Le dieci cose che mi piacciono di più dell’essere mamma

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blog di mamme

Diciamocelo: essere madre è un po’ come essere Dr Jekyll e Mr Hyde. In alcuni momenti – almeno noi mamme normali, imperfette, chiamateci come volete – vorremo sparire (o farli sparire, eh! Anche meglio), ma in altri essere mamme è proprio figo.

Ecco le dieci cose che mi piacciono di più.

1. I baci al mattino. Che profumano di notte, di colli sudati, di amore.
2. I progressi. Non tanto per la nostra soddisfazione, ma per la loro: veder brillare i loro occhi per un traguardo raggiunto è una delle emozioni più grandi mai provate.
3. Sentirsi bambini. Giocare coi playmobil, fare la ruota in spiaggia, fare le buche e cantare a squarciagola… Siamo sempre giustificate!
4. Rivedere se stessi. Un’espressione, un’abitudine, una forza: li abbiamo fatti proprio noi!
5. I cartoni animati. Alcuno magari non ci sono mai piaciuti, ma cosa c’è di più rassicurante di alcuni cartoni della nostra infanzia? E quando li guardiamo incantati di fronte a Creamy o Holly e Benji, in un attimo torniamo bambine. 

6. Le risate. Le risate dei bimbi, quelle dei neonati che ti arrivano dritte nella pancia, quelle dei bimbi grandi che non riescono piu a fermarsi. Esiste un suono più bello?

7. La lettura della sera: ok, lo ammetto, prima di farlo mi tirerei il frigo addosso. Ma quando sono lì è come stare su una nuvoletta (a parte quando ti interrompono ogni tre secondi, vi do ragione). 

8. I piedini: lo so, non è eterno, ma quanto sono belli piedini e manine dei bimbi? Io me li sono baciati e morsi fino ad oggi e continuerò a farlo ancora e ancora e ancora. Anche quando puzzano, eh.

9. Insegnare: l’avreste mai detto? Noi, proprio noi, stiamo insegnando qualcosa. La sensazione che ho provato scoprendo che, grazie a me, mia figlia aveva imparato a contare e a leggere, mi ha lasciato a bocca aperta. Allora so fare qualcosa! 

10. Quella sensazione che, alla fine, sono sempre più innamorata: possono farmi arrabbiare, gridare, anche piangere. Ma nel mio cuore il mio amore per loro non cambia di una virgola. E a fine giornata, l’unica cosa che voglio veramente è sapere che stanno bene, e stringerle forte a me. 
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