Sono fuori dal tunnel

Share this...
Share on FacebookPin on PinterestTweet about this on TwitterShare on LinkedInEmail this to someone
So che state cantando tutte nella vostra testolina “lellellelle del divertimentoooo”.
Ma no care, qui contiamo di rientrarci. E quanto prima!
I figli crescono, evvai!
Cambiano, yuppi!
E noi finalmente respiriamo.
O almeno pensiamo di poter respirare.
Arriva quel momento in cui si sono archiviate tante cose.

Un giorno è la tetta.

Finalmente ha smesso di chiederla, finalmente non devo più vestirmi in funzione delle sue voglie ma di quelle di un maschio più maturo, semmai. Finalmente le mie tette sono di nuovo MIE! Un grande momento, sicuramente.

Un giorno è il biberon.

Smettiamo di fare miscele degne del piccolo chimico (ma veramente qualcuno ha mai chiesto quel gioco, come regalo?), di preoccuparci della temperatura dell’acqua, di uscire con una borsa che i sacchi di Dexter a noi ci fanno le pippe, benvenuto latte vaccino. Sì sì, quello delle mucche. Belle mucchine, brave mucchine.

Un giorno è il pannolino.

Dopo decine di pisciate sul pavimento, cacate sul divano e notti a cambiar lenzuola, ci siamo. Non dovremo più pulire cacca ad un esserino che ormai ne produce il triplo di noi (sicuramente più puzzolente, se ristagna poi…). Non ve ne siete tenute uno di ricordo?

Un giorno sono le notti in bianco.

Perché sì, accade. Accade che inizino a dormire tutta la notte. E pure nel loro letto. E quello sì che è un giorno da non dimenticare. Tipo come il giorno in cui abbiamo perso la verginità, si contendono il primato di notte indimenticabile.

Un giorno sono le pappette.

Vi mancherà, eh, il brodino? Vi resta sempre il piccolo chimico. E forse le rimpiangerete, quando si scofaneranno una ciabatta (di pane) alla nutella.

Un giorno è il passeggino.

Ma quanto è bello non dover andare in giro con quei cosi? Certo, era bello pure tenerceli impacchettati, belli tranquilli, immobili. Ma ecco… Un po’ dire addio al passeggino è come lasciare un ex che ci ha dato tanto, ci ha fatte incazzare tante volte, ma ci ha portato dove siamo adesso. Sempre grate, quindi.

Un giorno è il ciuccio.

Santo a volte, maledetto altre. Riporre nella scatola dei ricordi quel ciuccio tutto rovinato, sudicio e che praticamente rappresentava un pezzo della faccia di nostro figlio, al pari del naso e di un occhio, ci fa sempre scendere la lacrimuccia. Saranno gli ormoni, sicuro.
Oh ragazze, dai tunnel si esce. E questi sono i più facili. Perché se siete neomamme io vi vedo lì a moccolare e disperarvi ma tranquille, un giorno sarà la luce che tornerà, le cene a due, i viaggi, un film la sera, una bella giornata tutti insieme parlando, giocando, ridendo. Tutti, eh!
Ché tanto domani ce ne sarà un’altra. Saranno le mestruazioni. Sarà l’ansia da compito in classe. Saranno le finte febbri. Saranno i rientri oltre l’orario. Saranno i fidanzati poco raccomandabili. Sarà il puzzo di fumo.
Dovremo passare ancora così tante fasi che… sapete che? Io magari metto la retromarcia e torno un po’ indietro, in quel tunnel.
Che non era mica poi tanto male.
Tags from the story
Written By
More from Anya

Post della domenica della chiusura di Cannes 2013

Share this... Qualcuno si sarà chiesto se la terza sfumatura esiste davvero,...
Read More

14 Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *