Non è cattiveria, è più…fanculo, cattiveria

Share this...
Share on FacebookPin on PinterestTweet about this on TwitterShare on LinkedInEmail this to someone
Il tempo di un genitore è sempre troppo poco; che il poraccio lavori fuori casa o dentro casa, sempre poco è.
E un genitore che se ne fa di quel tempo?
Lo vorrebbe dedicare a sé, ai figli e alle proprie (2) passioni (rimaste).
È tempo prezioso e no,  non gli va di impiegarlo in cose inutili,  in discussioni sterili, in confronti non cercati, in risposte a critiche e a consigli non richiesti.
Ecco perché non passa tempo con voi,  non vi telefona,  non vi cerca, ha sempre una scusa validissima (tipo la diarrea del figlio o la cistite del gatto o quella caccola enorme da togliere dal divano nuovo) per non vedervi.

Un genitore, quindi, non ha amici?
Non ha vita sociale?
In effetti molti no,  non ne hanno.
Gli altri,  tanti,  ne hanno,  ma scelgono con molta molta molta e ancora molta e maniacale attenzione con chi uscire.
Quindi, spesso, non è che non vi chiami più perché ha avuto figli ed è cambiato,  no. 

Non vi chiama più perché vi evita. 

Evita proprio voi nello specifico.

E sapete perché?
Perché:
1) parlate solo di figli.
Echemminchia, esco per rilassarmi e invece che parlare del nuovo toy boy della Del Santo o di quella nuova tendenza in fatto di scarpe (che tanto non metteremo mai), mi parlate di figli?!
È come parlare di prosecco ghiacciato a me che sono incinta o della cheese cake di California Bakery a un amico a dieta.
O, peggio!  Di come si passa il tempo in carcere ad un detenuto in libera uscita.
No,  l’esempio non è un filo esagerato.
Fidatevi.
2) vi lamentate in modo fine a se stesso.
Di tutto.
Di gamba sana e di gamba malata.
Di cosa fate e di cosa non fate.
Di cosa avete fatto e di cosa non avete fatto.
Possibile che la lamentela in quanto tale sia tanto di moda?
Fare qualcosa no?
E perché buttarla addosso a me?
Pesantezza.
Quella che avrei tanto voluto lasciare fuori dalla porta del locale.
Come voi la prossima volta.
3) mettete ansia.
Che siate genitori o no, dovreste sapere che un genitore ha un certo numero di pensieri ed ansie già di suo.
Dunque, ha imparato a scacciare le preoccupazioni superflue e a tenersi e a saper gestire solo quelle necessarie o ineliminabili. Che già son tante. Grazie.
L’ansia per un ritardo di 5′ non ce l’ha, per la bidella è ancora puntualità, dunque tale è diventato.
Chi sei tu per rompere?
L’ansia per il parcheggio quando non ha da trasportare ovetto, neonato, passeggino, 3 enne che deve cacare urgentemente, il tutto sotto un diluvio che Noè ancora lo deve vedere, è morta.
La distanza auto/ristorante è solo una serena passeggiata.
L’ansia perché non portano in fretta la pizza non esiste se non c’è un 2enne che urla “ho fameeeeee”.
Quindi non scassare o tiro fuori album  e pennarelli e ti faccio colorare.
E se esci dai contorni ti cazzio.
4) siete pedagogisti feisbucchiani
Che abbiate figli o no,  vi siete appassionati alle più disparate teorie pedagogiche. E no,  non ve le volete tenere per voi,  ma volete parlarne.
A me checcazzo!
Perchè mio figlio…perchè tuo figlio…perchè il figlio di miocuggggino che una volta è morto.
Scusi, un gioco – di legno ovviamente – al tavolo 4.
In testa alla signora.
Forte.
Se causa un trauma cranico le do 50 euro di mancia.
5) avete 40 anni ma vi siete fermati a 20.
No perché la leggerezza,  ok.
Viva!
Ma se a 40 anni vi commuovete ancora ricordando l’esame di maturità, aspirate ancora solo a fare l’alba, bevete come un’idrovora e solo di quello parlate, vi conciate ancora come un 15 enne ma con le zampe di gallina e la ricrescita bianca incipiente…qualcosa non va.
Niente, lo vedete che non è cattiveria se non c’e’ la coda per passare del tempo con voi?
O forse,  sì, fanculo,  è cattiveria.
Ma sana e salvifica.
Written By
More from Klarissa

La mamma piange (ovvero se dopo 4 anni non è baby blues, che è?)

Share this... Ieri la Minor Minor si laureava. Dicesi Maior la sottoscritta,...
Read More

7 Comments

  • Meno male va, pensavo di essere diventata cattiva ed un tantino asociale ma io un'gliela Fo. La categoria "adolescenti mai cresciuti " poi mi mette ansia.
    Sapere che non sono sola mi aiuta!
    Baci, Cri

  • Io sono molto molto selettiva. Non spreco tempo con chi mi annoia, mi rompe, mi mette ansia, mi infastisce. Sono molto molto cattiva. Ma la vita è mia e ne ho poca ed è sacrosanta!!
    ps quelle del punto 2 ….dio che nervi!!!
    V.

  • Io mi sento la ventenne di turno..
    Nel mio quartiere abbiamo partorito in 4 nello stesso periodo e siamo diventate un gruppetto abbastanza affiatato.
    Spaziamo dai 30 anni i miei, ai 37 la più grande.
    E niente, io le vedo come "le amiche di mia mamma" sono troppo grandi, vogliono fare a tutti i costi le mature, se ti viene una domanda sai già che loro sentono di avere la saggezza dell'esperienza per risponderti.
    E io mi sento la bimba di turno, quella che entra in casa e si toglie le scarpe e si siede per terra ad altezza bimba, però non mi sento un'adolescente mai cresciuta, semplicemente non mi sento già una donna vissuta solo perchè ho messo al mondo una figlia.

    Io ci metterei anche quelle "amiche" che siccome una volta hai rifiutato il loro invito (tuo figlio aveva 40 di febbre e dipingeva i muri a spruzzi) non si sforzano neanche di riprovarci e si allontanano credendo che ormai dirai di no per sempre. E poi quando ti vedono ti cazziato pure perché non ti fai mai sentire..
    Mavaffa…

    • E quante ce ne sono che ti allontanano!!! Ma sai che ti dico? E' selezione naturale…una volta che sono scomparse dalla tua vita, si sta decisamente meglio! 😉
      Federica

  • Che gran verità! E' sempre meno il tempo e quando c'è o si è riusciti a organizzarsi per averlo, si sceglie con cura come e con chi passarlo. Pensavo fosse la maturità ma in effetti da quando sono genitore ho imparato a selezionare e dire tanti no e sto anche meglio con me stessa.
    Barbara

  • Io a questo propósito ho fatto due grandi selezioni che hanno coinciso con due fasi fondamentali della mia vita. La prima quando mi sono trasferita all'estero, la seconda quando sono diventata mamma. Anche se le mie migliori amiche, quelle de toda la vida, non sono mamme, sono tutto casa, lavoro e spritzzzzz…tutto l'opposto mio!
    Martina

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *