mercoledì 23 dicembre 2015

A Natale è bello cambiare idea!


Il mio albero d Natale
Avete presente tutte quelle foto di belle case decorate a festa di cui sono piene le riviste in questo periodo?

Le guardate e vi sembra di sentire calore e profumo di pandizenzero, di arancia e di cannella.

E avete presente casa vostra?

Non ci siamo, eh?

Già vi sento:

non ho tempo, non ho soldi, non sono capace.

Bla, bla, bla.

Scuse, care mie!

La verità è che ci vuole poco, pochissimo, e anche la vostra casa sembrerà uscita dalla copertina di una rivista patinata.

martedì 22 dicembre 2015

Se tuo figlio non è come ti aspettavi...

Quando ero incinta mi immaginavo che avrei messo al mondo una bella bimbA.
Buona, carina, intelligente e disciplinata.

Poi all'ecografia morfologica sentii testuali parole: "ed ecco qui...un pisello!".

Seguirono urla da stadio di mio marito, striscioni e probabilmente la ola dei mariti delle pazienti seduti in sala d'attesa.

Io? Non pervenuta.

Poi misi al mondo un neonato angelico: bello, buono, silenzioso, gioioso, mai un pianto, mai una notte in bianco, mai una rottura di palle...e mi dissi: 

bon, è fatta!

Ma cominciò a camminare e a parlare e non si fermò più.




Io non potevo credere che tanta energia potesse stare in quell'esserino...ma, soprattutto...

più cresceva e più  dimostrava un carattere coriaceo, peggio di sua madre e di suo padre messi assieme.

E che prepotenza! 
E che modi! 
E che parole!
E che impertinenza!
E che Ego!

Ma passerà...


Passerà un cazzo.

Se avete un figlio che definire vivace è un eufemismo come dire che Kim Kardashian ha il culotto, sappiate che passerà una mazza.

Detto questo,

1) assicuratevi che non ci siano problemi seri

E' la prima cosa da fare. 

Parlatene con le educatrici e con la dirigente scolastica: vedono bambini ogni giorno da anni e in genere, se sono valide, sapranno dirvi se si tratta di eccessiva vivacità o di qualcosa da analizzare.
Se non vi fidate o se, comunque, vi sentirete meglio con un po' di rassicurazione pagata tipo 300 euro, andate da un professionista e levatevi il dente.

Se non ci sono motivi per cui preoccuparsi, allora calma.

Serene.

Sopravviverete. 
O forse no. 
O forse voi sì e il figlio no. 
Chi vivrà, vedrà.

2) accettate vostro figlio per quello che è

E' banale, ma è una delle prime cose ed una delle più difficili da fare.

Perché? 

Perché il mondo fa un'equazione e voi lo sapete, perché probabilmente l'avete sempre fatta anche voi: tale madre, tale figlio o, nelle versioni più proverbiali "la mela non cade lontana dall'albero" e nelle versioni più stronze "è così, perché sicuramente sua madre fa/non fa/dice/non dice".

No, è così, perché è così. 
Bon. 
E' un essere diverso da voi, anche se è arrivato per vostro tramite. 

Via i sensi di colpa e al lavoro!

3) non accettate comportamenti che ritenete inammissibili

Sempre in guardia e sempre pronte.

Come diceva sempre una dirigente scolastica che ho incontrato anni fa: i bambini particolarmente vivaci, spesso maneschi e provocatori, 9 volte su 10 sono più intelligenti della media e spesso pure dei genitori. Questo significa che non deve permettergli di fregarla: basta un niente e lui capirà dove infilarsi.".

Dunque, tolleranza zero e guardia alta

Lottate sempre. 

Anche se vi sembra inutile, 
perché tanto non cambia, 
non vedete miglioramenti, 

voi andate avanti, sempre, dritte. 

Prima o poi, farete breccia. 


4) scegliete che battaglie combattere


Non è in contraddizione con la precedente.

Semplicemente, con bambini che andrebbero rimproverati da mane a sera, bisogna avere le idee chiare, farsi una scala di priorità e usarla per orientarsi:

siete così sicure che lottare per non fargli mangiare una caramella ora sia una battaglia più importante di quella che già state per cominciare perché volete che vi dia la mano per attraversare la strada

Qual è la più importante? 
E quale può essere messa a servizio del'altra?

Astuzia, care mie.

Non badate alla mamma che vi guarda male perché date la caramella, lei ha un figlio peluches e voi no. 

Non dimenticatelo mai.

5) abbiate pazienza e non reagite con violenza verbale e/o fisica

Non serve urlare, non serve sbraitare, non serve menare, non serve farvi venire crisi isteriche.

Non solo peggiora la situazione, ma non è già sufficiente che queste cose le faccia il bambino?

Voi, serafiche, respirate, meditate, visualizzate Brad Pitt nudo e dritte per la vostra strada, imperturbabili.

Avete come obiettivo quello di educare un essere particolarmente riluttante, potrete mai mettervi a pigliarlo a sberle perché ha in mano lo scalpo di un coetaneo? 

Violenza contro violenza?
No.
Sareste sullo stesso piano. 

Dovete essere più furbe: identificate qualcosa che funzioni e non abbiate paura di usarlo in situazioni dove occorre.

6) siate imperturbabili al giudizio altrui


Una volta che voi sapete che state lavorando, quotidianamente, che c'è collaborazione con la scuola, con gli educatori, una volta che siete serene, si tratta solo di tenere alta la testa.
Probabilmente...


Niente imbarazzi, niente vergogna. Di che, poi?

Ah, è tremendo suo figlio, eh!
Si, è tremendo, quindi? 

Ti toglie qualcosa? Lo cresci tu? Ti fa sentire migliore?
Non è colpa di nessuno: è così. 

E voi avete il compito di aiutarlo, ma anche di non farlo diventare un capro espiatorio o oggetto di giudizio e di tiro al bersaglio. 

Perché, sappiatelo, succede anche questo.

E, per esperienza, se non c'è una persona che presti attenzione a che la colpa se la prenda quando è giusto che se la prenda, gliene affibbieranno 57 non sue.

E questo è demotivante per il bambino, è demotivante per voi, ingigantisce i problemi a dismisura e allontana voi e vostro figlio dalla meta.


7) premiate i comportamenti positivi


Anche e, soprattutto, se gli altri non lo fanno.

A maggior ragione, quando il comportamento non è capito.

Dovete innescare un circolo vizioso positivo.

Non deve essere solo un "Mi comporto male=mi puniscono", ma anche e, soprattutto un "mi comporto bene=il mondo è bello, sono tutti felici e magari mi premiano!".

8) fatevi dire la verità


Bella o brutta che sia.

Mio figlio lo sa che è fondamentale e tendenzialmente la dice.

Questo ci serve per parlargli o punirlo quando serve, ma anche per evitare che diventi il capro espiatorio di cui al punto 6).


9) fategli incanalare le energie eccessive


Che sia sport, che sia parco, giardini, corsa, camminate: movimento, più possibile.

Con mio figlio questo non funziona, niente, zero, è inesauribile, ma so che, per tanti bambini intemperanti, è vitale.

10) osservate gli altri bambini


Perché?

Perché vi accorgerete che se vostro figlio è quello matto che salta sui tavoli e si appende ai quadri, ma poi è un sensibilone, buono d'animo, che difende i deboli...

è pieno il mondo, ma pieno, di bambini complessati, turbati, crudeli, che perculano, ma sottovoce, il prossimo, che prendono in giro i bambini meno forti, se sono disabili ci provano più gusto, che dicono cose terribili. E' pieno il mondo di bambini totalmente inebetiti da DS, Play, Wii, tablet vari, di bambini asociali, teledipendenti, apatici, privi di qualunque tipo di curiosità per il mondo e per la vita. 

Solo che non disturbano.



lunedì 21 dicembre 2015

Fenomenologia della mamma: la Mamma Oracolo

La Mamma Oracolo è quell'amica che ha fatto tutto prima di te, quindi "sa".
E anche se non sa, tranquilla che vaticina comunque.

Sei felicemente fidanzata e le racconti di come stai bene con Lui?

"vedrai dopo il matrimonio..."

Sì: la Mamma Oracolo ha come sottotitolo "come te la gufa lei, nessuno mai".

Ti sposi, e mentre sei lì, raggiante e in splendida forma, lei commenta:

"per il matrimonio dimagriscono tutte, vedrai tra qualche mese...".

Il 'qualche mese' passa, e tu sei sempre magra e innamorata.

"Sai -le dici- in realtà il matrimonio è una figata!".

"Sì, sì, sono i primi tempi, aspetta e vedrai..."

Avvertenza: i puntini di sospensione stanno alla Mamma Oracolo come i selfie alla Canalis.
Le sue frasi restano lì, galleggianti e sospese, a farti pensare alle peggio cose.

Passano pure 'i primi tempi', e tu non ti sei ancora sformata, nè la tua vita sessuale è  diventata un elettrocardiogarmma piatto.

"eh, vedrai dopo un figlio...".

A questo punto, se siete sveglie, oltre a toccare ferro e le parti basse del marito quando passa la Mamma Oracolo, dovreste aver già cambiato amica.

venerdì 18 dicembre 2015

Siamo tutte fighe agli occhi degli altri

Perfetto, eh!



È il nostro vecchio motto.


Guardiamo da fuori le vite degli altri e ci sembrano perfette.


Belle case.
Pasti succulenti.
Bei vestiti.
Bambini buoni.
Sorrisi bianchi e accecanti. 





Vi chiedete mai come apparite voi agli occhi degli altri? Penso di sì, altrimenti non vi sentireste imperfette. 

Mentre guardate le vite Pinterest, gli addominali Instagram, gli inviti agli eventi

E vi sentite piccine, spettinate, fuori moda e con qualche kg di troppo. E con bambini decisamente non perfetti.

Eppure agli occhi degli altri, qualcosa di voi appare perfetto.


giovedì 17 dicembre 2015

Non sarò sempre dalla tua parte

Ieri mi è comparsa in bacheca, tra una vignetta di Star Wars e l'altra, questa

La parte migliore: e chi lo dice? Anche i serial killer hanno una madre, eh
che, per la cronaca, ha qualcosa come 15.000 condivisioni.

Sottotitolo: "come crescere un figlio bullo e/o inetto.

"Non ci sarà mai e poi mai una sola volta in cui non sarò dalla tua parte".

Ma stiamo scherzando?!

Vieni a casa con una nota per aver preso in giro un compagno, vedrai come sarò dalla tua parte.

Non so come funzionava a casa vostra. 
Da me era matematico: i  miei genitori, semplicemente ed inesorabilmente, non erano mai "dalla mia parte".
Erano dalla parte dei professori, dei maestri, dei compagni. E qualcosa mi dice che era la norma negli anni 70.

mercoledì 16 dicembre 2015

Il Natale non è una cosa da uomini

No,  l'anno prossimo faccio i regali a novembre. 

Ma che dico novembre?  A settembre! 

Anzi,  li vado a comprare in bikini...non mi ridurrò mai mai mai più all'ultimo momento!

Certo, certo.

16 dicembre.

Stato dei regali? 

Ehm...

I bambini sono sistemati, è facile sapere cosa vogliono finché continuiamo a fregarli con quella cosaccia ignobile di Babbo Natale.



lunedì 14 dicembre 2015

Fenomenologia della mamma : la Giudicante

La Giudicante è colei che sputa sentenze con la stessa facilità e frequenza con cui mio figlio e i suoi amici si prendono a calci. 

Di continuo, insomma.

In genere ha per figli delle specie di scimmie ammaestrate. 

Roba che basta che dica loro: "Basta!" e...

questi smettono. 


O basta che dica cose tipo: "No, non si fa così! Vedi? Si fa così!"

E alle sue parole segue...

un'esecuzione perfetta del come si fa.


Insomma, quelle cose lì, quelle che a me non accadranno mai. 

venerdì 11 dicembre 2015

L'importanza della magia. E di Santa Lucia, Babbo Natale, draghi e fatine.

Io son sempre stata una bimba "magica".

Credevo senza ombra di dubbio a Santa Lucia.
Non mi sono mai posta il problema del perchè Babbo Natale passasse a casa dei miei amici e da me no.
I miei genitori non si sono certo fatti problemi nè hanno inventato storie per farmi digerire la cosa. Semplicemente era così, e non mi facevo domande.

Ero assolutamente certa che bastasse ricreare la bacchetta magica di Creamy, Evelyn, o la maghetta di turno per poter fare le stesse magie.

Ho davvero sofferto quando la magia è sparita dalla mia vita, non ricordo nemmeno con esattezza quando.

Di Santa Lucia lo ricordo: semplicemente, la mia amica ha scoperto i genitori mentre preparavano i regali. 
Stop, fine, game over.

Ma questo non mi ha impedito di arrabattarmi per ricreare lo specchietto di Yu o il ciondolo della Magica Gigi.

giovedì 10 dicembre 2015

Le poche certezze di un trasloco e il bello di cambiare idea

Come appendere oggetti senza rovinare il muro


In questi giorni, come avrete notato su Instagram, la mia vita è un gran cartone.
Uno scatolone, ok, quella roba lì.

Forse non lo sapete, ma oltre al buon gusto per il vestire e alla penna facile ho un’altra dote: vendo roba come se non ci fosse un domani. E, non si sa come, riesco sempre a tirare sul prezzo. Ormai la mia è una strategia consolidata, tant’è che sono riuscita a rivendere un passeggino al prezzo a cui l’avevo comprato (in promozione, io), dopo due bambine.

Quindi son lì che vendo mobili, un giorno vedo partire una vetrina, un giorno il mobile tv, un altro una lampada. In pratica siamo al buio, mangiamo per terra e guardiamo la tv in tre su una poltrona.

In questo mondo di incertezze, l’unica punto fermo che ho è la camera delle mie figlie. Lì è rimasto tutto come niente fosse, incasinato quando passa la babysitter, ordinato e stupendamente frufru quando passo io. Dovrei passarci più spesso.

mercoledì 9 dicembre 2015

Pensiamo al futuro

Aprire un libretto di risparmio per garantire un futuro più roseo ai bambini

Quando ero bambina, non avevo idea di quanti soldi potessimo avere. Eravamo poveri?

Sicuramente sì, dato che per me era sempre un NO NO NO.

Del tipo che quando andavo a trovare la cartolaia sotto casa, Sonia, dicevo a mia mamma: "hai visto che carino quest..."

NO.

Insomma, sono stata cresciuta nella parsimonia più assoluta. E nessun nonno mi ha mai rifilato banconote sotto al tavolo quando andavo a trovarlo.

lunedì 7 dicembre 2015

La mamma tutta cuoricini e l'odio

Me lo chiedo da anni e so di non essere la sola:
 
ma come si coniugano l'amore ovunque sbandierato per i propri bambini

la gioia pura e sempiterna del fare la mamma,

il pulire le cacche col sorriso,
 
il rigurgito che non puzza, ma profuma,
 
l'alzarsi 870 volte a notte, con sommo gaudio, ovvio,
 
il mai e poi mai lamentarsi, una mamma non lo fa,

il rosa ovunque...
 

con l'odio supremo e sprezzante nei confronti delle altre mamme?

venerdì 4 dicembre 2015

E se non ci piacciono gli amici dei nostri figli?

Quando Mirtillo era all'asilo, aveva 3 amici inseparabili.
Che fossero i 3 più scatenati e ingestibili della scuola era del tutto secondario.
Anzi, era quasi un sollievo.
Lui era un bimbo molto timido, quindi il fatto che avesse amici così esuberanti, e soprattutto che per loro lui fosse un elemento imprescindibile del quartetto, era per me il segnale che in fondo riusciva a farsi apprezzare, anche con il suo carattere riservato.
L'asilo è finito, e i 4 amici sono stati separati in due classi diverse. Lui, peraltro, si è trovato con il più tranquillo dei 3.
Secondo sospiro di sollievo.
Ok, bello che fosse nel gruppetto "leader" ma ora che stava uscendo dalla sua timidezza non mi schifava l' idea di amici meno complicati.

E infatti è andato tutto benone, lui si è integrato benissimo nella classe, si è fatto subito nuovi amici.

Devo dire che sono contenta, anche le maestre riconoscono che è una bella classe, ovvio che ci sono i gruppetti di amici, ma nessun episodio di bullismo, nessuno che prevarica gli altri, chi si mena oggi si allea domani. 

Per dire, Mirtillo ha il suo "nemico" con cui si punzecchia in continuazione, ma mi ha raccontato che si sono messi tutti assieme per fare fronte compatto contro un bulletto di quarta.

Ora però è particolarmente legato, fermo restando il suo MiglioreAmico (Iniziali Maiuscole e tuttoattaccato) di cui sopra, con un bimbo un po' particolare. 
Oltre ad essere particolarmente vivace è un incorreggibile bugiardo.

Mi è capitato di passare del tempo con lui e mi ha sommersa si chiacchiere e balle.
Se ci sono più bambini faticano a parlare perché lui deve sempre intervenire, non lascia parlare, deve sempre raccontare qualcosa "di più grosso" successa a lui, al padre allo zio al nonno.

Ieri c'era qui mia mamma, li ha portati un po' al parco e al mio ritorno mi accoglie sdegnata: "ho conosciuto Pinco, mamma mia che bambino!! Non mi piace per niente, è maleducato, dice una marea di parolacce, era tutto un cacca, culo, pipì, che brutta impressione che mi ha fatto!".

Il tutto, molto diplomaticamente, davanti a Mirtillo, che è rimasto malissimo ed ha subito preso le sue difese: "ma no, se dice bugie poi lo dice che erano bugie, le parolacce le dice per farci ridere...". Mi ha fatto tenerezza, piccino.

Partita la nonna, mi chiede se anche a me Pinco non piace e se non potrà più giocare con lui.

Io ho detto che no, non mi piace particolarmente. 

Ma che io in realtà non lo conosco, che lui a differenza mia lo conosce bene, e se gli piace un motivo ci sarà e mi fido di lui e del suo giudizio.

Gli ho però anche detto che se continua ad essere maleducato a casa nostra potrò decidere di non invitarlo più per un po', ma che questo non vuol dire che non possono essere amici e divertirsi assieme. 
Gli ho detto che mi piace come sta diventando, che spero continui così e che può scegliersi gli amici che vuole, basta che cerchi di non farsi cambiare.

Non so se ho detto cose giuste.

La verità è che non sono così serena come ho finto di essere.
Perchè su un gruppo di 15 bambini deve sempre infilarsi nel gruppo dei più scapestrati?
Perchè sceglie sempre quelli più sopra le righe?
E' giusto restare a guardare e non intervenire?

E' ogni giorno più difficile fare la mamma, accidenti!




giovedì 3 dicembre 2015

Da sorella maggiore

Cara sorellina,

un giorno mi hanno detto che saresti arrivata tu. Per spiegarmelo, la mamma ha comprato dei libri. Sembravano carini, o almeno io ci avevo creduto.
Mi hanno detto che eri nata, sono venuta a trovarti in ospedale. Non ho mai dormito con la mamma e ora tu sei lì, nella tua culletta, e hai lei solo per te.

Perché?

Tutti mi dicono che sei carina. Io ti immaginavo come una bambola, ma mi scoccia ammettere che sei ancora più bella. No, non lo dirò mai.

All’inizio è stato facile. Tutti facevano in modo che non mi mancasse niente. Tu mangiavi, dormivi, facevi tanta cacca e io potevo anche toccarti. Eri morbidissima, e profumata di un profumo che non ho mai più sentito.
Un giorno ho sentito la mamma gridare: non era triste, era felice. Stavi gattonando. A me pareva che strisciassi, e quando la mamma mi ha detto che eri bravissima, ho finto di esserne contenta.
Non avevo ancora capito che la mia vita sarebbe cambiata per sempre.

mercoledì 2 dicembre 2015

Giochiamo insieme?


Il gioco è una cosa seria,  diceva qualcuno e, a giudicare dall'impegno che ci mettono i bambini nel farlo, aveva proprio ragione. 

Pensate alla faccia che fanno i nostri figli quando ci chiedono: "mamma, giochi con me?".

Per loro è un invito speciale, il più speciale del mondo.

E pensate alla nostra risposta distratta: 

devo lavorare (che poi magari è Facebook),  
devo cucinare (scongelare quei due nuggets?), 
devo sistemare casa (ora?), 
devo fare una telefonata (è davvero urgente?), 
devo...
devo...
devo...


martedì 1 dicembre 2015

Non è mai troppo tardi per cambiare

Se c'è una cosa che mi ha sempre colpito quando ho iniziato a scrivere sul blog è stato l'estremismo di alcune madri.

Madri che sentivano di avere la verità in tasca e SAPEVANO che solo il loro modo di educare era quello giusto: tutte le altre stavano sbagliando e, sbagliando, avrebbero cresciuto degli infelici.
Non conto i commenti a dir poco  terrificanti dal "potevi anche non fare  figli" al "mi fa pena tuo figlio con una madre come te" per un post in cui si raccontava un'uscita da sole per festeggiare il proprio compleanno, o per aver detto di averlo fatto dormire in cameretta sin da subito.

Figli destinati ad essere infelici e frustrati perché hanno avuto la sfortuna di avere una madre come me, che non li ha tenuti nel lettone sacrificando il proprio sonno, né ha rinunciato alla propria vita per loro.

Non ho mai avuto la presunzione di avere la verità in tasca. Mi lascio il beneficio del dubbio, non so se sto sbagliando, e non so se chi è una madre completamente diversa da me faccia meglio o peggio.
Non so nemmeno quanta influenza possiamo avere.

Ma nessuna delle mie argomentazioni ha mai fatto breccia nel rancore di quelle mamme che ci attaccavano.

Poi, un giorno di settembre, ho la fortuna di ricevere un invito da L'Albero della Vita, ONLUS che opera nel campo della protezione dell'infanzia. Un evento benefico, dove avremmo parlato di Haiti con Suor Marcella, che da anni opera sul campo, mentre nel pomeriggio avremmo visitato una casa di accoglienza per bambini da 0 a sei anni. ZeroSei, per l'appunto.

Ecco, avrei voluto che alcune di quelle mamme che ci hanno insultate per un niente, fossero lì quel giorno.

Lì a sentire parlare di bambini nati in una baraccopoli sviluppatasi su un mucchio di spazzatura. Letteralmente. Perché le madri raccolgono spazzatura, quindi tanto vale vivere lì.
Lo hanno pensato talmente in tanti che ora sono 150.000.


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