qualcosa.
I primi lavoretti sono grandi classici: lavare le auto del parentado, fare la spesa per altri, portare a spasso il cane, innaffiare i fiori dei vicini in vacanza. Cose che si possono fare anche a 10/12 anni, ci si tiene impegnati e si prende una piccola mancia.

Il mio primo lavoro ufficiale è stato in un noto ristorante della mia zona.
Avevo 14 anni e ne dimostravo 10: lavavo i bicchieri, lucidavo le posate, preparavo i pinzimoni.
Poi sono stata "promossa" in sala, e facevo davvero ridere: una "bambina" alta un metro e una spanna che serviva ai tavoli, per tutti ero semplicemente "la bambolina". 

Ma io ero orgogliosa di lavorare e guadagnare i primi soldi. Partivo con il mio "rapido" 
lo ricordate? Fa davvero anni 80, ma quanto l'ho amato!

 e andavo ovunque, mattina, pomeriggio, sera. 

Ho sempre fatto la cameriera, da allora. In pizzeria, per lo più, e matrimoni come "extra" (una figata, anche 8 ore di lavoro di seguito e quindi taaanti soldi).

Prima per guadagnare qualcosa per una pizza o qualche vestito, poi per mantenermi all'università. Ci sono stati mille altri lavori, durante gli studi: la traduttrice, la portinaia, la barista, sostegno compiti, le famose "150 ore" all'Università, al Blockbuster (ecco, questo lavoro per i nostri figli è escluso!).
Ma la cameriera nei week end, quella è stata una costante.

mercoledì 26 agosto 2015

La teoria della relatività applicata alle mamme


Ciao, borsetta adorata. Ti immagino al braccio di qualche panamense dai fianchi larghi. Spero ti tratti bene.

Mi ero già imbattuta nella relatività. Quando è morto mio papà, ho iniziato a vedere il mondo diversamente. Fino a quel momento, avevo sempre avuto paura di qualcosa. Poi, provata la vera paura, mi sono lasciata andare. Non ho più provato sensi di colpa, perché tutto ciò che ho fatto l’ho fatto con cognizione di causa. Non mi sono più vergognata di niente, perché non c’è niente di cui vergognarsi, in una vita normale.

Quando sono diventata madre, questa teoria si è estesa alla sua massima potenza. Finché le mie figlie stanno bene, tutto il resto è relativo. Non è che non mi importi più di niente, eh. Ma non vado più nel panico per le cose. Anche le più gravi, le più importanti, credo che si possano risolvere. Finché stiamo bene. Credevo fossero banalità ma no, non lo sono.

martedì 25 agosto 2015

I nostri figli ci somigliano?

Pazze come la mamma, sicuro.


Quando ero incinta, mi immaginavo una bambina con una grande testa di ricci. Sì, sarebbe nata così: con tanti capelli, gli occhi chiari del babbo, lunghissima e dolcissima.

Ricordo l’ostetrica esclamare: dai, c’è un ciuffo di capelli già fuori!

Ah, figata! E come sono?

Neri!

Evvai.

Peccato ci fosse solo quel ciuffo e nient’altro. Poi è pure caduto.

Entrambe le mie figlie hanno i capelli lisci e decisamente chiari, rispetto a me. Hanno sicuramente i miei occhi, grandi e scuri. Le mie ciglia lunghe. Una ha la mia bocca stretta. Nessuna delle due ha la mia fronte, il mio mento, i miei zigomi.

Ma a parte la somiglianza fisica, le mie figlie, che hanno sempre me come esempio, vivendo solo con me e con nessun altro parente vicino, mi somigliano caratterialmente? Hanno i miei gusti? Le mie abitudini?

lunedì 24 agosto 2015

Voglio essere una mamma meno rigida

Non toccare quella ringhiera sudiciaaaaaa


Ne avevo parlato da qualche parte. La mamma troppo rigida.
Sono una di quelle mamme che stressa le figlie - e in particolare una delle figlie, quella più "agitata", passatemi il termine - per qualsiasi cosa. 

Da come e quanto mangiano
Non accetto che si lasci qualcosa e glielo ripropongo all'infinito finché non viene finito (o fa la muffa).
Caccio urla da indemoniata alla quinta volta che dico che non si mangia con le mani. O sedute scomposte.

Le assillo perché abbassino la voce.
Le assillo perché stiano sedute senza disturbare, in metro. Perché stiano ferme. 

Insisto sempre perché mettano a posto e se non lo fanno ne faccio una questione di stato. Per non parlare dei cuscini gettati a terra così, tanto per. 

Sono rigida perché voglio che crescano educate, che sappiano stare al mondo senza essere di disturbo.

Ma mi chiedo. Quanto voglio realmente educarle e quanto, invece, ho paura di essere giudicata? La solita mamma italica che lascia fare ai figli quello che vogliono? Se fossi in Italia, sarebbe lo stesso?

venerdì 21 agosto 2015

I buoni propositi per il rientro (2015)

Triage, fare triage.


Ormai ci siamo: è il 21 agosto ed è tempo di bilanci

Da quando sono bambina, agosto mi mette una gran voglia di vestiti invernali, cappotti di lana, stivali e buoni propositi. Credevo di essere pazza, poi ho capito di essere in buona compagnia. A parte Klarissa, che a quanto pare non ama la to do list autunnale.

Presente quelle cose bellissime e a volte semplicissime che tanto NON FAREMO MAI? Ecco, quelli sono i buoni propositi che tutte noi abbiamo, vero?

Comunque, i buoni propositi di Anya per la rentrée 2015.

giovedì 20 agosto 2015

Mamme: allattare al seno è sempre meglio del biberon?


Ricordo ancora la fatidica domanda: allatti?

O in alternativa: gli (figuriamoci LE) dai il tuo latte? Dai l’aggiunta?

Rispondevo in maniera secca, senza commenti. Perché a farmi queste domande era chiunque. Dall’amica 70enne di mia mamma con tre figli, a quella lesbica che non ha mai visto un bambino, alla suora, passando per il fornaio che sua moglie ha allattato trent’anni e via dicendo.

In Francia mi è stato chiesto una volta sola, al parto: vuoi allattare?

Perché, 9 volte su 10, qui la risposta è NO.

Giorni fa un collega ci raccontava della nascita della sua terza figlia, e un altro collega ha posto la questione, stupendomi decisamente.
“Tua moglie allatta?”

martedì 18 agosto 2015

Essere bambini oggi (e sempre)



In metropolitana, a Parigi, ci sono tantissime pubblicità. Durante i miei 45 minuti, più o meno, di tragitto, mi diverto a studiarle, senza mai, e dico mai, accorgermi di che pubblicità si tratta.

Oggi, mentre camminavo, ho visto la foto di due bambini che facevano le bolle con la cannuccia in un bicchiere di frullato rosa. Insomma, quello che spesso fanno le mie figlie quando bevono con la cannuccia. Normale, no?

E mentre guardavo la foto con tenerezza pensando all’assenzadelle mie figlie, comodamente a divertirsi dalla nonna in Italia, la mia attenzione è andata sulla frase a corredo:

Rien ne remplace l’expérience

Niente sostituisce l’esperienza

E ho iniziato a pensare col cervello di un bambino.

lunedì 17 agosto 2015

Mamme blogger che diventano fashion blogger: ovvero viva le pance piatte

Comunque bruuuuuutte le San Blas.

Tempo di vacanze. Tempo di costumi. Brutti, peraltro.

Molte di voi saranno ancora in ferie, molte altre saranno già tornate in ufficio, o a casa, ma comunque ciao ciao vacanze. E cosa c’è di peggio?

Aprire Instagram.

Perché? Perché ci mancano le spiagge candide e i cocktail al tramonto?
Perché non c’abbiamo i soldi per andare a Bora Bora?
No no. Perché ci sono loro, 

le blogger.

Soprattutto, le mamme blogger.

Che pare vivano per questo momento. Siccome loro di lavoro sono blogger, mica sticazzi, è importantissimo che abbiano una certa immagine. Perché mica vorranno coinvolgere le persone scrivendo cose interessanti? Ma va’!

Come siete antiche!

No, loro le coinvolgono a colpi di rosicamento.

Con le loro foto.

NATURALISSIME.

martedì 11 agosto 2015

Esistono ancora i gentiluomini?

Ho la netta sensazione che con il rafforzarsi della parità tra i sessi, si stiano estinguendo i gentiluomini.
Quelli che ti aprono la portiera della macchina, che se ti cade qualcosa te la raccolgono, che se si presentano a casa tua, portano un pensiero.

Ieri ero al supermercato in pausa pranzo, casse semideserte, mi avvicino alla cassa con due cose per il pranzo in mano ed un ragazzo sui 25 anni che veniva dalla corsia opposta accelera il passo e mi si piazza davanti. Con il carrello pieno. Quando ho pagato ho commentato con la commessa "evviva la galanteria" ma lui ovviamente ha fatto finta di non sentire.




Qualche settimana fa, invece, ero con i bimbi e mia mamma in auto, mi accingo a parcheggiare a lato strada ed un 40/50nne sulla corsia opposta  inizia a suonare il clacson e a  fare gestacci per farmi capire che stava per parcheggiare lui. 
Nulla di strano se fossimo a Milano in dicembre, ma eravamo in un paesino in pieno luglio: c'erano decine di parcheggi vuoti, a poche decine di metri da dove eravamo.
Lascio il posto a lui, parcheggio a 50 metri da lì, scendiamo e lo raggiungiamo che stava ancora chiudendo la macchina.
Non mi sono trattenuta e gli ho detto "complimenti, molto galante non lasciarmi il parcheggio vedendo che sono con due bimbi e una signora di 70 anni, davvero ammirevole".

Questo, zitto e a testa bassa, se ne va senza replicare.

Da ultimo, qualche giorno fa, la mia amica mi raccontava che le è stata aperta la portiera per salire in auto e si è stupita, non tanto per il gesto carino, ma perchè si è resa conto che erano secoli che non le capitava.

Ma che fine ha fatto la galanteria??
Com'è che si è quasi estinta?

mercoledì 5 agosto 2015

Estate senza figli (o dell'amore)

Pensavate fossimo in vacanza eh?
Magari!
O meglio, due sfumature sono in effetti in vacanza, come potete notare da Instagram (quanto odio Instagram in estate...), io ancora no.

Ricordatemi che mai più, mai più!, dovrò arrivare a metà agosto senza un giorno di ferie.

Non è umano, io sono stanca, stanchissima, non ragiono più, e se da un lato non vedo l'ora che finisca questa settimana, dall'altro penso che due misere settimane non saranno sufficienti a riprendermi.
Ed agosto mi fa sempre questo brutto effetto da "l'estate è già finita".

In effetti, l'estate è davvero finita, se non altro perchè sono finiti i salti mortali per sistemare i figli.

Come dicevo qui, organizzare 3 mesi di "vacanze" estive non è per nulla facile.

Ci sono tanti centri estivi, ma il costo è proibitivo e diventa insostenibile usufruirne per tutta l'estate.

Così, dopo 1 mese di incastri vari, sono venuti in soccorso i nonni: doveva essere solo una settimana, son diventate 4.

Che culo, penserà qualcuno.

In parte, sì.

Che culo avere i nonni innanzitutto, nonni in gamba che tengono due maschietti assai vivaci senza alcun problema. Questo è un gran culo lo ammetto.


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