venerdì 30 ottobre 2015

Di Halloween e supercazzole

Domani sera si festeggia Halloween.

Hallo che?!

Halloween!

Su, dai non fate i genitori antichi e spocchiosi.

Non fate quelli anticonsumismo (che poi ce l'avete col consumismo solo quando si tratta di rotture di palle, perché a Natale li ricevete volentieri i regali, eh!).

Non fate quelli noiosi, quelli che non si festeggia mai niente, quelli che non si capisce perché debbano sempre martellarsi le palle invece che brindare per qualunque cosa.

Su, in alto i calici!

Non siete felici di infilarvi in testa un cappello da strega? Un vestito nero? Sbiancarvi la faccia? Insanguinarvi qui e là random?

Non siete pieni di gioia nel vedere tutti questi bambini in preda allo zucchero rilasciato da tonnellate di caramelle

Non sembrano tutti fatti come dei cocainomani? 


giovedì 29 ottobre 2015

Di scuola, collezioni, omologazione e sticazzi

Un effetto della scuola a cui spesso i genitori non sono preparati è l'omologazione.

Mirtillo non è un bambino particolarmente sicuro di sé (per ora), e non ha manifestato (per ora) alcuna indole da leader, eppure per alcune cose si è dimostrato molto "indipendente".

Parlo di piccole cose, ad esempio ha sempre detestato i supereroi, e mentre tutti i compagni sfoggiano zaini e astucci di Spiderman et similia, lui non ne ha voluto sapere, ma ha voluto un sobrissimo zaino a quadretti. Se ne è sempre allegramente fregato di essere l'unico senza astuccio a scomparti ed ha voluto solo quaderni del wwf ed il diario con il panda.

Il suo migliore amico, con cui è in una simbiosi quasi preoccupante, è pazzo dell'uomo ragno, ma lui nulla, ha persino rifiutato di mettere una maglia con stampato l'omino rosso in calzamaglia. Dagli torto.
Chissà che gli ha fatto 'sto Spiderman, visto che non ha mai visto nè un film nè un cartone a tema. Misteri della mente bambina.

Ha sempre scelto in autonomia anche lo sport: prima l'hockey, poi la ginnastica artistica.
Quest'anno abbiamo ancora da decidere, non vuole assolutamente fare calcio come i suoi amici, nè volley o basket. Insiste per il nuoto, ma devo ancora iscriverlo, avendo io  lo stesso amore di Klarissa per le piscine. Si vedrà.

Insomma, in queste questioni di vita o di morte non si è omologato per nulla.

Ma se speravo di essere salva dall'effetto gregge sbagliavo di grosso. 

mercoledì 28 ottobre 2015

Queste incredibili storie di pannolino



Recentemente, mi è successo di assistere ad una chiacchierata di sfuggita. Ero a pranzo e accanto a me due mamme discutevano di togliere il pannolino ai propri figli.

Una di loro era scocciata perché, alla soglia dei 18 mesi, la figlia ancora non capiva che il water serve per fare pipì e cacca.

L’altra si sentiva una grande figa perché la sua, a 4 anni, lo teneva solo la notte.
“Sai, le ho comprato i pannolini a mutandina (sì sì, couches culottes), così se anche la notte si vuole alzare a fare la pipì fa tutto da sola. E’ così avanti!”.

Non fa una piega.

L’autonomia passa anche dal pannolino, e io risparmio sulla mortadella ma sulla cartigienica e sui pannolini a mutandina manco morta (P2, mettiti il pannolino! P2, levati il pannolino! Che pace per me che intanto mi lavo i denti, mi metto il mascara, mi gratto mentre la guardo, ecc).


Comunque, tutti questi discorsi mi hanno imposto una domanda: ma perché siete tutte fissate con ‘sto pannolino??

martedì 27 ottobre 2015

Le 10 cose per cui una mamma merita il paradiso, ma non lo avrà

E dopo le 10 cose che ci spediranno dritte all'inferno rovinandoci la piega e liquefacendoci il tacco 12, ecco perché, invece, una madre avrebbe diritto al lasciapassare per il Paradiso.

1) Perché partorisce o adotta.

Nel primo caso, prende 87 kg, si sforma, diventa una budria, soffre come un cane, si fa poi squartare la panza o la patata e, sì, ok, urla e insulta chiunque sia a tiro, ma mi pare il minimo sindacale, nessuno ha nulla da obiettare.


Perché dovrebbe averlo Dio?



Nel secondo, spesso prende più chili, altrettanto spesso si consuma, attende molto più di 9 mesi, si fa squartare l'anima e non può neanche insultare chiunque sia a tiro con la scusa delle doglie.



Santa subito.


lunedì 26 ottobre 2015

Fenomenologia della mamma: l'Interventista

L'Interventista è la madre che non sa osservare un bambino fare qualcosa che, secondo lei, non dovrebbe fare e, santo cielo, tacere.

Che il bambino contro cui si scaglia sia suo figlio oppure no è un mero e trascurabile dettaglio.

Perché, è mica importante?

L'Interventista non ha il (grandissimo) dono del saper osservare in silenzio.

E non interviene solo quando un bambino è in oggettivo o potenziale pericolo, che lì, ci mancherebbe!, interverrebbe chiunque.

No, lei interviene per qualunque cosa semplicemente la disturbi vagamente e chissà poi perché.

venerdì 23 ottobre 2015

Affrontare un volo lungo coi bambini

I viaggi spaventano tante mamme. E, ancora di più, i viaggi che prevedono voli aerei. Un po’ la paura di volare, un po’ il ricordo di quanto fossero fastidiose le urla del neonato seduto dietro di noi, un po’ le storie di terrore su timpani perforati e traumi infantili.

volo intercontinentale con figli piccoliNiente di più falso.
Volare coi bambini è una pratica possibile a tutti, alla portata di ogni mamma, di ogni genitore, di ogni bambino. E se molti hanno ormai già affrontato almeno un viaggio aereo coi propri figli, in pochi hanno preso un volo intercontinentale, transoceanico, insomma, un volo di molte, molte ore.

Le compagnie aeree ormai sono attentissime alle esigenze delle famiglie, e cercano di rendere il volo un momento piacevole per genitori e bambini, ma anche per gli altri viaggiatori. Se volete avere la certezza di affrontare un volo lungo nel pieno del comfort, potete dare un'occhiata a questo sondaggio sulle migliori compagnie aeree condotto dal portale eDreams: non mi stupisce infatti scoprire che Emirates si è aggiudicata il primo posto grazie alla disponibilità e al tipo di intrattenimento (pasti speciali, giochi, gentilezza del personale, ovunque si trovano famiglie entusiaste per aver volato con loro, io non ho ancora avuto l'onore!). Ho però volato con United Airlines, che si trova al terzo post del sondaggio sulle migliori compagnie aeree e devo dire che mi sono trovata bene, così come su AirFrance, Alitalia, Iberia, KLM e Copa Airlines, la compagnia panamense. 


Come ci si prepara ad un volo molto lungo?


Tutto quello che potete immaginarvi è sbagliato. Volare coi bambini è semplice, ancora più semplice su un volo a lungo raggio.
Vi sembra assurdo? Anche per me lo era. Ho preso decine di voli sola con le mie figlie, ma ero comunque un po’ spaventata all’idea di dover fare undici ore in aereo sola con loro due. 

E, cosa non da poco, io ho paura di volare.

Direte voi: non è possibile, altrimenti non prenderesti così tanti aerei. Vi giuro che si fa di necessità virtù.

Ad ogni modo, non avevo mai fatto un volo così lungo. Mi sono sempre negata certi viaggi proprio per la paura di volare.

Viaggio lungo di giorno

Se viaggiate di giorno, ci sono molte probabilità che i bambini non dormano. Ma niente panico: gli aerei per voli di questo tipo sono talmente attrezzati che non c’è pericolo di annoiarsi. Ormai gli schermi sono tablet su cui si può disegnare, guardare cartoni, fare puzzle, qualsiasi cosa veramente. Portate pure il vostro iPad, ma non è assolutamente detto che serva.
Portate anche da mangiare. I pasti sono serviti ad orari regolari (pranzo, merenda, cena, colazione), ma le bevande sono disponibili, in genere, a ciclo continuo. Coperte, cuscini, cuffie sono dati dalla compagnia aerea.
Prevedete le cose preferite dei vostri figli: io avevo comprato dei giochi da viaggio, facili da trasportare, e dei libri con giochi, attività, disegni, adesivi. Non ho dovuto tirare fuori niente perché tablet e cartoni hanno fatto il resto! E ve lo dice la mamma di due bambine piuttosto iperattive... Si sono alzate solo per andare in bagno, e hanno dormito solo le ultime due ore di volo. Io, intanto, mi sono vista TRE film.

Viaggio lungo di notte

Se viaggiate di notte, sarà una pacchia. Non per voi (io non sono riuscita a chiudere occhio), ma i bambini hanno una capacità di adattamento fuori dal comune. Dopo pochi minuti dal decollo (alle 21.30 locali, più o meno) hanno servito la cena, che non hanno praticamente toccato (sempre meglio prevedere delle alternative tascabili, come cracker, formaggini, frutta) e dopo poco si sono addormentate, dormendo fino alla mattina dopo, quando hanno servito la colazione. Per fortuna, perché l’aereo era più vecchio e invece del touch screen c’erano dei joystick, non proprio facili per dei bambini piccoli.
E sì, i bambini dormivano tutti.
E sì, ne ho sentito qualcuno piangere, ma niente di rilevante.

Insomma, affrontare un volo aereo lungo non è una tragedia, anzi, per certi versi io l’ho trovato di gran lunga meglio che quelli brevi che facciamo per tornare in Italia. 

I motivi per cui un volo lungo è meglio di uno di breve durata

1. Gli aerei sono più comodi
2. Le procedure non sono da low cost, quindi nessun problema coi bagagli a mano, nessuna ansia per sedersi, ecc
3. Il momento più difficile è quello intorno al decollo: i bambini sono eccitati, vogliono volare, chiedono quando siamo arrivati ancora prima di partire... Una volta stabilizzati in volo, iniziano a far proprio l’ambiente circostante, a rilassarsi e quindi a godersi il volo. E il fatto che stiano tutti seduti aiuta.
4. Sembra di essere in un grande cinema e non in aereo: è facilissimo isolarsi dal resto delle persone, quando invece sui voli piccoli stai attento a tutto quello che fanno quelli intorno a te
5. C’è meno stress a bordo, il personale ti lascia in pace, le luci vengono spente, gli oblò abbassati...

Insomma, se rimandate quel viaggio negli States da tempo perché avete paura di affrontare un volo così lungo con dei figli piccoli, non preoccupatevi.

Parola di una che ci si trasferisce, in quel continente.

giovedì 22 ottobre 2015

Di tempo pieno, attività e lagne.

Noi mamme siamo incorreggibili e ci piace l'autoflagellazione, si sa.

Sappiamo benissimo che un giorno i nostri figli daranno a noi la colpa di ogni loro piccolo o grande problema, dal naso aquilino del bisnonno alla loro mancata dimestichezza con l'aritmetica.

Nei casi più complicati andranno dalla psicanalista e ogni loro turba verrà a noi imputata, ovvio.

Preparatevi a pagare fior di fatture.


mercoledì 21 ottobre 2015

2025, sola andata

Lo so che oggi tutti parlano di futuro (o di passato) perché è il famoso 21.10.2015.
Era famoso 30 anni fa, figuriamoci.
Eppure è qui, è arrivato, senza scarpe che si allacciano da sole e senza auto volanti, ma con gli smartphone, il wi-fi e le tv a schermo piatto.
E' arrivato e ci restiamo, nessun ritorno al passato, purtroppo o per fortuna.

Ma la verità è che ho questo post in bozze da mesi, da quando ho rinnovato la patente. 
Che scadrà, appunto, nel 2025.

E mi ha così sconvolto, questa data, 2025. Così tanto che non riuscivo a scriverci nulla.
Santo dio avrò quasi 50 anni nel 2025.

E ora lo so quanto poco ci mettono a passare 10 anni.
Chissà perchè, quando hai un figlio il tempo inizia a scorrere diversamente.

A 20 anni, ricordate?, le giornate duravano almeno 48 ore.
C'era tempo per tutto, per studiare, per andare a lezione, per qualche viaggio, per lavorare, per vedere le amiche, per litigare, per conoscere persone nuove, per innamorarsi.

martedì 20 ottobre 2015

Le 10 cose che ci spediscono dirette all’inferno (delle mamme)

Brucerete tra le fiamme. Queste però sono a Salina. Credits by Carolina Frusca.

A volte vi sentite delle cattive mamme? Delle mamme mostro? Delle incapaci? Delle insensibili?

Avete ragione.

E per questo finirete all’inferno con noi. Altro che paradiso!

Ecco i dieci motivi per cui arderemo per l’eternità rovinandoci così la piega del sabato e liquefacendo il tacco 12 con cui ci sentivamo tanto fighe.


1. Per tutte le volte che abbiamo pensato: lo butto dalla finestra

Su su, lo sappiamo benissimo, e a noi potete dirlo. Siamo amiche, ricordate? Non quelle che vi giudicano. E se non era buttarlo dalla finestra, era renderlo, farlo sparire, rimetterlo nella pancia. Giusto?

lunedì 19 ottobre 2015

I classici Disney rivisitati in chiave 50 sfumature: ovvero Bambi



Ogni volta che vedo Bambi piango per tre giorni.

Inizio a piangere quando vedo il titolo. Singhiozzo così forte che mio marito pensa sempre di essere stato (finalmente) beccato con la sua segretaria.
Invece no! Mica piangerei, in quel caso. Tirerei fuori il machete che tengo sotto il letto, da vera signora.

No, tranquille. E’ solo Bambi.

Inizia il film. E piango. Come si fa a non piangere quando già sai cosa succederà.

E siccome io piango, piange anche la P1, funziona sempre così, quando guardiamo i cartoni. Al cinema le vecchine ci chiedono se stiamo bene, tanto singhiozziamo.
Perché già la morte della mamma, che nemmeno ha un nome. Che so, il padre è il Grande Principe della Foresta, lei è La Sconosciuta, Nameless (ci starebbe), No-Name. Insomma, manco degna di un nome, che so, cerbiattina, Regard de biche, bichette, so una sega io.

Già questo mi deprime. Quando poi il cacciatore se la impallina, ancora peggio. Mio papà era cacciatore, e giù di senso di colpa.


Ma poi. Io lo dico.

Cara Disney,

Dovevi proprio farla così la storia? Non potevi che so, dire che la mamma era dovuta partire in trasferta più a lungo del previsto? Che era una mamma single lavoratrice e che il povero Bambi doveva crescere da solo nella giungla?

Ok, nella foresta. Quel che è.

Pensate che bello! Bambi from the Bronx: la storia di un cerbiatto dalla coda bianca (ho fatto ricerche) da solo nel bosco (forse è un bosco).

Invece no. Tu volevi farmi piangere. E a catinella. Quando avevo 4 anni come ora che ne ho 33.

E allora sai che? Siccome tanto noi donne siamo masochiste (50 sfumature docet) e ci piace tanto versare fiumi di lacrime nascondendoci dietro la storia della sindrome premestruale, del ciclo triste, del lunedì mattina, del senso di colpa da bombolone preciclo, ho pensato bene di coinvolgere nel pianto di gruppo pure le mie amiche.

Uè Morna, uè Klarissa, sapete che Disney Junior (il canale Disney dedicato all'età prescolare, ché noi c'abbiamo bimbi piccini e grandi bambinoni) ogni venerdì manda in onda i classici Disney? Già, appuntamento alle 20 con Il Magico Mondo di Disney Junior. Sapete cosa sarebbe davvero fighissimo? Perché una sera non ce ne vediamo uno in confcall (vedi whatsapp a manetta con commenti audio dei figli e foto in diretta di lacrime a tradimento, bastarde)?

Poverine. Mica lo sapevano che film avevo scelto.


Credo che adesso seguiranno più attentamente la programmazione di Disney Junior, prima di farsi coinvolgere da me. Ma in fondo venerdì prossimo c'è Sofia. E volete non coinvolgere altre mamme blogger? (Per esempio proprio venerdì c'è blogmamma.it, a twittare #disneyjuniorIT con noi pazzerelle).

Però dai, avremo anche pianto. Ma la P1 alla fine del film mi ha detto: sai mamma, pensavo. Anche se Bambi non aveva più la sua mamma, è cresciuto forte e grande lo stesso, perché aveva un grande papà. Così io non sarò mai sola, anche se tu e il babbo non sarete sempre con me. Ho tanti amici, proprio come Bambi!

E lì ero pronta a far ripartire l’interruttore delle lacrime. Il naso colava. Il labbro traballava.

Poi però la P2 mi ha ridestato dicendo: mamma, ora che andiamo a Panama e la casa è grande, ci mettiamo Bambi anche?

Ehm...


Grazie Disney, comunque, anche stavolta ne è uscito fuori qualcosa di decisamente buono!

venerdì 16 ottobre 2015

Essere madre, ti cambia. No, non come credevi.

Essere madre ti cambia, tanto, ma proprio tanto.

A 40 anni mi vedevo come una professionista affermata, gnocca, ben vestita, con una bella casa e persino alta.

Sì, lo so che non si cresce più dopo poco più di una dozzina d'anni di vita, ma insomma, i sogni, son sogni, no?

Figli? Bah, non so.

E comunque, anche ad averne voluti, chi avrebbe mai potuto sapere cosa questo avrebbe comportato?

giovedì 15 ottobre 2015

Se il tuo cuore batte con me


Quando sento il tuo odore, so che tutto andrà bene.

Chiudo gli occhi e succhio forte il dito, ho scoperto che così mi sento protetto.

La tua voce mi scalda quando sento freddo. Non sapevo che facesse così freddo, qui.

Profumi di violetta, ma a volte cambi. Alcune volte piangi, e io piango con te, anche se non so se va bene. Forse dovrei ridere, per vederti ridere.

La tua risata è come un solletico dolce. Mi arriva qui, intorno all’ombelico, come dei bacini soffici.
Non piangere, mamma, sono qui, sono tuo, non mi vedi?

Mamma, mamma, mamma.

Non mi senti? Eppure io ti chiamo, e urlo il tuo nome, stringimi forte.

E’ questo che una mamma fa, no? Abbraccia. Ti toglie le paure. Ti rassicura. Tu lo fai, mamma.

La mamma è morbida. Ne scorgo i lineamenti quando si abbraccia da sola, si stringe fortissimo, fino a farsi male. Quando si lava sotto il getto di acqua bollente, con gli occhi chiusi. Vedo il vapore salire dal suo corpo nudo e mi sento bene.

Mamma, sei bellissima, perché piangi? Non ho mai visto niente di più bello di te.

mercoledì 14 ottobre 2015

Ode alla mamma del nuotatore

Quando ero bambina detestavo la piscina,  ma ci dovevo andare 2 volte alla settimana.

"Imparare a nuotare è importante, tesoro.
Può fare la differenza tra la vita e la morte.".

Poi sono diventata adulta e...
mi sono innamorata di Rosolino?
ho scoperto un amore incondizionato per le corsie della piscina olimpionica?

No, niente, ho continuato a detestare la piscina.

martedì 13 ottobre 2015

Il senso di colpa delle mamme (di oggi)

Una costante che percepisco nelle mamme - amiche, lettrici, io stessa - è il senso di colpa pressoché perenne.

Con il concepimento non nasce solo un ootide, che diventa zigote che diventa embrione, che diventa blatocisti, che diventa feto, che diventa neonato, che diventa un bambino, che diventa un ragazzino, che diventa un adulto, che bevve l'acqua che spense il fuoco.. ops, sto divagando.
Dicevo: insieme all'ovulo cresce anche il senso di colpa delle madri.

E' proprio immediato, fate il test di gravidanza e vi sentite in colpa: oddio, ieri ho bevuto un bicchiere di vino, stamattina ho fumato una sigaretta, un mese fa ho preso un'aspirina (e no, non conta sapere che un mese prima del test ancora non esisteva né l'ovulo né lo spermatozoo, in fondo che ne sapete quanto resta nel corpo un'aspirina???).
Poi vi sentite in colpa perché avete mangiato un hamburger senza controllare la cottura, per l'insalata che forse non era ben lavata o ben sciacquata o... ci siamo capite.

Poi ci si sente in colpa per il parto: per il cesareo, per l'ossitocina, per aver urlato troppo, per aver partorito all'ospedale, perché c'era troppa luce: tranquille, un motivo lo troverete.

lunedì 12 ottobre 2015

Fenomenologia della mamma : la mamma senza respiro

Le mamme senza respiro a volte vengono magicamente premiate con un weekend kids free.



Sveglia alle 6. Doccia. Trucco e parrucco.


Eh?

Ricominciamo.

Sveglia alle 6. Bidet, ascella, faccia. Ok.

Ho ancora due occhi? Sì? Le occhiaie sono sempre lì? Sì. I capelli sono ancora color topo di fogna? Sì. Quel dente tende ancora al grigio? Sì.

Ok, tutto a posto, ci penseremo domani. O un giorno. O quando il dente cadrà. Insieme ai capelli. E alle borse sotto gli occhi.

Svegliare i bambini. Urlare. Buttarli giù dal letto. Lavarli. Perché loro sì, devono essere lavati. Preparare la colazione, mentre ingurgitiamo un caffè in piedi e ragioniamo sugli effetti che quello yogurt scaduto può avere sul nostro intestino. Magari ci perdiamo un paio di kg sul water, tanto tempo per la palestra non ne abbiamo. 


Ma nemmeno per il water, a dire il vero.


Portarli a scuola. Anzi, uno al nido, l’altro a scuola.

Correre a lavorare, perché comunque il mutuo va pagato, eh.

venerdì 9 ottobre 2015

I (beceri) sogni di una mamma

Più ero piccola, più i miei sogni erano smisuratamente immensi e impossibili da realizzare.

Crescendo, alcuni sono rimasti sogni, altri si sono realizzati, altri tipo sposare Anthony o Terence di Candy Candy si sono miseramente infranti per ovvie ragioni o mi avrebbero nel mentre internato.

Da quando sono diventata madre, mi sono resa conto che, a parte i veri sogni, che prima o poi io lo so diventeranno realtà, per il resto ho notevolmente ridimensionato alla grandezza di uno sputacchio ciò che bramo.

giovedì 8 ottobre 2015

La lingua dell'innocenza

Bambini piccoli, problemi piccoli, bambini grandi problemi grandi, si dice, no?
Infatti.
Uno di questi "problemi grandi" è che il figlio, crescendo, inizia ad ascoltare, a memorizzare e, quel che è peggio, a ripetere.

Ripeterà quindi alla maestra se la mamma rutta, se il papà fa le puzze, se la mamma lancia i piatti al papà. Insomma, le peggio cose.

Giorni fa la maestra mi diceva "so cose che voi umani..." e io ho preferito non indagare e defilarmi con discrezione, perchè non escludo che sappia di me cose raccapriccianti.

Le prime avvisaglie del problema le ho avute qualche settimana fa.
Parlavo con mio marito, dicendo che la sorella era stata una stupida per non aver colto un'occasione per un appartamento.
Mirtillo, che apparentemente si faceva gli affari suoi, ha subito drizzato le orecchie:
"hai detto che la zia è una stupida"

Mirtillo, fatti i cazzi tua.

"Noooo, hai detto che la zia è una stupida, sei cattiva!! Domani quando la vedo glielo dico!!"

mercoledì 7 ottobre 2015

Il giorno del giudizio

Le donne sono meravigliose.
E le mamme! 
Le mamme sono donne ancora più meravigliose. 

Solo che deve esserci qualche tara generica legata al cromosoma X per cui non riusciamo a fare il tifo le une per le altre, ma arriviamo invece a godere come Rocco Siffredi quando ci affossiamo a vicenda. 

Se poi lo si fa tra mamme, allora, goduria estrema.

martedì 6 ottobre 2015

Ma hai la babysitter, tu sì che sei fortunata. Stoc...


Non importa che termini la parola che, più elegantemente, ho troncato con dei puntini.

Stocazzo, appunto.

Molte volte mi sono sentita ripetere che sarei fortunata perché ho una babysitter. Una babysitter che, badate bene, è del tutto necessaria. Vivo lontana da qualsiasi tipo di famiglia, lavoro a tempo pieno a minimo 45 minuti di trasporti da casa e, soprattutto, vivo sola.

La babysitter va a prendere le bambine alle 18 (sì, alle SEI DEL POMERIGGIO) e le tiene fino alle 20. Io spesso arrivo prima, e cucino mentre lei continua ad intrattenere le bambine.

Molte persone si sono permesse di dirmi che, per queste due ore al giorno assolutamente necessarie (i miei orari sono 9.30-18.30, se entrassi prima non riuscirei ad accompagnarle a scuola, quindi il problema si porrebbe ugualmente), sono una privilegiata. Insomma, una riccona che paga per farsi tenere i figli dagli altri. Che quando torna a casa non ha niente da fare. Pure le babbione conoscenti di mia mamma si sono permesse di dirlo. Quelle che, evidentemente, conoscono bene la mia vita.

“Eh, ma mica è sola! Ha la babysitter!”

Suca.

Allora facciamo un punto.

lunedì 5 ottobre 2015

Fenomenologia della mamma: la Mamma di dottor Jekyll e mister Hyde

"Di solito non fa cosi"
"A casa è diverso"
"Con me è un angelo"


Tutte frasi che scommetto avrete sentito spesso e probabilmente anche detto.
E no, non sono semplicemente facili giustificazioni di fronte a un figliuolo terribile.
No, spesso è semplicemente vero.
Il caro  Stevenson non aveva chissà che fantasia, doveva semplicemente avere dei figli.

E' indubbio, infatti, che quasi tutti i nostri figli hanno una doppia personalità.

Vi disperate perchè a casa non vuole fare i compiti e dice che odia la scuola? Tranquille, scommetto che arriverete dalla maestra con aria afflitta per sentirvi dire che è un alunno interessato e brillante.

Per cui occhio, se invece siete fiere perchè a casa è un secchione probabilmente vi sentirete dire che è agitato, irrequieto e distratto.

Vostro figlio con voi è un adorabile putto, educato e grazioso, dice "grazie" e "per favore", sorride sempre?

Al 90% con gli estranei si trasforma in un piccolo maleducato, insolente e dispettoso.
Me lo vedo mentre si volta dall'altra parte quando viene salutato, si lancia in insulti ed epiteti vari, si scaccola, e scoreggia dando la colpa a voi.

Se è così... baciatevi le mani!!!

No, non sono pazza, è che il mio piccoletto è l'esatto contrario e, sappiate, vi invidio. Tanto.

venerdì 2 ottobre 2015

Tutto l’amore che posso



Chiudo gli occhi e stai picchiettando nel muro un chiodo piccolissimo, di quelli che si fondono nel legno, mentre rivesti le parete umide e grigie del luogo più misterioso che c’è, per una bambina: la cantina.

Trovi un verme mentre rivolti la terra secca del piccolo orto in fondo al giardino: è solo un verme, un po’ brutto, ma che vuoi che sia. Sono gli stessi che si infilzano nell’amo. Le carpe stanno nei fiumi, i muggini nel mare.

Non si cammina sull’erba, perché altrimenti non cresce bene. 
E non si staccano le olive perché altrimenti a novembre non potremo fare il raccolto. Mi aiuti a stendere la rete? Ma senza saltarci sopra, e poi è ruvida, non senti come punge? Le olive acerbe fanno l’olio amaro, non prenderle.

Un calcolo numerico si fa a mente, se usi la calcolatrice perdi l’esercizio. La tabellina del sette, di nuovo, al contrario.

Ti butto in piscina? Non importa se non sai nuotare: chiudi bene il naso, la bocca, gli occhi e non avere paura. I tuoi polmoni contengono aria, senti come si gonfiano mentre respiri? Gonfiali, trattieni... Vedi! Sei in acqua, ti sei tuffata! Sei tornata su! L’aria ti farà sempre tornare a galla.

Sei sicura che sia la strada giusta per te? Hai cambiato idea tante volte. Potresti fare quello che vuoi... Sicura? Va bene, mi fido di te.

Fidati di me, buttati in acqua, tornerai su.

giovedì 1 ottobre 2015

Il fallimento dei fan dell'autonomia, Montessori & co.

L'altro giorno ero a colloquio con le maestre di mio figlio.

Dopo esserci dette quello che ci si doveva dire (tutto bene, non ci provate!), scatta il momento chiacchiera a ruota libera.

E, giuro, io da allora godo.

Ammetto di non essere mai stata investita dal sacro fuoco della pedagogia, perché la lascio ai pedagogisti; io faccio altro e mai e poi mai mi sentirei alla loro altezza, come spero che loro non vogliano saperne più di me su una fusione inversa.

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