Il cadavere del nemico, prima o poi, passa

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Come ogni madre, sono stata vittima fin da prima del parto (che sia mai che certe perle si riescano a trattenere) di:

a) consigli (non richiesti);

b) pareri (ovviamente non richiesti);

c) idee sensazionali adattissime a me (non sto neanche più a digitarlo, lo sapete, no, che non erano richieste?);

d) aneddoti del tipo:;

“a me era successo che…”,
“a mio figlio faceva bene che…”,
“alla mia amica è successo che…”,

aneddoti che ti fanno pensare a una sola cosa, che non è  esattamente un “Ooooh! Grazie! Che cara!”,
ma piuttosto un più  verace

“ma che minchia me ne frega?!”.

Con sottofondo musicale del sempreverde “mio cuggggino una volta è morto”.

Bon.

Sufficiente?

No, col cavolo!

Perché poi i bambini crescono e comincia la sequela dei commenti rivolti a te o fintamente a terzi (ma sai benissimo comunque rivolti a te), del tipo:

“un bambino mena/dice le parolacce/morde/risponde male/non ubbidisce e varie ed eventuali, “perché certe cose le vede in casa sua”.

Ovvio che vostro figlio, nell’ordine, mena e/o dice le parolacce e/o risponde male e/o non ubbidisce e/o varie ed eventuali.

Il mio tutte e anche meglio, e se per caso ne avessi scordata qualcuna vi prego di farmelo notare, che ne vado fiera, grazie.

Ovvio che, quindi, voi, nell’ordine, menate il marito (che pur se lo meriterebbe…),
menate i figli (che pur se lo meriterebbero…,
mordete, anzi azzannate la suocera (vi piacerebbe, eh?),
mandate affanculo il prossimo, dal postino alla vicina ottantenne dai capelli a nuvola bianca che voleva solo zucchero,
vi ribellate al capo al telefono insultando sua madre, quella gran zozza,
e varie ed eventuali, no?

Ma no, certe cose a chi ha figli quadrati da qualunque lato li guardi, che manco il cubo di Rubik, non puoi spiegarle.
E non puoi sperare le capiscano da sole, né che le prendano anche solo in considerazione.

Devi solo fare una cosa, che solo una pessima persona come me sa fare:

augurare loro che accadano.

E sederti ad aspettare sulla proverbiale riva del fiume.
Con un abbonamento a Vanity, perché potresti dover aspettare quei 4/5/7/9 anni.

Ebbene, ora che dal parto per me sono passati più di 7 anni e che se non faccio la tinta mi si vedono i capelli bianchi, cominciano a sfilarmi davanti agli occhi così tanti cadaveri che manco durante l’epidemia di peste nei Promessi Sposi.

Le soddisfazioni vengono da talmente tante direzioni, che quasi fatico ad assaporarle.
Ho detto quasi, eh!

Com’è possibile?
Come accade?

A volte è merito del primo figlio di qualche stronza, che da bambino-Capodimonte da spolverare ogni tanto con un panno umido, scopre il piacere di avere un carattere e, soprattutto, il piacere di usarlo.

Che tu sei lì come sempre a controllare che tuo figlio non scheggi il Capodimonte, ops, che non lo meni, e invece succede l’irreparabile:

lui, il soprammobile, tira una centra a tuo figlio che lo stende.

E lo fa per mera prepotenza.

Che tu vorresti soccorrere tuo figlio, ma stai godendo troppo per rompere l’incantesimo.

A volte invece è il secondo figlio di qualche altra.
Colui che ti vendicherà, lo hai capito dal primo sguardo che gli hai dato.
E non ti delude, perché col tempo inizia a ribellarsi, ad avere comportamenti aggressivi, a dare della stronza alla madre (ma vieniiiiiiiiiii!) e poi a…

scomparire.

Ma…e il piccolo?

Ah…sai…è un po’ vivacino, mi diventa difficile portarne in giro due…

Ma dillo che ti vergogni di lui come una ladra, stronza!

A volte sono le amiche, che godendo come dei ricci in calore ti chiamano per raccontarti aneddoti che mai avresti immaginato.

E ti unisci al godimento collettivo.

A volte sono le stesse madri che, pentite delle stronzate dette sino ad ora, vengono a sfogarsi con te che hai una certa abitudine all’essere giudicata per via di quel figlio simile a Tarzan che ti ritrovi…
e cercano appoggio, comprensione, persino consigli…

che tu ti guardi bene dall’offrire.
Crepa!

Care mie, ve lo giuro, prima o poi, accade.

E sono certa che anche il cadavere della mamma perfetta passerà…
si tratta solo di saper aspettare.

Intanto, ho rinnovato l’abbonamento a Vanity.
Ho pazienza io.

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