lunedì 27 giugno 2016

Di quella volta che ho capito cosa sono i pregiudizi

Il pregiudizio nasce quando leggi una frase e pensi di aver inquadrato una persona. Quando chi ti sta davanti ti dice che le piace il nero, e tu pensi sia fascista. Quando il vicino ascolta Gigi d’Alessio, e tu pensi che abbia gusti di merda. Quando la tua nuova collega si trucca pesante e tu pensi che sia solo una frivola senza cervello. 

Il pregiudizio è qualcosa che ci tocca tutti, prima o poi. Che per carità, non succede niente a farsi un’idea sbagliata a primo impatto. Anzi, spesso ci azzecchiamo pure, vero? Sentiamo qualcuno parlare e pensiamo di averlo inquadrato alla perfezione. 

Ma il pregiudizio è una cosa bellissima. Perché è bellissimo l’attimo in cui apri gli occhi e ti accorgi di quanto quella persona sia diversa da come ti eri immaginato. 

Quando dopo averla ascoltata parlare, ti senti tanto stupido per esserti fermato ad un giudizio superficiale, ad un “pensavo che…”. 

Succede nella vita reale. Per esempio le tendenze politiche sono sempre un ottimo spunto di pregiudizio. Io e mio marito, quando ci siamo conosciuti, votavamo praticamente ai due opposti. Chi ci incontra, penserebbe il contrario, vedendoci. 

E da quando è arrivata la rete, il pregiudizio ha preso un campo incredibile. Prendo ad esempio noi: chi arriva sul blog pensa che io esca tutte le sere senza le mie figlie, quando sono molto più chioccia della media delle mamme, oppure che Klarissa sia contro l’alto contatto, quando ha dormito con suo figlio per 6 anni buoni e spesso ancora se lo ritrova nel letto. 
Fa male quando persone che non ti conoscono ti sputano addosso le loro sentenze basandosi su due righe. Ma poco importa, quando ci si espone è così, no? 




La rete, però, ti dà la possibilità di conoscerle anche meglio, le persone. Le stesse che un tempo osservavamo in treno ed a modo nostro etichettavamo, adesso possono prendere forma. Adesso possiamo andare al di là di una frase e di un commento, ormai lo sappiamo che non possiamo fermarci a questo. 

Una volta una delle mamme conosciute in rete mi ha detto: la gente pensa che io non faccia sesso perché sono una mamma ad alto contatto. 

Ed è proprio questo il punto: doversi fare un’idea sempre su tutti, dover sempre dare un’etichetta. Quella è intelligente, quello è ricco, quella è zoccola, quella non fa niente, quello è scemo. E trovare una causa effetto: sei così quindi devi fare colà per forza.

Quando invece basterebbe pulire la mente, ricordarci com’eravamo da bambini e SCOPRIRE le persone, lasciare che entrino nelle nostre vite, osservarle, ascoltarle e vederle per quello che sono, proprio come fanno i bambini. Guardarne gli occhi, neri e profondi o azzurri e piccoli, osservarne i movimenti, tanto diversi dai nostri. Ascoltarne il tono di voce, unico al mondo. L’accento, i suoni, i modi di dire. Il colore di un ombretto. Un modello di jeans. L’ultimo libro letto. Un viaggio. Un ricordo d’infanzia. 

Le persone sono una fonte inesauribile di meraviglia, e non può bastarci giudicarle a prima vista. E per le mamme vale ancora di più. Perché una mamma dentro di sé ha la sua vita e quella di tutti i suoi figli. Può insegnarci un milione di cose anche se, apparentemente, è tanto diversa da noi. 

Perché a volte proprio nella diversità ci si incontra. 


E la volta in cui ho capito cosa sono i pregiudizi è stato quando una sconosciuta mi ha accettata così, completamente diversa da lei in tutto, storia, vita, gusti, tutto, senza mai titubare, dal primo momento, ed è diventata il mio specchio, colei che sa cosa penso anche quando non parlo. Nessuno avrebbe scommesso su di noi, ma da quel momento so che un pregiudizio può essere un’occasione mancata per essere felici con qualcuno. E allora, anche no. 

1 commento:

  1. Io avevo dei pregiudizi verso una mamma che incontravo tutte le mattine mentre accompagnavo mia figlia a scuola.. Mi stava antipática innanzitutto perché quando la salutavo lei non rispondeva, e poi, perché non si tinge i capelli e mi dava l'impressione che ci tenesse a apparire poco curata, quasi lo volesse ostentare. Un motivo molto valido eh....
    Fattosta' che a poco a poco, dopo mesi facendo la stessa strada, abbiamo iniziato a interagire ed e' stato molto piacevole perché apparentemente siamo molto diverse, invece abbiamo scoperto di avere tante cose in comune e man mano ne sono venute fuori tante belle chiacchierate. Mi dispiace che questa amicizia sta nascendo proprio ora che ce ne andiamo ( mancano tre giorni e by by Catalonia!), pero' e' stato molto bello poter ricredermi e sono sicura che continuaremo a chiacchierare anche lontane. Ci sono quelle persone che ti sembra di conoscere da una vita e con lei e' stato cosí, una sorpresa per me e anche per lei.
    Martina

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