mercoledì 30 settembre 2015

Manuale di auto-aiuto per procastinatori. Ovvero, darsi una mossa

A settembre, come ogni anno, ho visto milioni di post, status, vignette sulle mille cose che ci si proponeva di fare con il rientro.
Credo che il 90% di questi buoni propositi sia già fallito entro il primo mese...
Mi è capitato però anche di sentire molte amiche che, lungi dall'aver trovato energie e giovamento dall'estate, si sono trovate a iniziare questo autunno con meno voglia che mai.

Io ero, e in parte sono ancora, una procastinatrice cronica.
Il mio detto era "perchè fare oggi quel che puoi fare domani"
Beh, detto alla Fantozzi, "è una cagata pazzesca!"
Così facendo ci si trova presto sommersi dalle scadenze, dagli arretrati, dalla sfiducia, dall'ansia di aver scordato qualcosa, e ovviamente dai soliti malefici sensi di colpa.
E' un cane che si morde la cosa: più abbiamo da fare e meno faremo, perchè passiamo il tempo a decidere da dove iniziare, da qui, anzi no da lì, ma forse è meglio prima fare quello... e la giornata è volata senza fare nulla di quello che ci eravamo proposte.

Vi dico come sto "reagendo" io a questo inizio autunno, e alle sabbie mobili in qui mi sentivo infilata, dal momento che in effetti sto notando i primi benefici.

In primo luogo, ho smesso di elencare le decine di cose che dovevo/volevo fare: palestra, dieta, yoga, danza, informarsi sui corsi di sport per 4 anni, per 7 anni, per fasce orarie, per costo, iscrivere i figli a 4 corsi differenti... Abolite questa orrenda pratica del to do list, che resta lì imperterrita a ricordarvi tutto quello che non avete fatto.

Meglio invece iniziare da una cosa per volta, non ha molta importanza quale, l'ideale sarebbe iniziare da quella che sentite vi mette più ansia, che sia nel lavoro o nella vita privata, ma quel che conta è cominciare.

Non sapete che corsi far fare a vostro figlio e avete l'ansia perchè iniziano ad ottobre e vi sentite spacciate? Però avete anche mille cose da fare in ufficio e non è il caso di piazzarsi su Internet a cercare..
A volte il gruppo whatsapp serve: care mamme, che corso fanno i vostri figli? Detto fatto, in un attimo avrete le varie opzioni, orari, costi e pure il passaggio, se servisse.

martedì 29 settembre 2015

Il primo amore non si scorda mai



Ci sono sentimenti che non si possono spiegare.

Alcuni li hai dentro di te: pensi, e sai già come andrà a finire. Vedi qualcuno, o qualcosa, e sai se ti sconvolgerà la vita. A me è sempre successo così.

Uno di questi sentimenti è l’amore

Per un uomo, per un’amica, per un parente. O va, o non va.

E quando diventi madre, sai anche se gli amori di tua figlia andranno o non andranno. Sai già, dalle prime parole, se quelle battute sceme sapranno conquistarla. Capirai dal suo odore se per lei sembrerà gradevole. Sai già se la farà piangere, o se saprà farla ridere alle lacrime. Se coltiveranno qualcosa insieme, oppure si annoieranno presto. 

Perché in fondo le nostre mamme non l'hanno sempre saputo?


Per sei lunghi anni, ho visto un bambino crescere da lontano. L’ho visto nascere – non proprio visto, ma era come se fosse così – ho saputo le cose più intime di lui. Come fa la pipì. Cosa gli piace mangiare. Quante volte fa arrabbiare i suoi genitori e quante altre li fa sentire orgogliosi.

E io sì, lo sapevo già: questo bambino dalla testa piena di capelli castani e gli occhi profondi e grandi avrebbe conquistato mia figlia.
Senza alcuna possibilità di ritorno: si sarebbero visti, lui l’avrebbe punzecchiata, l’avrebbe probabilmente fatta sentire pure un po’ inferiore – perché è intelligente, dio se è intelligente – e avrebbe fatto cadere quella bambina dai grandi occhioni scuri ai suoi piedi. 

Probabilmente per uno sgambetto, anche.

Ma sempre ai suoi piedi.

lunedì 28 settembre 2015

Fenomenologia della mamma: l'Igienista

L'Igienista è colei che comincia da poco dopo il concepimento a dare segni di squilibrio.

Fa il test di gravidanza coi guanti e si immerge nel disinfettante non appena terminata l'operazione.

Dal test positivo adotta infinite e insensate attenzioni che con il parto diventeranno insopportabili per chiunque, tranne che per lei.

Lava e rilava l'insalata che peraltro compra già lavata.
La ripassa nel bicarbonato.
La disinfetta con l'Amuchina.

Le dà fuoco per esser certa di aver ucciso ogni essere eventualmente ancora vivente.



Ma come? Tu che hai gli anticorpi per la toxo???
Sì, ma non si sa mai.
Non si sa mai cosa???

Non è che se non sei più vergine se non trombi ci torni, eh!

Si lava le mani di continuo, ci passa il disinfettante anche dopo averti involontariamente sfiorato il cappotto da 500 euro, neanche lo avessi prelevato dal cassonetto un minuto prima.

Pulisce qualunque superficie prima di entrarci in contatto.
Non appoggia le chiappe su una sedia prima di averla pulita.
Non si siede sui mezzi pubblici.
Trattiene il respiro in metropolitana.

Fino a che...

partorisce.

E, dopo essersi infilata una muta, prende in braccio il bambino.

Nessuno potrà toccarlo senza essersi fatto il bagno nell'Amuchina.

Nessun indumento sfiorerà il bambino se non dopo essere stato lavato a 300° e sciacquato col Napisan.

Porge alla suocera una mascherina, perché quando parla sputacchia.

Il nonno non può baciarlo perché ha l'alitosi.

Il padre può prenderlo in braccio solo dopo un accurato esame col luminol che compie personalmente.

In borsa ha 57 tipi di salviette umidificate:

igienizzanti per ciuccio;
igienizzanti per mani;
igienizzanti per superfici plastiche;
igienizzanti per pelle;
igienizzanti per alimenti;
igienizzanti per ferite.

Per tutto il resto ci sono le igienizzanti generiche, ma speriamo che non servano, perchè di quelle non specifiche si fida poco.

Non voglio sapere se al compagno tocca l'igienizzante per pisello prima di copulare, perché non ritiene sufficiente la sua abitudine di farsi la doccia.

Nulla che non sia entrato nel suo sterilizzatore atomico potrà mai toccare la bocca di suo figlio.

Anche qui non voglio sapere la sorte...

ehm...

ci siamo capite...

Se qualcosa cade sul pavimento lavato con candeggina e ripassato con detergente per ospedali e giù di varechina, verrà bruciato prima di poter essere toccato nuovamente dal bambino.

Gira con bustine igienizzate in cui ripone qualunque cosa utilizzi.

Fa il bucato a 120°.

Se la tutina si scioglie, pazienza.
Se non la trova al termine del bucato, non si turba affatto.
Sa che è evaporata.

Succede, no?

Lava il bambino in una miscela disinfettante la cui ricetta custodisce gelosamente, ma che le consente di estrarlo integro (se non ci resta immerso troppo a lungo...).

Prima che qualcuno entri in casa sua viene passato col rilevatore di febbre che usano all'aeroporto per la Sars.

Se viene a cena da voi chiamerà prima per esser certa che nessuno dei presenti abbia un qualche inizio di malattia virale.
Farà domande anche sulla consistenza delle feci dei presenti.
Adulti compresi.

I suoi bambini non frequentano parchi, luoghi pubblici, soprattutto se chiusi, non entrano in contatto con altri bambini.

Poi...poi il tempo passa.

E il bambino comincia l'inserimento al nido.

E lui, proprio lui, suo figlio, prende il ciuccio di una compagna.
E se lo infila in bocca.

Leva dalla bocca un pupazzo all'amichetto accanto.
E se lo infila in bocca.

Assaggia il rigurgito del vicino.

E capisce che è finita.



san pantaleo
Giù le zampe! Dammele qui che le bruciacchiamo un po'...
 
 

E lei, se non muore, guarisce.

O almeno un po'.
 

venerdì 25 settembre 2015

Di elementari, anticipatari varie ed eventuali.

Sottotitolo n.1: come fai, sbagli
sottotitolo n. 2: è tutta questione di culo
sottotitolo n. 3: qualunque scelta fai, cambia un cazzo.

Riguardo alle scuole elementari  ne sentirete di tutti i colori.
Provate a parlare con le altre mamme.
Ci sono quelle che il figlio non ha ancora 3 anni ed è preiscritto in 6 istituti diversi, di cui due bilingue, uno trilingue, uno aereospaziale.
Ci sono quelle che non sanno nemmeno a che età si va a scuola esattamente.
Quelle che  dopo il parto si disperano che sia nato il 1 maggio così non potrà essere "anticipatario".
Quelle che dopo il parto si disperano che sia nato in dicembre, così gli toccherà andare a scuola a 5 anni e mezzo.

Quello che posso dire io "dall'alto" della mia esperienza, è che come fai sbagli.
O, a seconda di come la si vede, che è solo questione di culo.
Ma anche, ed è quello per cui propendo in questo momento, ma che vi potrò confermare fra una decina d'anni, che qualunque scelta fai, cambia un cazzo.

giovedì 24 settembre 2015

La vita prima dei Minions.


Ciao, siamo i Minions, siamo al cinema e sui cereali Nestlé!
Ho un figlio solo, maschio, e finora mi ero salvata.

Bella la vita lontana da Peppa Pig e dalle sue pozzanghere di fango!

Lontana dalle criniere di My Little Pony!

Niente Masha e Orso mania, 
niente magliette delle Winx
gonne delle Winx, 
mutande delle Winx, niente gigantografie di Violetta che quando entri in casa per un attimo credi sia l'amante di tuo marito, amante che peraltro nemmeno si scomoda nel vederti sull'uscio, niente ragazzette nervosette tipo Elsa di Frozen che gelano tutto ciò che toccano, tranne le corde vocali che consentono loro di cantare a squarciagola la stessa canzone 2358 volte all'ora.

Insomma, una vita meravigliosa.

mercoledì 23 settembre 2015

L'inserimento. 10 regole da NON rispettare.

Ce la farò? Ce la farai! Credo...spero...boh...
State inserendo bambini all'asilo? Nido? Materna?
Bene.
Spegnete il pc e fidatevi delle maestre, tenendo occhi e orecchie ben aperti.

Altrimenti...



altrimenti verrete a sapere che:

1) l'inserimento è quella cosa che se non fai perfettamente tuo figlio resterà disadattato per sempre.

E tu resterai una madre che non si schioderà mai mai mai il figlio di dosso.
Nemmeno quando palpeggerà le coetanee o i coetanei in piena pubertà.




2) serve un corredo dai colori e dalle misure ben precise.

No che non va bene l'asciugamano di 3 cm più corto di quello richiesto, scusa eh, ma se la maestra lo vuole 23x25, così lo devi comprare.
Pena lasciare le chiappe di tua figlia nude e zuppe finché una folata di vento non le asciughi.

3) l'inserimento dura in eterno.

Non ci credi?!
Va che mio cuggino ancora lo sta facendo e a giugno fa l'esame di terza media.

4) l'inserimento lo devono fare assolutamente le mamme.

I padri non sono ammessi, i nonni e le tate nemmeno.
Le maestre fanno calare i pantaloni ai genitori per controllare non ci siano piselli di padri occultati sotto abiti da donna.
Viene offerto del croccante allo scopo di identificare i nonni muniti di dentiera.
Se non c'è somiglianza tra madre e figlio va dimostrato il rapporto di parentela diretta, altrimenti verrete identificate come tate ed escluse.

5) al nido soprattutto, danno ai bambini da mangiare cacca di vario genere.

Negli asili fanno la spesa negli hard discount, cuociono approssimativamente gli alimenti per essere certi che qualche batterio resti, frullano e somministrano in endovena.
Se i bambini dicono che mangiano bene e hanno fatto bis o tris mentono.
E' perché sono obbligati a dirvelo.

6) i bambini non dormiranno mai durante l'inserimento.

Lo faranno solo poi, quando li narcotizzeranno per farli dormire 8 ore e restituirveli la sera svegli come grilli cantando l'Aida e imitando Yuri Chechi sugli stipiti della cameretta.

7) durante l'inserimento i bambini piangeranno fino alla disidratazione e continueranno a farlo per gli anni a venire.

Non ve ne accorgete solo perché quando uscite somministrano loro flebo di soluzione salina.

8) vi giudicheranno.

Dalla bidella alla educatrice, dalla direttrice al cuoco, dal postino fino al vigile del fuoco intervenuto per sistemare le tegole,
sono tutti lì per giudicare che madri siete, che razza di educazione state dando e che lavoro state facendo.
Non fidatevi di rassicurazioni e sorrisi.
Sono esseri infidi.
Sorridono mentre firmano la segnalazione ai servizi sociali.

9) fuggite senza che nessuno vi veda quando li lasciate alle educatrici.

Presente Bolt?
Uguali.
Neanche la scia dovete lasciare!

10) Mentite.


Mamma torna subito.
Vado in bagno e torno.
Ma no che non vado a lavorare.
Ovvio che non ti lascio qui.
Cose così...
Ma volete smetterla di leggere 'ste stronzate?
Gli asili sono fatti per aiutare la famiglia e dare ai bambini un ambiente adatto e delle persone qualificate per seguirli.
Scegliete con attenzione.
Fatto questo, fidatevi di chi terrà il vostro tesoro più grande.
Siate positivi.
Date alle educatrici i vostri bambini sorridendo, salutandoli, baciandoli, facendo loro vedere che andate via, ma rassicurandoli che tornerete.
Fatelo in modo fermo, convinti che è la cosa giusta.
Perché lo è, se vi serve o se ci credete.
Niente tentennamenti.
Piangono?
Smetteranno quando ve ne andrete. E' vero. E se non lo è ve lo diranno.
Mangeranno poco oggi, ma di più domani.
Dormiranno poco oggi e di più domani. O dopodomani. O prima o poi lo faranno.
Il corredo non è rosa pastello ma più sul rosa shocking? Ma chissene!
Usate la testa. Cercate di attenervi alla lista del materiale occorrente, ma siate anche intelligenti:
ci sono cose che non fanno la differenza e cose che sì.
Siate sereni.
Mamme, papà, tate, nonni: chiunque conosca BENE il bambino e goda della sua fiducia incondizionata può occuparsi dell'inserimento se la mamma non può o non ce la fa.
E ricordate:
non esiste un inserimento perfetto, ma tutti, tutti, nella vita, prima o poi, ci siamo inseriti.
Ovunque.
Più o meno.

martedì 22 settembre 2015

Slovenia for kids: Bled e dintorni con bambini

Sì lo so, arrivo a raccontare delle mie vacanze estive quando state scegliendo il cappotto cammello per quest'anno (va ancora il cammello?), ma tenetelo come promemoria per l'anno prossimo o, perchè no, per un week end lungo o per le vacanze invernali.
Sì, perchè la Slovenia è semplicemente meravigliosa, e vale la pena visitarla in qualsiasi momento dell'anno.
Io l'ho scelta su suggerimento di una lettrice, mi ha parlato di Bled, e di un family hotel comodissimo con molte attività, e mi ha convinta.
Purtroppo mi ha convinta tardi, e non ho trovato posto nel family hotel (sarà stato fine luglio), ma i responsabili sono stati gentilissimi e mi hanno proposto, per lo stesso prezzo, una super suite in hotel 4 stelle (sì, lo ammetto, ho anche sfruttato il blog eh eh), l'Hotel Park.

Beh,  la vista dalla camera è valsa da sola l'intera vacanza.




 Mai avuto nella mia vita una "camera con vista" del genere e "grazie" al maltempo ce la siamo pure goduta un bel po'.



Come pure la cucina: avevamo colazione e cena, tutto a buffet, e sono tornata con 3 kg di squisitezze sulle chiappe. Ma poco male, ne è valsa la pena!



Bled è una meta davvero incantevole. Io non ne avevo mai sentito parlare, lo ammetto, eppure c'è un turismo internazionale incredibile: ogni sera l'hotel era invaso da una marea di turisti di tutte le nazionalità, russi, arabi, giapponesi, cinesi, israeliani.

Evidentemente il nome di Bled circola più extra-europa!





Però effettivamente è un lago unico nel suo genere: l'acqua blu, l'isoletta nel mezzo, con la scalinata che entra nell'acqua, il silenzio assoluto (non sono ammesse imbarcazioni a motore, solo le tradizionali barche a remi in legno.







l'acqua verdissima mi ha ricordato i laghi di Plitvice, in Croazia
Insomma, un incanto.
In più, è un centro da cui sono facilmente raggiungibili una marea di destinazioni.
Come dicevo, abbiamo avuto una sfortuna nera per il tempo: siamo passati dai 40 invivibili gradi di Trieste, ai 15 piovosi gradi di Bled (non che sia sempre così ovviamente, Bled è a soli 600 m di altitudine, abbiamo proprio beccato la perturbazione peggiore dell'estate).
Nonostante il tempo, non ci siamo fermati un attimo.

Ovviamente il primo giorno è stato dedicato a Bled e al suo lago.






Il secondo giorno, abbiamo esplorato un po' i dintorni, finendo, senza saperlo, nel Parco Nazionale del Triglav, di cui vi parlerò più avanti.
Abbiamo poi trascorso il resto della giornata nel centro Welness vicino, dove gli ospiti dell'Hotel Park hanno accesso gratuito.
Immancabile una merenda con la kremna rezina, il dolce tipico di Bled.



voi non avete idea della bontà!! Uno strato di crema e uno di chantilly tra due sfoglie croccanti.La ricetta originale è stata proprio inventata nel nostro Hotel Park.

lunedì 21 settembre 2015

Fenomenologia della mamma : la mamma accattona

Mai invitare l'accattona a colazione. Mai.
In ogni classe, scuola, corso, catechismo, ovunque, troverete almeno una mamma accattona.

Una mamma che, a prescindere dalle sue possibilità economiche, avrà un solo e unico scopo nella sua esistenza.

Risparmiare?

No, incularvi!

E scusate il termine.

La mamma accattona non è tanto che vuole spendere poco. Quello è secondario. Importante, certo, ma secondario.
E soprattutto non importante come la soddisfazione di vedervi cedere e sentirsi più furba di un furetto.

C’è la festa a scuola? Dai, compriamo una torta a metà, così ne prendiamo una più grande!
Ovviamente, scordatevi i 30 euro pattuiti. Ma lei, certo, si prenderà tutta la gloria. Wow, che bella torta, hai davvero gusto, e non badi a spese!

TROIA.

venerdì 18 settembre 2015

I tasti Facebook che vorremmo

In questi giorni non si parla d'altro:
arriverà davvero il dislike??

A sentire Zuckerberg , non sarà tanto un "non mi piace", che non è mai stato inserito per evitare che Facebook diventasse una sorta di forum, dove i pensieri vengono esposti al giudizio della gente, ma piuttosto un tasto "mi dispiace", per poter mostrare "empatia" anche quanto il post riguarda notizie tristi...

La verità è che il "mi dispiace" ci manca relativamente, ammettiamolo, in fondo a volte quello che pensiamo è "ben ti sta" più che mi dispiace.

Sono ben altri i tasti che vorremmo: vi dico la mia TOP FIVE, con gentile ispirazione dal sondaggio del Trio Medusa, ma attendo di sapere le vostre richieste a Zuckerberg, forza! Più siamo meglio è!

Avvertenza, c'è "cazzo" praticamente ovunque, ma davvero non potevo evitarlo, il "cazzo" su facebook è assolutamente indispensabile, un male necessario, insomma.

Quindi:

1. MA 'STI CAZZI??

Sì, potevo tradurre con un più elegante "e chissenefrega", ma non sarebbe stata la stessa cosa.

Credo che il "sti cazzi?" sia il tasto che universalmente verrebbe usato di più in assoluto.

Non servono nemmeno gli esempi, tutti unanimemente d'accordo, lo so.
Ma facciamoli, suvvia. All'amico stacanovista che non perde occasione per dire che sta ancora lavorando alle 3 di notte, o è già al lavoro alle 5 di mattina, a quello che deve mostrarvi la foto della cena, della colazione e della merenda, a quello che annuncia in mondovisione di aver iniziato la dieta o di essere diventato vegano, a quello "Michele si trova qui" con link al cinema o al supermercato dove è egregiamente impegnato, per il nostro sommo gaudio...

Sì lo so, sarebbe l'estinzione di facebook, e forse dell'umanità, perchè saremmo tutti sommersi dalla consapevolezza del totale disinteresse altrui per le nostre banali vicissitudini quotidiane.
Teniamolo allora come piacevole fantasia e come frase da mormorare in loop davanti allo schermino blu.

Al secondo posto, senza dubbio

2. L'ITALIANO, CAZZO!!!

Ora ditemi, quante quante quante volte lo potremmo usare?
Dovrebbero metterlo in anonimo, così potremo liberarci dall'angoscia che ci attanaglia vedendo l'ennesimo congiuntivo violentato, senza rischiare che il 90% degli amici Facebook smetta di salutarci per strada (ammesso che lo facesse).

3. MA CAZZO DICI?!

Sì, ve l'ho detto che ci sarebbero stati molti cazzi, ma concorderete con me, non c'erano alternative.

Il "cazzo dici?!" andrebbe bene per il 50% dei post, suppergiù: semplice, immediato, senza tanti giri di parole o discussioni eterne. Un click, ed è fatta.

4. HAI ROTTO IL CAZZO

Uhhh, anche questa quante volte potremmo usarla! All'ennesima vignetta sui gattini, o all'ennesimo "aiutamoli a casa loro", alla centesima foto delle vacanze... quanto ci sentiremmo meglio??

5. VEDRAI FRA 5 ANNI

Il tasto gufata non può mancare: ai neofidanzati che postano 200 foto con inevitabile e diabetico status "innamorata con..", alla coppia che deve scriversi dichiarazioni d'amore via facebook (ma a casa vi parlate? E lo smartphone, lo sai che serve anche a telefonare, vero?) ma, perchè no, anche alla gnocca che posta foto discinte con didascalie tipo "che bel tramonto" "appena sveglia" o, il top del fastidio "oggi sono distrutta" "40 di febbre" "dopo 32 ore di lavoro non mi reggo in piedi". E lei ovviamente è in splendida forma, perfettamente truccata, capelli splendidi.

Un "vedrai tra 5 anni" fa sempre comodo.

Questa la mia top five, e voi?
Quali tasti facebook vorreste?

mercoledì 16 settembre 2015

Siamo nate sotto un cavolo : ovvero la teoria gender non esiste

La grazia non è da tutti.


Ne avevo parlato tempo fa: spiegare la sessualità ai figli, alle figlie in particolare, non è una cosa semplice. Soprattutto in una società che corre sempre di più, sempre più sessuale, più esposta, più nuda. Come far capire ad una bambina nemmeno alle elementari che il sesso è una cosa naturale se vissuto in maniera naturale?

Non può quindi non toccarmi la polemica sulla cosiddetta “teoria del gender”.

Ci ho messo un po’ per capire che cazz’ fosse.

E quello che ho capito è che è una grande cazzata.

In pratica mentre da una parte cerchiamo di evolvere, cercando di inserire finalmente un’educazione sessuale sana, completa e chiara nelle scuole e di crescere figli che non abbiano una visione chiusa e antica della società, un branco (perché si tratta di un branco) di genitori grida allo scandalo.

Niente seghe a scuola! Niente froci a educazione civica!

Passatemi i termini, su. Sono convinta che molta gente non abbia mai osato dire “masturbazione” in vita sua. E che molti dicano froci, vero?

Ora, prendete una vostra professoressa qualsiasi. Io penso alla mia preferita, quella di matematica e scienze delle medie. Giuseppina. Alta un metro e dieci, in sovrappeso, con forte accento del sud, calabrese mi pare. Età sui 60.

martedì 15 settembre 2015

La borsa di una mamma

La borsa di una mamma è una specie di buco nero in versione ripulita, nel senso che non mette terrore e non ti attrae irresistibilmente al suo interno. Se ti ci affacci, non è che ci caschi e non ne uscirai mai più...

eppure lì dentro potresti trovare la nonna che fa l'uncinetto e non stupirtene poi troppo.

E questo a prescindere dalle dimensioni, eh, perché non tutte giriamo con un trolley 1mx1m, ma a spalla e senza ruote, in cui infilarci, al bisogno, anche il figlio prossimo al diploma, ma tutte e dico tutte abbiamo sempre con noi lì dentro quasi infinite risorse.

Utilizziamo gli anni che precedono la maternità ad affinare questo talento che abbiamo sin dalla nascita.

lunedì 14 settembre 2015

Fenomenologia della mamma: la Tutorial

La Mamma Tutorial (dipendente), è quella che non muove un passo senza aver consultato un tutorial, appunto, che sia per la treccia da far sfoggiare alla figlia il primo giorno di scuola, per la torta di compleanno, o per organizzarsi la giornata, in generale.

Se  esistono tanti/e Vlogger deduco esista anche chi li/e guarda.
Confesso che a volte non me ne capacito, eppure o i Vlogger si guardano uno con l'altro, o hanno molti parenti, oppure a qualcuno devono pur interessare. Per questo, deduco che la Tutorial preferisca di gran lunga i video, pur non disdegnando il classico post fotografico, se proprio non ha alternativa.

La Mamma Tutorial la si può individuare  già  in gravidanza: se una conoscente o amica annuncia la lieta novella (ovvio, intendo sui social: esiste ancora qualcuno che lo dice di persona?) in modo, diciamo, stravagante, o è una Copy o c'è in concreto rischio sia o stia per diventare una Tutorial (dipendente).
Se è la seconda, consentitemi di rivolgermi allo sventurato marito, in quanto vittima predestinata della Tutorial. 
Siete fottuti. 
Ve lo dico, tanto ormai è tardi per scappare.

Potete provare a  portare un certificato medico che attesti un'allergia dal flash o all'esposizione wifi. Se vi va bene vostra moglie non vi coinvolgerà più di tanto e si limiterà a fotografare le vostre scarpe, o la sua pancia, o vostro figlio...



Ma almeno la vostra dignità è salva.

venerdì 11 settembre 2015

Dieci frasi da non dire ad una neo mamma

Bambina kuna
Chissà se le mamme kuna, alle San Blas, ricevono consigli e commenti indesiderati.


Quante di noi avranno passato un post parto orribile solo a causa della presenza scomoda di certi personaggi? Pensate alla compagna di vostro fratello, taglia 38 e sedere sodo. O alla zia che ha cresciuto cinque figli che sono diventati gente importante. O alla vicina che sa tutto sui capezzoli. E adesso ammettetelo: quanto vi hanno fracassato le palle con i loro consigli non richiesti e le loro frasi... Ehm... Alla cazzo? 

La top ten delle frasi più irritanti da dire ad una neo mamma


10. Che carino! È tuo?

All'apparenza una frase innocua, che può però scatenare le peggio ire se formulata ad una donna in preda agli ormoni
No, l'ho trovato per strada! Non è un amore? Cretina.

giovedì 10 settembre 2015

Back To School ovvero l'ansia genitoriale


asino in sardegna
E speriamo che mio figlio non lo emuli...


È settembre, si ricomincia con il backtoschool tuttounaparola.

Back de che?

Si torna a scuola, andale, vamos, fuori dalle balle, figli!

Presente?

Ora sì, vero? Lo vedo il sorriso, ma che dico il sorriso, la risata satanica!
Bene.
Mio figlio tra pochi giorni comincerà la scuola primaria e, come ad ogni nuovo inizio di ciclo scolastico, attendo istruzioni sull'occorrente, ovvero attendo la mitica lista stampata ciclostile o attaccata con lo scotch alla cancellata dell'istituto.

Normale, direte.

Mamancopegnente!


mercoledì 9 settembre 2015

Come gestire la crisi isterica di un bambino?

Tondino ultimamente mi ha piazzato 3 crisi isteriche da guinness dei primati. 

Ma non lo dico tanto per dire, erano crisi talmente forti da chiedersi se fosse impazzito, se fosse bipolare, se avesse in corso una crisi epilettica.  

La prima volta, eravamo in vacanza.

La colpa in effetti è stata mia. Il giorno del compleanno del fratello eravamo in hotel, ed uno dei regali era rimasto in macchina. 
Voleva assolutamente sapere cosa fosse, insisteva, si lamentava, si arrabbiava,  ma nulla di straordinario, ancora. 
Io spiegavo con calma che non glielo potevo dire perchè so che è piccino e non sa tenere un segreto, ed che comunque a brevissimo Mirtillo lo avrebbe aperto. 
Nulla, il capriccio sale di intensità. 

Il Padre ha un'idea apparentemente geniale, ma che intuivo fosse una cazzata clamorosa: digli una balla. Bon, per farlo tacere gli dico che il regalo è un mappamondo, e lui è felicissimo di sapere questo "segreto".
Mirtillo gli chiede cos'è il suo regalo e lui sorprendentemente dice "io non parlo. Non chiedermi, perchè non lo so". Mi sono pure sentita una merdaccia x aver dubitato di lui. 
Ma tempo 2 minuti e inizia a canticchiare "è un mappamondo è un mappamondo!!". 
Al che ovviamente avrei dovuto tacere, giuro che già presentivo la tragedia imminente. Eppure non ho potuto trattenermi dal dirgli con tono e cervello  di una sua coetanea  " per fortuna che ti ho detto una bugia, sapevo che non potevo fidarmi". Un genio, sì lo so. 

Mi sento ancora male per quanto sono stata idiota. 

martedì 8 settembre 2015

Dire addio al ciuccio



Come togliere il ciuccio è una delle preoccupazioni principali dei genitori. Mi ricordo ancora quando insistevo a tenerlo nella bocca delle mie figlie neonate

Su, ciuccia, hai bisogno di ciucciare.

E pluf, il ciuccio cadeva.

E io lo rinfilavo subito. E ci tenevo il dito, eh. (anche voi, lo so)

lunedì 7 settembre 2015

Fenomenologia della mamma: la Rinunciante

Per alcune è certamente questione di carattere, per altre, invece, è la necessità di sopravvivenza (ai figli) che spinge una madre a diventare Rinunciante.

La Rinunciante comincia a dare segni di cedimento già di fronte al neonato.

E' lì, che applica i dettami della pediatra, e si impegna, eh, ma il neonato non collabora.
Prova, allora, con quelli della nonna.
Zero.
E allora?
E allora comincia a rinunciare alle proprie (o altrui) convinzioni.

Tipo?

Tipo quella cosa del ruttino.

Dai, su, fa il ruttino...
niente.
Dai piccolino, fa un bel ruttino al cuore di mamma tua.
E sono le 2 del mattino, rutta ti prego!
E sono le 2 e un quarto, scorreggia, rutta, emetti un suono liberatorio, ulula alla luna, fa qualcosa!

Nulla.

BACK TO SCHOOL: CODICE SCONTO PER VOI PER ETICHETTE PERSONALIZZATE!


Siete alle prese con i preparativi per il rientro a scuola?

Se, come noi, non siete in grado o non avete il tempo di mettervi a ricamare il nome su tutto, non riducetevi a scrivere il nome con l'indelebile, con un pessimo risultato.

Ci sono delle etichette colorate e divertenti che fanno al caso nostro!




 

venerdì 4 settembre 2015

3 giorni a Trieste con i bambini

Piazza Unità d'Italia


Trieste, insieme a Torino, è una di quelle città che desidero visitare da sempre ma per una ragione o per l'altra il momento è sempre stato posticipato.
Quest'anno per le vacanze, abbiamo deciso di non scegliere il mare: alla fine abbiamo optato per una settimana in Slovenia.
Quale occasione migliore per visitare finalmente Trieste?


La nostra vacanza è quindi iniziata così, con 3 giorni in questa meravigliosa città.

Devo dire che per noi era una novità assoluta, non avevamo mai passato più di una giornata a visitare una città con i bambini, ma è andato tutto magnificamente.

PRIMO GIORNO


Mercoledì 12 agosto, siamo arrivati verso ora di pranzo.

E' stato bellissimo arrivare dal vialone Miramare e vedere una marea di persone in costume, affollare il lungomare pieno di bancarelle e chioschi: quanto invidio chi abita in una città di mare! Immagino le pause pranzo fatte così, in costume a pochi metri dall'ufficio... 

Come prima cosa, ci siamo fermati all'ufficio turistico a richiedere la FVG card: ve la consiglio, potrete entrare in tutti i musei e prendere ogni mezzo pubblico davvero ad un prezzo vantaggioso (tutte le info a fine post).

Come seconda, ci siamo fermati a pranzare in un bar: la più buona frittura di pesce mai mangiata, e per nemmeno 10 euro!


giovedì 3 settembre 2015

Educare alla libertà


Ricordo di aver letto, ormai molti anni or sono, un libro intitolato così, Educare alla libertà.

Maria Montessori.

Ricordo vagamente di cosa parlasse. 

Ma ricordo benissimo i viaggi in tre bambini nel bagagliaio (!), i bagni in piscina di tre ore almeno, le arrampicate sugli alberi, i giochi con qualsiasi animale, la caccia agli scorpioni, le corse tra gli uliveti da sola. Sono nata e vissuta in città, ma cresciuta in campagna: il più bel regalo che i miei genitori potessero farmi.

Sono stata educata ad essere libera, nel senso più puro del termine. In quello che un bambino si aspetta: educare a esplorare, a sbagliare anche, ma ad imparare, conoscere, scoprire, essere felice. 

Delle cose più piccole.

mercoledì 2 settembre 2015

Degenere chi?!

Noi si fa il tifo per le mamme imperfette, perché imperfette lo siamo tutte.
 
Tranne 3/4 stronze,  ma possiamo anche ignorarle e vivere serene, no?
 
E finiamola con questa ambizione alla perfezione che ci fa solo del male!
E accettiamoci per quello siamo!
E siamo tutte fighe agli occhi delle altre!
E bla bla bla.
 
Bon, ci siamo.
 
Ma siamo donne intelligenti, e, anche se non siamo perfette, ogni giorno cerchiamo di migliorare in qualcosa, vero?

Lavoriamo sui nostri difetti e sui nostri limiti?


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