giovedì 18 febbraio 2016

I confronti tra fratelli.

Scena 1.
Interno.
Cena tra amici con prole.

Eh sai, Gino ancora non gattona, ed ha ben 8 mesi. Sua sorella a 4 gattonava già, credo abbia un ritardo.

Scena 2.
Esterno.
Mamma mi aiuti ad arrampicarmi?
E che palle, tuo fratello lo faceva già a un anno, tu ne hai 3 e sembri una neonata!

I confronti tra fratelli non sono solo stupidi, ma possono anche mettere in dubbio la sicurezza dei bambini, che finiscono per sentirsi falliti e inferiori a fratelli o sorelle.

Psicologia da quattro soldi? Forse.

Pensateci bene. Chi ha un fratello o una sorella lo sa: sentire la mamma o il papà che ci paragonano, con fini denigratori, all'altro loro figlio ci fa piangere il cuore, riempire di rabbia e di istinti omicidi.

Spesso però le mamme nemmeno se ne accorgono. Mi è capitato di sentir dire, davanti ai figli, che uno dei due aveva un ritardo perché ancora non sapeva contare, a 4 anni.

Ma che ne sappiamo noi di cosa sia giusto o meno? 

Ogni bambino è a sé, ha i suoi tempi di sviluppo e sì, ha i suoi punti forti e le sue debolezze.

Pensare di usare il confronto per spronare a fare meglio può essere addirittura deleterio. Invece di essere motivato, il bambino si deprime ancora di più. La competizione è positiva, ma va saputa usare, ed è qualcosa che si capisce più in là, da grandi. 

Noi genitori dovremmo imparare ad accettare le particolarità dei nostri figli, smettendola coi paragoni. Già coi figli degli altri, che ci fanno apparire solo come delle acide invidiose e frustrate, ma soprattutto coi nostri.

Proviamo a stimolarli laddove pensiamo che siano più deboli, proviamo a insegnare loro qualcosa invece di pretendere che lo facciano da soli solo perché il fratello o la sorella l'hanno fatto. 

I nostri figli sono essere umani unici e straordinari ed il nostro compito è guidarli, motivarli, farli crescere in maniera sana e sicuri di sé.

Quando sento una mamma che fa confronti cretini, vorrei darle una testata così forte da rincoglionirla più di quel che è. 

I bambini sono macchine meravigliose, non roviniamole!

25 commenti:

  1. Bravissima! Che poi cominciano subito! Mio figlio ha tenuto su la testa da quando aveva una settimana e ha sorriso la prima volta che aveva due giorni... Ah, ancora tuo figlio non usa il periodo ipotetico? Il mio lo fa da quando aveva 10 mesi.
    Ma chissenefrega/siceeerto! Io vorrei che Leon diventasse una persona generosa e tollerante, davvero mi importa poco altro.

    p.s. completamente off-topic. Tu dalla Francia all'America Latina, io dall'America Latina alla Francia ;-)

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    1. Anche io la penso come te, voglio che i miei figli diventino liberi e felici, non mi importa se diventeranno i primi della classe, o se sfonderanno carriera etc.
      Ricordo un papà di una mia amica che insisteva bisogna studiare e farsi un nome, una carriera. A dire il vero non era nemmeno l'unico, c'era la mamma di un'altra che diceva devi essre la prima , cioè anche se lei tornava a casa con 9, solo se una aveva preso 10, guai. Sono andata un po' fuori dall'argomento. Ma credo come te che la cosa più importante non sia eccellere e competere, ma piuttosto essere sereni e felici. Del resto ho potuto constatare che in realtà se tu non spingi i tuoi figli a fare le cose prima degli altri..in realtà accade spesso e volentieri che le facciano. Non vi dirò cosa fa perchè non voglio sembrare presuntuosa, ma certe cose mi sembrano prestino, perciò io lascio non insisto, ma noto che proprio non insistendo su questo , lui le fa, è pià aperto e curioso, non so se sia un caso.

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    2. Anna, sei tu quella che adesso posta foto da Parigi?! Condividiamo anche il nome, comunque :)

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    3. Magari Parigi! Siamo a Ferney-Voltaire e facciamo i frontaliers su Ginevra. E io sto impazzendo ad imparare il francese. Evviva le Anne!

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  2. Io sono figlia unica ma i confronti da bambina li ho sempre subiti: ero sempre paragonata alle mie amichette, soprattutto una, che erano super obbedienti. Grazie eh, la mamma di questa ultima era una malata di mente (letteralmente, non per dire, era sempre dentro e fuori cliniche, spesso con tso) che la menava come un tamburo se non faceva il soldatino!
    Ancora oggi ricordo la sofferenza perché non mi sentivo amata in quanto me ma solo in funzione alla mia adesione a una aspettativa

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    1. Che brutto! Mi dispiace! Anche perche' appunto, spesso si vede solo una parte... Ma l'erba del vicino e' sempre piu' verde, no?

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  3. che scatole i confronti.....non lo so vincono qualcosa ? i confronti tra sorelle da grandi poi sono insopportabili...!eh tua sorella lavora e tu ?"....lei tiene la casa precisissima e tu?....e viceversa...che palle!!!e dalle parti di mio marito è uguale..... quindi stiamo molto attenti e cerchiamo di rispettare l'unicità di ogni figlio..e devo dire che si sta magicamente meglio.........!!!!!!

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  4. Esatto! ogni figlio e' unico. A me piace osservare le differenze tra i miei figli, ma odio i confronti scemi. Il primo ad es. per tante cose e' simile a mio marito, il secondo piu' a me. Questa cosa ci fa tanto sorridere. Il terzo..vedremo! Mi piace pensare che poi da adulti prenderanno strade diverse, chi avra' la passione per la musica ad es, chi invece per lo sport, chi sara' piu' portato per la matematica e magari l'altro la odiera' e invece amera' leggere e poi magari si aiuteranno a vicenda per colmare i loro punti deboli! Ma gia' si vede questa tendenza, spesso mio figlio piu' grande aiuta il fratello piu' piccolo, se ha difficolta' a vestirsi o se non riesce a costruire un gioco con le Lego ad es...hanno due caratteri diversi ma trovano sempre un punto comune su cui collaborare...

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    1. Esatto! Ed e' bello che siano diversi! E che si aiutino a vicenda per migliorarsi... e non dobbiamo spronarli!

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  5. A casa noi siamo in due fratelli, io il maggiore. Ci sono sempre stati confronti, sempre. Lui era più silenzioso,ubbidiente, carino, scolasticamente più valido, i paragoni venivano fatti da tutti, dai genitori e dai parenti. Crescendo l'autostima va sotto i piedi e solo verso i 25/26 anni ho capito che anch'io sono speciale, che anch'io so fare delle belle cose. Vi prego non paragonate mai i vostri figli, ogni uno è speciale ed unico, uno ha sicuramente doti che l'altro non ha o viceversa. Per ora ho solo un figlio ma in futuro chissà. Sfrotunatamente ancora oggi vedo differenze tra me e mio fratello, e tra i nostri figli che vengono paragonati nonostante la differenza di età (2 anni), ma oggi riesco a reagire e a rispondere.

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    1. Ecco infatti, poi paragonano pure i nipoti... Per fortuna hai capito che sono tutte cazzate (scusa il termine) e che ognuno ha la propria unicita'...

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  6. Ciao, io da figlia maggiore i confronti li ho subiti. Ero una bambina chiusa, timida e sensibile, con la testa tra le nuvole e immersa nei miei pensieri e venivo confrontata con mia sorella più piccola che invece era più linguacciuta, si diceva fosse più sveglia, sempre in movimento, simpatica ecc.. I confronti venivano fatti anche con le compagne brave a scuola, che sembravano più grandi, erano spigliate (che crimine che mi viene a sentire sta parola) e tanto altro. Insomma è stato bruttissimo e tutto questo ha distrutto la mia autostima. Io ho un figlio solo e mi capita di fare paragoni con altri bambini più piccoli quando vedo che non ha voglia di fare qualcosa che sa già fare benissimo (soffiarsi il naso, vestirsi, lavarsi ecc), è un modo per spronarlo su cose basilari, del vivere quotidiano. Di certo non vado a fare confronti con quello che nuota meglio o che sa già scrivere. Quello che mi interessa è che sia sano, felice e sicuro di se (non come me). Barbara

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    1. Barbara, che pizza! A volte avere fratelli e' proprio difficile, perche' poi ci rimette anche il rapporto tra fratelli... Anch'io a volte uso il confronto per spronare, ma mai con intento denigratorio. Per esempio dico alla piccola "vedi come tua sorella sa fare questa cosa? prova a farla anche tu, magari sei gia' grande!". Ma chissa' qual e' la strada giusta...

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  7. Io pure ma nei confronti di mio fratello più piccolo, maschio. Lui essendo maschio ha avuto più libertà, io dovevo stare in casa, l'adolescenza solo a studiare, non potevo uscire molto con le amiche. E se uscivo me lo appioppavano. L'ho odiato. Ora andiamo d'accordo però questa cosa mi ha lasciato il segno. Io se avevo un voto così così...lui invece fa lo stesso, perchè maschio. Non è che ci facessero dei veri e propri paragoni, ma il confronto era alla base. Lui maschio, io femmina, lui libertà,io limitata.

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    1. Uhhhh come mi dispiace! e' vero a volte sono proprio i genitori con i loro modi sbagliati a far prendere strade differenti ai propri figli. Magari la femmina privata della liberta' studia, si laurea, il maschio invece che ne avuta troppa da adoloscente magari poi prende brutte strade e ne paga le conseguenze...che dire, a volte il destino e' beffardo! spero pero' che non sia seccessa a voi questa cosa...immaginato ora sarete uniti ed entrambi realizzati!

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    2. Mio fratello ha 12 anni piu' di me e io ho preso i vantaggi dell'essere praticamente figlia unica, ma di avere un fratello che, in caso di bisogno, mi ha sempre sostenuto. E' andato via di casa a 18 anni ed era completamente diverso da me: sempre lavorato fin da bambino, mai studiato, piu' introverso da adolescente. I confronti li faceva solo mia madre perche' lui non aveva studiato ma era molto intelligente dal punto di vista pratico, mentre io studiavo tanto, ero sempre la piu' brava ma non sapevo fare niente. A me ferivano, ma crescendo ne ho capito il motivo e mi sono messa l'anima in pace!

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  8. abbiamo studiato entrambi eppure la carriera la fa meglio lui, anche il mondo è maschilista. Certo è bello essere mamma, però a volte mi chiedo ...forse avrei dovuto godermi di più la giovinezza prima. Il problema è che i miei genitori la pensavano così e io sono sicura per il mio bene. Lui usciva di più, a parità di età se io a 13 anni non potvo molto, lui sì invece. Avrei potuto laurearmi comunque, o trovare la stessa situazione ma godendomi di più quegli anni che non tornano. Siamo uniti comunque, anche perchè non è colpa di mio fratello.

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    1. Beh che cosa posso dirti cara, non disperarti piu' di tanto. Ci sono cose peggiori nella vita che un'uscita persa a 13 anni. Ecco....pensa se a tuo fratello fosse successo qualcosa di grave...fosse finito dietro le sbarre ad esempio, quanto avresti sofferto? Sono queste le cose che mandano fuori di testa le persone e invece adesso siete uniti e felici, lui sta facendo addirittura una bella carriera e tu sei una mamma serena. Sono queste le cose che contano veramente, la vita presente...non il passato! volta pagina cara, il futuro e' bello, goditi i figli! e non stare a roderti il fegato inutilmente. Besos!

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    2. Hai ragione, penso proprio quello. Adesso sono adulta non decide nessuno per me ;-) grazie, senza volerlo mi è uscito non so come un commento veramente triste. Baci anche a te ;-)

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    3. Purtroppo il pensiero maschilista faceva e fa parte della nostra societa'... pero' ripensandoci ora, non lo capisci un po' di piu'? Purtroppo le femmine si espongono a cosi' tanti rischi uscendo, e le ragazzine poi... Mi vengono i brividi a pensarci. :/ E mi metto nelle mani di un genitore che deve dare il suo assenso per far uscire la propria figlia... brrr

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    4. Se devo raccontare la mia esperienza posso dire, adesso che sono diventata mamma, di capire perfettamente le scelte che hanno fatto i miei genitori quando avevo 13 anni. A 12-13 anni mi permettevano di uscire ma con criterio, piu' che altro osservando attentamente con chi uscissi. Quando facevo le medie i sabato pomeriggi andavo con le mie compagne di classe in centro citta, o si passeggiava per il quartiere, prendevamo anche l'autobus da sole e non c'erano problemi. L'importante era tornare nell'orario prestabilito. Conoscevano le mie amiche e si fidavano. Sapevano che erano ragazzine, ok. Anzi, devo dire che tra le mie amiche dell'epoca ero quella che osava di piu' e mi spingevo anche un po' oltre rispetto all'eta' che avevo. A 12 anni ho baciato il mio primo ragazzo, e non e' stato il bacino piu' casto della mia vita...anzi! (oddio che vergogna ripensandoci adesso!!! :D solo 2 anni prima giocavo con le barbie!) a 15 le uscite estive con le amiche erano solo un pretesto per incontrare di nascosto un altro ragazzo ancora per cui avevo perso letteralmente la testa. Ai miei genitori non piaceva, punto. Lo vedevano come un pericolo per me. Posso dirlo? avevano ragione, da adulta ora li capisco ma a 15 anni sei immatura e ti butti con tutta la passione che hai sulle prime esperienze della vita, senza pensare alle conseguenze. Devo dire che all'epoca ai miei genitori non piacevano nemmeno le amiche con cui uscivo e cercavano sempre di evitarmelo con tante scuse...hai i compiti da fare...studia! mica potevano andare dall'amica e dirle..."sai sei una ragazzina strana, anche i tuoi genitori sono un po' "fuori" preferisco che mia figlia esca con altre..." (e avevano ragione!!!) e non si facevano problemi se uscivo con altre. A 16 anni ho conosciuto il mio attuale marito proprio cosi', era amico di una mia compagna di classe...dopo 15 giorni veniva a casa mia, ha conosciuto i miei genitori, io andavo a casa sua e siamo insieme da 18 anni, ora abbiamo i nostri 3 splendidi bimbi e siamo felici! :) devo veramente ringraziare i miei genitori per tante cose perche' hanno saputo proteggermi ma senza limitare la mia liberta' e le mie esperienze adoloscenziali. E' cosi' che si crescono adulti felici e responsabili, maturi soprattutto...sorvegliandoli da distante, tenendoli lontano dai pericoli ma senza tarpare loro le ali e la stessa cosa faro' io con i miei figli :) scusate il post lungo....

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  9. Però a volte è proprio inevitabile mannaggia, io mi rendo conto che tutti i miei punti fermi si stanno sfaldando perchè Andrea è il completo opposto di Ricky, per cui giù a paragoni (certo non denigratori, solo dati di fatto per me). Ma ora sono molto piccoli e forse un pochino me lo posso ancora permettere...

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