martedì 26 gennaio 2016

Vita a Panama, episodio 1: festeggiamo un mese

Passeggiata lungomare avenida Balboa Panama City

Ormai abitiamo a Panama da oltre un mese. Era il 19 dicembre quando con i nostri... ehm... pochi bagagli abbiamo lasciato la fredda e grigia Parigi per sbarcare nella calda e soleggiata Panama City. Sembra ormai una vita fa... In questo mese, a parte il viaggio in Messico a Natale, ho avuto il tempo di scoprire un po' questo paese e le sue abitudini. Panama è un melting pot, come forse ne esistono pochi al mondo oggi: i panamensi si confondono con una miriade di nazionalità che stento a riconoscere. A parte l'italiano: quello posso riconoscerlo lontano un miglio.

Il nostro primo mese a Panama


Gli spostamenti

Chi mi segue lo sa: i miei spostamenti a Parigi avevano del comico. Tra i km a piedi nella neve per portare la piccola al nido, tra i mille gradini in metro, gli scioperi, i suicidi, gli attentati, i sorci verdi e mi nonna, adesso... HO UN'AUTO. Ebbene sì. Di quelle gigantesche col cambio automatico che lèvate. Posso pure mettermi i tacchi e fare la sciura. E soprattutto: c'è lo scuolabus. Grazie America per le tue invenzioni grandiose.
A Panama c'è anche la metro, ma ha tipo tre stazioni e non è per nulla comoda. Poi ci sono i metrobus, che quando capirò come funzionano magari li prenderò. Poi ci sono i diablos rojos che... Beh, metto una foto per farvi capire. Un tizio sta appeso alla porta e sventola un fazzoletto quando vede qualcuno sul ciglio, il mezzo si fionda verso il ciglio e tu, povero guidatore, o te fai schiaccià, o inchiodi. Ah, ci sono anche taxi. Ma meriterebbero un capitolo a parte.

Diablo Rojo, trasporto illegale ma economico di Panama City

Trasporti alternativi a Panama


La spesa

Anche qui, le mie spese da quando ero sola: sabato mattina, preparati per tre, incamminati in tre con due che "noooooo la spesa nooooo", all'inizio con buona probabilità di dover portare la piccola perché  troppo piccola e facilmente stancabile, cerca carrello introvabile, carica figlie in carrello trovato dopo mezz'ora di ricerca tipo nemmeno fosse una perla, inizia a caricare carrello per la spesa di una settimana, scendi le figlie quando si riempie, accetta gli sguardi delle parigine che si schifano perché le tue figlie fuori dal carrello fan casino. Torna a casa con giornalino ricattatore.
Qui: scendi in garage, prendi auto. Parcheggia davanti a ingresso. Bambine presenti? Prendete il vostro carrellino bambine. Non presenti: pattino nel supermercato. Spesa misurata perché più  frequente, cassa, ragazzo gentile che riempie per me i sacchetti, ragazzo gentilissimo che me li porta pure in auto! Sali, accendi, guida, parcheggia, prendi carrello nel parcheggio dello stabile, porta spesa in casa con carrello.
La prima volta ho pianto, giuro.

Panama e fast food


Il cibo

Quando parlo con gli stranieri, italiani, francesi o di altra nazionalità, tutti si disperano perche non trovano il tal formaggio puzzone, il tal sugo de zia peppa, la salsiccia stagionata ventisei anni. Bon, io sono del partito che apprezza anche il cibo degli altri paesi, soprattutto se la materia prima è buona, e qui... qui lo è, cavolo se lo è! Dopo i pomodorini del gioielliere, 17 euro al kg (gli unici con sapore) e i cetrioli piu insipidi dell'universo che si dovrebbero usare per spianare la pasta, ecco a voi LA verdura. Saporita. Succosa. Buonissima. E economica! Dio grazie per aver creato Panama e il suo clima da sogno. E il mango. L'avocado. Le banane. I meloni. Non mangerei altro. Poi va beh loro friggono anche me, ma che vuoi che sia. Morna impazzirebbe.

La gente

Non posso dire come siano i panamensi perché, mea culpa, non so ancora riconoscerli dai colombiani, venezuelani, costaricani, messicani. Insomma, anche noi per loro siamo tutti uguali, e per me son latini, non posso farci niente. Però mi piacciono. Per la loro indolenza, per come guidano male, per come ridono, per come ti aiutano, per come ti guardano svogliati nei negozi. A loro importa solo della vita, e si vede. Abituata ai parigini (che adoro, sono la mia famiglia, bla bla bla, ma insomma, un po' di calore!), ma anche agli italiani, a me questi mi garbano parecchio. Certo devo abituarmi al fatto che gettino la spazzatura dalla macchina e che per loro Italia e Francia siano boh, lo stesso paese?, ma che importa? Son ganzi. E si vestono malissimo.


I weekend

Addio atelier dal prezzo di un rene, addio domeniche andiamo al parco però sta per piovere ma che vuoi che sia fa freddo voliamo via oddio domani tutti malati guardiamo dalla finestra che è meglio. Certo addio anche musei, bellissime passeggiate, Versailles ecc ecc, ma insomma, benvenuto mare. Piscina quando vogliamo. Spiagge infinite. Caraibi e San Blas. Surf. Passeggiata lungomare niente di che ma dio se mi esalta. Insomma, sarà che non sonopiù  sola, ma mi sembra tutto molto più facile.

La cinta costera di Panama


I ritmi

Sono sempre stata una dormigliona: quanto temevo figli che non dormivano! Ho avuto un gran culo. E ora sapete a che ora passa lo scuolabus? Alle 6.50. Significa che io e le bambine siamo in piedi alle 6. ALLE SEI. Mi sembrava una cosa scioccante eppure... Quando esco di camera e mi affaccio sul corridoio e vedo i primi raggi che entrano in sala, e mentre prendo il caffè vedo salire il sole dal mare, questa palla di fuoco rossa che illumina tutta la baia e mi acceca... Beh, dico che vale la pena. Vedo l'alba tutti i giorni, vedo il sole sorgere tutti i giorni, probabilmente in tutta la mia vita mi era successo due volte. A Parigi... Beh, a Parigi uscivo alle 8 ed era ancora buio pesto. Il sole... semplicemente non sorgeva. Certo mi piacevano le serate in terrasse, ma quanto è bella l'alba? Dico, veramente bella.

A Panama si vede facilmente l'alba





Potrei raccontarvi di come qui tutti (quelli con mezzi, ma non ricchi eh, semplicemente il ceto medio) abbiano un aiuto fisso in casa, di quanto sia difficile trovare certi beni di importazione (i mobili, Dios mio, Ikea dove sei quando servi??), di quanto un appuntamento non voglia dire niente di preciso, di quanto siano buoni i patacones (forse quello l'ho detto) e di quanto poco gusto abbiano da queste parti... Ma mi tengo qualcosa per la prossima puntata!


18 commenti:

  1. WOW è la vita che mi piacerebbe! Attendo la prossima puntata....

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  2. Anche io attendo con ansia la prossima puntata. Per un attimo ho visto Panama attraverso i tuoi occhi...

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  3. eh si, wow è quello che riesco a dire anch'io dopo aver letto il tuo post. Felice per te (ti seguo da poco ma mi sto appassionando alle tue avventure).
    Ciao
    Vale

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  4. Voglio venire a Panama pure io!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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  5. Miei primi messi in Italia ho imparato ad essere più "auto indipendente" perché era abituata che qualcuno mi aiutavi a prendere la spesa fino l'auto per $1, al valet parking,e il auto drive hahahaha.
    Ah! Devi provare il marañón e la chicha di saril (al mercatino afroantillano) :)
    E per tutto ciò che ci racconti nel tuo post , per le sue belle cose , la sua bellezza tropicale - anche per i loro punti deboli: I love my Panama.
    Bello il tuo post, spero la prossima puntata heeheh
    Hope to see you soon,
    GIA
    @mamauniverso

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    1. Per ora i punti forti battono quelli deboli! E immagino come sia "difficile" lasciare certe comodita' e certe bellezze... Pero' almeno la frutta e la verdura hanno sapore in Italia :)
      Llegas en abril? Te espero!

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  6. Dopo questo articolo prendo marito e figli e vengono a vivere nell'appartamento affianco al tuo!..la vita che ho sempre sognato!,.mamma mia che goduria!...soprattutto quella della spesa 😂😂

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    1. Ma guarda per me e' una specie di sogno! Ho appena pubblicato su Instagram una foto della "prova"... Zero fatica, massima resa! Ma perche' non ci pensano anche in Italia?!

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  7. Invidissima!!!! :)
    Vedere l'alba al mattino con il sole che sorge dal mare... mi basta quello per partire di buon umore per tutto il giorno!!!
    Quasi quasi ci faccio un pensierino e mi(ci) espatrio al volo! :D
    Senti ma.. temperatura? voglio dire, ok sole, ma tipo AFA galattica da boccheggio o si respira pure? No perché a me cambia parecchio eh!
    E la grata/rete in terrazza a che serve?
    (scusa prendo appunti nel caso del succitato expat) :D

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    1. La temperatura e' fissa sui 30 gradi, adesso e' estate quindi la stagione secca, quando da noi e' estate qui e' la stagione umida, quindi piove e c'e' afa :)
      La rete serve perche' le bambine non si buttino dal 29esimo piano :D

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  8. Que bien!! Mi piace la vita panamense, oltretutto vivendo in Spagna da 6 anni non faticherei a inserirmi! Quando sono venuta qui non distinguevo un andaluso da un madrileño, adesso conosco tutti gli accenti, cosí come per i latini, so distinguere argentini da cileni,ecuatoriani, colombiani..
    Bellissima l'alba e fa piacere sentire il tuo entusiasmo!
    Martina

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    1. Anche in Spagna non mi dispiacerebbe, vuoi mettere la vicinanza alla mamma? :) Credo sia un po' diverso qui, ma e' tutto molto piu' rilassato... Se non si e' persone che si stressano facilmente (per il traffico, i ritardi, la mancanza di beni o servizi) si sta da dio!

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    2. In Spagna si sta bene, siamo mediterranei! Noi dovremo lasciare Barcelona per la Svezia, andremo a vivere a Malmo per due anni..per poi ritornare a Madrid stavolta. Credo che i treni passino una volta nella vita e seppur con nostalgia, sono contenta di poter fare questa esperienza svedese, sopratutto per la bimba. Pero' ora che so che dovro' andare vía, sento Barcelona come la mia casa..un po' come e' per te Parigi. Ma la vita e' una e mi ritengo fortunata di poter fare questa esperienza, con tutti i sacrifici che comporta. Per quanto riguarda mamma..ora prende l'aereo come niente, per la Svezia e' gia' con l'ansia..
      Un abbraccio!

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